Saggi

L’idea di partenza di questo lavoro è quella di coniugare psicoanalisi di gruppo e cinema. 
Si ritiene che vi sia un nesso particolarmente interessante tra queste due aree disciplinari apparentemente diverse. Il focus di questo trait d’union potrebbe essere rappresentato dal fatto che entrambe permettono di esplicitare l’indicibile e rendere visibile l’invisibile. Sulla base di questo presupposto sono stati selezionati dieci film (che affrontano particolari aspetti tecnici gruppali utili per la formazione) e ne è stata  proposta la visione ad un piccolo gruppo di allievi della scuola di formazione del Cipa Meridionale. Ai partecipanti è stato richiesto, dopo avere assistito ai film, di sviluppare e amplificare un pensiero gruppale, un pensiero cioè che può essere messo in comune, utilizzando gli strumenti del “piccolo gruppo”.  Durante la discussione, conseguente la visione di ogni film, si è cercato di valorizzare il contributo di ciascuno, al fine di avvalorare  quell’unicità che ognuno porta con sé e di attivare il processo individuativo gruppale, che rappresenta uno strumento prezioso nel percorso di formazione degli allievi. 
All’interno del gruppo si sono manifestati in maniera circolare ed in modo automatico i processi di associazione e di amplificazione dei contenuti di ogni singolo partecipante e ciò  ha permesso di attivare la funzione trascendente, senza la quale ogni processo individuativo personale e gruppale, rischia di naufragare. In assetto gruppale, infatti, s’impara  a conoscere come l’Io, dialogando e sintonizzandosi con le figure del “piccolo popolo”, entra in contatto e sviluppa l’appartenenza con il Sé.
L’obiettivo che ci siamo dati è stato quello di far sperimentare agli allievi un progressivo sentimento di appartenenza, condizione preliminare per rendere possibile l’adozione di un pensiero simile al pensiero onirico, quindi accompagnare il gruppo nell’esperienza del sognare insieme quel “sogno del gruppo”, espressione ultima del Sé gruppale.

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

«Non vengono da un altro pianeta e non nascono dal nulla. I responsabili della prossima pandemia sono già tra noi, sono virus che oggi colpiscono gli animali ma che potrebbero da un momento all'altro fare un salto di specie - uno spillover in gergo tecnico - e colpire anche gli esseri umani ... Il libro è unico nel suo genere: un po' saggio sulla storia della medicina e un po' reportage, è stato scritto in sei anni di lavoro durante i quali Quammen ha seguito gli scienziati al lavoro nelle foreste congolesi, nelle fattorie australiane e nei mercati delle affollate città cinesi. L'autore ha intervistato testimoni, medici e sopravvissuti, ha investigato e raccontato con stile quasi da poliziesco la corsa alla comprensione dei meccanismi delle malattie. E tra le pagine più avventurose,

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Da Puškin a Mandel’štam a Brodskij, la letteratura russa ha continuato a sognare, evocare, scoprire l’Italia. E nessuno meglio di Pavel Muratov – che vi giunge nel 1907, subito avvertendo un «turbamento dello spirito, dolce fino al malessere», e fra il 1911 e il 1912 pubblica, con enorme successo, Immagini del­l’Italia – può chiarirci le ragioni di questa «italomania». A Venezia, spiega, «noi beviamo il vino dell’oblio ... Tutto quanto è rimasto alle nostre spalle, tutta la nostra vita precedente diviene un fardello leggero». E gli artefici del Rinascimento gli appaiono «semidei», «eroi del mito», un antidoto al­l’«accidia della vita russa», a Dostoevskij e Tolstoj. Non a caso nel 1923, invitato a Roma per una serie di conferenze, lascerà per sempre la Russia. «Apparteneva a quella schiera di scrittori come Ruskin e Walter Pater,» ricorda l’amico Sciltian «e aveva più sensibilità e talento di Berenson». Ma non è la sconfinata cultura che apprezzavano Savinio e De Chirico, De Pisis e Longhi a rendere, ancora oggi, la lettura di Muratov una rivelazione. Né l’influsso di Pater, Stendhal e Gogol’. Semmai, il suo procedere per folgorazioni lungo un pellegrinaggio che diventa «ricerca delle proprie radici spirituali» (Petrowskaja); la sua capacità di trasmetterci la vita delle opere d’arte; lo sfavillio delle ecfrasi e l’incanto di una lingua in virtù della quale una guida si trasforma in un «libro poema»; l’inclinazione a restituire atmosfere ed epoche attraverso la letteratura: da Casanova alla Divina Commedia, da Gozzi a Webster, miracolosamente prossimo alla «saggezza algida e scettica» del Cinquecento.

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€ 30,40 32
SCONTO DEL 5%

Essere umano condannato da oscure maledizioni a trasformarsi in una bestia sanguinaria, il Lupo Mannaro è la più tragica figura mitica del Soprannaturale. I suoi ululati pervadono l’immaginario fantastico e leggendario dei popoli europei, e al pari dei conturbanti appetiti del Vampiro hanno segnato indelebilmente l’epopea della Settima Arte.
Guardatevi dalla luna ripercorre cent’anni di cinema licantropesco con analisi puntuali, testimonianze illuminanti e sorprendenti, giudizi critici, dettagliate ricostruzioni produttive e commerciali. Dai primordi del muto ai classici Universal che radicano i topoi del plenilunio, dell’argento e del “morso fatale”. Dalle audaci rivisitazioni dei cineasti italiani agli stravaganti cult movie del sottobosco exploitation. E poi le commedie, le argute parodie, il revival anni Ottanta promosso dai successi di Joe Dante e John Landis, le riletture di Wolf – La belva è fuori e Ginger Snaps, fino alle recenti odissee produttive di Cursed il maleficio e di Wolfman. Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul cinema dei licantropi (ma non avete mai osato chiedere) in un saggio monumentale ed esauriente, che affronta con una mole di dati inediti, non ultimi i dettagli relativi alla censura italiana, una corrente fondamentale del fantastico in celluloide.

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€ 22,80 24
SCONTO DEL 5%

È cominciata la seconda guerra fredda. Sarà profondamente diversa dalla prima. Cambieranno molte cose per tutti noi, nella sfida tra America e Cina nessuno potrà rimanere neutrale. L'economia e la finanza, la scienza e la tecnologia, i valori politici e la cultura, ogni terreno sarà investito dal nuovo conflitto. Dobbiamo smettere di parlare di globalizzazione come se fosse irreversibile: la sua ritirata è cominciata. A quindici anni da "Il secolo cinese" e "L'impero di Cindia", Federico Rampini torna ad attaccare gli stereotipi, ci costringe a rivedere i luoghi comuni, ci apre gli occhi. Il mondo è cambiato molto più di quanto gli occidentali si rendano conto. Il tramonto del secolo americano e la possibile transizione al secolo cinese bruciano le tappe. Ci siamo distratti mentre la Cina subiva una metamorfosi sconvolgente: ci ha sorpassati nelle tecnologie più avanzate, punta alla supremazia nell'intelligenza artificiale e nelle innovazioni digitali. È all'avanguardia nella modernità ma rimane un regime autoritario, ancora più duro e nazionalista sotto Xi Jinping. Unendo Confucio e la meritocrazia, teorizza la superiorità del suo modello politico, e la crisi delle liberaldemocrazie sembra darle ragione. L'Italia è terreno di conquista per le Nuove Vie della Seta. In Africa è in corso un'invasione cinese di portata storica. Due imperi, uno declinante e l'altro in ascesa, scivolano verso lo scontro. L'America si è convinta che, «ora o mai più», la Cina va fermata. Chi sta in mezzo, come gli europei, rimarrà stritolato? Nessuno è attrezzato ad affrontare la tempesta in arrivo. Neppure i leader delle due superpotenze hanno un'idea chiara sulle prossime puntate di questa storia, sul punto di arrivo finale. Mettono in moto forze che loro stessi non sapranno dominare fino in fondo. Pochi anni fa le due superpotenze sembravano diventate quasi una cosa sola, tanta era la simbiosi tra la fabbrica del mondo (cinese) e il suo mercato di sbocco (americano). Quell'epoca si è chiusa e non tornerà. Sta succedendo ciò che molti esperti consideravano impossibile. I dazi sono stati solo l'acceleratore di un divorzio che cambierà le mappe del nostro futuro. Trump può subire l'impeachment o perdere le elezioni nel 2020 ma i democratici che lo sfidano sono diventati ancora più intransigenti con Pechino. La resa dei conti precipita a tutti i livelli.

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€ 18,05 19
SCONTO DEL 5%

Un quadro appassionante dell’antica letteratura greca, nelle sue figure principali e nei suoi generi più rappresentativi, all’insegna della ricerca di una definizione dell’uomo e dei suoi caratteri essenziali. Alberto Jori, uno dei massimi studiosi italiani della cultura antica, accostandosi ai capolavori letterari dei greci, si domanda, in primo luogo, quale contributo essi abbiano dato all’elaborazione di quell’umanesimo che, trasmesso ai romani, ha fornito in seguito il solido fondamento alla cultura moderna. Nell’indagine, l’autore propone una lettura personale ma al tempo stesso rigorosa e documentata di testi e autori classici, consentendo al lettore di familiarizzarsi con i temi e i problemi della cultura greca. Ne risulta una carrellata affascinante di figure e di opere che, saggiate nell’universalità del loro messaggio, rimangono ogni volta impresse nella memoria con i loro tratti peculiari.
Nella seconda parte del volume, Jori propone un utile panorama della cultura letteraria, filosofica e scientifica della Sicilia greca, soffermandosi su autori e correnti che hanno dato un apporto essenziale allo sviluppo della civiltà ellenica e che, al tempo stesso, costituiscono parte integrante del nostro patrimonio spirituale.

