Rassegna stampa

Una raccolta dei migliori articoli di giornale sulle pubblicazioni della Nuova Ipsa editore di Palermo

in questa pagina del sito della nostra casa editrice puoi trovare la lista completa di tutti gli articoli dei principali giornali e testate giornalistiche che hanno effettuato le recensioni dei nostri libri

La Tribuna di Treviso del 28 novembre 2014
“Come è stata la notte?” di Lentini, libero viaggio nello smarrimento
 
 
 Oggi alle 18 alla libreria Feltrinelli di Treviso si terrà l’incontro con Giuseppe Lentini, autore di “Come è stata la notte?” (Nuova Ipsa). Insieme all’autore interverrà il giornalista Nicola Cecconi. Lentini, che vive tra Asolo, Vicenza e Treviso, in questa sua terza pubblicazione dall’eco pirandelliana intraprende un viaggio verso la definizione dei ruoli e dei comportamenti dettati dalle regole della nostra quotidianità. Talvolta smarrire se stessi significa trovare il proprio vero io, messo a sopire per anni, zittito, ma mai definitivamente soppresso. È quanto accade al protagonista di questo romanzo, che dimentica improvvisamente chi sia, che cosa abbia fino ad allora fatto e intraprende così il più libero dei viaggi. Uno smarrimento cui Lentini riesce a condurre il lettore, depistandolo fino alla fine con false tracce, invitandolo ad essere parte di questo gioco di immagini riflesse che nello sdoppiamento del sé porta non solo a ritrovare il proprio Io, ma anche impone la costruzione di un nuovo rapporto con gli altri. Il viaggio che compie il protagonista ha un’eco antica con alcuni tratti favolistici, pur senza mai intraprendere la via del fantastico. È anzi facilmente riconoscibile il panorama nordestino in cui è ambientato, tra rive e spazi rurali, boschi e valli che sembrano, queste sì, reminiscenze irreali di uno spazio ormai perduto. La città è infatti il grande assente di questo percorso: il protagonista rifugge dai grandi centri urbani, dagli assembramenti residenziali, i rapporti umani sembrano poter esser custoditi e salvaguardati lì dove le comunità sono ancora preservate, dove il vicino non è semplicemente qualcuno con cui ci si trova a vivere accanto, bensì una persona con cui si condivide il proprio habitat. La natura, lontana dal cliché dell’idillio campestre, offre tuttavia qui una risposta eternamente valida alla spasmodica iperattività e avidità umana, un “vivi e lascia vivere” che suona languidamente accessibile tra le pagine di questo libro.

 

Nicola Cecconi


 
 
 
 

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