Harry Van Der Zee

L’Omeopatia nella cura dei traumi del parto

Capire, proteggere e curare i nostri bambini prima e durante la loro nascita
L’Omeopatia nella cura dei traumi del parto di Harry Van Der Zee

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ISBN: 9788866730033
Edizione 2012, 224 PAGINE



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Questo è un libro di Omeopatia che è stato scritto per insegnare ad associare ad ogni fase del parto un determinato miasma omeopatico e ovviamente anche un nosode o qualche altro rimedio omeopatico di fondo.

Questa idea, suggerita all’Autore dagli studi di uno psichiatra, è sicuramente molto interessante e ricca di ripercussioni terapeutiche, perché ogni esperienza di morte-rinascita, come Harry van der Zee chiama sia il parto che il passaggio da questa vita terrena a quella Eterna, non può non essere ricca di profondi significati, stimoli di riflessione e insegnamenti.

Ma questo libro è importante anche per un altro aspetto che è forse più importante ancora: ci fa riflettere sull’estrema delicatezza di un bambino, cioè sull’estrema facilità con cui noi possiamo alterare il suo fragilissimo equilibrio.

Sappiamo tutti che un neonato è totalmente immaturo dal punto di vista biologico, ma più ancora lo è un feto o un embrione e lo sono addirittura anche i gameti maschili e femminili prima del concepimento.

Abbiamo mai riflettuto su questi concetti?

E allora, perché non prepariamo le future coppie con un’adeguata igiene di vita e con una consapevolezza degne della responsabilità a cui vanno incontro?

Perché non proteggiamo la gravidanza da stress psico-fisici, abusi, lavori non idonei, farmaci, sostanze tossiche voluttuarie e non, eccetera, eccetera?

Perché noi medici non ci preoccupiamo di fare in modo che il parto avvenga nelle condizioni migliori e invece di preoccuparci solo di salvaguardare i nostri interessi medico-legali e/o economici?

Come è possibile che ancora oggi un neonato venga staccato da sua madre dopo la nascita?

E i parti cesarei? Sappiamo tutti che sono degli interventi medici di emergenza, ma come mai allora oggi sono in continuo aumento? Forse che i parti dei secoli precedenti avvenivano in condizioni migliori di quelle attuali?

Perché stiamo estremizzando la medicalizzazione anche nelle condizioni più fisiologiche come la vita e la morte?

E le vaccinazioni pediatriche? Sono sensati 7-8 vaccini a 2-3 mesi di vita? Chi sa spiegare quale di questi vaccini sia assolutamente necessario a quell’età?  

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