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€ 19 20
SCONTO DEL 5%

Il ruolo centrale nella Storia della felicissima città di Palermo. Tre millenni vissuti da protagonista: da colonia fenicia col romantico nome di Ziz (Fiore) alla greca Panormo (Tutto Porto) all’araba Balarm. Splendida residenza di emiri, re ed imperatori. Accogliente ostello di scienziati, poeti e letterati. Culla della lingua italiana. Sede del più antico Parlamento ancora in funzione. Crocevia delle principali civiltà nordiche e mediterranee. 

Faro di tolleranza in epoche tormentate e unico esempio di coesistenza pacifica tra le religioni monoteiste (cattolica, bizantina ebraica e musulmana). Riconosciuta capitale dell’arte per il primato mondiale negli stili siculo-normanno, barocco e liberty che caratterizzano i suoi splendidi monumenti: chiese, moschee, ville, palazzi, dimore  nobiliari e mercati popolari. Aristocratica e plebea. Conservatrice e rivoluzionaria, scenario della rivolta dei Vespri e, prima in Europa, dei moti indipendentisti e liberali del 1848.

Tutto questo, e molto altro ancora, raccontato in un’opera profonda nei contenuti ma scorrevole e di gradevole lettura, impreziosita da mappe, disegni e vignette originali dell’autore, proposte in uno stile personale e particolarmente adatto ai lettori più giovani e curiosi. 

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

Una vicenda dipanatasi più di duemila anni fa, e ancora attualissima.

Con la rivolta dei Maccabei, un piccolo popolo arroccato sulle desolate montagne del paese di Giuda decise di lottare strenuamente per difendere la propria cultura e la propria fede contro il tentativo di «civilizzazione» forzata messo in atto dai Seleucidi. Lo scontro, ricostruito da Alberto Jori, esperto di filosofia e scienza antiche, fu durissimo, e contribuì a salvare lo straordinario patrimonio spirituale dell’Ebraismo per le epoche e le generazioni successive. 

La domanda che viene posta è se le due culture che così si confrontavano – quella ebraica e quella ellenistica –, davvero si escludessero reciprocamente, o se in realtà, al di sotto del livello più appariscente del confronto militare, esse non avessero già avviato un dialogo costruttivo e quanto mai proficuo, che avrebbe portato a un arricchimento di entrambe. L’autore mostra, con dovizia di testimonianze e analisi approfondite, che fu appunto questo il caso. In tal modo, vennero allora gettate le fondamenta della cultura europea.
Un libro appassionante che non può mancare nella biblioteca di chi s’interessi di tolleranza e di dialogo fra culture.  

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€ 23,75 25
SCONTO DEL 5%

Nella storia dell’umanità, prima dell’instaurarsi delle società patriarcali, è esistito un sistema sacrale d’impronta femminile, che ha lasciato segni indelebili, sia su reperti archeologici, sia nei racconti che hanno attraversato le culture sotto forma di miti, leggende, fiabe. Numerosissimi segni attestano la presenza di un antico movimento culturale pre-indo-europeo in cui furono fortemente sentiti valori femminili di cooperazione, di ricerca della bellezza e della pace, di mutualità, di integrazione, in cui vigeva il culto di una grande Dea. Questa fase precedette la cultura delle armi di guerra, maschile e bellicosa, patriarcale ed espansionistica, instauratasi dopo una serie di invasioni, da parte di guerrieri in armi, dell’antico bacino europeo. Progressivamente furono sostituiti i valori degli indoeuropei a quelli della Dea primigenia; gli dei maschili dei nuovi pantheon, fra loro in lotta come gli uomini, relegarono la grande Dea, espressione del continuum vitale di nascita/morte/rigenerazione, fino al grado infimo. Il genere umano femminile rispecchiò le sorti della Dea, divenendo parte debole dell’umanità. I simboli della Dea furono abbattuti e/o inglobati nei pantheon maschili; nuove mitologie furono create. La Dea sopravvisse in sonno. Cerchiamo le tracce della Dea nei segni che ha lasciato nelle cosmogonie, nelle mitologie, nelle presenze di dee storiche, nelle pietre e nella terra.

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

La nostra società sta cambiando con una rapidità straordinaria, dietro la spinta delle innovazioni tecnologiche che ormai si susseguono a un ritmo tumultuoso. Nel giro di pochi anni, l’automazione, che già è entrata prepotentemente nei processi produttivi, diverrà una presenza abituale nelle nostre esistenze quotidiane. Timore e speranza sono i sentimenti che attualmente dominano in una pubblica opinione sempre più disorientata. Urge svolgere in tempi brevi una riflessione seria e approfondita sui problemi connessi all’automazione e all’intelligenza artificiale. 
In quest’ottica, Alberto Jori, professore nelle università di Tubinga (Germania) e di Ferrara, esponente tra i più rappresentativi della “Scuola della filosofia pratica” ed esperto di filosofia e storia della scienza, propone un’accurata rivisitazione e un approfondimento puntuale delle implicazioni etiche delle “Tre leggi della robotica”, formulate da Isaac Asimov. 
Un libro di filosofia destinato a far discutere, a suscitare nuovi interrogativi e proposte, ad aprire un dibattito ormai ineludibile anche in Italia. 

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€ 19 20
SCONTO DEL 5%

Rivoluzioni colorate, il ritorno della Guerra Fredda, attentati terroristici, il rischio di un conflitto atomico, l’immigrazione incontrollata, la shock economy. Le azioni terroristiche hanno sprofondato l’Europa nella morsa della paura, spingendo le nazioni ad adottare misure estreme e a stringere la morsa del controllo globale. L’elezione di Donald Trump ha portato il mondo a dividersi nuovamente in due blocchi, ricorrendo alla logica del Divide et Impera. Al riproporsi anacronistico della Guerra Fredda, è emerso anche un nuovo protagonista sullo scacchiere geopolitico: la Corea del Nord.

Come si è arrivati a questo punto? Come hanno fatto i già precari equilibri globali a infrangersi dopo l'attacco chimico a Idlib?

Che cosa si cela dietro il rischio di crollo dell’Eurozona, le rivoluzioni colorate, la Primavera Araba e la genesi dell’ISIS?

Perché l’Occidente è precipitato in una spirale di violenza e terrore? È in atto una strategia della tensione?

Come fanno eventi in apparenza così diversi e distanti ad avere un’origine comune?

Che ruolo hanno personaggi come George Soros dietro le Rivoluzioni colorate e l’immigrazione selvaggia che stanno portando caos e modificando il profilo delle nazioni?

In questa riedizione aggiornata di Governo Globale, gli autori documentano in modo chiaro e completo la storia segreta del Nuovo Ordine Mondiale, dalle sue origini a oggi: la genesi, l’ideologia e le tappe storiche, dalle origini della modernità all'attuale sfida militare che vede come terreno di battaglia il Medio Oriente.

Chi ha coniato il termine e chi perpetua in segreto il disegno di instaurazione di un governo globale? Quali interessi si nascondono dietro questo progetto? Che ruolo hanno i membri di affiliazioni e gruppi occulti che riuniscono i protagonisti della vita politica, economica e finanziaria globali? Quale disegno si nasconde dietro la diffusione della tossicodipendenza di massa, fenomeni inquietanti e criminali come il satanismo, certi movimenti “culturali”, o di “controcultura”, come la “rivoluzione” psichedelica o le teorie di genere?

In questo gioco di equilibri, quale obiettivo nasconde il progetto di instaurazione di un Governo Globale che lungo il suo cammino assoggetta i Popoli, fa cadere nazioni e governi come pedine di un complesso domino di cui non si riesce a vedere il disegno complessivo?

Indice

Introduzione

  • Governo Globale

Parte Prima

  • Le radici storiche del Nuovo Ordine Mondiale
  • Il Nuovo Ordine Mondiale: un'ideologia messianica
  • La questione dei "poteri occulti"
  • Elite e massa nel Nuovo Ordine Mondiale
  • La manipolazione dell'immaginario: verso il "mondo nuovo"
  • Rivoluzione sessuale, pornografia e femminismo
  • Schiavi e pochi: operazione denatalismo
  • La "rivoluzione psichedelica" e la "cultura della droga"
  • Gender: l'ultima frontiera della dissoluzione
  • Un mondo senza Dio: distruggere le religioni

Parte Seconda

  • Il ritorno della Guerra Fredda, l'elezione di Trump, la Corea del Nord e il rischio di un conflitto atomico
  • George Soros e gli architetti delle proteste organizzate
  • Club Bildeberg e Commissione Trilaterale. Le organizzazioni che promuovono la tecnocrazia (e i trattati di libero scambio)
  • La lotta per l'egemonia. La crisi Ucraina.
  • Come abbattere un regime: da OTPOR! alle rivoluzioni colorate, il sogno di un Nuovo Medio Oriente
  • Colpi di stato eterodiretti. La CIA in America Latina
  • Il “trattamento” Milosevic: il ribaltamento dei rapporti diplomatici e la guerra in Libia
  • 11 settembre 2001: le menzogne dell’Impero e la dottrina della guerra “preventiva”
  • Guerra al terrorismo, ovvero gli interessi delle lobby in Iraq e in Afghanistan
  • Le nove vite dello Sceicco del terrore: Osama bin Laden
  • ISIS: burattini, attori e registi del terrorismo islamico
  • Strategia della tensione 2.0: il terrore divampa in Europa
  • L’ombelico del "nuovo" mondo: USA, Russia o Cina?
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€ 12,35 13
SCONTO DEL 5%

Archiviato il pericolo ISIS, i nuovi nemici globali sembrano essere la Corea del Nord e l'Iran. L'elezione di Trump ha portato il mondo a dividersi in due blocchi, riproponendo un'anacronistica Guerra Fredda e il rischio di un conflitto globale.

