Il signore degli anelli

Edizione italiana a cura di Quirino Principe . Illustrazioni di Alan Lee

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ISBN: 9788845294778
Edizione 2018, 1254 PAGINE

Editore: Editori Vari



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Il Signore degli Anelli è un romanzo d’eccezione, al di fuori del tempo: chiarissimo ed enigmatico, semplice e sublime. Esso dona alla felicità del lettore ciò che la narrativa del nostro secolo sembrava incapace di offrire: avventure in luoghi remoti e terribili, episodi d’inesauribile allegria, segreti paurosi che si svelano poco a poco, draghi crudeli e alberi che camminano, città d’argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in cui dimorano esseri che spaventano solo al nominarli, urti giganteschi di eserciti luminosi ed oscuri; e tutto questo in un mondo immaginario ma ricostruito con cura meticolosa, e in effetti assolutamente verosimile, perché dietro ai suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre e malgrado la storia: la lotta, senza tregua, tra il bene e il male. Leggenda e fiaba, tragedia e poema cavalleresco, il romanzo di Tolkien è in realtà un’allegoria della condizione umana che ripropone in chiave moderna i miti antichi.
Tolkien scrisse la trilogia nell’arco di quattordici anni, nel periodo in cui era professore ad Oxford. Il romanzo è venuto crescendo tra le dita allo studioso innamorato dei suoi studi severi, delle sue rune, delle sue leggende, di cui si sentono qui le molte suggestioni e risonanze: lo splendore azzurro e dorato dei paesaggi, l’orrore «celtico» di certe creature, il suono bronzeo o argenteo dei nomi di persone e di luoghi. Come scrive Elemire Zolla nell’introduzione, «Tolkien riparla, in una lingua che ha la semplicità dell’Anglosassone o del Medio Inglese, di paesaggi che pare di avere già amato leggendo Beowulf o Sir Gawain o La Mort d’Arthur, di creature campate tra il mondo sublunare o il terzo cielo, di archetipi divenuti figure». C.S. Lewis ha scritto a sua volta: «Non è immaginario il mondo che Tolkien ha proiettato, così molteplice, vero e completo nella sua intima coerenza. Nessun altro mondo è così palesemente oggettivo, purificato da ogni psicologismo individuale legato all’autore»; e Richard Hughes: «Per l’ampiezza dell’immaginazione [il romanzo] umilia ogni termine di confronto; la sua vivacità, la sua felicità narrativa trascinano il lettore da una pagina all’altra». E Auden infine: «È un libro di incredibile felicità».

John Ronald Reuel Tolkien

I primi anni (1892-1904)

John Ronald Reuel Tolkien nasce il 3 gennaio 1892 a Bloemfontein, in Sudafrica, primogenito di Arthur Tolkien e Mabel Suffield, coloni inglesi originari di Birmingham. Nel 1894 nasce il fratello Hilary Arthur.
Il soggiorno in Sudafrica non dura però a lungo, infatti Mabel fa ritorno con i due figli in Inghilterra già nel 1895, stabilendosi alla periferia di Birmingham. Molto presto la vita di Tolkien è turbata dal primo lutto: il padre muore infatti in Sudafrica nel 1896.
I paesaggi rurali inglesi dell’infanzia e i contadini che li abitavano avranno una parte importante nell’ispirazione della Contea e degli Hobbit, protagonisti delle sue opere più conosciute. Fondamentale retaggio degli anni trascorsi con la madre per la vita e l’attività professionale di Tolkien sono anche la passione per le antiche fiabe e le lingue straniere e la conversione dall’Anglicanesimo al Cattolicesimo, scelta compiuta da Mabel ed estesa ai figli. La conversione porta però gravi conseguenze, in quanto sia la famiglia Tolkien sia la famiglia Suffield, di tradizione anglicana, interrompono ogni contatto con i parenti divenuti cattolici, negando loro ogni aiuto anche economico. Le condizioni della famiglia peggiorano, e la dura prova di allevare da sola i figli nelle ristrettezze in cui si trova contribuirà alla prematura morte di Mabel nel 1904.

