Letteratura

Selezione di testi di varia: biografie, carteggi, gialli, classici, poesia, racconti, romanzi storici, romanzi, noir, storia della Sicilia, storia e tradizioni popolari.

Cos’è che può spingere Aurelia, un’insegnante palermitana in pensione, a prendere un aereo per Nantes? Il motivo ufficiale del viaggio è la visita dei castelli della Loira ma si indovina subito che, in effetti, si tratta di scoprire, “di persona personalmente”, un certo Jacques che ha conosciuto su un social e con il quale ha intrattenuto una relazione epistolare puntellata da sorprese e malintesi e che le ha organizzato un soggiorno su misura. Si scoprirà ben presto, in questo romanzo, la personalità di una donna che intende restare padrona della sua vita malgrado le sue esperienze, a volte dolorose e a volte dolce-amare, le sue vittorie e le sue sconfitte, evocate con autoironia all’interno dello spazio temporale di un volo. Dal decollo all’atterraggio il film della sua vita passa e ripassa in alternanza con gli accadimenti in tempo reale all’interno della fusoliera: Il matrimonio, la separazione, gli altri uomini della sua vita che va a cercare sempre più lontano, il Trentino- Alto Adige e adesso la Francia, i suoi figli, i suoi cani, gatti e cavalli, la sua professione di insegnante che riaffiora di fronte ai capricci d’una piccola passeggera… L’abilissima costruzione del romanzo, attraverso flashback successivi, rende la lettura intrigante e permette per tappe successive di collegare i piccoli avvenimenti del volo, i passeggeri, grandi e piccoli, e il personale (come lo steward che le ricorda tanto suo figlio) ai suoi ricordi personali delineando sempre più chiaramente il contorno di una personalità libera e attraente.

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%

La vicenda di Thibaud de Foix, cavaliere Templare, tratteggiata in questo racconto narra avvenimenti immediatamente precedenti alla Battaglia di Hattin: tra Fede, onore, amicizia e lealtà, sino alla battaglia più feroce di tutte, quella con la propria coscienza di essere umano.

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€ 5,70 6
SCONTO DEL 5%

Le famiglie sono famiglie, e chissà ancora per quanto impediranno, nasconderanno, confonderanno.

Palermo, estate 1942. Nel suo letto di morte, il barone Enrico Sorci vede passare davanti agli occhi, come in un lucido delirio, la storia recente della sua famiglia. Vede la devozione della moglie, le figlie Maria Teresa, Anna e Lia, i figli Cola, Ludovico, Filippo e Andrea, ma vede anche i bastardi, e nel contempo il destino di una città che a cavallo del secolo splende di opportunità e nuova ricchezza, con i treni che arrivano carichi di merci. Poco prima di morire il barone ordina che la notizia del suo trapasso non venga annunciata subito e infatti, ignari, i parenti si radunano intorno alla grande tavola della sala da pranzo per un affollatissimo simposio che si tiene fra silenzi, ammicchi, tensioni, battibecchi, antichi veleni, nuove ambizioni. È come se il piano nobile di palazzo Sorci fosse il centro del mondo, del mondo che tramonta – fra i bombardamenti alleati e la fine del fascismo – e del mondo che sta arrivando, carico di speranze ma anche di una nuova e più aggressiva criminalità. Cola, per espressa volontà del padre, siede al posto del capofamiglia. E suo è lo sguardo con cui si aprono le nuove vicende. Dopo di lui prendono la parola tutti i personaggi che più da vicino sono coinvolti con il destino della famiglia. Uno dopo l'altro portano testimonianze, visioni, memorie che si avviluppano, come in una spirale di fatti e di passioni, intorno all'accadere che segna Palermo dal 1942 fino all'aprile del 1955. Offesa dalla guerra e dall'occupazione, la città si apre con sventato entusiasmo a una nuova ricchezza e a nuove alleanze con la politica e la malavita. Nelle pieghe della famiglia Sorci si consumano amori, fughe, passioni, ribellioni, rovine. E tutto fluisce, incessante. Agnello Hornby sgomitola storie che sono anche episodi della storia di tutto il Paese e dilatano quella capacità di allacciare la visione d'insieme e la potenza del dettaglio, che i lettori hanno già imparato a riconoscere in Caffè amaro.