Gli attentati che infiammano l'Occidente non si fermano, spingendo le nazioni ad adottare misure estreme com'era successo agli USA all'indomani dell'11 Settembre. Le stragi, apparentemente di matrice islamica, lasciano però una scia di anomalie e dubbi, di coincidenze inspiegabili o quanto meno ambigue, che riecheggiano la strategia delle false flag.

COSA SONO LE FALSE FLAG?

Si tratta di operazioni belliche "sintetiche" ideate per fare credere che un attacco militare o terroristico sia stato effettuato da gruppi diversi rispetto ai reali esecutori, al fine di addossare loro la responsabilità di quanto accaduto, legittimando così eventuali rappresaglie.

FALSIFICARE LA STORIA

L'obiettivo è introdurre leggi che limitino la privacy e la libertà individuale, nascondendo gli interessi delle oligarchie. I mass media entrano in scena a questo punto per veicolare la propaganda bellica e promuovere come giuste le rivendicazioni del potere.

Quali interessi si nascondono dietro il terrorismo internazionale?

Come nasce e chi ha finanziato l'ISIS? Chi trae beneficio dall'attuale strategia della tensione?

Lo scopo di questa edizione aggiornata è quello di offrire una rassegna dei casi più celebri e storicamente comprovati di false flag e di altri che sollevano dubbi sulle reali dinamiche degli eventi, mostrando i mandanti, i registi e gli attori del terrorismo sintetico, dall'antica Grecia a oggi.

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€ 12,35 13
SCONTO DEL 5%

Predomina ancora una visione del periodo dell’Umanesimo che ne esalta, da un lato, i valori estetico-artistici, e tende a ridurne, dall’altro, il pensiero a elementi retorico-filologici. Massimo Cacciari ci fa capire come le cose siano piú complesse e meno schematiche, e come la stessa filologia umanistica vada in realtà inserita in un progetto culturale piú ampio nel quale l’attenzione al passato è complementare alla riflessione sul futuro, mondano e ultramondano. Dunque una filologia che è intimamente filosofia e teologia. E i nodi filosofici affrontati dagli umanisti (che in quest’ottica non iniziano con Petrarca o con i padovani, ma con lo stesso Dante) sono difficilmente ascrivibili a sistemi armonici o pacificanti, secondo una visione tradizionale del Rinascimento. C’è un nucleo tragico del pensiero umanistico, fortemente «anti-dialettico», in cui le polarità opposte non si armonizzano né vengono sintetizzate.

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

Dagli autori de Il capo dei capi Un libro di cui non si sa nulla da quasi 25 anni (Mondadori, 1995). In poche settimane aveva venduto migliaia di copie. Esaurito ovunque, fu impossibile trovarne una. Un libro troppo scomodo?

Dopo un quarto di secolo torna su carta un classico della letteratura di mafia, con storie di ieri che parlano di oggi. Scritto da Attilio Bolzoni e Giuseppe D’Avanzo, due fra i più apprezzati giornalisti italiani, il libro affronta il tema della giustizia aggiustata a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta.

Il volume contiene i commenti di alcuni fra i più celebri magistrati italiani quali Pietro Grasso, Piercamillo Davigo e Giuseppe Di Lello.

È un libro che racconta di giudici e di boss, di avvocati e di politici, di processi di mafia pilotati e di inchieste insabbiate, di Palazzi di Giustizia condizionati dal volere degli uomini d’onore. Bolzoni e D’Avanzo ricostruiscono alcune vicende di giustizia «aggiustata» a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, come quella dell’uccisione del capitano Basile, forse la più tormentata della storia giudiziaria dei processi di mafia. La seconda parte del volume approfondisce la figura di Corrado Carnevale e le centinaia di processi di mafia, camorra e ’ndrangheta cancellati dalla I sezione penale della Cassazione. Un viaggio dentro la Suprema Corte, alla vigilia della decisione finale sul maxiprocesso di Palermo

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

un volume sulle monete, sulle attività finanziarie e le banche nell’antica Roma. Nell’opera si mostra come i Romani non ignorassero i problemi monetari e finanziari familiari a noi moderni (inflazione, deflazione, interessi). Al tempo stesso, si chiarisce come essi avessero regolato con grande cura, anche sul piano giuridico, tutta la sfera finanziaria, con strumenti molto sofisticati e in parte non molto diversi da quelli attuali.

L’opera, arricchita da numerose riproduzioni di monete e di bassorilievi romani, diverrà un punto di riferimento per l’intero settore e avrà certo ampia diffusione non solo fra gli esperti di materie economico-finanziarie, ma anche fra tutti gli studiosi del mondo antico, fra le biblioteche e fra le persone colte.

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€ 46,55 49
SCONTO DEL 5%

L’autore, filosofo e storico della scienza di fama internazionale, in questo testo analizza il linguaggio odierno che normalmente viene usato tra medico e paziente. Quanti di noi si sono trovati in determinate situazioni in cui la poca chiarezza e la mancata comprensione del linguaggio medico hanno procurato più ansia e preoccupazione di quanto fosse necessario solo perché probabilmente è mancata l’umanità e l’empatia che avremmo voluto trovare?
In questo saggio viene presa in considerazione la medicina greca, analizzando due atteggiamenti fondamentali della relazione medico-paziente, chiamati per semplificare “Modello1” e “Modello2”. Uno di ispirazione ippocratica, volto al rapporto umano tra medico e paziente in cui il primo si pone sullo stesso “piano” del paziente e lo tratta come tale, l’altro determinato dalla convinzione che il paziente con la sua “incompetenza” non può comprendere l’arte medica e anche il semplice porgli domande può essere fuorviante, dal momento che il paziente non ha idea della malattia che lo affligge. Quindi, da una parte, un medico quasi amico, che cura l’uomo, dall’altro un medico che cura d’imperio e tratta il sintomo o i sintomi, non certo l’uomo nella sua interezza.
Dalle relazioni cliniche di un tempo alle trattazioni dei manuali, dal linguaggio delle commedie a quello dei romanzi, dalle informazioni dei bugiardini alle oscure formule chimiche, dagli acronimi agli inglesismi, Jori non perde occasione per far toccare con mano quanta strada dobbiamo ancora percorrere affinché il medico non parli una sua lingua, ma si conformi alla trasparenza del lessico corrente, per recuperare un rapporto fondamentale anche per l’intera società, quello tra medico e paziente, due uomini che “collaborando” potranno giungere al compimento del bene sia dell’uno che dell’altro.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

Attraverso un’attenta analisi della società attuale e dei temi centrali dell’esistenza umana, l’autore di questo libro suggerisce preziose chiavi di lettura e strumenti concreti per realizzare una vita autentica, piena e ricca di gratificazioni.
L’autenticità del Sé non propone solo importanti sfondi teorici di riferimento, ma si avvale anche di una pluralità di metodi e approcci pratici integrati tra loro, come la PNL, la Gestalt, il lavoro sul corpo, il training autogeno, ecc. Un lungo e intenso viaggio dentro la complessità del Sé tra filosofia, psicologia e neuroscienze.

Omar Montecchiani, grazie alla sua formazione eclettica e polivalente, propone una molteplicità di percorsi che, intrecciandosi tra loro, possono aiutarci a scoprire e comprendere la nostra essenza più vera, il nostro Sé autentico.

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€ 28,50 30
SCONTO DEL 5%

Dopo romanzi, thriller, inchieste sulla violenza coniugale e in generale sulle donne, dopo saggi biografici su grandi personaggi della cultura internazionale e del cinema, Pascal Schembri approda con quest’opera all’autofiction, mantenendo ad altezza d’uomo il bersaglio del tema sociale e ben calibrata la tensione tra i generi.
Il libro nasce come un’altra inchiesta, un’indagine sulla femminizzazione del maschio coniugato e i rapporti di potere all’interno della coppia e della famiglia, per poi svelarsi un lavoro motivato da un intimismo che ne traccia con sincerità le intenzioni aggiungendo il valore della genuinità alle riflessioni di un uomo perfettamente calato nei problemi del suo tempo.

