Rassegna stampa

Una raccolta dei migliori articoli di giornale sulle pubblicazioni della Nuova Ipsa editore di Palermo

in questa pagina del sito della nostra casa editrice puoi trovare la lista completa di tutti gli articoli dei principali giornali e testate giornalistiche che hanno effettuato le recensioni dei nostri libri

Libero del 21 novembre 2008
La fame frenetica è diventata l’epidemia moderna
 
 
Einstein affermava che uno scienziato dimostra di essere veramente padrone delle sue scoperte solo se riesce a spiegarle anche a un bambino di 8 anni. Si può dire che Maria Corgna, medico chirurgo, specialista in Endocrinologia, docente di Psiconeuroendocrinoimmunologia, sia sotto questo aspetto una campionessa dell’arte della comunicazione. Competente, dotata di un eloquio coinvolgente, è convinta che il segreto della salute e della longevità non stia solo nei farmaci, ma debba essere cercato nella direzione di un modello olistico di interpretazione del sistema vivente e della malattia. Esercita a Roma e Milano dove la incontro in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Pnei… a chi?, la psiconeuroendocrinoimmunologia spiegata a tutti” (Nuova Ipsa Editore). Nel libro con Dvd, spiega perché ci si sente stanchi, ci si ammala quando si è depressi, si ingrassa senza motivo, cala il desiderio sessuale quando si è stressati. L’argomento di cui mi vuol parlare è legato all’alimentazione e alle ricerche sulla fame nervosa o compulsiva, la dipendenza da cibo. Dipendenza insidiosa, occulta responsabile di insoddisfazione per il proprio aspetto. Squilibri ormonali che si ripercuotono su fertilità, ciclo mestruale, desiderio sessuale, pressione arteriosa, metabolismo degli zuccheri.
Quali sono le cause da dipendenza da cibo?
“Nella nostra società dilagano stati di vuoto esistenziale, instabilità affettiva, scarsa comprensione del proprio scopo nella vita, difficoltà di coppia o lavorative etc. Problema che si manifesta con iperattività dei sistemi dello stress. Ansia interna e stress causano aumento del cortisolo. Nel nostro cervello c’è una zona, il “Nucleo accumbens”, il cui compito è quello di farci provare piacere”.
Poi che succede?
“Il cortisolo, “inondando il cervello”, veicolandogli un senso di ansia, angoscia e oppressione, scatena una risposta compensatoria la cui “mission” è “cercare piacere ad ogni costo”: il cibo è lì, disponibile, pronto all’uso. La dipendenza da cibo è il bisogno di procurarsi piacere per placare rabbia, noia, tensione, frustrazione o magari semplicemente ansia. Al sano piacere di mangiare si sostituisce un’insaziabile “golosità” o perlomeno questa è la definizione più semplice che la persona affamata dà a se stessa. Si intuisce anche perché l’interesse si rivolga soprattutto ai latticini e agli zuccheri (pasta, pane, dolci) alimenti che ancestralmente abbiamo affiancato alla definizione di piacere. Dipendenza da carboidrati e non da sedano e finocchi…”
Qual è la risposta delle sue ricerche?
“Oltre ad impostare un piano alimentare, punto a regolare i sistemi dello stress iperattivi mediante agopuntura, neurotrasmettitori diluiti (es. serotonina) organo terapici, ansiolitici naturali e fitoterapici. Prendo per mano il paziente e, attraverso esercizi di respirazione e rilassamento, lo accompagno in un’oasi di calma dove possa da solo, a casa, rifugiarsi e trovare conforto liberatorio dalla prigione dello stress. Consiglio almeno 20 minuti al giorno di attività fisica che, superate le resistenze iniziali, genera oppiodi naturali del piacere. Inietto farmaci omotossicologici per pulire e drenare la matrice connettivale e ridurre gli accumuli di grasso, giovando così non solo alla “linea” ma ad ormoni e immunità”.
Una buona igiene nutrizionale?
“Proteine a cena / riso a pranzo, verdure sempre. Non discutere a tavola. Evitare di mangiare la frutta a pasto. Imparare a bere molta acqua ogni giorno. Pochissimi grassi animali, lieviti, latte e formaggi. Niente sfoghi (sul cibo). Eliminare la fretta a tavola. Iniziare la giornata con una buona colazione: frutta, yogurt, un cucchiaio di cereali, poco miele. Pesce a volontà, niente sensi di colpa se qualche volta… Emozioni positive come spezie. Immaginarsi sempre al top”.
La ricetta per non essere immunodepressi?
“Ridi, riposa almeno 6 ore a notte. Ricorda solo le cose positive. Rilassati un po’ ogni giorno e stacca la spina (sport, massaggio, passeggiata nel verde). Reagisci poco: agisci! Respira lentamente. Resta calmo. Recita una preghiera, religiosa o laica, Ringrazia spesso. Regalati del tempo”.

Steno Sari