Luci e ombre dell’Arte della cura

un taccuino di appunti sulla medicina e l’uomo
Luci e ombre dell’Arte della cura di Paolo Montenero

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ISBN: 978-88-7676-649-7
Edizione maggio 2016, 128 PAGINE

Editore: Nuova Ipsa Editore
Collana: Empedoclea


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La cura implica il conoscere. Il conoscere non può ridursi a utilizzare in modo esclusivo le ragioni di una “mente”, logica e categorizzante e non può esonerare le ragioni di un “cuore” intuitivo e non sistematico.
La stessa distinzione tra spiegazione e comprensione allude a funzioni diverse della mente e del cuore. La relazione di causalità è propria delle spiegazioni della mente, mentre l’attribuzione di un significato, emozionale e affettivo, appartiene alla comprensione del cuore.
Sia le parole di Antoine de Saint Exupéry: “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”, sia quelle di Johann Wolfgang Goethe: “Cia-scuno vede bene ciò che si porta nel cuore”, sia quelle di Blaise Pascal: “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”, come quelle di tanti altri autori, fanno riferimento a modi diversi di percepire, di fare esperienza del mondo, sia interno che esterno.
Tali modi, della mente e del cuore, spesso non s’integrano, ma allora sono piutto-sto le ragioni della mente ad aver bisogno di quelle del cuore che non viceversa, per evitare che la conoscenza e le relazioni siano parziali e/o false.
L’atto di conoscenza implica un intelletto dotato di entrambe queste funzioni. Per questo l’intelligenza non può qualificarsi solo come “razionale”, ma necessita anche dell’attribuzione di “emotiva” e tutto ciò è tanto più evidente quanto più ci facciamo guidare dall’etimologia.
Il termine intelligenza viene fatto derivare sia dal latino intus, dentro, che inter, tra, uniti al verbo legere, ossia leggere.
Pertanto l’intelligenza consiste sia nella capacità di leggere dentro, cioè cogliere gli aspetti nascosti della realtà, sia quella di leggere tra, cioè svelare interconnes-sioni tra gli aspetti della realtà, profondi o superficiali che siano.
Quindi in ogni prendersi cura, sia nella medicina come nella vita, per “intelligere” sia dentro di noi, sia nell’altro-da-noi è necessario ricercare e abbandonarsi a quella conoscenza emozionale che mentre prova a svelare l’orizzonte dell’altro, guida verso la propria direzione interiore.

Paolo Montenero

Medico-chirurgo, neurologo e riabilitatore, con formazione psicodina-mica. Esperto in omeopatia e floriterapia, docente universitario per personale sanitario e docente Associazione Medica Italiana di Omotossicologia.
Nella sua prolungata esperienza ospedaliera e nella personale attività clinica ha proposto e propone un modello di medicina integrata, centrato sulla persona. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e co-autore del testo Medicina Umanistica, Nuova Ipsa Editore.

Medicina umanistica di Michele Iannelli

Michele Iannelli

Edward Bach fu un medico gallese, antesignano dei moderni concetti di salutogenesi, di “empowerment”, di auto guarigione e della necessità di utilizzare la vita e la malattia come un’occasione di espansione della consapevolezza. Tutta la sua esistenza e la sua ricerca testimoniano la straordinaria attualità delle intuizioni di questo “Medico dell’Anima”.

Bach appare come un innovatore che utilizza non solo le conoscenze, ma anche l’esperienza incarnata, se stesso e la propria straordinaria capacità percettiva per progettare un’originale Medicina Clinica: una Medicina fondata su un nuovo rapporto salute-malattia e ben oltre lo strumento terapeutico dei fiori. 
Ciò che rende di grande attualità la sua opera è l’idea umanistica dell’atto medico, la sacralità della persona, l’importanza della soggettività e della non scissione tra corpo, mente, emozioni, sentimenti e comportamenti. 
Sono questi aspetti preziosi e necessari oggi, per uscire dalla crisi, sempre più evidente del modello biomedico, meccanicistico e riduzionistico.
Gli autori in questo libro fanno della loro approfondita, teorica e pratica trattazione della Floriterapia di Bach una buona occasione per strutturare le fondamenta di una Medicina Umanistica e per  ampliare l’orizzonte di tutta quella difficile Arte del Prendersi Cura degli altri.


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