Famiglie divise in cui i genitori paterni non possono frequentare i nipotini, mogli che dominano apertamente o in modo subdolo, consapevolmente o d’istinto il maschio con cui condividono la vita, gattemorte e tiranne, poveri frustrati e maschi asserviti si avvicendano nel panorama di queste pagine in cui l’infelicità relazionale si erge a protagonista di un’epoca socialmente confusa.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Stiamo vedendo scomparire il ghiaccio al Polo Nord; gli uragani producono conseguenze sempre più drammatiche; le siccità prolungate causano roghi che durano intere stagioni e che bruciano luoghi come la Napa Valley; nel 2050, secondo la Ellen McArthur Foundation, il peso della plastica negli oceani supererà quello di tutti i pesci; perfino lo spazio si sta trasformando in un’enorme pattumiera che crea problemi di sicurezza aerospaziale. L’impatto di questi fenomeni sta diventando sempre più evidente. Però anche la tecnologia accelera: ci sta sorprendendo e ci sorprenderà. Parlo di nuovi sistemi per l’efficienza energetica, di crescita delle fonti rinnovabili, di led, di storage avanzato, di materiali fortemente innovativi, di smart city, di 3D, di Internet of Things, di edifici a consumo zero, di recupero della plastica attraverso la pirolisi (che è la scommessa a cui ho dedicato le mie energie nel corso degli ultimi due anni). Questo è il futuro del business: l’industria e le imprese non vanno condannate o colpevolizzate ma riorientate al nuovo paradigma dell’economia sostenibile e circolare; non sono le nemiche ma possono diventare le alleate più importanti dell’ambiente.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

In queste venti lezioni l’autore - uno tra gli studiosi italiani più apprezzati della filosofia antica - conduce i lettori a riscoprire la straordinaria attualità degli antichi pensatori greci e romani. L’esposizione, articolata facendo interagire dialetticamente le voci più significative del pensiero antico, si svolge secondo la successione cronologica dei filosofi, e illustra con piglio sicuro il graduale arricchirsi di un dibattito che finisce con l’esplorare tutti gli interrogativi fondamentali dell’esistenza umana.
Al centro del panorama si stagliano tre figure esemplari, destinate a dominare non soltanto la filosofia antica, ma l’intera cultura occidentale. Sono tre giganti del pensiero, diversissimi fra loro ma insieme complementari: Socrate, Platone e Aristotele. L’autore chiarisce le loro dottrine fondamentali, mostrando al tempo stesso come esse possano fornire dei validi stimoli anche alla riflessione contemporanea.
Nel complesso, dunque, questo libro costituisce, non da ultimo pure per il suo taglio inedito e il suo andamento narrativo, un’introduzione alla filosofia antica di particolare utilità non solo per gli studenti, ma anche per chiunque desideri riscoprire le radici della nostra civiltà e, insieme, valutarne le prospettive future.

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€ 33,25 35
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Uno per uno ci scelse: noi magistrati che solo dopo la sua morte avremmo costituito il così detto «pool antimafia». Paolo Borsellino, Prefazione, dicembre 1989

A ventisette anni dalla prima edizione, torna su carta L’illegalità protetta, l’unica raccolta di scritti di Rocco Chinnici (1925-1983). Il volume, che contiene la preziosa prefazione di Paolo Borsellino – una delle pagine più belle e significative mai scritte sul giudice Chinnici –, è incentrato sui temi della criminalità mafiosa, del contrabbando della droga e del suo impatto socio-economico, e sull’importanza del coinvolgimento dei giovani per la nascita di una cultura della legalità. Nuovi contributi approfondiscono la figura di colui che, dopo l’assassinio di Cesare Terranova, divenne il capo dell’Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo in un momento chiave della storia della lotta alla mafia. Un testo fondamentale per conoscere il metodo innovativo di Rocco Chinnici, il primo magistrato moderno, il primo ad aver capito che la lotta alla mafia si fa insieme. Il libro raccoglie anche autorevoli contributi di Antonio Balsamo, Attilio Bolzoni, Giulio Borrelli, Caterina Chinnici, Giovanni Chinnici, Donato Di Trapani, Antonio La Spina, Francesco Petruzzella, Lillo Venezia.

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€ 12,35 13
SCONTO DEL 5%

“Elaborare il lutto”, è l’imperativo che si impone a tutti coloro che devono affrontare il decesso di un parente. Ma sbarazzarsi dei propri morti non è la regola ottimale cui nessuno può sfuggire se non vuole soffrire troppo?
Vinciane Despret ha cominciato con l’ascolto. “Io dicevo alle persone: sto conducendo un’inchiesta sul modo con il quale i morti entrano nella vita dei viventi; lavoro sull’inventiva dei morti e dei viventi nelle loro relazioni”.
Una storia mi ha condotto a un’altra. “Io ho un’amica che calza le scarpe di sua nonna, perché essa continui a misurare il mondo. Un’altra è partita per scalare una delle montagne più alte con le ceneri di suo padre per condividere con lui le più belle aurore. Il giorno del compleanno della sua defunta moglie, uno dei miei parenti prepara il piatto che lei preferiva, ecc.”
L’autrice ha scoperto la maniera in cui i viventi che essa ha incrociato si rendono capaci di accogliere la presenza dei defunti e dimostra come risolvere il dilemma fra “ciò riguarda l’immaginazione” ed “è tutto semplicemente vero e reale”.
Nella nostra società moderna i morti si sono fatti più discreti, perdendo ogni visibilità. Oggi, potrebbe accadere che le cose cambino e che i morti divengano più attivi. Essi reclamano, propongono il loro aiuto, sostengono o consolano… Lo fanno con tenerezza, spesso con umorismo.
Si afferma troppo raramente fino a qual punto
i morti possano renderci felici!

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€ 18,05 19
SCONTO DEL 5%
 L’opera si accosta con un approccio originalissimo di ermeneutica semantica all’alimentazione mediterranea, e in particolare a uno dei suoi cardini: il pane.
L’autore esplora innanzitutto i significati che in vari contesti del mondo antico sono stati attribuiti al pane, allo scopo di individuarne non solo le differenze, ma anche gli eventuali punti di tangenza reciproci. In questo esperimento ermeneutico, condotto con l’ausilio dei più raffinati strumenti interpretativi, emerge, pur nel variare dei quadri culturali indagati, un valore simbolico unitario. Il pane si configura – sia all’interno di discorsi ‘laici’, come quelli svolti dai filosofi presocratici e dagli autori della Collezione Ippocratica – sia in discorsi ispirati invece da preoccupazioni eminentemente religiose e teologiche – come emblema e archetipo dell’unità, intesa quale feconda armonizzazione di una preesistente molteplicità conflittuale. Questa valenza simbolica costituisce a sua volta la spia di un dominante interesse di carattere politico.
Su tale base, nella seconda parte dell’opera viene ricostruita la filosofia della cultura di uno dei pensatori più arditi e profondi della Grecia antica: si tratta dell’autore del trattato ippocratico Sull’antica medicina. L’esame di questo trattato permette di riscoprire una proposta speculativa di sorprendente modernità, alla luce della quale la pratica gastronomica, vista come una forma di proto-medicina, si configura quale processo storico di autopoiesi dell’uomo. In tal modo, l’antico trattato può offrire stimoli preziosi anche alla riflessione attuale sui rapporti tra uomo e ambiente e tra uomo e alimentazione....
€ 19 20
SCONTO DEL 5%

Quest’anno ricorre il centenario della morte del grande etnoantropologo e medico Giuseppe Pitrè. La nostra casa editrice ha deciso di commemorare questo grande studioso scegliendo di ripubblicare uno dei suoi più importanti saggi, frutto di anni di ricerche in biblioteche e archivi. Si tratta di uno studio storico, molto documentato, sullo stato dell’arte sanitaria in Sicilia che abbraccia un ampio arco di tempo che va dal 1200 al 1700. La Sicilia, crogiolo di popoli, riesce anche nel campo dell’arte sanitaria a essere specchio di molteplici in-fluenze culturali e il saggio di Pitrè tratteggia dunque una storia della medicina, nel bene e nel male, universale. Basti pensare ai ritratti di medici come Ingrassia, Malpighi, Castelli, Bisso, Fedele… Lo scrupolo dell’autore non lascia mai disinformato il lettore: tutto è documentato nelle copiose note e i glossari spiegano accuratamente i termini desueti. L’edizione è condotta su quella dell’edizione nazionale di tutto il corpus delle opere di Pitrè del 1942, voluta da un comitato promo-tore presieduto da Giovanni Gentile. Questa edizione è arricchita da due scritti introduttivi rispettivamente di Giovanna Fiume, docente di storia moderna, e di Salvatore Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo.

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€ 23,75 25
SCONTO DEL 5%

Accurata indagine sull’alimentazione degli antichi Romani che ricostruisce in maniera rigorosa e avvincente la cultura e la società dell’antica Roma. L’autore non presenta soltanto i cibi e le bevande - anche quelli più insoliti - dei Romani, ma illustra anche la "liturgia" dei loro pasti e, più in generale,  la loro visione del mondo e della vita. Ne emerge un quadro esauriente della vita romana, considerata nella sua quotidianità ma anche nei suoi principi ispiratori, quelli che stanno tuttora alla base della civiltà europea.
Inoltre, in una sezione del libro si propongono parecchie ricette romane antiche, corredate da adeguate istruzioni e opportuni adattamenti al gusto attuale, così da renderle realizzabili ancora oggi.

