Proceso S. Ortega - Renzo Galassi

I Sintomi mentali del repertorio omeopatico - definizione, spiegazione e casistica clinica

I Sintomi mentali del repertorio omeopatico - definizione, spiegazione e casistica clinica   di Proceso S. Ortega

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ISBN: 88-86893-62
Edizione 2005, 368 PAGINE



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Quando lo studente si avvicina al mondo dell’Omeopatia classica hahnemanniana, si trova di fronte ad un linguaggio talora incomprensibile. Le Materie Mediche parlano in un modo assai diverso dai testi medici delle nostre facoltà universitarie. La difficoltà maggiore deriva però dalla comprensione del significato dei sintomi mentali presenti nella rubrica ‘Mind’ dei nostri Repertori.

Talora, il giovane omeopata rinuncia a valutare il mentale del paziente per la difficoltà di comprenderlo, quando invece è lo stesso Hahnemann a raccomandarne lo studio come l’elemento più individualizzante del sofferente che si rivolge a noi.

In questo contesto acquista estrema importanza e utilità questo libro del Maestro Proceso Sanchez Ortega e di Renzo Galassi, perché si inserisce nella tradizione dei grandi testi che trattano la teoria dei miasmi ed è un’opera importante e utile perché dà di ogni sintomo mentale la nitidezza sintomatica e la valutazione miasmatica.

Infatti, che si utilizzi o meno il metodo miasmatico, lo studio e l’importanza dei sintomi mentali è fondamentale per chi si occupa di terapia del profondo e in questo testo si ha la possibilità di definire e di comprendere, attraverso la spiegazione fornita da Galassi ed arricchita con i casi clinici riportati, ogni singolo sintomo del Repertorio. La grande novità del libro, però, è che fino ad ora le pubblicazioni analoghe avevano studiato poche voci repertoriali, mentre Galassi, partendo dalle definizioni sintetiche del Maestro Ortega, ha voluto e saputo dare una spiegazione didattica ad ogni sintomo del mentale. Pertanto, quest’opera può essere annoverata fra quelle indispensabili per lo studente dei nostri corsi e sicuramente utile anche per chi lavora da tempo nel mondo omeopatico.
Introduzione alla medicina omeopatica di Proceso S. Ortega

Proceso S. Ortega

Ricordo ancora, con viva emozione, il giorno di giugno del 1984 in cui mi trovai per la prima volta di fronte a quell’uomo di cui avevo sentito parlare a lezione dal professor Antonio Negro, come il più grande esperto mondiale di "miasmi". Lo ascolta­vo parlare con riverente attenzione, fissandolo ed incrociai il suo sguardo più volte. Non aveva uno sguardo comune, ma quello di chi oltre che guardare, riesce a vedere, riesce a percepire, a calarsi nella realtà intima di chi gli sta davanti.

Continuai a studiare l’Omeopatia, iniziai a praticarla, ma nel corso del tempo mi rendevo sempre più conto che forse si poteva approfondire di più lo studio del malato, la percezione del malato, la visione della sua sofferenza dinamico-energetica rappre­sentata dai sintomi di cui si lamentava. Pensavo di fare abbastanza per i miei malati e di fatto avevo avuto molte soddisfazioni con loro, poi un giorno mi invitarono a fare una conferenza presso una televisione locale. Fu così che per preparare gli argomenti, ripresi in mano i vecchi appunti dei seminar! in cui Proceso Sanchez Ortega e Tomas Pablo Paschero ci donavano la loro esperienza di Maestri dell’Arte del curare. Ora che avevo già una certa esperienza omeopatica, fui colpito dai concetti straordinariamente profondi del Maestro messicano, cercai il suo indirizzo, gli scrissi e dopo poco più di un mese ero già a bordo di un 747 Air France, destinazione Ciudad de Mexico, era luglio del 1989. Mi ero studiato quasi a memoria una vecchia grammatica spagnola di un certo Leonida Biancolini, datata 1929, e nonostante la mia scarsa esperienza di viaggi e l’abitudine alla vita tranquilla nella mia Macerata, sbarcando all’aereoporto della più grande metropoli del mondo ebbi l’impressione di essere a casa. Fui ricevuto cordialmente dai colleghi messicani ed il giorno successivo mi recai a Tulancingo de Bravo nello stato di Hidalgo, 100 km a Nord di città del Messico, luogo di nascita e di residenza di colui che da quel momento in poi avrei definito "mio Maestro".

