Le nozze di Cosimo Giordano (Remainders)

un’inchiesta del commissario Santoro
Le nozze di Cosimo Giordano (Remainders) di Aurelio Caruso

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ISBN: 978-88-7676-589-6-Remainders
Edizione 2014, 88 PAGINE



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Era il 2002 quando Aurelio Caruso pubblicò il suo fumetto: “Stephanie al teatro”, una protesta sulla chiusura ventennale del teatro Massimo di Palermo. A distanza di dodici anni, Caruso si riavvicina al fumetto e lo trasforma in racconto illustrato regalandoci un altro personaggio: il commissario Santoro. Sullo sfondo di una Palermo realistica, Caruso ripercorre la storia del latitante Cosimo Giordano e la sua fine. Una storia fatta di intrecci con la mafia americana, di infanzia tormentata e di un grande amore. Il commissario Santoro e l’ispettore Di Paola indagano su quell’omicidio tanto anomalo giungendo, poco a poco, a dipanare una matassa legata ad un lontano passato. 

Tra i vicoli e le piazze di una Palermo contemporanea, si snoda una storia fatta di sparatorie e sospetti, di oscuri fantasmi del passato e di un presente freddo e solitario. “Le nozze di Cosimo Giordano” è un racconto dalle tinte noir che, a volte, si intreccia con la vita di tutti i giorni ma che in realtà, anche se tratta di un caso di omicidio, si svolge tutto e unicamente attorno al personaggio di Santoro.
Egli è Aurelio Caruso, ne ha l’aspetto, ne ha i gusti, ma Caruso non è un ispettore di polizia né tantomeno ha mai ucciso nessuno, figuriamoci poi se a sangue freddo e usando contemporaneamente due pistole!
Il commissario Santoro, difatti, è una figura costantemente in bilico tra il pistolero western e il nostrano commissario di polizia che, però, strizza spesso l’occhio al modello francese. Ma Santoro non è Maigret e neanche Montalbano. Non ha una famiglia, non ha nulla, solo ricordi.

Aurelio Caruso

scheda biografica non disponibile

Il diavolo sul campanile (Remainders) di Aurelio Caruso

Aurelio Caruso

L’architetto Stephanie è stato chiamato per restaurare l’antico convento poco lontano dal paese di Valledombra. Un lavoro come un altro, verrebbe da dire, ma strane presenze occupano quelle mura, a cominciare dalle stesse suore e da un essere indefinito. Chi sarà mai? Un angelo, un diavolo o solamente un pazzo? E cosa ci fa all’interno di un convento in un paesino della Sicilia? Ma soprattutto: che cosa nascondono quelle strane suore dal comportamento così oscuro?

In un susseguirsi di vicende, Stephanie si troverà coinvolta in strani fatti, e dovrà fare i conti con storie inquietanti che circolano sul conto di quel posto. Rapimenti, suicidi, porte da non aprire, un’ala dell’edificio dove non potere accedere e uno strano essere che si aggira in quei luoghi, saranno ingredienti stuzzicanti per non catturare l’attenzione dell’affascinante architetto sempre a caccia di emozioni e, soprattutto, di guai.

Un thriller avvincente che tiene col fiato sospeso sino al suo epilogo, in un crescendo d’azioni, misteri e colpi di scena in cui religione, superstizione e realtà si intrecciano di continuo. 

Le nozze di Cosimo Giordano di Aurelio Caruso

Aurelio Caruso

Era il 2002 quando Aurelio Caruso pubblicò il suo fumetto: “Stephanie al teatro”, una protesta sulla chiusura ventennale del teatro Massimo di Palermo. A distanza di dodici anni, Caruso si riavvicina al fumetto e lo trasforma in racconto illustrato regalandoci un altro personaggio: il commissario Santoro. Sullo sfondo di una Palermo realistica, Caruso ripercorre la storia del latitante Cosimo Giordano e la sua fine. Una storia fatta di intrecci con la mafia americana, di infanzia tormentata e di un grande amore. Il commissario Santoro e l’ispettore Di Paola indagano su quell’omicidio tanto anomalo giungendo, poco a poco, a dipanare una matassa legata ad un lontano passato. 

Tra i vicoli e le piazze di una Palermo contemporanea, si snoda una storia fatta di sparatorie e sospetti, di oscuri fantasmi del passato e di un presente freddo e solitario. “Le nozze di Cosimo Giordano” è un racconto dalle tinte noir che, a volte, si intreccia con la vita di tutti i giorni ma che in realtà, anche se tratta di un caso di omicidio, si svolge tutto e unicamente attorno al personaggio di Santoro.
Egli è Aurelio Caruso, ne ha l’aspetto, ne ha i gusti, ma Caruso non è un ispettore di polizia né tantomeno ha mai ucciso nessuno, figuriamoci poi se a sangue freddo e usando contemporaneamente due pistole!
Il commissario Santoro, difatti, è una figura costantemente in bilico tra il pistolero western e il nostrano commissario di polizia che, però, strizza spesso l’occhio al modello francese. Ma Santoro non è Maigret e neanche Montalbano. Non ha una famiglia, non ha nulla, solo ricordi.

Il diavolo sul campanile di Aurelio Caruso

Aurelio Caruso

L’architetto Stephanie è stato chiamato per restaurare l’antico convento poco lontano dal paese di Valledombra. Un lavoro come un altro, verrebbe da dire, ma strane presenze occupano quelle mura, a cominciare dalle stesse suore e da un essere indefinito. Chi sarà mai? Un angelo, un diavolo o solamente un pazzo? E cosa ci fa all’interno di un convento in un paesino della Sicilia? Ma soprattutto: che cosa nascondono quelle strane suore dal comportamento così oscuro?

In un susseguirsi di vicende, Stephanie si troverà coinvolta in strani fatti, e dovrà fare i conti con storie inquietanti che circolano sul conto di quel posto. Rapimenti, suicidi, porte da non aprire, un’ala dell’edificio dove non potere accedere e uno strano essere che si aggira in quei luoghi, saranno ingredienti stuzzicanti per non catturare l’attenzione dell’affascinante architetto sempre a caccia di emozioni e, soprattutto, di guai.

Un thriller avvincente che tiene col fiato sospeso sino al suo epilogo, in un crescendo d’azioni, misteri e colpi di scena in cui religione, superstizione e realtà si intrecciano di continuo. 


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