La giovinezza (1904-1914)

Morta la madre, l’educazione di Tolkien viene affidata a Padre Francis Xavier Morgan, dell’Ordine degli Oratoriani. Tolkien prosegue gli studi a Birmingham, dimostrando una straordinaria attitudine per le lingue che lo porterà a padroneggiare, oltre a Latino e Greco, il Finnico, l’Islandese, il Gotico. In questo periodo comincia anche a ideare le basi di una lingua nuova, la lingua delle fate, che perfezionerà nel tempo.
Nel 1908 conosce Edith Bratt e se ne innamora, malgrado che Padre Francis gli impedisca di vederla e scriverle fino al ventunesimo compleanno.
Grazie ad una borsa di studio ottenuta nel 1911 può frequentare l’Exeter College di Oxford, dove otterrà il titolo di Bachelor of Arts nel 1915. Con i migliori amici dell’università, Rob Gilson, Geoffrey Smith e Christopher Wiseman fonda una società che prende il nome dalla consuetudine dei soci di bere il tè nella biblioteca del college (dov’era ovviamente proibito) e nei magazzini della vicina ditta Barrow: il TCBS, acronimo di Tea Club and Barrovian Society (club del tè e società Barrovian). Al suo interno Tolkien compierà i primi tentativi letterari, componendo numerosi testi poetici e alcuni racconti del Book of the Lost Tales, il primo nucleo del suo universo mitologico.

L’esperienza bellica (1914-1919)

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, nel 1914, Tolkien ritarda l’arruolamento, nonostante le pressioni dei tre amici, che si arruolano invece subito. Lo scrittore entrerà nell’esercito solo nel 1915, come sottotenente nel battaglione dei Lancashire Fusiliers.
Lo stipendio da ufficiale, anche se magro, gli consente di superare le croniche difficoltà economiche che lo opprimono e di sposare Edith Bratt nel 1916.
Nello stesso anno partecipa alla battaglia della Somme, esperienza che ha grande influenza sulla sua vita e sulla sua personalità, dove l’amico Rob Gilson perde la vita (successivamente verrà ucciso anche Geoffrey Smith). Nonostante questo, come testimoniano alcune sue lettere, anche nel corso della vita in trincea non cessa di mettere mano alla sua lingua inventata. Ammalatosi di febbre da trincea, viene congedato nel 1917 e torna in Inghilterra, dove trascorrerà il resto della guerra, al comando di un avamposto.
Sempre in quell’anno nasce il suo primo figlio, John Francis Reuel, cui nel 1918 si aggiunge Michael.
Nel 1919, ottenuto il definitivo congedo dall’esercito, prosegue gli studi a Oxford, che si concluderanno con il conseguimento del titolo di Master of Arts.

L’attività didattica (1919-1959)

Dopo gli anni difficili dell’infanzia, segnati dalla scomparsa prematura dei genitori e dall’esperienza bellica, Tolkien conduce un’esistenza tranquilla, priva di eventi particolarmente drammatici, che associa alla serenità dell’esistenza familiare la dedizione all’attività accademica, allo sviluppo dei propri interessi linguistici e filologici, nonché alla stesura di numerosissime lettere, attività che piaceva molto al professore di Oxford.
Nel 1921 diventa professore di Lettere all’università di Leeds.
Nel 1924 nasce il suo terzo figlio, Christopher.
L’anno successivo viene nominato professore di Filologia Anglosassone presso il Pembroke College di Oxford.Risale a questi anni l’inizio della sua amicizia con Clive Staples Lewis.
Insieme a lui, Tolkien partecipa alle riunioni del circolo degli Inklings, di cui altro esponente di spicco è Charles Williams. Nel corso di questi ritrovi venivano lette ad alta voce alcune composizioni letterarie inedite dei membri, che ricevevano poi le critiche e i giudizi degli altri. In questo ambiente faranno la prima comparsa le opere letterarie più conosciute del Professore, tra cui Il Signore degli Anelli.
L’ultima figlia, Priscilla, nasce nel 1929.
Nel 1937 la casa editrice Allen & Unwin dà alle stampe Lo Hobbit, prima opera narrativa compiuta dello scrittore. Il successo ottenuto spingerà Tolkien a proseguire nella produzione narrativa.
Nel 1945 gli viene assegnata la cattedra di Lingua Inglese e Letteratura Medievale presso il Merton College.
Tra il 1954 e il 1955 vengono pubblicate, sempre dalla Allen & Unwin, le tre parti de Il Signore degli Anelli.
Il ritiro definitivo dall’attività accademica avviene nel 1959.

 

Gli ultimi anni (1959-1973)

Dopo il ritiro dall’insegnamento Tolkien si dedica alla stesura del Silmarillion, il suo principale corpus mitologico, cominciato fin dal 1917 e che non riuscirà a concludere. L’opera sarà pubblicata postuma nel 1977 dal figlio Christopher, nominato dal professore quale curatore delle sue opere.
La sua amata moglie Edith muore ottantaduenne nel novembre del 1971 e lo scrittore la segue poco dopo, il 2 settembre 1973, all’età di 81 anni, mentre si trova in visita ad alcuni amici a Bournemouth.
Sulle tombe dei coniugi Tolkien, sepolti nel cimitero di Wolvercote, nei sobborghi di Oxford, sono incisi i nomi di Beren e Lúthien, i due amanti protagonisti dell’omonimo racconto del Silmarillion.


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