BARBERA

Romanzo di un presidente
BARBERA di Giuseppe bagnati

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ISBN: 978-88-7676-732-6
Edizione 2020, 200 PAGINE



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Questo libro viene pubblicato in occasione del centenario della nascita di Renzo Barbera (19 aprile 1920) e del cinquantenario della presidenza del Palermo (4 maggio 1970)


Un avvincente racconto che parte dalle origini della famiglia Barbera, della nascita dell’azienda del latte, sullo sfondo di una Palermo che cambia.

C’è poi la vita di Barbera, raccontata in prima persona dallo stesso Renzo.

Quindi la storia delle dieci stagioni alla presidenza del Palermo: di ogni campionato ci sono le testimonianze dei protagonisti da Vanello a Chimenti, da Majo a Silipo.

Di ogni campionato anche curiosità, documenti d’epoca, storie, cifre, momenti particolari che vanno oltre la vicenda sportiva. Ci sono poi i racconti di personaggi che hanno attraversato la vita di Barbera come Ignazio Arcoleo e Silvio Palazzotto.


Un capitolo è dedicato alla Juventina, la squadra di cui Barbera negli anni Cinquanta è stato presidente con le testimonianze dei protagonisti di quel periodo.
C’è anche la storia della Polisportiva Palermo, che durante la presidenza Barbera, aveva dato vita alle squadre rosanero di atletica leggera, basket e pallavolo, anche questa raccontata da chi ha partecipato a quell’esperienza.

 

Quando è morto Renzo Barbera suo figlio Ferruccio ha chiesto a Giuseppe Bagnati e a Vincenzo Prestigiacomo di scrivere un libro sul padre. Bagnati, compagno di classe alle elementari di Ferruccio, aveva seguito da vicino per il Giornale di Sicilia i dieci anni della presidenza Barbera, non soltanto nei momenti più importanti (promozione in A del 1972 e le due finali di coppa Italia del 1974 e del 1979), ma anche intervistandolo più volte e raccontando altri episodi di quei dieci anni. A Prestigiacomo, suo amico di vecchia data, Barbera aveva affidato le sue memorie, raccontandogli, nel corso degli anni, la sua storia.

Due i momenti particolarmente toccanti di questi incontri: il primo è legato all’8 settembre 1986, il tragico giorno della radiazione del Palermo dai quadri federali del mondo del calcio. Quel pomeriggio Barbera ha cominciato a raccontare la sua vita. 

L’altro momento importante è quello del 15 maggio 2002. Con Prestigiacomo quel pomeriggio c’è Silvio Palazzotto, per dieci anni suo fedele segretario in viale del Fante. Renzo e Silvio sono seduti in un divano dandosi la mano per quasi tutto il lungo tempo dell’incontro. Renzo ha il volto scavato, divorato dalla malattia che l’ha colpito. Morirà quattro giorni dopo.

Giuseppe Bagnati

 Giuseppe Bagnati, nato a Palermo nel 1950, giornalista, ha lavorato al Giornale di Sicilia, al Mattino, è stato viceredattore capo della redazione romana della Gazzetta dello Sport. Ha scritto i seguenti libri: Il Palermo, una storia di cento anni e Il Palermo racconta. Storie confessioni e leggende rosanero (con Vito Maggio e Vincenzo Prestigiacomo), Il primo capitano Francesco Calì e la Nazionale (con Gaetano Sconzo), Chiedetelo al pallone.

Vincenzo Prestigiacomo

Giornalista e storico, scrive per “La Sicilia” e “La Gazzetta dello Sport”. E’ tra i più profondi conoscitori del centro storico di Palermo ed ha pubblicato sul tema oltre duemila articoli sul quotidiano “La Sicilia”. Da ventidue anni cura mostre d’epoca per lo Sportfilmfestival di Palermo diretto da Vito Maggio. Tra le pubblicazioni più note di Prestigiacomo: “I Florio. Regnanti senza corona”; “Il Palermo. Una storia di 100 anni”(prefazione di Candido Cannavò); “Il “Palermo racconta. Storie, confessioni e leggende rosanero” (prefazione di Roberto Ciuni); “L’epoca pionieristica della Targa Florio”, edita dall’Azienda Autonoma Provinciale per l’Incremento Turistico; “Un mito. La Targa Florio”, “storia dell’automobilismo siciliano a fumetti”.
Da 16 anni è giurato del Premio Bancarella Sport di Pontremoli. Ha collaborato con RaiTrade (storia dello sport siciliano) e Trm (per trasmissioni culturali). Nel corso del 2006 ha ricevuto i seguenti attestati: “Premio Savoia” per il giornalismo, “Premio Accademia del Mediteranno” e “Premio Campofelice di Roccella”. Conferenziere molto attivo, recentemente alla Fondazione Banco di Sicilia ha parlato dei Florio e dell’atmosfera culturale a Palermo tra Ottocento e Novecento. Vanta una delle biblioteche private più attrezzate di Palermo, con oltre 10.000 volumi che vanno dal Cinquecento ai giorni nostri.

