Rassegna stampa

Una raccolta dei migliori articoli di giornale sulle pubblicazioni della Nuova Ipsa editore di Palermo

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Giornale di Brescia del 26 aprile 2014
Nicolosi, “L’Italia degli inganni”: un libro di storia mai scritta
 
 
 Dalle atrocità del Regno d’Italia, al tragico periodo coloniale, fino ai tradimenti della Seconda guerra mondiale e agli assassinii di Mattei e Moro. Ma anche alle bugie dei giorni nostri: dalla nascita della crisi alle ripetute “manovre” per superarla: Carmelo Nicolosi De Luca racconta con lo stile giornalistico che gli è proprio quel che siamo e quel che potremmo essere.

 

 

Le atrocità del Regno d’Italia, la vergognosa guerra abissina e i delitti libici, ma anche i tradimenti consumati durante la seconda guerra mondiale che provocarono la morte di migliaia di giovani italiani innocenti.

Insieme alla storia ufficiale corre parallelo il binario di quella ufficiosa, anche se quest’ultimo spesso rimane nell’ombra, “occultato” come i documenti che ne certificano l’esistenza. A portarlo alla luce è stato il lavoro di un giornalista di lungo corso, 55 anni di vita nelle redazioni dei giornali, che significa lavoro “sul campo” per cogliere i dettagli degli eventi, quelli che non entreranno mai nei libri di storia, pur essendo loro stessi storia.

“Dedicato a chi ama la verità” si legge sul frontespizio del libro L’Italia degli inganni scritto da Carmelo Nicolosi De Luca. E la verità è spesso più dura di quanto si possa immaginare. “Gli italiani non sono un popolo di eroi, santi e navigatori come si è sempre voluto far credere” scrive nella prefazione, sgombrando il campo da qualsiasi illusione. Come dire: quello che si sta vivendo in questo periodo storico, le difficoltà della crisi economica e morale che stiamo attraversando, non sono imputabili ad una persona o ad un governante in particolare, ma costituiscono la sommatoria di  una serie di “verità” occulte, di intrighi, di tradimenti, di delitti, di scandali, intrallazzi e cattiveria che Nicolosi documenta dal periodo dell’Unità d’Italia ai giorni nostri. “L’identità di una nazione corrisponde in buona sostanza alla sua storia. E quella italiana non è mai stata felice” scrive Nicolosi che, con stile giornalistico, racconta quello che ha metaforicamente trovato nei cassetti di un secolo e mezzo della nostra storia nazionale.

Ci sono passi toccanti, come le lettere che Aldo Moro scrisse ai familiari poco prima di essere barbaramente ucciso. “Lui che sapeva di dover morire”. Ce ne sono altri, che raccontano le vergogne dell’“intellighenzia” italiana n terra d’Africa, con violenze contro persone e cose perpetrate sia nel periodo del Corno d’Africa sia nella vicina Libia. Ed altri ancora, di estrema attualità, in cui Nicolosi aiuta a capire “il perché di una crisi” che sta strangolando le persone comuni e che annulla il futuro per i giovani. “Manovre manovrate” le definisce quelle dei governi che promettono di migliorare la situazione.

Il pessimismo è dominante. Ma funge da stimolo, nella lettura, per risvegliare quel “moto di orgoglio” che è in ciascuno di noi. E che può diventare nutrimento per declinare al meglio le parole che Gramsci scrisse nei Quaderni, facendo riferimento al “pessimismo dell’intellighenzia e all’ottimismo della volontà”. Malgrado le ferite profonde, gli italiani possono appellarsi alla loro intelligenza e mettere a frutto la volontà per far sì che l’Italia diventi un paese “normale”.

 

Anna Della Moretta


 
 
 
 

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