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€ 46,55 49
SCONTO DEL 5%

La cura implica il conoscere. Il conoscere non può ridursi a utilizzare in modo esclusivo le ragioni di una “mente”, logica e categorizzante e non può esonerare le ragioni di un “cuore” intuitivo e non sistematico.
La stessa distinzione tra spiegazione e comprensione allude a funzioni diverse della mente e del cuore. La relazione di causalità è propria delle spiegazioni della mente, mentre l’attribuzione di un significato, emozionale e affettivo, appartiene alla comprensione del cuore.
Sia le parole di Antoine de Saint Exupéry: “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”, sia quelle di Johann Wolfgang Goethe: “Cia-scuno vede bene ciò che si porta nel cuore”, sia quelle di Blaise Pascal: “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”, come quelle di tanti altri autori, fanno riferimento a modi diversi di percepire, di fare esperienza del mondo, sia interno che esterno.
Tali modi, della mente e del cuore, spesso non s’integrano, ma allora sono piutto-sto le ragioni della mente ad aver bisogno di quelle del cuore che non viceversa, per evitare che la conoscenza e le relazioni siano parziali e/o false.
L’atto di conoscenza implica un intelletto dotato di entrambe queste funzioni. Per questo l’intelligenza non può qualificarsi solo come “razionale”, ma necessita anche dell’attribuzione di “emotiva” e tutto ciò è tanto più evidente quanto più ci facciamo guidare dall’etimologia.
Il termine intelligenza viene fatto derivare sia dal latino intus, dentro, che inter, tra, uniti al verbo legere, ossia leggere.
Pertanto l’intelligenza consiste sia nella capacità di leggere dentro, cioè cogliere gli aspetti nascosti della realtà, sia quella di leggere tra, cioè svelare interconnes-sioni tra gli aspetti della realtà, profondi o superficiali che siano.
Quindi in ogni prendersi cura, sia nella medicina come nella vita, per “intelligere” sia dentro di noi, sia nell’altro-da-noi è necessario ricercare e abbandonarsi a quella conoscenza emozionale che mentre prova a svelare l’orizzonte dell’altro, guida verso la propria direzione interiore.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

Qual è il percorso che conduce all’attribuzione certa di un’opera d’arte? Quali sono gli strumenti utilizzati e le ricerche condotte per giustificare tale attribuzione? E la scienza moderna, con tutte le sue nuove tecniche non invasive, può essere di supporto alle antiche datazioni e documentazioni, o rischia solo di metterle in crisi? Questo è il punto di partenza per un viaggio che ha il sapore di un’inchiesta e che diventa un’indagine critica su un oggetto tanto prezioso come appare essere l’Annunziata di Antonello Da Messina. Un quadro la cui vera storia è ancora sostanzialmente tutta da scrivere.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%
Nel corso degli ultimi 150 anni la Cina è stata ripetutamente umiliata dalle potenze imperiali occidentali e dal suo vicino minore, il Giappone. Per un periodo era sembrato che il “Regno di mezzo” fosse sul punto di diventare una pedi-na nelle mani degli interessi stranieri. In seguito, in circostanze senza analoghi precedenti storici, questa grande cultura iniziò a rinascere vigorosamente dalle ceneri di questa caduta solo apparentemente senza speranza, fino al punto che oggi lo Stato, i suoi leader, la sua economia in espansione e la sua potenza militare sono globalmente riconosciuti e spesso temuti.
Caduta e rinascita della Cina - Guarire dai traumi della Storia traccia lo sviluppo del paese dal diciannovesimo secolo fino ai giorni nostri e fornisce una spiegazione di quella mentalità collettiva che, davanti al confronto con la superiorità della scienza e della tecnologia occidentali, ha messo la Cina in condizione di impegnarsi in una spietata autodiagnosi che le ha consentito la sua impressionante ascesa e la sua radicale trasformazione. Il paese ha identificato gli aspetti della civiltà occidentale che ha dovuto adottare per rimuovere gli ostacoli alla sua rinascita, intraprendendo un cammino di razionalità e di rinnovamento. Profondamente ferita, la Cina ha prescritto a se stessa una terapia che ha seguito lo stesso principio usato in medicina cinese: la causa è, innanzitutto e principalmente, contenuta in se stessi. La prevenzione e il trattamento devono sempre iniziare dalle proprie carenze e dai propri errori.
In questa energica polemica, Paul U. Unschuld presenta una conoscenza e un’analisi completamente innovative del passato della Cina e offre una visione affascinante del suo possibile futuro....
€ 19 20
SCONTO DEL 5%

La scomparsa del Caravaggio di Attilio Bolzoni è il testo dell’opera teatrale Il Caravaggio rubato di Giovanni Sollima, spettacolo co-prodotto dal Teatro Massimo di Palermo e dal Teatro Massimo Bellini di Catania.
L’opera ha debuttato al Teatro Massimo di Palermo il 5 marzo 2016.

Arte, cronaca, mafia. La scomparsa della Natività di Caravaggio dall’oratorio di San Lorenzo, avvenuta a Palermo nel 1969, rimane un caso irrisolto. Un mistero, un furto che non è solo un furto. Attilio Bolzoni ci conduce per mano attraverso le viuzze della città per delineare una cronaca palermitana lunga più di trent’anni. L’immaginario evocato prende forma negli scatti della celebre fotografa Letizia Battaglia. Ricordi, indizi, inchieste che si dipanano a partire dal furto di una delle opere d’arte più ricercate al mondo.

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%
Soprattutto in questi ultimi anni in cui la crisi economica ha diffuso malumori e disagio nei confronti della politica siciliana, il tema della Autonomia regionale siciliana, come strumento al servizio della crescita economica e sociale dell’isola, è stato all’ordine del giorno del dibattito non solo regionale ma, anche, nazionale. Di fronte all’evidente degrado e ai reiterati eclatanti episodi di malgoverno e di corruzione e di fronte alle innumerevoli inefficienze denunciate dai cittadini, in molti si sono chiesti infatti se la soluzione autonomistica, consacrata nello Statuto del 1946, sia stata quella opportuna o se non sia il caso di archiviarla definitivamente.
A questa domanda, risponde il saggio di Francesco Cangialosi che ripercorre la Storia dell’Autonomia a partire dalla fine del Settecento e che ne racconta le difficoltà cogliendone le tante criticità che l’hanno segnata. La lunga esperienza maturata al vertice burocratico di uno dei parlamenti più antichi del mondo, qual è appunto quello siciliano, consente all’autore meglio d’altri di fotografare dall’interno la vita della Regione. Il volume, che ha il pregio di godere di una cifra di scrittura qualitativamente elevata, può costituire un utilissimo strumento di riflessione per orientarsi con certezza nella complessa tematica.

Francesco Cangialosi (Lercara 1948), appassionato studioso delle vicende isolane, è stato per oltre trent’anni dirigente dell’Assemblea regionale siciliana. Questo osservatorio privilegiato gli ha consentito di approfondire, in presa diretta, gli aspetti storici e giuridici dell’Autonomia regionale e di coglierne quelle criticità che hanno portato all’attuale crisi dell’istituzione regionale.
È anche autore di numerosi saggi di carattere scientifico o divulgativo pubblicati in varie riviste. ...
€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%
Quando si vuole definire in qualche modo un periodo storico spesso si va alla ricerca affannosa di un concetto o di un insieme di poche parole che comprendano in sintesi quanto esposto nel volume scritto dall’autore.
Ebbene tra le tante definizioni ritrovate in vari libri sul Fascismo clandestino quella di storia negata ci sembra indiscutibilmente la più consona.
È stato lo storico Vincenzo Caputo, autore di una pubblicazione dall’omonimo titolo, a convincerci della necessità della utilizzazione della suddetta terminologia per identificare i sottaciuti fatti storici riguardanti il fascismo clandestino in Sicilia dal 1943 al 1946. Domenico Lo Iacono si è dato molto da fare al fine di trovare tutta la documentazione possibile sull’argomento.
Non è stato né semplice né facile: bisognava continuare a negare un periodo storico che fra tanti è bene continuare a tenere nel dimenticatoio.
Lo Iacono è riuscito a mettere in luce più di una pagina ritenuta morta e sepolta o, comunque, addirittura inesistente. E, per dirla col Prof. Giuseppe Parlato, l’augurio è semmai che questo volume sia il primo, assieme a quello di Angelo Abis sul Fascismo clandestino in Sardegna, a percorrere la strada del Fascismo clandestino, ben presente in tutta l’Italia centromeridionale occupata dai cosiddetti liberatori angloamericani. ...
€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

l libro dà un contributo eloquente e tempestivo alle discussioni sulle politiche sanitarie, mentre illumina la natura delle dinamiche cognitive in medicina, e stimola il dibattito contemporaneo sull’essenza e l’interpretazione della realtà nei tentativi che la medicina pone in essere per gestire l’organismo umano.

In questo saggio si trova la prima storia comparata di due millenni di medicina occidentale e cinese dalle loro origini nei secoli a.C. fino agli attuali progressi nelle scienze come la biologia molecolare e agli adattamenti occidentali della medicina tradizionale cinese.

Nella sua interpretazione rivoluzionaria delle forze fondamentali che sottendono ai cambiamenti nella teoria medica, Paul U. Unschuld racconta la storia della medicina in Europa e Cina correlata alla politica, all’economia e ad altri fattori contestuali. Basandosi sulla sua propria estesa ricerca delle fonti primarie cinesi, Unschuld argomenta contro eventuali pretese di "verità" dei modelli, sia occidentali che orientali, della fisiologia e della patologia.

 

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€ 23,75 25
SCONTO DEL 5%
Il mio primo approccio con la scrittura del dialetto siciliano fu segnato dallo smarrimento, quando mi resi conto che la grafia di questo linguaggio presentava delle difficoltà che, da parlante, non avevo mai percepito. La lettura di autori come Meli, Martoglio, Buttitta e di altri poeti dialettali contemporanei non mi aiutò a chiarire i dubbi, anzi rafforzò la mia convinzione che nel campo della scrittura dialettale regnava l’arbitrarietà più totale. I testi a cui allora mi rivolgevo per saperne di più erano il vocabolario di Mortillaro, la grammatica di Giuseppe Pitrè e quella di Salvatore Camilleri; testi datati e insufficienti a farmi capire come scrivere il dialetto siciliano nel XXI secolo.
È stato Giovanni Ruffino, docente di Linguistica Italiana presso l’Università di Palermo, a consigliarmi testi più idonei e aggiornati. Oggi, avendo superato molti dei miei dubbi, sento l’esigenza di condividere gli esiti del mio studio con coloro che amano scrivere in dialetto siciliano.

