La vecchia delle rose

La vecchia delle rose di Bruno De Michele

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ISBN: 9788876766398
Edizione 2015, 188 PAGINE

Editore: Nuova Ipsa Editore
Collana: Mnemosine


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Antonio, il protagonista di questa favola surrealista, dopo aver combattuto nella Legione Straniera, ha deciso di isolarsi a casa sua, senza quasi più contatti con il mondo, esclusi l’amico Roberto e la sua donna, Adalgisa.
Ha strane abitudini Antonio, personaggio eccentrico forse, ma tanto sensibile; ama le donne, il caffè, fare lunghe camminate e l’idea che ha del tempo e delle ore che scorrono è un concetto tutto suo particolare.
Stimato in paese, nonostante la sua ritrosia nei rapporti interpersonali, un giorno gli viene chiesto di candidarsi a sindaco destituendo quello in carica. Antonio non è il tipo, non riprenderebbe mai i contatti con il mondo, e mai e poi mai con la politica. Ma un’apparizione, una vecchina rugosa che sbuca da dietro un roseto in giardino, col suo sguardo ambiguo, quasi indagatorio, lo costringe a porsi tante domande. La vecchina non ha mai parlato, se non una volta sola; le sue rughe sono storie, i suoi occhi verdi uno specchio infinito. Sta sempre in giardino ad aspettarlo, nessuno tranne lui può vederla e a volte è quasi inquietante. E così Antonio ci prova, ma non ha il coraggio di andare fino in fondo, ed eletto quasi all’unanimità, si dimette dopo 39 secondi e va via. In viaggio per un anno con l’amico Roberto, sotto consiglio di Adalgisa, che lo vede sconvolto da tutti questi avvenimenti.
Il protagonista viaggia tanto, infine approda nella Capitale dove viene a conoscenza di una storia che lo colpisce tanto. Gli raccontano di un palazzo in costruzione in cui avveniva un fenomeno alquanto strano: di giorno si erigeva un piano, e nottetempo il piano appena costruito spariva. Almeno così dicevano i giornali, la radio e la televisione. La gente era stupefatta, ma c’era un tale Lorenzo però che non vedeva il fenomeno, e che giurava che non era sparito niente, e che i piani del palazzo erano quelli di sempre.
Allora Antonio si rende conto che ci sono uomini che vedono cose che altri uomini non vogliono vedere. “Aquile” e uomini sinceri, chiamati ingenui da queste parti.
 

Bruno De Michele

Bruno De Michele (Lecce, 1942), in Sicilia dal 1950, si stabilì a Palermo nei primi anni ’60. E’ stato cronista e critico letterario; successivamente imprenditore, amministratore di un’Azienda pubblica durante la sindacatura di Leoluca Orlando, per decenni Direttore dell’Intersind di Sicilia e Calabria (Industrie a Partecipazione Statale), infine dirigente dell’Associazione degli industriali.

La vecchia delle rose (Remainders) di Bruno De Michele

Bruno De Michele

Antonio, il protagonista di questa favola surrealista, dopo aver combattuto nella Legione Straniera, ha deciso di isolarsi a casa sua, senza quasi più contatti con il mondo, esclusi l’amico Roberto e la sua donna, Adalgisa.
Ha strane abitudini Antonio, personaggio eccentrico forse, ma tanto sensibile; ama le donne, il caffè, fare lunghe camminate e l’idea che ha del tempo e delle ore che scorrono è un concetto tutto suo particolare.
Stimato in paese, nonostante la sua ritrosia nei rapporti interpersonali, un giorno gli viene chiesto di candidarsi a sindaco destituendo quello in carica. Antonio non è il tipo, non riprenderebbe mai i contatti con il mondo, e mai e poi mai con la politica. Ma un’apparizione, una vecchina rugosa che sbuca da dietro un roseto in giardino, col suo sguardo ambiguo, quasi indagatorio, lo costringe a porsi tante domande. La vecchina non ha mai parlato, se non una volta sola; le sue rughe sono storie, i suoi occhi verdi uno specchio infinito. Sta sempre in giardino ad aspettarlo, nessuno tranne lui può vederla e a volte è quasi inquietante. E così Antonio ci prova, ma non ha il coraggio di andare fino in fondo, ed eletto quasi all’unanimità, si dimette dopo 39 secondi e va via. In viaggio per un anno con l’amico Roberto, sotto consiglio di Adalgisa, che lo vede sconvolto da tutti questi avvenimenti.
Il protagonista viaggia tanto, infine approda nella Capitale dove viene a conoscenza di una storia che lo colpisce tanto. Gli raccontano di un palazzo in costruzione in cui avveniva un fenomeno alquanto strano: di giorno si erigeva un piano, e nottetempo il piano appena costruito spariva. Almeno così dicevano i giornali, la radio e la televisione. La gente era stupefatta, ma c’era un tale Lorenzo però che non vedeva il fenomeno, e che giurava che non era sparito niente, e che i piani del palazzo erano quelli di sempre.
Allora Antonio si rende conto che ci sono uomini che vedono cose che altri uomini non vogliono vedere. “Aquile” e uomini sinceri, chiamati ingenui da queste parti.
 


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