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€ 18,05 19
SCONTO DEL 5%

Le canaglie è la storia corale di un gruppo di giovani e del Paese spaccato in cui la loro vicenda prende vita. Quel gruppo è la squadra di calcio più folle che sia mai esistita in Italia, la Lazio dei maledetti, che in poco più di cinque anni, fra l’ottobre 1971 e il gennaio 1977, supera gli avversari in campo ma finisce per distruggere se stessa, passando dalla serie B allo scudetto – nella domenica in cui gli italiani votano per il divorzio – e proiettata verso un epilogo che nessuno poteva immaginare.
Sono loro le canaglie, calciatori ventenni che girano armati, si lanciano con il paracadute, scatenano risse al cinema e al ristorante, fuggono dai ritiri per andare al night. Una compagnia di irregolari divisa in due bande: dal lunedì al sabato sono nemici, la domenica diventano fratelli, uno di fianco all’altro, con la maglia biancoceleste. Le canaglie arrivano al successo facendosi la guerra, tramando, sparandosi addosso, ribaltando amicizie e legami. Stanno cominciando gli anni di piombo e la strategia della tensione, l’Italia stessa del resto è divisa e vive la nascita e l’ascesa delle Brigate Rosse, gli omicidi politici, il caso Pasolini, l’uccisione dei magistrati Coco e Occorsio. Si infiammano le battaglie per divorzio e aborto, nascono le radio libere, nelle curve gli ultrà organizzano e dominano l’urlo delle tifoserie. Il ruolo di blandire il Paese ce l’ha la tv: CanzonissimaCaroselloRischiatutto.
Angelo Carotenuto per raccontare tutto questo, per trasformarlo in romanzo e letteratura, inventa la voce mesta e malinconica, ironica e coinvolgente, di Marcello Traseticcio, fotografo di un quotidiano popolare della capitale e testimone del suo tempo, quando da paparazzo della Dolce Vita si è dovuto riciclare come reporter di nera e di sport. Attraverso di lui i ricordi si mescolano alla cronaca, il resoconto reale degli anni Settanta di Roma e dell’Italia si specchia nel desiderio di una gioventù che cercò di spezzare e di rifare il mondo. Le canaglie è un’epopea trascinante che si immerge in un capitolo enigmatico e controverso della nostra storia, è il diario intimo di uomini e donne famelici e senza scrupoli, un’elegia di cose e di vite perdute, priva di rimpianti.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

“È di pochi minuti fa la notizia della CNN: il famoso gallerista di origini siciliane Amedeo Alfonsetti è stato trovato morto nel privé di un esclusivo night club newyorkese”. Facendo il giro del mondo, la notizia arriva a Catania, città natale di Amedeo, innescando una serie di reazioni che coinvolgeranno i suoi genitori, la sorella Ludovica, l’amico fraterno Stefano e, a cascata, tutte le persone a essi legate, in un modo o nell’altro. È proprio su queste relazioni e sui loro intrecci a partire da un fatto così nefasto che si concentra l’agile penna di Bruna Pandolfo, tratteggiando da un lato le indagini che, a fatica, si muovono tra l’Italia e gli Stati Uniti e dall’altro i caratteri e i comportamenti dei protagonisti che, a turno, mostrano al lettore la loro personale soggettiva della vicenda. Sullo sfondo, ma anch’essa sempre protagonista, la Sicilia, con i suoi luoghi, le sue peculiarità, le sue contraddizioni.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

Questo volume, muovendo dall’ipotesi che nel dispositivo teorico gramsciano vi sia una sorta di traducibilità reciproca tra problema politico e problema pedagogico, indaga un’esperienza educativa promossa dall’intellettuale e militante comunista sardo nel 1925: la scuola di partito per corrispondenza, della quale rimangono due sole dispense, ampiamente analizzate nel testo di Maltese.
In particolare, l’autore si sofferma sulla curiosa presenza, in esse, della traduzione della parte iniziale della Teoria del materialismo storico di Bucharin, che, pochi anni dopo, nei Quaderni del carcere, sarà al centro di una dura polemica.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Margherita è un letto, il 309; è il vegetale, la miracolata, un caso che va studiato per arricchire l'elenco delle pubblicazioni da presentare a qualche convegno. Margherita è una che un nome non ce l'ha e che si trova in una condizione che pare sfuggire all'umana comprensione, una condizione che è condanna e liberazione allo stesso tempo.
Vittorio è l'irregolare, l'uomobambino dalla personalità controversa che va in giro con gli auricolari e la musica a palla per non sentire la gente: “perché un conto è vederla e sentirla, un altro è vederla soltanto”; ma che la gente è pronto a salvarla a costo della sua stessa vita.
Due vite ai margini che nonostante l'orrore del vuoto intorno scelgono di vivere piuttosto che sopravvivere. Il sogno e la musica segnano il passo lungo il viaggio alla ricerca del significato autentico del loro stare al mondo.

La foto in copertina è di Carlotta Magliocco.

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%

Vincitore del primo premio nel concorso di letteratura calcistica “Gabriele Sandri” (edizione 2012-2013), il volume “Palermo nel cuore” è un originale e divertente romanzo ambientato nel mondo del calcio e delle tifoserie (con precisi riferimenti storici, culturali, sociali e musicali), in un continuo alternarsi di finzione e realtà. I protagonisti del racconto (frutto della fantasia dell’autore) sono Giorgio, Roberto, Ciccio e Fabrizio, quattro giovani amici palermitani, accomunati dalla militanza ultrà e dalla passione per il calcio. Le loro vite immaginarie (tra stadio, concerti rock, studio, volontariato e lavoro) si intrecciano con le vicende reali degli ultimi 30 anni, dai Campionati Mondiali alla storia del movimento ultrà, senza tralasciare i principali avvenimenti di cronaca dell’epoca. Dagli anni Sessanta ai nostri giorni, infatti, rivivono numerose pagine di storia: dagli omicidi eccellenti al terremoto dell’Aquila, da Piazza Fontana al G8 di Genova, dall’ispettore Raciti a Gabriele Sandri, dalla radiazione del Palermo calcio alla storica promozione in serie A, dai trionfi azzurri in Spagna e Germania alla disfatta italiana in Sudafrica.

La nuova edizione aggiornata presenta una postfazione con riferimenti alle vicende degli ultimi anni, dalla finale di Coppa Italia Palermo-Inter alla promozione da record dei rosanero in serie A, dalla storica elezione di Papa Francesco fino alla tragica morte del tifoso napoletano Ciro Esposito.

