Giuseppe Calligaris

Giuseppe Calligaris, dopo esser stato professore a Roma, fonda a Udine una clinica privata per la cura delle malattie nervose. Allo scoppio della Prima guerra mondiale si arruola come medico volontario, senza furori nazionalistici ma per senso del dovere. Nel ruolo di capitano ha modo di vivere in prima linea l'esperienza della guerra e di formarsi un'opinione assai critica dei comandi dell'esercito, nonché della vuota retorica bellicista. Al rientro continua a dedicarsi alle sue personali ricerche, che procedono parallelamente a quelle ufficiali di neuropatologia. Sempre più entusiasta dei risultati raggiunti, Calligaris volterà le spalle a una prestigiosa carriera accademica, imboccando una strada che lo porterà a crescenti incomprensioni con l'ambiente scientifico italiano. Costretto a vendere la clinica, si ritirerà a vita privata, dedicandosi interamente alla stesura dei suoi libri.

Il dott. Giuseppe Calligaris Nel 1928 scoprì che la stimolazione,che chiamava "carica",della linea assiale di un dito o di una linea interdigitale provoca in ciascun individuo,sempre lo stesso riflesso fisico e contemporaneamente genera un sentimento sempre della stessa specie.
Oltre a ciò,in breve tempo,scoprì che quella 'carica' provoca anche una ipersestesia di un determinato viscere,ossia il riflesso cutaneo – viscerale - psichico.
 
Nel 1931 un soggetto lo avvertì, durante una seduta in cui il prof. stava esplorando una superficie cutanea che percepiva una sensazione strana. Calligaris allora fermò il proprio dito su quel punto ed ecco che la percettrice vide svolgersi, davanti ai suoi occhi chiusi, uno dei misteriosissimi ed affascinanti fenomeni che vennero chiamati "esperimenti del Calligaris". Quel giorno cos'era accaduto?
Una delle scoperte più importanti(ma meno note)della scienza. Una scoperta in quel campo che definiamo metafisica.
 
Calligaris fece esperienza di una delle più importanti scoperte della storia della scienza. Infatti, la “carica” delle “placche” permette di abolire, per tutta la durata della stessa, quell'ostacolo che impedisce alla coscienza di veglia di conoscere quello che avviene nel subcosciente. Queste placche ci permettono di conoscere le meravigliose facoltà della nostra psiche e di utilizzarle.

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