Rassegna stampa

Una raccolta dei migliori articoli di giornale sulle pubblicazioni della Nuova Ipsa editore di Palermo

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La Sicilia - Palermo del 31 ottobre 2009
Una storia siciliana lunga 93 anni
Il LIBRO. Pasquale Hamel mette a fuoco l’invenzione del regno  
 
In diciassette capitoli Pasquale Hamel racconta “L’invenzione del regno dalla conquista normanna alla fondazione del Regnum Siciliae (1061-1154)”. Dal volume, edito da  Nuova Ipsa, emerge una terra dai più volti e dai feroci contrasti. Novantatré anni di Sicilia in un’incalzante sequenza di avvenimenti drammatici ed esaltanti, tristi e lieti. La ricostruzione, che ha il pregio della sintesi e il conforto della documentazione, parte da Ruggero, figlio di Tancredi di Altavilla, che sbarca nei pressi di Messina.
In questa lunga cavalcata di storia, l’obiettivo dell’autore è stato quello di riportare gli episodi nel loro svolgersi e sciogliere i dubbi lasciati dalle precedenti pubblicazioni, che hanno affrontato temi non soltanto politici e militari ma anche legati di vicende civili. Alla fine il risultato è quello di un affresco vivace. Si ricompongono frammenti di quell’antico splendore: lo splendore della Sicilia che fu prima degli arabi e poi dei normanni. Hamel affonda il bisturi. Ricostruisce la storia in modo cronologico senza frammentazioni. Tra le novità emerse quella che alla foce dell’Oreto c’era un approdo per le emergenze. Essendo il porto di Palermo occupato dagli Arabi, appare evidente che Roberto il Guiscardo e il fratello Ruggero. In tempi diversi, sbarcarono lì. Ruggero, poi, piombò in città via monte, raggiungendo le mura basse del quartiere della Kalsa, che erano le meno difese. Scrive Hamel: “una morsa a tenaglia che si dimostrò vincente”.
Il primo atto dei Normanni fu quello di “riappropriarsi dell’edificio di culo più importante della città, la grande Moschea del ‘venerdì’ di Palermo, un tempio che era stato edificato sulla precedente Chiesa paleocristiana dedicata alla Vergine Maria”.
Il secondo atto fu di natura amministrativa, Roberto si riservò la sovranità della Capitale e Ruggero, eletto Gran Conte di Sicilia e Calabria, amministrò l’intera “val Demone e su tutta la restante Sicilia che era stata conquistata”. Interessante apprendere che nel 1062 Petralia Soprana divenne capitale del regno di Ruggero mentre Troiana rimaneva cassaforte preziosa dei suoi tesori. La Sicilia normanna era terra di scambio tra culture e popoli, ma anche nodo di vivaci attività produttive e commerciali, dove al fiorire delle arti si accompagnava una prosperità dinamica e creativa.
Capitolo chiave del volume è quello relativo all’organizzazione sociale. Scrive Hamel “Al centro di questa organizzazione stava la ‘Curia Regis’, composta da una serie di figure tipiche sussunte dalla pregressa organizzazione araba e dal modello bizantino.
Personaggio preminente dell’amministratore era il “gran siniscalco, preposto alla sovraintendenza della casa reale, del personale e dei palazzi regi e alle funzioni protocollari”.

V.P.
  

 
 
 
 

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