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%

Il secolo breve. Un’epoca difficile e tormentata. Un passato recente, presente e lontano raccontato ad una ragazza graziosa e curiosa da un uomo che allegramente ha superato la mezza età.
Un filo conduttore che lega due generazioni. Un gradevole dialogo attraverso il quale si snoda tutto il percorso narrativo di questa storia. Frammenti di vita appassionatamente rievocati con un ritmo aperto e serrato, senza ordine cronologico. Avvenimenti, spunti sul secondo conflitto mondiale, luoghi, figure e personaggi senza tempo, così come affiorano dai meandri della memoria. Un intersecarsi di storie, di eventi e di emozioni. Realtà e fantasia.
Venerino. Nato di venerdì, dotato di magiche proprietà e affidato al patrocinio di due divinità femminili. Una Venere della mitologia classica e una Venera della martirologia cristiana.
Sulle incerte proprietà magiche di Venerino si impernia il fulcro centrale di questa storia. Fantasia e realtà.
La protezione di Venere non basta a sottrarlo dalle grinfie del capitano Lemmo e a scansarlo dall’esperienza bellica di sessantacinque giorni a Forte Trerrè. E meno che mai a fargli vivere felicemente i suoi amori.
Raccontare e raccontarsi! La ragazza tutt’acqua e sapone, una ninfa o una proiezione celeste, interroga, vuole conoscere momenti particolari della sua infanzia. Vuole capire se a caricarla a cavalluccio sulle spalle era un uomo o un angelo. Cerca quell’angelo.
Domande e risposte. Un gioco delle parti. Un susseguirsi a tutto campo di eventi vicini e lontani nel tempo. Storie di amori proibiti e clandestini. Storie tristi e allegre. Attorno a questi due dialoganti, dal truffaldino aggrovigliarsi delle parti nasce una miriade di fatti ameni e personaggi stravaganti che evidenziano costumi, abitudini e concezioni morali di un’epoca che si attualizza nel nostro tempo.
Monsignor Palillo, professore di filosofia morale e probabile concubino. Malagigi. La Minorenne. Sara Nucci. Loreto strizzacervelli. Fulci, antifascista professore di francese. Il sergente Sanglimbene. Il comandante Varagnolo. Il prete Matia Salicic. Gea, amore tormentato e adulterino. Ed infine Stella, amore, passione e poesia.
E Artemide, nome di copertura, ninfa, proiezione di un angelo e sorpresa finale, Lucilla. Una favola!

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%

L’avvincente romanzo noir, ambientato a Palermo, narra la storia di una vittima di usura che si trasforma in un personaggio misterioso, in un contesto storico di legami tra mafia e politica.
Le avventure, i contrattempi, i ripensamenti, l’amore. Un uomo come tanti, che fa progetti, che sogna. Lui gioca col destino e spesso sottovaluta le insidie. Non tiene conto che ci sono ostacoli difficili da superare. Gli intraprendenti credono di saperne una più degli altri.

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

Questa nuova silloge poetica di Salvatore
Terranova ha un titolo che si pone in una continuità
oppositiva con il titolo della raccolta precedente,
quasi a formare un breve periodo ossimorico,
attraverso il quale il medico poeta mette in
evidenza il processo di maturazione interiore che
progressivamente lo ha indotto ad abbandonare
la negatività e a trovare proprio nella poesia il
farmaco più adatto a curare sia il corpo che l’anima.
La poesia dunque diventa strumento salvifico
che, attraverso la comunicazione, sublima le
emozioni e i sentimenti, curando infine tutto il
male, sia quello fisico e sia quello interiore.
Dunque quella repulsione che egli sentiva nei
confronti della letteratura, quando ragazzino, i
metodi didattici dell’epoca lo costringevano all’apprendimento
mnemonico di lunghe poesie,
piuttosto che giocare fuori al sole e all’aria aperta
con i suoi coetanei, viene dimenticata e sostituita
dalla sacralità della poesia quale dea salvifica
che libera l’anima, cura il corpo, ed è compagna
ed amica fedele a cui raccontare, parlare, affidare
se stesso, nella totalità del suo essere, accorgendosi
che essa sublima le passioni, lenisce
le sofferenze, gratifica l’anima, insomma finisce
per possedere la stessa funzione della musica,
l’altra grande arte amata dall’autore.

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€ 7,60 8
SCONTO DEL 5%

 

Qual è il vero motivo che spinge il figlioccio del Duca di Cosa Nostra a interrompere la sua missione con l'”Onorata Società” americana e ritornare in una Sicilia bellissima e disperata per togliere la vita alla giovane moglie? L’omicidio, “utile” e “sacro”, dovrà essere eseguito nell’isola del Mediterraneo, dove sesso e passione infocano gli uomini e travolgono tragicamente le donne.Sono gli anni successivi all’Unità d’Italia, in cui, tra le pieghe dei conflitti sociali e della politica repressiva del governo di Roma, personaggi occulti s’impongono con violenza su uomini smarriti, mentre famiglie nobiliari, come quella del Duca di Cosa Nostra, operano nell’oscuro fondo del Paese per difendere l’antico potere. Gli eventi sono svelati in un romanzo storico, accurato come un saggio, che fa emergere la verità sull’esistenza della mafia di ieri e di oggi. L’autore è un noto sociologo di Palermo, profondo conoscitore della storia e della realta’ siciliana.

