Rassegna stampa

Una raccolta dei migliori articoli di giornale sulle pubblicazioni della Nuova Ipsa editore di Palermo

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del 28 febbraio 2009
Targa Florio, in un romanzo l’epica gara
Libri. Sarà presentato oggi alle 17.30 a Villa Niscemi “a’ Cursa”, un testo di Giuseppe Pitrone ricco di episodi toccanti  
 
La gara più antica del mondo è ripercorsa negli episodi del romanzo “a’ Cursa” di Giuseppe Pitrone, Nuova Ipsa Editore, che verrà presentato nel pomeriggio a Villa Niscemi (ore 17.30). Sin dalle prime battute il lettore viene catturato da una storia toccante. Giuseppe Villabate, appartenente ad una nobile famiglia siciliana, scoppiata la seconda guerra mondiale, vive con la madre nel palazzo di famiglia; il padre, il generale Pietro, si trova al fronte a combattere il nemico. Fa un fugace ritorno nel dicembre del 1942, carico di medaglie, e poi scompare per cinque lunghi anni. Nel frattempo il ragazzo si affeziona allo zio Franco, grande appassionato di automobilismo. Il conte nella sua villa tiene una Isotta Fraschini, che durante il periodo bellico fa murare in una stanza per non farsela requisire dai tedeschi. La Sicilia è alle prese con sete di libertà e fame di terra da parte dei contadini. Intanto il dodicenne Giuseppe il 4 febbraio 1947 perde la mamma, distrutta dal tormento dei bombardamenti; trova, però, l’affettuoso calore dello zio Franco. Fra i due nasce un rapporto forte. Fanno lunghe passeggiate con la Isotta Fraschini che il conte ha comprato nel 1938 su suggerimento dell’amico Vincenzo Florio. Lungo i percorsi racconta al nipote anche della sua amicizia con i leggendari Nuvolari e Varzi.
Nel frattempo ricompare il padre di Giuseppe, segnato nel fisico e nel cervello. La convivenza tra i due è difficile. La situazione mentale del generale peggiora quando nel 1948 cade la Monarchia e si ha l’avvento della Repubblica. E riprende l’attività sportiva. Vincenzo Florio non ha più i mezzi finanziari per organizzare la Targa. Ma per far rivivere la sua creatura si espone il nipote Raimondo Lanza di Trabia collaborato da un gruppo di giovani. Ci sono Stefano La Motta, Giovanni Federico, Antonio Pucci. La tenacia del gruppo stupisce. La pioggia non allontana il grande pubblico. Tra gli spettatori Giuseppe e Franco Villabate. C’è anche Ninni Vaccarella ad osservare i bolidi. Ninni e Giuseppe si vengono a trovare uno accanto all’altro. Si presentano ed entrambi manifestano il desiderio di vincere la Targa. Scrive il critico Salvo Zarcone: “merito del romanzo è quello non tanto di risuscitare in belle e appassionanti pagine narrative le vicende reali della Targa Florio, quanto di aver saputo rappresentarle all’interno di una dimensione epica avvincente nella quale il dato storico, anche nelle sue articolazioni più tecniche e aneddotiche, riesce sempre a fondersi con l’esperienza del protagonista e con le sue personali aspirazioni in un’appassionante vicenda individuale”. E nella prefazione di Costanza Afan de Rivera, nipote dei Florio: “In ogni pagina è palpabile l’amore dell’Autore nei confronti di quella che è stata la più bella e antica corsa su strada del mondo”.

 
 
 
 

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