Prima di affrontare le questioni ortografiche, vorrei però rispondere a un quesito che mi viene rivolto quando parlo di questi argomenti: oggi, nell’era della tecnologia e dell’informatica, a che serve conoscere il dialetto siciliano?

Il libro risponde proprio a questa domanda.
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€ 8,55 9
SCONTO DEL 5%
Della Storia d’Italia, dal 1860 ad oggi, molta parte è stata occultata, altra falsata, altra ancora non conosciuta o dimenticata. In un groviglio di tradimenti, menzogne, delitti di Stato, ipocrisie, sete di potere, interessi.
L’autore, giornalista da oltre 50 anni, "cuce" tra loro vicende del Paese, molte seguite personalmente, con dati talora inediti, che conducono alla storia "vera" della nazione. Emergono spettri del passato che trovano una loro collocazione in una storia del tutto diversa da quella ufficiale. Dalle atrocità del Regno d’Italia, all’onta libica, alla vergognosa guerra abissina, ai tradimenti militari che causarono la morte di tanti giovani italiani, note tratte da un ritrovato diario di Rommel, le sconsiderate azioni belliche in Grecia e Russia, la politica del dopoguerra, i massacri contadini del celerini di Scelba, le intrigate e malsane vicende di Gladio e della loggia P2 che, come si dimostra, erano in odore di collusione con la mafia, l’imbroglio Salvatore Giuliano e i seri dubbi sul suo coinvolgimento nella strage di Portella della Ginestra, la conversione religiosa sconosciuta del bandito, i tanti consorzi ed enti utilizzati, per miliardi e miliardi di lire, come cassa dai politici, gli scandali che hanno punteggiato la vita politica, il grande imbroglio Usa-Italia per l’acquisto degli Ercules 130, l’uccisione "interna" di Enrico Mattei, il perché delle Brigate Rosse e dei loro collegamenti, il delitto di Stato Moro, punto per punto, e il collegamento con la morte di J.F. Kennedy, il perché dell’assassinio del giornalista Mino Pecorelli, unitamente a quello di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il generale che "sapeva troppo": non un delitto della mafia, ma solo commissionato ad esponenti di mafia.
Infine, il lavoro affronta gli inganni dei nostri giorni: governi incapaci e rapaci, com’è nata la crisi, a chi ha fatto comodo, lo strangolamento dell’euro, le manovre "manovrate": dove sono andati a finire i sacrifici degli italiani, la nuova gestapo della quale nessuno parla.


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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%
Il comportamento politico delle società umane rimane ancora avvolto da molte nubi e pone innumerevoli interrogativi.

Perché gli uomini si aggregano? Perché dimostrano spirito gregario? Perché si possono sondare e prevedere le loro preferenze? Che cosa spinge alcuni di loro a farsi leader? Quando si può datare l’inizio della vicenda politica e sociale dell’umanità? E in essa prevalgono i comportamenti aggressivi o quelli cooperativi?

Sono solo alcune delle domande che ci poniamo quando si analizza la storia del Genus Homo dopo la sua completa emersione cognitiva – una storia assai breve, di qualche migliaio di anni che sono veramente pochi rispetto al lunghissimo periodo della sua selezione biologica e del suo adattamento sociale durato più di un milione di anni.

Ad alcune di queste domande la recente letteratura scientifica e sociologica comincia a offrire risposte documentate ed esaurienti e si concretizza, con questo libro, la possibilità di formulare una teoria generale della politica che si muova su basi meno incerte e pericolanti.
La scienza politica e anche quella economica fino a qualche decennio fa si muovevano ancora nel campo delle congetture e non avevano alcun presupposto rigorosamente scientifico. Nel passato i maggiori interpreti e studiosi della sociologia, dell’economia e della politologia hanno offerto molte teorie – suggestive e interessanti – che però avevano solo il supporto della analisi descrittiva e comparativa delle società umane. La biologia, la antropologia, la paleontologia e le scienze neurologiche hanno potuto svelare – anche con l’aiuto di sofisticate metodologie di indagine funzionale e morfologica del cervello umano – molti dei segreti che si celano dietro il comportamento sociale dell’uomo e le ragioni biologiche e neurofisiologiche della sua libertà comportamentale.

L’autore ha compiuto una vasta disamina di questa letteratura scientifica e attraverso di essa ha osservato e descritto le categorie del comportamento umano nella società. Ha anche individuato, nelle differenze geografiche e fisiche dell’ambientazione umana alcuni dei fattori che hanno sospinto l’umanità a differenziarsi e a caratterizzarsi nella grandi categorie dell’Occidente e dell’Oriente, del Sud e del Nord, delle periferie e delle città, delle regioni costiere e di quelle interne, di quelle calde e di quelle fredde. Infine ha analizzato le tematiche della vita e della morte, della salute e della malattia, del benessere e della alimentazione anche alla luce delle più recenti opzioni legislative che, nei diversi Stati nazionali, animano un incessante dibattito tra i sostenitori di contrapposte tesi bioetiche e biopolitiche.
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€ 28,50 30
SCONTO DEL 5%

Il volume racchiude il lavoro epistemologico e semantico compiuto sul tema delle Medicine Tradizionali e Medicine Non Convenzionali e dell’inestimabile contributo che esse possono apportare in vista di un mutamento del paradigma medico.

Il modello della patogenesi su cui quest’ultimo è incentrato ha difatti fallito mostrando la necessità di un approccio di tipo salutogenico, incentrato quindi sulle cause che conducono alla salute.

L’analisi epistemologica è stata rivolta ai principali modelli della ricerca medica (EBM, modello circolare, modello Evidence House) evidenziando i limiti insiti nel modello gerarchico che, invece, quello circolare proposto dal prof. Harald Walach riesce a superare.

L’indagine semantica si è rivelata necessaria per la comprensione delle Medicine Non Convenzionali e dei termini utilizzati di sovente fraintendendone il significato. Concetti quali malattia, salute, placebo non sono utilizzabili senza una previa analisi approfondita.

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%
Nel panorama dei libri dedicati alle discipline omeopatiche questo testo ha una caratteristica unica. Si tratta infatti del primo libro che esamina in modo completo tutti gli aspetti teorici alla base dell’omeopatia e li propone in un’opera unica e costantemente aggiornata. Il testo tratta la dottrina dell’omeopatia (leggi fondamentali, teoria delle costituzioni e delle diatesi), descrive le tecniche di preparazione e le forme farmaceutiche dei rimedi omeopatici, propone una revisione critica della ricerca scientifica realizzata in campo omeopatico, affronta i problemi legislativi e medico-legali e avanza nuove ipotesi interpretative. L’opera, giunta adesso alla quarta edizione, deve gran parte del suo meritato successo a questa innovativa e particolare concezione che ha permesso di colmare uno spazio lasciato libero dalle pur numerose pubblicazioni sull’argomento. Il libro risponde in modo semplice, moderno e scientifico alle numerose domande di chi si avvicina per la prima volta all’omeopatia e di chi, pur conoscendola da tempo, vuole approfondire gli aspetti teorici di base. ...
€ 37,05 39
SCONTO DEL 5%
L’Omeopatia ha sempre avuto una storia controversa per le resistenze da parte della Medicina accademica ufficiale e per le sue scarse capacità di sviluppo scientifico. Questo libro testimonia l’inizio di tali controversie, raccontando eventi e dibattiti avvenuti nei primi decenni dell’Ottocento durante le epidemie di colera...
€ 12,35 13
SCONTO DEL 5%
Il libro è frutto di ricerche d’archivio e di consultazione di fonti bibliografiche comprendenti testi specialistici e quotidiani del periodo in esame posto tra i poli temporali dei due Piani regolatori generali della città del 1942 e del 1962. E’ un arco temporale che costituisce il trait d’union tra quanto si era elaborato, ed in parte realizzato, durante il fascismo e quanto si andò ad attuare negli anni ’60.
Il periodo è anche quello della riorganizzazione amministrativa e legislativa della Nazione dopo la caduta della dittatura e della conseguente ristrutturazione degli enti pubblici e territoriali: dall’Alto Commissario per la Sicilia, alla Consulta ed allo Statuto autonomistico regionale, passando per le amministrazioni del Comune e della Provincia palermitana e dalla sanità all’edilizia popolare. Due decenni sintomatici per le nuove problematiche e disfunzioni derivanti anche dalla migrazione interna e dall’inurbamento nel capoluogo di un gran numero di persone dai centri della provincia. La riappropriazione, dunque, di dati, fonti conoscitive e notizie degli interventi pubblici del periodo in oggetto dà certamente la possibilità di approfondire e recuperare la conoscenza e la lettura delle vicende che anticiparono o determinarono scelte riguardanti le mutazioni sociali e le mut(il)azioni urbanistiche. Il libro è un’agile summa del ventennio successivo al 1943, periodo meno analizzato di altri e che dunque necessita di approfondimenti, quanto meno pari ai periodi più eclatanti dello sviluppo edilizio della Palermo del Novecento.
L’opera costituisce una ricognizione sintetica ma, si spera, alquanto esaustiva di quegli anni, dei progetti e delle iniziative, delle trasformazioni sul piano urbanistico e architettonico e delle loro conseguenze sulla comunità. E’ stata elaborata una verifica attraverso una sorta di censimento delle opere di interesse pubblico, fornendone notizie sui progettisti, sui costi, sulla durata della realizzazione, fatti aneddotici, riscontri documentari ed iconografici.
Il corredo iconografico del testo comprende circa 90 immagini dal valore documentale di particolari eventi (progetti, inaugurazioni, fatti di cronaca ecc.). L’analisi storiografica si arricchisce pertanto del riscontro visivo di una città morfologicamente diversa dall’attuale.
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€ 13,30 14
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Dare un’idea delle caratteristiche architettoniche di una città come Palermo, non è affatto semplice, specialmente, come in questo caso, in quanto la descrizione storico-architettonica, copre un lunghissimo arco di tempo durante il quale Palermo risentì, in positivo e in negativo, tutti i cambiamenti che comportarono le tante dominazioni, diverse nella storia come nella concezione costruttiva.