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

Tra bellezze nascoste e miserie esibite, in una Sicilia misteriosa e affascinante, alcuni affermati professionisti, Gattopardi senza tempo, vivono nuovi ardori per una giovane donna, legata alla minacciosa realtà della criminalità. Gli eventi, che accadono talora anche in modo tragicomico, e un passato, che ritorna continuamente, aiuteranno quegli uomini a riflettere sulla dignità e il senso della vita.
Il libro inizialmente, nelle intenzioni dell’autore, si sarebbe dovuto chiamare “Bunga bunga siciliano” e si sarebbe dovuto ambientare esclusivamente in un circolo del tennis, basandosi su alcuni racconti veri di soci romanzati nei particolari. In seguito, per volonta’ dell’autore, e’ diventato un racconto ambientato nell’intera citta’.

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

Il romanzo storico di Anselmo è un omaggio al sacrificio di Bernardino Verro, il primo sindaco socialista di Corleone ed eroico sindacalista ucciso – il 3 novembre del 1915 – dalla mafia e dai latifondisti.
L’autore narra la saga dei “viddani” di Santa Lena, uno dei principali quartieri contadini del paese del feudo. Una saga che si snoda per decenni, dai Fasci Siciliani di fine Ottocento all’abbandono delle campagne nella seconda metà del Novecento.
Il romanzo ruota tutta attorno ad un protagonista d’eccezione, don Michele Rizzuto, che ha combattuto per l’emancipazione della gente dei campi fin dalla fanciullezza. Davanti alla sua salma appena composta sul letto di morte, quello che fu un giovane seguace diventato poi sindaco per sua volontà, Melchiorre Carnemolla, chiede a Brasi Ferrante, un maestro in pensione col vizio della storia locale, di non disperdere quell’esperienza di lotta di don Michele e di tutti i viddani del paese.Brasi Ferrante avvia la sua inchiesta e ne vengono fuori un secolo di lotte esaltanti e di cocenti sconfitte, fino agli ultimi due colpi di lupara che abbattono Peppuccio, il giovane figlio dell’ex sindaco, divenuto segretario della Camera del lavoro. Malgrado tutto, però, Carnemolla non considera questa l’amara conclusione della storia. Peserà di più l’abbandono della terra da parte dei giovani.

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%

La protagonista del libro conosce Mauro durante un’elegante festa organizzata dalla borghesia palermitana. I due si innamorano, la coppia sembra felice, ma i momenti di crisi e i colpi di scena non mancano. Nel racconto della storia, si intersecano i commenti sulla realtà e sulle tematiche più importanti: dal razzismo alla guerra, dalla solidarietà al terrorismo, dall’egoismo all’ecologia, dalla povertà alla salute, dal matrimonio alla religione.

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

In una comunità religiosa molto chiusa, per quattro anni, con cadenza annuale, subito dopo la partita di calcetto che gli ex compagni di classe di una delle più note scuole private della città continuano a giocare ogni venerdì sin dalla fine del periodo scolastico, scompare misteriosamente uno dei membri del gruppo.

Le indagini, che coinvolgono personalità di spessore della più elevata borghesia palermitana, vengono condotte per anni con estrema superficialità e non conducono ad alcun risultato, sin quando il caso non viene affidato a un giovane pubblico ministero, la dottoressa Serena Rovelli, che riesce a scoprire, con l’aiuto di una squadra collaudata di investigatori, una serie di segreti che gli stessi membri della comunità religiosa tentavano di proteggere a ogni costo, anche accettando il timore di quelle periodiche sparizioni.

Il commissario Giulietta Antognoni arriverà alla verità superando diversi ostacoli frapposti su differenti fronti: da quello giudiziario, a quello religioso, sino a quello, inimmaginabile, di amici e parenti dei professionisti scomparsi.

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

Nella memoria di Lena un racconto di passione e amore, di guerra e diserzione. Da una vicenda privata ad un affresco collettivo che evoca un mondo scomparso, fatto di personaggi, luoghi e oggetti, di sapori e odori. Uwe Timm ricostruisce con rara concretezza la vita quotidiana della Germania nei giorni che segnarono la caduta della città di Amburgo e del Terzo Reich.

Lena Brücker aveva il suo chiosco in una piazza ventosa della zona portuale di Amburgo, e serviva una impareggiabile «currywurst», un piatto povero da consumare ai bordi dei marciapiedi.

