Amaritudine

Poesie d’amore e disamore
Amaritudine di Letizia Gariglio

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ISBN: 9788876766213
Edizione 2015, 160 PAGINE



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Amaritudine è un termine, già utilizzato nel 1977 dall'autore Carlo Bagni, che indica Amarezza, rancore o cruccio persistente... il termine perfetto per questa raccolta di poesie della Gariglio

«Può la parola poetica trasformare un amore, uno dei tanti e infiniti, in un amore unico? Può la Poesia lenire le ferite con il canto? Ed aprire la solitudine ad una avventura ardua ed esaltante alla scoperta del sé, sorridere degli idoli da noi creati, e donarci infine la primordiale armonia con il tutto?
Si diceva un tempo che la voce umana può levarsi fino ai seggi di antichi dèi a testimonianza delle nostre passioni: partecipi, essi immortali e noi eterni viandanti, che vibriamo dello stesso fuoco eterno. Può un libro raccontare tutto questo?»
(Domenico Diafèria)

 

Letizia Gariglio

Letizia Gariglio ha formazione pedagogica e artistica teatrale; è stata a lungo insegnante; si è occupata di teatro come attrice e regista, curando numerosi spettacoli; è formatrice nell’area della comunicazione, in particolare nella didattica della parola e della voce, diretta a usi professionali diversi. Conduce corsi e laboratori di dizione e recitazione con metodologia personale.
È giornalista. Scrive regolarmente su riviste di cultura articoli di teatro, arte e sostenibilità. È autrice di testi teatrali e di performances che hanno partecipato a rassegne; brevi saggi su aspetti simbolici dell’antropologia e della mitologia; ha pubblicato il volume Torino, esoterismo e mistero, Firenze, 2006.
 

Sulle tracce della Dea di Letizia Gariglio

Letizia Gariglio

Nella storia dell’umanità, prima dell’instaurarsi delle società patriarcali, è esistito un sistema sacrale d’impronta femminile, che ha lasciato segni indelebili, sia su reperti archeologici, sia nei racconti che hanno attraversato le culture sotto forma di miti, leggende, fiabe. Numerosissimi segni attestano la presenza di un antico movimento culturale pre-indo-europeo in cui furono fortemente sentiti valori femminili di cooperazione, di ricerca della bellezza e della pace, di mutualità, di integrazione, in cui vigeva il culto di una grande Dea. Questa fase precedette la cultura delle armi di guerra, maschile e bellicosa, patriarcale ed espansionistica, instauratasi dopo una serie di invasioni, da parte di guerrieri in armi, dell’antico bacino europeo. Progressivamente furono sostituiti i valori degli indoeuropei a quelli della Dea primigenia; gli dei maschili dei nuovi pantheon, fra loro in lotta come gli uomini, relegarono la grande Dea, espressione del continuum vitale di nascita/morte/rigenerazione, fino al grado infimo. Il genere umano femminile rispecchiò le sorti della Dea, divenendo parte debole dell’umanità. I simboli della Dea furono abbattuti e/o inglobati nei pantheon maschili; nuove mitologie furono create. La Dea sopravvisse in sonno. Cerchiamo le tracce della Dea nei segni che ha lasciato nelle cosmogonie, nelle mitologie, nelle presenze di dee storiche, nelle pietre e nella terra.

La felicità è momentaneamente occupata di Letizia Gariglio

Letizia Gariglio

 I racconti, popolati di oggetti e animali che offrono il loro peculiare punto di vista, condividendo con gli umani molte forme di ego-centrismo, sostengono incontri e scambi (apparentemente) impossibili, consentendo a personaggi incongrui una condivisione su un ideale piano temporale. Così antichi personaggi possono mescolarsi ai contemporanei, mentre sulle stesse passerelle narrative salgono eroi del passato e miti mediatici, ad offrire nuove interpretazioni di storie personali e collettive. Al centro: il punto di vista di coloro che di solito non hanno voce. Inconsapevoli del proprio destino i protagonisti delle storie possono essere gli ultimi a comprendere la rete di eventi che li unisce, l’intreccio prende forma loro malgrado e l’attenzione si rivolge più all’interiorizzazione dei fatti da parte dei personaggi che ai fatti stessi.
In questi racconti lo stesso tipo di considerazione viene dedicata all’infanzia come alla vecchiaia, al mondo animale e vegetale, perché in ogni età e in ogni forma di vita si manifesta l’anelito al legame più profondo, al raggiungimento dell’unione. Ognuno cerca la felicità, spesso senza riuscirci (la felicità sembra essere da qualche altra parte, forse è momentaneamente occupata), e il senso di solitudine dell’animo umano scaturisce dalla continua ricerca dell’infinito in un altro essere finito.

VedicheStorie € 8,50
VedicheStorie di Letizia Gariglio

Letizia Gariglio

Imparare la matematica e le tanto odiate tabelline con l’aiuto dell’antica sapienza vedica oggi può essere davvero divertente.
Dante e Stella e i loro compagni di classe scopriranno con il piccolo lettore quanto sia antica e affascinante la temuta matematica.


La Matematica Vedica è un sistema di calcolo veloce basato su 16 Sutra (aforismi in sanscrito), diffusi all’inizio del 1900 dal matematico e maraja Hindu Bharati Krishna Tirthaji. Le strategie di calcolo della matematica Vedica sono estremamente creative, e possono essere applicate in una grande varietà di situazioni, basta usare le… dita!

La tecnica di calcolo aritmetico si scopre all’interno di brevi vicende: uno squarcio di vita di bambini, coetanei dei lettori cui il libro è dedicato, o appena un po’ più grandi, in modo da permettere proiezioni e identificazioni; la vita rappresentata non è priva di qualche difficoltà, come la realtà, ma i messaggi contenuti sono di carattere positivo. La difficoltà dei procedimenti che vi sono illustrati progredisce con lo svilupparsi dei racconti, fino ad accompagnare il lettore, partendo dall’età della prima elementare (6 anni) fino alla scuola media.
Ogni storia è concepita come entità autonoma, le storie sono fruibili separatamente l’una dall’altra.  Il progetto prevede 6 uscite editoriali, che contengono ognuna 3 storie corredate da illustrazioni. Il primo volume contiene i racconti:
1 Facciamo gli indiani.
2 Diamo i numeri?
3 Digit

 L’età dei bimbi a cui sono rivolti questi primi 3 racconti è dai 6 agli 8 anni.

Letizia Gariglio ha formazione pedagogica, artistica e teatrale; è stata a lungo insegnante statale; si è occupata di teatro come attrice e regista, curando numerosi spettacoli; è formatrice dell’area di comunicazione, in particolare nella didattica della parola e della voce, diretta a usi professionali diversi (ha svolto numerosissimi corsi per enti pubblici e privati sul comportamento vocale, vocalità interpretativa e lettura). Conduce corsi e laboratori di dizione e recitazione con metodologia personale.

È giornalista pubblicista. Scrive regolarmente da molti anni su riviste di cultura articoli di teatro, arte, cultura e sostenibilità. Ha scritto numerosi testi teatrali e performances che hanno partecipato a rassegne; brevi saggi su aspetti simbolici dell’antropologia e della mitologia; ha pubblicato il volume “Torino, esoterismo e mistero”, Firenze, 2006.


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