Notiziario Storico dell’Arte Medica (Remainders)

dalla Preistoria all’Era Moderna
Notiziario Storico dell’Arte Medica (Remainders) di Francesco Bruno

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ISBN: 978-88-7676-194-2-Remainders
Edizione 2001, 400 ill. PAGINE



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L’era Cristiana comincia con la nascita di Cristo e venne testimoniata dall’arrivo di tre Re: i Re Magi. Questi provenivano dall’Oriente, da quell’Oriente in cui era sorta la civiltà e che aveva dato i primi canoni di tutte le scienze. Ispirati e guidati da un segno divino portarono al Re di tutti i Re dei doni e non a caso erano dei l’armaci regali: l’Oro, l’Incenso e la Mirra. Oggi siamo in grado di valutare il simbolismo terapeutico di quei regali che a loro volta rispecchiano una profonda competenza farmacologia su ciascuno di essi.

I sali d’Oro fanno ormai parte della farmacopea ufficiale moderna e il loro uso fa parte di attuali e sperimentati protocolli terapeutici in una forma particolare di reumatismo articolare che colpisce prevalentemente le giovani generazioni, su base autoimmune.

L’Incenso è una resina. Il suo uso è stato descritto da Erodoto e Celso nel I secolo d. C. ed è conosciuto per le sue ottime capacità cicatrizzanti e come antidoto, se usato come infuso, nell’avvelenamento da cicuta. I Cinesi l’usarono nella cura della lebbra e con queste e altre indicazioni è stato usato per molti secoli. Più recentemente, nel 1600 un farmacista londinese, Nicolas Culpeper lo usò nella cura dell’ulcera peptica.

La Mirra. I Greci l’usavano per le infezioni della bocca e degli occhi, nella cura delle bronchiti e come preventivo per chi si recava in zone in cui vi erano casi di peste. A chi era costretto ad andare in tali regioni o per chi doveva convivere con tali malati, veniva consigliato di masticare Mirra per purificare l’alito, impedendo l’ingresso del male nel proprio corpo e così sfuggire al contagio.

Ma non fu solo questo il suo uso: nella medicina di allora si diffuse anche come anestetico ed è riportato che a Gesù stesso, per un atto di pietà, per lenirne le sofferenze, prima di essere crocifisso, sia stata data a bere una miscela di vino e mirra.


In ultimo, come riferisce Colin Michie, numerosi laboratori farmaceutici hanno dimostrato l’attualità sia dell’incenso che della mirra; sono stati messi in evidenza dei sottoprodotti derivati del benzopirene che oltre ad avere azione antinfiammatoria, broncodilatatrice e leucotrofica, agiscono anche normalizzando i lipidi del siero.

Questi i regali dei Re Magi: medicine per il figlio di Dio che si fece uomo e dei quali poteva anche avere bisogno come i comuni mortali e che poi ebbe a sperimentare nell’ora dolorosa della Sua morte.
 

Francesco Bruno

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Notiziario Storico dell’Arte Medica di Francesco Bruno

Francesco Bruno

L’era Cristiana comincia con la nascita di Cristo e venne testimoniata dall’arrivo di tre Re: i Re Magi. Questi provenivano dall’Oriente, da quell’Oriente in cui era sorta la civiltà e che aveva dato i primi canoni di tutte le scienze. Ispirati e guidati da un segno divino portarono al Re di tutti i Re dei doni e non a caso erano dei l’armaci regali: l’Oro, l’Incenso e la Mirra. Oggi siamo in grado di valutare il simbolismo terapeutico di quei regali che a loro volta rispecchiano una profonda competenza farmacologia su ciascuno di essi.

I sali d’Oro fanno ormai parte della farmacopea ufficiale moderna e il loro uso fa parte di attuali e sperimentati protocolli terapeutici in una forma particolare di reumatismo articolare che colpisce prevalentemente le giovani generazioni, su base autoimmune.

L’Incenso è una resina. Il suo uso è stato descritto da Erodoto e Celso nel I secolo d. C. ed è conosciuto per le sue ottime capacità cicatrizzanti e come antidoto, se usato come infuso, nell’avvelenamento da cicuta. I Cinesi l’usarono nella cura della lebbra e con queste e altre indicazioni è stato usato per molti secoli. Più recentemente, nel 1600 un farmacista londinese, Nicolas Culpeper lo usò nella cura dell’ulcera peptica.

La Mirra. I Greci l’usavano per le infezioni della bocca e degli occhi, nella cura delle bronchiti e come preventivo per chi si recava in zone in cui vi erano casi di peste. A chi era costretto ad andare in tali regioni o per chi doveva convivere con tali malati, veniva consigliato di masticare Mirra per purificare l’alito, impedendo l’ingresso del male nel proprio corpo e così sfuggire al contagio.

Ma non fu solo questo il suo uso: nella medicina di allora si diffuse anche come anestetico ed è riportato che a Gesù stesso, per un atto di pietà, per lenirne le sofferenze, prima di essere crocifisso, sia stata data a bere una miscela di vino e mirra.


In ultimo, come riferisce Colin Michie, numerosi laboratori farmaceutici hanno dimostrato l’attualità sia dell’incenso che della mirra; sono stati messi in evidenza dei sottoprodotti derivati del benzopirene che oltre ad avere azione antinfiammatoria, broncodilatatrice e leucotrofica, agiscono anche normalizzando i lipidi del siero.

Questi i regali dei Re Magi: medicine per il figlio di Dio che si fece uomo e dei quali poteva anche avere bisogno come i comuni mortali e che poi ebbe a sperimentare nell’ora dolorosa della Sua morte.


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