Lena Brücker racconta. La storia vissuta, i suoi ricordi cominciano dalla fine di aprile del 1945, pochi giorni prima del suicidio di Hitler, e arrivano ai rigidi inverni di fame degli anni immediatamente successivi. Quando l’unica forma di scambio era tornata a essere il baratto, Lena aveva messo su un chiosco in un quartiere operaio di Amburgo. Serviva ai clienti un cibo di strada, «fresco e fruttato», sudicio e nutriente, che sapeva di «macerie e nuovo inizio», a base di salsiccia e curry. Una pietanza da lei creata per volontà e per caso, e destinata al successo tanto da diventare un piatto tipico. Ed è questo che l’autore-narratore vuole sapere, inseguendo «un sapore dell’infanzia», e viene a intervistarla nella casa di riposo dove lei si avvicina ai novanta: come è nata veramente la currywurst, ed è stata scoperta o inventata? Ma Lena sfugge, divaga, e mentre lavora a maglia a un pullover dal disegno fantasioso, «continuava a raccontare di episodi rilevanti o casuali e di tutte le persone e di tutte le cose che avevano avuto una qualche importanza per l’invenzione della currywurst». Da questa deriva della memoria «a pezzi e bocconi, con ardite anticipazioni e flashback» prende corpo come se fosse un presente la realtà di un tempo terribile; e si disegna al lettore il ritratto di una donna e «di quanta forza aveva avuto bisogno per vivere mantenendo la propria dignità». La storia di Lena si snoda tra gli ultimi bagliori di guerra, le ore senza futuro della capitolazione, i lenti mesi selvaggi dell’uscita dal tunnel. E il suo ricordo riflette il cambiarsi dei sentimenti dominanti: l’amore per un disertore ospitato in casa col massimo rischio, l’angoscia di quando non ci si può più fidare di nessuno, il nascere del senso di colpa per avere in fondo sempre capito senza mai esserselo confessato. Uwe Timm scrive per una ricostruzione letteraria della storia, soprattutto dei vissuti e delle mentalità che hanno accompagnato le grandi tensioni, preparazione del nostro presente. È una precisa archeologia del quotidiano: personaggi residuali e per nulla importanti trascinati nell’onda del tempo, restaurazione del linguaggio parlato, risistemazione di vecchi oggetti nel loro vero uso domestico formano una poetica che alla enorme ricchezza di archivi familiari affianca la cura delle trame e il piacere del narrare.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Nives ha trent'anni, insegna in una scuola fuori Palermo. Un giorno, inaspettatamente, le arriva la proposta di matrimonio da parte di Salvo, il suo fidanzato. Questo scatena in lei il bisogno di una profonda revisione di tutta la sua vita. Nives ripercorre tutta la sua esistenza, indagando le assenze della sua infanzia dovute alla morte prematura della madre, alla incapacità affettiva del padre, alla lontananza del fratello andato presto a vivere altrove. Nives deve fare i conti anche con le emozioni che provengono dalla sua sfera lavorativa. I suoi alunni sono ragazzini difficili, parlano solo in dialetto, hanno vite segnate dal dolore e dalla povertà, non frequentano assiduamente la scuola, hanno genitori distratti oppure violenti. Ma, la maggior parte delle volte, Nives ne è certa, è lei a imparare da loro. Alla carrellata di ritratti di giovani problematici - ma vitali e umanissimi - si affiancano i profili di Nives e Salvo che tremolano, inadeguati come sono a risolversi, indecisi, confusi, inceppati nel dare una svolta - qualunque sia - alla loro vita. Un libro sul coraggio delle scelte e sulla irrinunciabilità a spiccare il volo se si vuole vivere davvero.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Laura e Alina si sono conosciute a Parigi quando avevano vent'anni. Ora sono tornate in Messico. Laura ha affittato un piccolo appartamento e sta finendo la tesi di dottorato mentre Alina ha incontrato Aurelio ed è rimasta incinta. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando un'ecografia rivela che la bambina ha una malformazione e probabilmente non sopravvivrà al parto. Inizia così per Alina e Aurelio un doloroso e inatteso processo di accettazione. Non sanno ancora che quella bambina riserva loro delle sorprese. È Laura a narrarci i dilemmi della coppia, mentre anche lei riflette sulle incomprensibili logiche dell'amore e sulle strategie che inventiamo per superare le delusioni. E infine c'è Doris, vicina di casa di Laura, madre sola di un figlio adorabile ma impossibile da gestire.

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€ 16,15 17
SCONTO DEL 5%

Mi è stato consigliato di sfruttare al meglio queste poche righe per convincere eventuali giornalisti indecisi a scrivere, recensire e/o parlare di questo libro.
Niente di più difficile per uno come me che non sarebbe in grado di vendere neanche una birra all’Oktoberfest e, soprattutto, alla prima esperienza “ufficiale” con la scrittura.

La cosa migliore da fare in questi casi (credo eh, mica son diventato sicuro all’improvviso), è quella di puntare tutto sulla sincerità: durante la scrittura di questi racconti ho copiato.
Mi è cascato l’occhio sulla vita di tutti i giorni, sulla mia e probabilmente anche sulla vostra. Ho giocato, ho smontato e rimontato tutte quelle situazioni che riescono a catturare la mia attenzione: per strada, in metro, al bar, dentro un ufficio e dalla finestra di casa mia.

