Rassegna stampa

Una raccolta dei migliori articoli di giornale sulle pubblicazioni della Nuova Ipsa editore di Palermo

in questa pagina del sito della nostra casa editrice puoi trovare la lista completa di tutti gli articoli dei principali giornali e testate giornalistiche che hanno effettuato le recensioni dei nostri libri

La Sicilia del 15 dicembre 2007
Indagine sulla Palermo millenaria
IL LIBRO. Vincenzo Prestigiacomo, nella sua ultima opera  
 
Palermo è città dai mille volti e dalle mille sfaccettature, di antica fondazione, con un passato complesso e variegato. "Quel panettone nel ventre di Palermo" scritto dal nostro incenso Prestigiacomo, per "Nuova Ipsa Editore", è una finestra aperta sulla città, un intrecciarsi di storie che raccontano, con varie pennellate, di dimore aristocratiche, recuperate, di altre che continuano a vivere nel più ignobile degrado, di personaggi nobili caduti nella povertà e di grandi eventi rimasti sotto naftalina.
Il volume verrà presentato oggi alle 17 nella suggestiva scenografia di Palazzo Asmundo con interventi dello scrittore Lino Buscami e del delegato Fai di Palermo Riccardo Agnello. Moderatore il giornalista Guido Monastra. La storia millenaria di Palermo viene indagata con acume e rigoroso metodo storico dall’autore, che si basa su inoppugnabili documenti; e l’immagine del capoluogo siciliano che Prestigiamo ci restituisce diventa viva e di palpitante attualità, pur nella dolorosa consapevolezza del degrado. Un libro diverso dai tanti testi che hanno come oggetto Palermo in quanto città di mafia o "felicissima". Qui il lettore viene guidato nei meandri e nei segreti di una capitale attraverso le tante storie di personaggi e di famiglie la cui memoria ci è tramandata da ogni singola pietra.
Nel viaggio emerge una valanga di curiosità. C’è la "cassapanca delle meraviglie" con una storia fantastica che ha colpito uno sprovveduto antiquario ed arricchito un furbo architetto. Nella cassapanca sono state trovate tele di Ettore De Maria Bergler e documenti preziosi.
Tragicomica la vicenda del marchese Emanuele De Seta, che venne bidonato dall’amico conte Gaetano Marzotto. L’aristocratico di Valdagno avrebbe dovuto prendere in affitto la dimora del Foro Italico per ampliare la ricettività dell’albergo Jolly. Le parti trovarono l’accordo finanziario e si strinsero la mano, da gentiluomini. Per ristrutturare il palazzo, Emanuele De Seta si rivolse ad una banca chiedendo 180 milioni di lire in prestito. Ebbe il denaro ed iniziò ad effettuare gli interventi sulla dimora e nello stesso tempo a dissipare milioni ai tavoli verdi. Nel frattempo, il conte Marzotto decise di non prendere più in affitto il palazzo dell’amico. E quello si trovò col fondo schiena per terra. A quel punto la banca chiese il sequestro dell’immobile. Il marchese senza avvilirsi, alzò l’ingegno e dichiarò al tribunale di Roma che la colpa dei suoi guai era la banca, che prestandoli quel fiume di denaro con l’ipoteca sul palazzo, era incorsa nel reato di circonvenzione di incapace.
Prestigiacomo ha scoperto che non è stato Prodi il primo presidente del Consiglio con l’hobby della bicicletta. Pioniere fu il palermitano Antonio Starrabba di Rudinì, statista della destra storica, che nel 1884 cavalcava addirittura una draisina, un veicolo in legno con due grandi ruote, un telaio e un manubrio.
A Natale negli anni Venti e Trenta, la nobiltà palermitana non consumava il panettone milanese ma quello profumatissimo del signor Cimino di via Pannieri, alla Vucciria. Tra i clienti che lo compravano, i Lanza di Trabia, i Mazzarino, i Giachery, gli Alliata di Villafranca.
L’archivio di Giovanni Custos si rivela una preziosa fonte di memoria per far conoscere più a fondo pagine di storia della nostra città. Lui annotava tutti i movimenti della sua giornata. A Napoli conobbe Paolo Florio e tra i due si instaurò un forte rapporto di amicizia. All’inizio dell’estate del 1788 Paolo venne ospitato dall’amico nel suo palazzo di via San Sebastiano. In quel primo viaggio il commerciante di Bagnara Calabra si fece un’idea ben precisa delle potenzialità del mercato palermitano.
Lungo il precorso di lettura c’è anche un “Gattopardo” che amava il brivido. Il principe Gaetano Starrabba di Giardinelli fu il primo italiano a possedere una delle 17 Ferrari Testarossa. La sua famiglia riceveva nel castello di Venaria Umberto di Savoia. Don Gaetano studiò in Svizzera e aveva come compagni i fratelli Karim e Amin, nipoti dell’Aga Kan.
Interessante il capitolo “Una spia sulle orme di cagliostro”. Prestigiacomo si avvale di documenti inediti portati alla luce a Parigi dal docente universitario Calogero Messina. 
 
Antonio Fiasconaro
 
 
 
 


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