Può sembrare assurdo, ma Palermo e la Sicilia in generale, non hanno mai goduto di una loro indipendenza politica: subirono la conquista di svariate dominazioni straniere e questa circostanza fu di giovamento alla sua cultura letteraria, storica e architettonica, ma solo sotto i Normanni e gli Svevi con Federico II, si poté parlare di forme politiche “in fiere”, non determinate dal volere dei conquistatori, ma integrate alla storia locale.

 

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€ 11,40 12
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anche in Ebook
Alla morte del suo fondatore il regno di Sicilia è un potente soggetto politico nello scacchiere Mediterraneo. Ruggero II, saggio e lucido sovrano, ne ha consolidato le strutture interne venendo a capo del tradizionale ribellismo dei conti normanni. I suoi nemici tradizionali – il Papa, l’Impero d’Occidente, l’Impero bizantino – sono stati costretti a riconoscerne l’esistenza e a venire a patti con lo stesso. Niente avrebbe fatto immaginare che quel miracolo istituzionale, come da qualcuno è stato definito, sarebbe durato appena quarant’anni. Infatti, già con il suo immediato successore, Guglielmo I, i tradizionali problemi di convivenza fra etnie e culture diverse e le ambizioni dei grandi feudatari, aprirono crepe insanabili nell’edificio ruggeriano mentre le ambizioni dei tradizionali nemici, ripresero vigore determinando una lenta ma inarrestabile agonia. La pessima politica di Guglielmo II segnata da ambiziosi progetti che andavano al di là le possibilità del regno, la assenza della necessaria lucidità che ne contraddistinsero scelte ed azioni, indebolì ulteriormente il regno e lo espose alle pretese dei discendenti di Federico Barbarossa. Per queste ragioni, il generoso tentativo di Tancredi d’Altavilla, ultimo vero re normanno, di salvare il regno, non poteva che dimostrarsi velleitario.
L’autore racconta le fasi di questi intensi quarant’anni, soffermandosi, con dovizia di particolari, sulla strutture politiche, amministrative ed economiche della cosiddetta “età dei Guglielmi”, esaminando i contesti internazionali e negando la sostenuta continuità fra il regno fondato da Ruggero e quello conquistato da Enrico VI con il consenso della moglie Costanza.
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L’opera di Pietro Lanza di Scordia (1807-1855) saggista, storico, pubblicista, si presenta come interessante e, per alcuni aspetti, originale espressione dell’impegno politico e civile di un intellettuale nella Sicilia borbonica. Esponente autorevole e stimato del liberalismo moderato, pretore di Palermo nel 1835-38 e nel 1848, anno in cui, assunto il titolo di principe di Butera, entrò a far parte della Camera dei Pari, ministro nel 1848-49, esule dopo la restaurazione borbonica, Lanza di Scordia unì all’attività politica e di pubblico amministratore la riflessione costante sul passato e soprattutto sul presente dell’isola, esposta in molti dei suoi scritti. Convinto estimatore delle secolari istituzioni siciliane quanto critico attento alle problematiche del tempo, non tralasciò di esercitare attraverso le sue opere quella che riteneva, come molti scrittori in quel periodo, una doverosa azione di incitamento verso gli stessi siciliani e di monito nei confronti del governo borbonico. Sicilianista appassionato, si rivela tuttavia studioso aperto ai ‘tempi’ e alla realtà di stati italiani ed europei più progrediti, riscontrata personalmente nei frequenti viaggi e durante l’esilio, come nei rapporti con esponenti di alto rilievo della cultura, della storiografia e della politica. 

Dall’analisi delle opere e della varia pubblicistica del Lanza di Scordia emergono la personalità culturale e politica, la concezione della storia, l’operosità civile. La monografia propone il profilo di uno studioso sinora trascurato e, insieme, uno spaccato della Sicilia dei primi decenni dell’Ottocento e del rapporto, nella peculiarità che questo assunse nell’isola, fra storiografia e politica, fra intellettuali, società e regime borbonico. 
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“Verso le cinque del mattino Hahnemann riapre gli occhi e mormora due volte: “Fiducia e pace ... Fiducia e pace”, poi lo sguardo si vela di ombre e il grande scienziato muore.
Fuori, le campane annunciano l’alba. Parigi si sveglia e riprende la sua vita movimentata e febbrile. Il consueto rumore sale dalle vie poco prima deserte e nulla rivela all’umanità indifferente, avviata verso il lavoro di ogni giorno, che un grand’uomo è morto: un uomo che aveva tanto studiato e lavorato per lei …
La salma di Samuel Hahnemann rimane esposta per dieci giorni. Il volto dello scienziato si è mantenuto sereno anche nella morte e Melania, inginocchiata accanto al letto, lo contempla pensando che, se in un atto di suprema umiltà Samuel ha chiesto di lasciare il suo nome nell’ombra, questo nome invece rimarrà legato per sempre alla Dottrina Omeopatica e le future generazioni gli renderanno un giorno gli onori dovuti …”.
Scrive il Dr. Fortier-Bernoville: “Mai sarei potuto giungere a penetrare lo spirito di Hahnemann senza l’aiuto di Roger Larnaudie e di questa sua opera”.
Ho letto questo libro in pochissimo tempo e mi dispiaceva ogni volta che dovevo interrompere la lettura per dedicarmi ai miei doveri quotidiani. Non conoscevo questi risvolti della vita del nostro Maestro e sono rimasto senza parole. Hahnemann, come altri che sono riusciti ad emergere dalla povertà della loro condizione socio-familiare, ha puntato tutto sulle sue volontà, determinatezza, spirito di sacrificio, capacità di rinuncia… unitamente a molte altre facoltà di cui era dotato: intelligenza, scienza, memoria, altruismo, correttezza, compassione, bontà, ecc.
In genere una persona, partendo da queste premesse, giunge all’orgoglio e all’autoaffermazione di sé, vizi che ostacolano la crescita della persona, ma Hahnemann ha combattuto contro queste tentazioni distruttive e, come spiega l’Autore, grazie ad un intervento straordinario di Dio, ha trovato il coraggio per svuotarsi di sé. È egli stesso che ce lo dice “Ho semplicemente messo in luce una parte infinitesimale dell’oro che Dio ha sparso fra noi con Verità. Io non potevo veder nulla, perché l’orgoglio mi accecava, ma Dio mi ha preso per mano e mi ha condotto dove giace il filone, ordinandomi di vangare il terreno. Non ho dunque fatto altro che obbedirGli”.
Ecco la sua vera grandezza di scienziato e di uomo.
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Nel suo desiderio di cercare un punto di incontro tra l’approcio allopatico e quello omeopatico, l’Autore ha intuito che ci sono due necessità fondamentali per il futuro della Scienza Medica in generale e di quella omeopatica in particolare:
- L’unità di linguaggio scientifico tra l’Omeopatia e la Medicina Accademica
- L’unità di linguaggio scientifico tra gli omeopati. 

Dopo un’analisi approfondita di quello che la Medicina Omeopatica dice a riguardo delle malattie croniche, l’Autore intuisce anche che non è vero che i due approcci terapeutici sono tanto diversi tra loro, anzi, ognuno avrebbe bisogno dell’altro per completarsi e migliorarsi a vantaggio dell’unica Medicina, una Medicina che diventerebbe veramente a dimensione d’uomo.
Infatti, l’Omeopatia ha bisogno di acquisire quello che Samuele Hahnemann, il fondatore dell’Omeopatia, insegnava già due secoli fa e cioè che:
- L’uomo è un essere integrato e unitario, perchè i suoi vari aspetti (fisico, neurologico, psicologico, emozionale, affettivo, sociale e spirituale) costituiscono un’unità inscendibile.
- Le malattie non sono fatti a se stanti, non sono mai localizzate e i loro sintomi hanno sempre una ragione d’essere, per cui il malato va studiato in tutta la sua unità personale con un’attenta raccolta della sua storia biopatografica.
- Ogni terapia o stimolo agisce sulla totalità della persona e ogni medicamento deve essere sperimentato sull’uomo sano.
- La terapia deve essere basata sul’uso del medicamento più simile all’intera e deve essere scelto come quello capace di ristabilire l’equilibrio e l’armonia tra tutte le parti che formano l’individuo, evitando quindi ogni terapia sintomatica o comunque riservandola solo a condizioni che non sono aggredibili in altro modo.
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Il fondatore dell’Omeopatia, Samuele Cristiano Hahnemann nacque a Meissen (Sassonia) il 10 aprile 1755 e conseguì la Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Eelangen (Germania) il 10 agosto 1779. Era un medico molto colto - conosceva ben 8 lingue - e godeva fama di chimico e minerologo espertissimo.

Il motivo che spinse Hahnemann - uomo di profonda cultura e fede - a cercare un nuovo metodo terapeutico adatto all’uomo infermo fu la sua non rassegnazione di fronte allo stato di estremo abbandono, precarietà ed empirismo della Medicina dell’epoca, ossia, per dirlo con le sue stesse parole: «è penoso vedere come la scienza medica, la più nobile e più utile di tutte, dipenda dal caso, il che fa sempre supporre un gran numero di persone esposte a pericoli». 