È merito delle nostre giornate se questi racconti esistono e sono finiti dentro questo libro. Io ho soltanto aggiunto una imprecisata dose di fantasia. Quanta? Come si usa dire per il sale in cucina: “quanto basta”. Quanto basta per rendere ciascuna di queste storie sinceramente semplice e speciale. Come la vita di tutti i giorni.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Per non dimenticare il flagello del coronavirus, la pandemia che travolse la Terra nel 2020

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

A cinque anni di distanza dal suo primo, fortuito, caso criminale (raccontato nel precedente Odore di chiuso), Pellegrino Artusi è ospite di un antico castello che un agrario capitalista ha acquisito con tutta la servitù, trasformando il podere in una azienda agricola d’avanguardia. È stato invitato perché è un florido mercante, nonché famoso autore della Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, il libro con cui codificava la cucina italiana e contribuiva anche, con i sapidi aneddoti uniti alle ricette, a diffondere nei tinelli delle case la lingua nazionale. Oltre al proprietario, Secondo Gazzolo, con la moglie, completano il gruppo altri illustri signori. Il professor Mantegazza, amico di Artusi, fisiologo di fama internazionale; il banchiere Viterbo, tanto ricco quanto ingenuo divoratore di vivande; il dottor D’Ancona, delegato del Consiglio di Amministrazione del Debito Pubblico della Turchia; Reza Kemal Aliyan, giovane turco, funzionario dello stesso consiglio; il ragionier Bonci, assicuratore con le mani in pasta; sua figlia Delia che cerca marito ma ancor più avventure. Riunisce tutti non solo il fine conviviale, ma anche un affare in fieri. Sono infatti gli anni d’inizio secolo in cui la finanza europea si andava impadronendo del commercio internazionale del decadente Impero Ottomano. Accade che, tra un pranzo, un felpato attrito di opinioni e interessi, un colloquio discreto, viene trovato morto un ospite; è chiuso a chiave in camera da letto ma il professor Mantegazza è sicuro: è stato soffocato da mani umane.
Circostanze che non collimano, passaggi segreti, colombi viaggiatori, tresche clandestine, fanno entrare ed uscire dalla scena, o agire coralmente, i personaggi, con la vivacità di un teatro brillante. E si adatta al luogo una sfumatura di gotico, in ironico contrasto con l’atteggiamento scientista all’epoca di gran voga.
Marco Malvaldi, l’autore, si sente a proprio agio nell’ambiente fiduciosamente positivistico dell’epoca, rappresentato con allusiva esattezza (nell’epilogo del romanzo si spiega come tutto il contorno è storicamente vero). D’accordo con il suo eroe Pellegrino Artusi considera la buona cucina una branca della chimica, una scienza complessa, rigorosa e stuzzicante quanto la sublime arte dell’investigazione.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

A Roma, nel 2010, Adele viene assunta da un consorzio di imprese. Il primo giorno di lavoro è obbligata a firmare il contratto e una lettera con le dimissioni in bianco. Anche Luisa si presenta ad un colloquio per un posto da impiegata e le prime domande che le vengono poste riguardano il suo rapporto di coppia e il suo desiderio di maternità. Luisa mente e viene assunta. Dopo qualche anno entrambe le donne rimangono incinte ed entrambe vengono licenziate per questo. Sarà proprio durante una visita al consultorio che Adele e Luisa si conosceranno per caso e, insieme, cercheranno di ricalibrare le loro vite sulla base della loro nuova condizione di mamme, così fortemente incoraggiata dalle istituzioni e altrettanto oltraggiata dalle aziende.

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€ 16

Il dramma cinese che qui pubblichiamo, Il cerchio di gesso di Li Hing-Tao, non è soltanto uno dei capolavori del teatro cinese classico, ma anche uno dei testi-chiave della drammaturgia mondiale e un’opera di sconvolgente attualità.
Scritto durante il periodo della dinastia Yüan (1259-1368), questo dramma dal ritmo incalzante tratta della famiglia, dell’amore materno, della giustizia e della corruzione, e soprattutto della vulnerabilità della condizione femminile.
L’eroina riesce a far trionfare la propria causa e a soddisfare la propria sete di giustizia al termine di grandi sofferenze e superando una terribile prova che mette a nudo il suo cuore e le sue pulsioni più profonde.
L’accurato commento di Alberto Jori, filosofo e storico della cultura, pone in luce gli aspetti peculiari della società cinese dell’epoca e sottolinea, al tempo stesso, l’eterna validità dei temi qui affrontati.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Anno 2005: Camilleri ha appena pubblicato La luna di carta. Sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a Elvira Sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario Montalbano. Si intitola Riccardino. L’accordo è che verrà pubblicato poi, un domani indefinito, si sa solo che sarà l’ultimo romanzo della saga Montalbano.
Anno 2016. Sono passati 11 anni durante i quali sono usciti 15 libri di Montalbano. Andrea Camilleri sente l’urgenza di riprendere quel romanzo, che è venuta l’ora di «sistemarlo». Nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si è evoluta. Né muta il titolo che allora considerava provvisorio ma al quale ormai si è affezionato e che nel 2016 decide essere definitivo. Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari: La forma dell’acquaIl giro di boaIl ladro di merendineL’altro capo del filo. Ma Riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo.
Ma come è nata l’idea, e soprattutto perché?
Racconta Andrea Camilleri in una vecchia intervista che a un certo punto si era posto il problema della «serialità» dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che ciò avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto. Ma poi, aggiunge, «mi sono pure posto un problema scaramantico». I suoi due amici scrittori di gialli, Izzo e Manuel Vázquez Montálban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. Allora «mi sono fatto venire un’altra idea trovando in un certo senso la soluzione».
Ecco: la soluzione la scopriranno i suoi tantissimi affezionati lettori di questo Riccardino che pubblichiamo ricordando Andrea Camilleri con gratitudine grandissima.