Leonardo Sciascia (1921-1989) ha pubblicato con questa casa editrice: Dalle parti degli infedeli (1979), Atti relativi alla morte di Raymond Roussel (1971), L'affaire Moro (1978), Kermesse (1982), La sentenza memorabile (1982), Stendhal e la Sicilia (1984), Cronachette (1985), Per un ritratto dello scrittore da giovane (1985) e ha curato l'antologia in quattro volumi di testi inediti o rari Delle cose di Sicilia. Due precedenti raccolte dei suoi saggi e articoli sono state pubblicate da Giulio Einaudi editore: La corda pazza (1970) e Cruciverba (1983).

Totò, l'ultimo sipario di Giuseppe Bagnati

Giuseppe Bagnati

Totò, dopo oltre sei anni di assenza in cui si dedica al cinema, torna al teatro nel 1956 con A prescindere. Con questa rivista chiuderà per sempre la sua attività teatrale per la malattia agli occhi che lo rende cieco in scena: è successo il 3 maggio 1957 al teatro Politeama di Palermo.
Avrà la forza di andare in scena anche il 4 e il 5 maggio, ma il giorno dopo arriva lo stop definitivo che fa saltare l’ultima replica a Palermo del 6 maggio.

Questo libro ripercorre la tournée di A Prescindere nei teatri italiani, attraverso retroscena mai raccontati.

Sulla malattia agli occhi di Totò si scatenano polemiche, gli impresari della rivista chiedono i danni all’attore e lo portano in tribunale. C’è anche un tentativo di corruzione, non riuscito, da parte di alcuni impresari nei confronti dell’oculista palermitano che aveva curato Totò. Ci sono le testimonianze dei protagonisti di quello spettacolo: Franca Faldini, Franca Gandolfi, moglie di Domenico Modugno, Mario Di Gilio, l’imitatore prediletto da Totò, Lando Buzzanca, allora giovane spettatore in loggione.
Liliana De Curtis racconta la nonna Anna Clemente, la madre di Totò che era nata a Palermo. Quindi la faticosa ripresa dell’attività cinematografica con una commossa testimonianza di Federico Fellini. La malattia agli occhi di Totò è stata l’argomento di una tesi di laurea. Il fotografo palermitano Gigi Petyx racconta gli scatti a teatro e a Villa Igiea. 

Il Primo Capitano  di Giuseppe Bagnati

Giuseppe Bagnati

Il 15 maggio 1910 la Nazionale italiana di calcio disputa il primo incontro della sua storia contro la Francia, il suo capitano si chiama Francesco Calì. Questo libro racconta le imprese del terzino siciliano. Nato a Riposto nel 1882, Calì comincia a giocare a calcio in Svizzera, dove era emigrato da bambino con la famiglia. Dopo l'esperienza a Zurigo e Ginevra, la famiglia Calì torna in Italia e il giovane Francesco, detto Franz, gioca prima nel Genoa e poi nell'Andrea Doria.

Nel 1910 la convocazione in Nazionale, di cui diventa il capitano. E' un calcio da pionieri, con abbigliamenti artigianali, le trasferte sono organizzate alla meglio con panini al seguito ed errori di percorso. Dopo aver smesso di giocare, Calì resta nel giro della Nazionale, facendo parte della commissione tecnica che decideva la formazione degli azzurri: lo farà per 13 partite, partecipando alle Olimpiadi di Anversa del 1920. Dopo aver chiuso col calcio, Calì diventa a Genova editore di cartoline.

I Florio - Regnanti senza corona - edizione Pocket di Vincenzo Prestigiacomo

Vincenzo Prestigiacomo

“I Florio. Regnanti senza corona” è la storia appassionante e drammatica di quattro generazioni della famiglia che ha modificato il corso della storia della Sicilia.
L’autore ripropone una nuova e più accurata versione della storia dei Florio. Anni di ricerche negli archivi privati e nel mondo del collezionismo hanno portato alla luce una grande mole di fotografie e documenti inediti che smentiscono molte leggende legate alla famiglia originaria di Bagnara Calabra. Pagine che hanno consentito di creare un nuovo percorso sulla storia siciliana dei Florio a partire dal 1786, da quando a Napoli si incontrano il bagnaroto Paolo Florio e il palermitano Giovanni Custos.