Mi accompagnarono a casa sua, una casina alla periferia della cittadina, dove il grande Proceso e la signora Rebecca mi ricevettero con una cordialità davvero squisita, mi comunicarono che finché non mi fossi ambientato ’avrei dormito a casa loro, mi sembrò un sogno. La notte infatti, erano quasi le 3,00, in preda all’emozione di essere nella casa di un "mito", di poter sfogliare i suoi preziosi libri antichi appartenuti a chissà quali altri Maestri della medicina hahnemanniana, di poter vedere come viveva, non riuscivo a prendere sonno, anche per uno strano "vociare" che proveniva dal giardino. Fissando maggiormente l’attenzione capii che era il maestro che stava parlando da solo, sbirciai fuori dalla finestra e lo vidi parlare in un piccolo registratore portatile, ma la mia scarsa padronanza della lingua di allora mi impedì di comprendere. L’indomani mi azzardai a chiedere cosa stesse facendo la notte precedente e lui mi disse che stava registrando degli appunti del suo nuovo libro, un libro molto, vasto dove affrontava tutti i temi della dottrina e della clinica omeopatica. Involontariamente avevo assistito alla nascita del libro che poi quattro anni dopo, quando tornai in Messico (lo faccio ormai ogni anno dall’89 come in preda ad una dipendenza incurabile!), il Maestro mi propose di curare nell’edizione italiana. L’impresa mi sembrò davvero ardua, visti i numerosi impegni lavorativi, didattici etc., ma il senso di riconoscenza per i grandi insegnamenti ricevuti dal Maestro, l’affetto verso i colleghi della scuola messicana e l’onore di essere la voce italiana di P.S.Oitega, mi obbligarono a dire di sì.

Il lavoro mi ha impegnato per lunghi anni, in una fatica quasi esclusivamente nottur­na. È stato molto difficile realizzare il lavoro che ho concluso oggi agli albori del terzo millennio, ci sono state grosse difficoltà di adattare al nostro idioma lo stile del Maestro. Non ho voluto riadattare il linguaggio per non stravolgere il senso del suo insegnamen­to, anche se questo non ha reso fluidi i discorsi, per cui il lettore non troverà un testo di rapida lettura, ma molto vicino alla traduzione letterale che non esalta certo la forma. Non temo critiche in questo, perché ciò che conta nello studio della medicina dell’uomo è la sostanza e di "sostanza" in questo libro ce n’è molta, così come nell’insegnamento di Proceso Sanchez Ortega iniziato negli anni ’40 e della sua Scuola "Homeopatia de Mexico a.c.", fondata nel I960.

Il libro precedente di P.S.Ortega, "Appunti sui miasmi", divulga la sua visione innovativa sulla teoria dei miasmi di Hahnemann ed è già stato tradotto in tutte le lingue, da ultimo in russo. In questo nuovo testo invece, i concetti vengono ampliati e sviluppati, con un taglio specialistico rivolto a chi si applica quotidianamente nella lotta contro la cronicità patologica che attanaglia ogni essere umano e che il genio di Meissen ha definito miasmi cronici. Il Maestro Ortega ha voluto fare un corso completo, includendo elemen­ti di storia, di filosofia, di dottrina e di clinica integrale omeopatica. Insomma è un libro che tratta l’argomento omeopatico dalla A alla Z.

Dopo numerosi viaggi in Messico per vivere e lavorare accanto al Maestro, posso affermare di aver visto all’opera un vero classico dell’Omeopatia, un uomo coerente con i suoi pensieri e con i suoi insegnamenti, cosa sempre più rara fra le nuove "meteore" della nostra medicina, e di averlo visto compiere quei piccoli "miracoli" eli guarigione che hanno reso immortale, nonostante le aspre opposizioni della potente Allopatia, la nostra entusiasmante ed ineguagliabile Arte del curare.

Ringraziamenti, anzitutto alla dott.ssa Eliana Montebello, linguista, che ha sapientemente fatto la prima traduzione del testo, da me poi rivista in un ottica medica e secondo lo spirito del Maestro Proceso, il collega dott. Andrea Di Ganci da Reggio Emilia che ha tradotto diversi capitoli, l’amico Michele Berozzi, programmatore di software, che ha curato l’aspetto tecnico informatico ed infine, ma non ultimo il dott. Claudio Mazza che ha accettato "al volo" l’idea di pubblicare la prima edizione italiana di questo libro che dedico a tutta la comunità omeopatica del nostro paese.


Renzo Galassi

Macerata, gennaio 2001


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