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€ 14,25 15
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Anno 2005: Camilleri ha appena pubblicato La luna di carta. Sta lavorando alla successiva avventura della serie, ma in estate consegna a Elvira Sellerio un altro romanzo con protagonista il commissario Montalbano. Si intitola Riccardino. L’accordo è che verrà pubblicato poi, un domani indefinito, si sa solo che sarà l’ultimo romanzo della saga Montalbano.
Anno 2016. Sono passati 11 anni durante i quali sono usciti 15 libri di Montalbano. Andrea Camilleri sente l’urgenza di riprendere quel romanzo, che è venuta l’ora di «sistemarlo». Nulla cambia nella trama ma solo nella lingua che nel frattempo si è evoluta. Né muta il titolo che allora considerava provvisorio ma al quale ormai si è affezionato e che nel 2016 decide essere definitivo. Un titolo così diverso da quelli essenziali ed evocativi e pieni di significato ai quali siamo abituati, in cui risuonano echi letterari: La forma dell’acqua, Il giro di boa, Il ladro di merendine, L’altro capo del filo. Ma Riccardino segna quasi una cesura, una fine, ed è giusto marcare la differenza sin dal titolo.
Ma come è nata l’idea, e soprattutto perché.
Racconta Andrea Camilleri in una vecchia intervista che a un certo punto si era posto il problema della «serialità» dei suoi romanzi, dilemma comune a molti scrittori di noir, che aveva risolto decidendo di fare invecchiare il suo commissario insieme al calendario, con tutti i mutamenti che ciò avrebbe comportato, del personaggio e dei tempi che man mano avrebbe vissuto. Ma poi, aggiunge, «mi sono pure posto un problema scaramantico». I suoi due amici scrittori di gialli, Izzo e Manuel Vázquez Montálban, che volevano liberarsi dei loro personaggi, alla fine erano morti prima di loro. Allora «mi sono fatto venire un’altra idea trovando in un certo senso la soluzione».
Ecco: la soluzione la scopriranno i suoi tantissimi affezionati lettori di questo Riccardino che pubblichiamo ricordando Andrea Camilleri con grande gratitudine.

Di questo romanzo viene pubblicata anche una edizione speciale in cui vengono presentate entrambe le versioni del romanzo, quella del 2005 e quella definitiva. Il lettore potrà così seguire i mutamenti di quella lingua individuale, unica, inventata da Andrea Camilleri e la sua evoluzione nel corso del tempo. Una sperimentazione alla quale lo scrittore teneva moltissimo e che viene resa così evidente dal confronto tra le due versioni.

«Vorrei innanzitutto spiegare perché, in me, è nata la necessità di porre fine a questo personaggio. Ho scoperto che questa sensazione è comune a molti autori di libri gialli che scrivono di personaggi seriali. Arrivati a un certo punto, la serialità stanca. Il rischio grossissimo in cui può incorrere uno scrittore è la ripetitività del protagonista. Cioè che finisca per rifare le stesse cose. Anch’io stavo per correre lo stesso rischio. Però mi sono salvato in corner con tutta questa storia dell’invecchiamento e dei mutamenti del mio personaggio. Dell’essere dentro una realtà mutante, perciò mortificante, per il personaggio stesso. Questa mia soluzione, invece, lo rende vivo; lo rende diverso. Per altri scrittori è stato assai più difficile. Poi mi sono pure posto un problema scaramantico. Nella vita ho avuto due carissimi amici, scrittori di gialli. Uno era il francese Jean Claude Izzo, di Marsiglia, l’inventore di un Commissario dal nome italianissimo: Fabio Montale. L’altro era Manolo Vázquez Montalbán. Izzo decise un giorno di abbandonare il suo personaggio e lo fece mentre, nella storia, il protagonista si trovava gravemente ferito, in balìa delle onde, su di una barca. Montale, alla fine del racconto, avrebbe potuto salvarsi o non salvarsi. All’autore decidere in futuro che cosa fare! Come fece per esempio Arthur Conan Doyle con il suo personaggio di Sherlock Holmes, che a un certo punto finisce in un burrone. Poi, in seguito alle proteste dei lettori, lo tirò nuovamente fuori, riportandolo in vita. Queste, per inciso, sono cose che noi autori possiamo permetterci di fare, un po’, come Dio!
Il povero Manolo Vázquez Montalbán, anche lui, per esempio, voleva liberarsi del suo Pepe Carvalho e invece andò a finire che tanto Izzo che Manolo sono morti prima dei loro personaggi. Allora mi sono detto: “Col cavolo che faccio morire il mio personaggio!”. Queste sono cose che sto raccontando un po’ per scherzo ma anche un po’ seriamente. Mi pareva un po’ assurdo che un personaggio, nato letterariamente, morisse “sparato” oppure, alla fine di tutte le indagini, di tutte le avventure, andasse in pensione. Così mi sono fatto venire un’altra idea, trovando in un certo senso la soluzione.
Ho ottant’anni passati e a questa età è sempre meglio mettere da parte tutto quello che si trova. Quindi mi sono trovato a scrivere questo romanzo che rappresenta il capitolo finale di Montalbano; l’ultimo libro della serie. E l’ho mandato al mio editore dicendo di tenerlo in un cassetto e di pubblicarlo solo quando non ci sarò più. L’ultima indagine di Montalbano in realtà non è proprio l’ultima. Perché nel frattempo io continuo a scrivere e ho pubblicato e pubblicherò ancora altri libri del mio Commissario».
Andrea Camilleri, la Repubblica, agosto 2007