I Florio € 26,60
I Florio di Vincenzo Prestigiacomo

Vincenzo Prestigiacomo

“I Florio. Regnanti senza corona” è la storia appassionante e drammatica di quattro generazioni della famiglia che ha modificato il corso della storia della Sicilia.
Il noto giornalista palermitano Vincenzo Prestigiacomo ripropone una nuova e più accurata versione della storia dei Florio. Anni di ricerche negli archivi privati e nel mondo del collezionismo hanno portato alla luce una grande mole di fotografie e documenti inediti che smentiscono molte leggende legate alla famiglia originaria di Bagnara Calabra. Pagine che hanno consentito di creare un nuovo percorso sulla storia siciliana dei Florio a partire dal 1786, da quando a Napoli si incontrano il bagnaroto Paolo Florio e il palermitano Giovanni Custos.
Il testo racconta della ricchezza e del dissesto, di nascite, malattie, lutti, vizi, sontuosi ricevimenti con re e regine, imperatori e imperatrici, zar e zarine tutte storie documentate e scrupolosamente verificate. C’è il mondo dell’alta finanza con i Rothschild, i Morgan, i Lipton. Insomma, tutto lo splendore e il declino della famiglia Florio, che raggiunge l’apice
della potenza con Vincenzo I e la consolida con Ignazio senior. Fino agli ultimi eredi, Ignazio junior e Vincenzo III, che fanno calare il sipario sulla drammatica storia dei Florio. Nel quadro della narrazione si descrive anche la vita e gli avvenimenti di una Palermo che non esiste più. In primo piano Donna Franca, toccata dal successo ma anche da tanto dolore.
È una delle “dame di Corte” più influenti d’Italia fino all’avvento del fascismo. Donna di forte temperamento, giustifica persino i tradimenti del marito. La scomparsa di tre figli in poco più di un anno conduce alla depressione di Donna Franca e al pessimismo schopenhaueriano di Ignazio: “Dio mi perdoni, comincio a dubitare della giustizia, di tutto”.
Il fratello minore, Vincenzo III, irrequieto sin dalla nascita, fu un pioniere della comunicazione e un vulcano di idee.
Ricco, colto, moderno. Qualità che fanno di questo gentleman un indimenticabile eroe del Novecento. Nel silenzio dell’Olivuzza, fra l’altro, il giovane Florio matura l’idea di allestire una grande competizione automobilistica tra festoni di ulivi e ginestre nelle tortuose strade delle Madonie. La chiama “Targa Florio”. Il 6 maggio 1906 le vetture scattano rombanti e fumanti. La corsa diventa subito una leggenda.
Il reportage storico della famiglia è completato e arricchito dalla figura discreta di Lucie Hanry, la seconda moglie di Vincenzo III. Donna affascinante dai modi gentili, amante dei salotti e delle buone maniere. Modella francese contesa da pittori famosi come Federico Beltràn Masses, Vincenzo la conosce nel 1912, in una libreria all’ombra della Tour Eiffel.
Lei è colta, brillante, sportiva. Tra i due è subito colpo di fulmine.

Il Cacciatore d'Arte di Vincenzo Prestigiacomo

Vincenzo Prestigiacomo

Questa volta il prolifico giornalista-scrittore Vincenzo Prestigiacomo ci fa conoscere le avventurose vicende dell’antiquario palermitano Mario De Ciccio. La vita di questo mercante si intreccia, nel primo Novecento, con la colpevole miopia della decandente aristocrazia siciliana e con l’ascesa di un’avida borghesia che sotterrerà il dominio degli ultimi Gattopardi. Infatti, l’aristocrazia chiede aiuto alle banche private, che aprono i loro forzieri ma sul lato destro della bilancia caricano interessi da capogiro, al punto da costringere i clienti a svendere le loro terre ad amministratori furbi e cinici che si ingrassano alle spalle dei padroni. De Ciccio, che conosce bene la nobiltà e i suoi vizi, parte per Parigi alla ricerca delle opere d’arte svendute per far fronte alle improduttive spese di sfarzose feste. Prestigiacomo segue le tracce di De Ciccio, dei suoi ritrovamenti di opere d’arte e dell’incredibile clientela che frequenta la sua bottega in corso Vittorio Emanuele a Palermo, da Wagner a Freud.
Una mattina del luglio 1907 il napoletano duca d’Angiò affida a De Ciccio una tela di Rembrandt da vendere. È ritratta la palermitana Giulia Gezio, o più verosimilmente Saskia Rembrandt? È un luglio rovente e per De Ciccio inizia la ricerca di un compratore della preziosa tela che si concluderà nella Russia zarista.

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