Elvira A. Carisi

Holden

lettere sul disagio giovanile
Holden di Elvira A. Carisi

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ISBN: 978-88-7676-008-2
Edizione 2007, 144 PAGINE

Editore: Nuova Ipsa Editore
Collana: Saggi


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Fra racconto e saggistica si svolge un resoconto di esperienza psicopedagogica, vissuta in una scuola nell’arco di un anno. Si è voluto emblematizzare il nome “Holden” in quanto coglie i segni di lucida antonomasia che ricalca le forme inequivocabili del disagio giovanile.

La famiglia, nucleo sociale da cui ci si aspetta che almeno in seno ad essa si ritrovi il proprio agio, è investita nondimeno della responsabilità dell’educazione dei figli, il che è una grossa complicazione in quanto manchevole di uno schema paradigmatico di riferimento. Si assiste invece a un’alternanza di stati d’animo anchilosati o traballanti le cui conseguenze sono l’incomprensione e i turbamenti legati al processo di crescita fisica e psicologica.

A questo punto ci si chiede: “può bastare sul soggetto in esame un approfondimento psicologico completo sia in estensione che in profondità?”. L’autrice ne è fermamente convinta, come emerge da questo libro. Da aggiungere poi che la scuola, sensore privilegiato nel registrare il disagio dei giovani, lo rende anche oltremodo visibile, tanto da poter essere osservato e studiato con l’attenzione specialistica di chi si occupa di ciò nell’Ordinamento Scolastico.

Quindi il compito della scuola diventa primario e insostituibile; questa è una convinzione personale da parte dell’autrice che può diventare, anche con buon ordine, una convinzione strutturale.

Queste “lettere” senza introdursi nella problematica che investe la crisi della famiglia, in certo modo stanno lì a supplire un auspicato ampio dibattito su un accadimento per nulla transitorio.

Il libro che si legge tutto d’un fiato, oltre che essere percepito sul lato emotivo, cerca di approfondire la conoscenza individuale dell’adolescente in un rapporto che sia duale e non collettivo.

È evidente, dunque, che in questo lavoro traspare un operato di ricerca in cui l’assetto psicologico fornisce alle “lettere”, nel suo contesto generale, una valutazione umana, oltre che una misura storica.

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