E aggiunge ancora: «La Provvidenza, nella sua immensa saggezza, non ha potuto volere che l’arte più importante resti sempre in uno stato così precario. Sarebbe in effetti funesto, per il genere umano, se la sua conservazione dipendesse unicamente dal caso. No, è una consolazione credere che esistano, per ciascun malato e per ciascun caso morboso particolare, dei rimedi specifici e che vi sia un mezzo razionale per arrivare alla loro scoperta».

Questo Saggio è di estremo interesse sia dal punto di vista storico che dal punto di vista medico, in quanto è l’ultimo lavoro di ricerca di Hahnemann prima delle pubblicazioni delle sue grandi opere sull’Omeopatia.
Per la prima volta viene pubblicato in italiano e ci auguriamo che possa contribuire a dare a tutte le persone di buona volontà e di onesta coscienza l’opportunità di integrare le proprie conoscenze della Moderna Medicina che spesso trascura il Malato per correre dietro alla Malattia dimenticando che questa è soltanto l’espressione del profondo disagio in cui viene a trovarsi quel complesso di Spirito-Psiche-Corpo che è l’UOMO....
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Questo lavoro è il frutto di una paziente ricerca, condotta sul territorio della provincia di Palermo e in Archivi Storici per la parte documentale, finalizzata a localizzare quelle costruzioni militari, Fortificazioni Permanenti, che furono utilizzate durante la Seconda Guerra mondiale in Sicilia, comunemente chiamate anche postazioni, fortini o bunker...
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Mauro De Mauro si occupava di cronaca nera e giudiziaria. Qualche giorno prima di morire aveva rivelato a pochi amici che di lì a poco avrebbe pubblicato una grossa inchiesta, una notizia che avrebbe fatto tremare tutta l’Italia......
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La terra cruda non rientra nel consueto novero dei materiali da utilizzare nelle costruzioni, nonostante essa costituisca una presenza diffusa nelle architetture storiche, tradizionali e contemporanee, nei più disparati contesti. L’indiscutibile coerenza col sempre più attuale obiettivo della sostenibilità non riesce a superare i frequenti pregiudizi che ne osteggiano la concreta applicazione nell’odierno scenario delle pratiche costruttive.

La Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Caltanissetta ha promosso una Giornata di studi per raccogliere contributi sul tema della terra cruda nelle costruzioni, allo scopo di richiamare l’interesse di istituzioni ed operatori sul ruolo che tale materiale può ancora oggi assumere, particolarmente in Sicilia, Regione che custodisce notevoli architetture archeologiche in terra cruda (di cui le mura di Capo Soprano a Gela costituiscono l’esempio più conosciuto) e in cui le strategie di valorizzazione locale del territorio rivestono estrema attualità.

L’iniziativa della Giornata di studi è correlata allo svolgimento di una ricerca, finanziata dal Ministero per l’Università e la Ricerca scientifica, sull’argomento Conoscenze scientifiche, sperimentali e tacite e azioni di conservazione di architetture in terra cruda in Italia del Sud.

La Giornata di studi è stata tenuta a Caltanissetta, presso il Museo Archeologico di Contrada Santo Spirito, il 29 giugno 2007; responsabile scientifico è stata Maria Luisa Germanà, su designazione della Sovrintendente Rosalba Panvini.
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L’era Cristiana comincia con la nascita di Cristo e venne testimoniata dall’arrivo di tre Re: i Re Magi. Questi provenivano dall’Oriente, da quell’Oriente in cui era sorta la civiltà e che aveva dato i primi canoni di tutte le scienze. Ispirati e guidati da un segno divino portarono al Re di tutti i Re dei doni e non a caso erano dei l’armaci regali: l’Oro, l’Incenso e la Mirra. Oggi siamo in grado di valutare il simbolismo terapeutico di quei regali che a loro volta rispecchiano una profonda competenza farmacologia su ciascuno di essi.

I sali d’Oro fanno ormai parte della farmacopea ufficiale moderna e il loro uso fa parte di attuali e sperimentati protocolli terapeutici in una forma particolare di reumatismo articolare che colpisce prevalentemente le giovani generazioni, su base autoimmune.

L’Incenso è una resina. Il suo uso è stato descritto da Erodoto e Celso nel I secolo d. C. ed è conosciuto per le sue ottime capacità cicatrizzanti e come antidoto, se usato come infuso, nell’avvelenamento da cicuta. I Cinesi l’usarono nella cura della lebbra e con queste e altre indicazioni è stato usato per molti secoli. Più recentemente, nel 1600 un farmacista londinese, Nicolas Culpeper lo usò nella cura dell’ulcera peptica.

La Mirra. I Greci l’usavano per le infezioni della bocca e degli occhi, nella cura delle bronchiti e come preventivo per chi si recava in zone in cui vi erano casi di peste. A chi era costretto ad andare in tali regioni o per chi doveva convivere con tali malati, veniva consigliato di masticare Mirra per purificare l’alito, impedendo l’ingresso del male nel proprio corpo e così sfuggire al contagio.

Ma non fu solo questo il suo uso: nella medicina di allora si diffuse anche come anestetico ed è riportato che a Gesù stesso, per un atto di pietà, per lenirne le sofferenze, prima di essere crocifisso, sia stata data a bere una miscela di vino e mirra.


In ultimo, come riferisce Colin Michie, numerosi laboratori farmaceutici hanno dimostrato l’attualità sia dell’incenso che della mirra; sono stati messi in evidenza dei sottoprodotti derivati del benzopirene che oltre ad avere azione antinfiammatoria, broncodilatatrice e leucotrofica, agiscono anche normalizzando i lipidi del siero.

Questi i regali dei Re Magi: medicine per il figlio di Dio che si fece uomo e dei quali poteva anche avere bisogno come i comuni mortali e che poi ebbe a sperimentare nell’ora dolorosa della Sua morte.

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"UNA, SEMPLICE, CONOSCIBILE, SERENA"
La casa della contrada Noce, verso la metà degli anni Ottanta - dove Sciascia mi attendeva, insieme al suo amico d’infanzia e poeta Stefano Vilardo, emanava un corrusco effetto di luce.

Appariva confusa al tremore labile dell’orizzonte cementizio di Agrigento, appena stemperato dal sorri­so amaro dello scrittore di Racalmuto.

Un pomeriggio estivo intenso e silenzioso, innerva­to da una quiete che faceva crescere dentro parte d’ani­ma pronta a entrare in consonanza con quella piega sciasciana fatta d’impegno civile, e sostenuta da un’idea "alta" della politica.

La verità e l’esercizio della protesta, della contraddi­zione, furono, oltre lo spigoloso tema della poesia, i grani essenziali di quel nostro lontano colloquio.

«Ho contraddetto e mi sono contraddetto», diceva Sciascia (e lo ripete, con l’impeto d’una giovinezza in­tellettuale, Gina D’Angelo Matassa, in questa sua taci­tiana verifica dell’ Utopia nel Candido di Sciascia). In questa frase vi aleggia il fondato timore di come le esercitazioni sulla verità, tendano, poi, a renderla non plastica (se non addirittura anaplastica), a ridurre l’es­senza stessa che la governa. Si parlò della morte, del­l’angoscia (temi, qui sviluppati in apertura del volumetto), e del lenimento prodotto dallo stato d’inno­cenza. Argomenti, questi, affrontati, con passione lai­ca, da Gina D’Angelo Matassa, nutriti da una sorta di lucida mestizia, pronti a dipanare vicende della lettera­tura e della storia, con il condimento della memoria, depurata, per fortuna, dalla "infezione" dell’autobiografismo.

Sulla semplicità e sull’evidenza della verità parlam­mo in quel meriggio con l’indagatore del Candido: e ancora della diffidenza da lui avvertita nei confronti della poesia («a me piace dire le cose dalla "a" alla "zeta"», rifletteva; mentre sul suo comodino staziona­vano i versi di Sereni; e, non a caso, diresse, fino alla morte i poetici "Quaderni di Galleria", e, non a caso, le sue prime esperienze furono di carattere poetico).

Le nostre "divergenze" ci portarono, grazie alla sua franca articolazione di raissoneur, verso l’insita bellez­za dell’idea di verità, che proprio in virtù della sua accecante evidenza, veniva "non vista", e, colpevol­mente corrosa, andava mostrando, attraverso la sua iperstruttura, la cancrena tutta umana su cui poggiava. «La verità esiste» - ribadisce Gina - «è una, semplice, conoscibile, serena». Proprio in virtù di questa "strut­turale" grazia, genera inestinguibili complicazioni, fraintendimenti, angosce. È la persistenza di Candido, nella densità "greve" di questo tempo, a darci, forse, un possibile strumento di pietà (utile l’esercizio della pietà sollecitato da Lèvi-Strauss), ma anche a rilevarci la nostra biologica condizione al martirio intellettuale non appena le sovrastrutture culturali s’impossessano della nostra mente.

"Semplicità? Casualità?", con queste parole, ricor­do ci congedammo da Sciascia, dopo aver accennato alle biologiche indicazioni di Monod sul "caso e la necessità" e alle perenni quanto attuali interrogazioni di Sant’Agostino.

Il bagliore che ci aveva accolto, aveva però, a poco a poco, ceduto il posto ad ombre screziate d’un verde cupo, approdo di un inquietante frangersi d’elitre.

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