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COPIA FIRMATA in esclusiva per Nuova Ipsa Editore

 

«Lui scese, le andò incontro e le aprì la portiera. Naturalmente lei non sapeva ancora che quello fosse un giorno speciale, né avrebbe mai immaginato che le sarebbe rimasto impresso per sempre.» Attraverso gli occhi della figlia Costanza, rivive la figura forte ma schiva di Giulia Florio, l'ultima discendente della leggendaria famiglia che ha dominato la scena siciliana e quella nazionale tra il XIX e il XX secolo. Per la prima volta la storia dei Florio, a partire dalla mitica donna Franca, madre di Giulia, viene raccontata dalla prospettiva intima ed esclusiva di una componente della famiglia, immergendoci in un mondo affascinante e ormai scomparso. Giulia nasce a Palermo nel 1909, durante il declino della dinastia e all'ombra di una madre ingombrante, bellissima e carismatica, da cui eredita il carattere di combattente indomita e nient'altro. Presto, infatti, ai fasti della belle époque seguono anni difficili e la vita e le abitudini dei Florio cambiano lentamente ma inesorabilmente. Giulia però non si lascia abbattere, raccoglie i cocci e ne fa risorse. Si trasferisce a Roma, studia, lavora tenacemente, rinasce dalle avversità, costruisce da zero la propria autonomia e trasforma la sua vita in un capolavoro. Sposa il marchese Achille Belloso Afan de Rivera Costaguti, è madre di cinque figli, cura con immenso amore la sua famiglia e partecipa intensamente agli eventi cruciali del suo tempo. Durante la seconda guerra mondiale affronta con fiera determinazione il criminale nazista Herbert Kappler e, mostrando straordinario coraggio, non esita a salvare la vita di molte famiglie di ebrei romani che, rifugiati presso il loro palazzo, riescono a sfuggire alla deportazione. Il racconto della sua esistenza trasmette una memoria straordinaria che oggi ha il sapore di una favola moderna.

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... Ebbene questa forza della parola la ritrovo intatta in molte pagine di questo splendido ‘caleidoscopio’, come se la prosa fosse una scusa per l’evocazione e il contrappunto dei temi più cari: il conoscere il cuore dell’uomo per sondarne i misteriosi anfratti e l’amore per la natura che circonda con amorevole protezione personaggi e situazioni.
Vi invito, dunque, a puntare l’occhio sulla fessura di questo tubo magico, a ritrovare e riconoscere come personali tutte le infinite sfumature di cui sono capaci i suoi frammenti. Sono le cangianti prospettive che permeano la vita di ciascuno.

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Abbiamo definito Siculo babbìo “una raccolta di fantasie, discursi di cafè, mini racconti e persino mini gialli”. In realtà è una definizione che non definisce un bel niente, ma chi conosce il Barbieri di Pilipintò e di Uno sì e uno no sa che imbrigliare i suoi “scritti brevi” in una definizione non è facile.

Per Siculo babbio è addirittura impossibile: vi imbatterete in pezzi di puro umorismo scaturiti dalla cronaca quotidiana a cui lui mette le ali, come “La rapina con la Coca Cola” e “L’ospite”, ma anche in altri in cui tutto è surreale, come “La cavalla di Garibaldi” e “L’intervista (immaginaria) ad Andrea Camilleri per la giornata senza tabacco” – quest’ultimo scritto molto tempo prima che il grande scrittore ci lasciasse, e divenuto purtroppo un affettuoso omaggio alla memoria. Naturalmente, da quel giallista che è, Barbieri non rinuncia a intrigarci con alcuni mini-thriller, in uno dei quali, “Il caffé con la parola”, ritroviamo il commissario Mancuso protagonista dei suoi romanzi.

Una particolarità: sotto ogni titolo l’autore mette sempre il tempo di lettura. 
“Così”– ci dice – “in bagno, in metro o in sala d’attesa, vi regolate”. Comodo, no?

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Nelle toilette dell’ippodromo parigino di Longchamp, la polizia trova il corpo di una giovane donna sgozzata. È una colombiana, spacciatrice di droga e informatrice. Per il commissario Daquin, riguardo alla ragazza troppi particolari non coincidono, forse non si tratta di una semplice «cavalla». Strani movimenti nuovi si sono registrati da poco negli ambienti del narcotraffico, che prospettano piste che arrivano chissà dove. «Si sente puzza di marcio a un chilometro di distanza» intorno a quell’assassinio.
Théodore Daquin, protagonista di questa fortunata serie, sa di vivere in un mondo corrotto e non se ne stupisce, pronto a sfruttare ogni crepa per raggiungere il proprio obiettivo di giustizia. Il classico poliziotto dei polar francesi, però con una particolarità, è un gay dichiarato. Con la sua squadra deve risalire tutti i segmenti di una contorta filiera criminale che collega gli uffici eleganti dell’alta finanza, le stanze istituzionali della politica, con le fogne del traffico di droga. Attraverso un tramite insolito. E ad ogni snodo, ad ogni omicidio si trova lo stesso antico sodalizio: quattro ex compagni del Sessantotto.
Dominique Manotti, forte della competenza di storica dell’economia, costruisce trame serrate e sinuose prese dai misteri del mondo degli affari. La scrittura iperrealistica –frasi brevi, sguardo ad altezza d’uomo, descrizione minuziosa degli spazi e dei gesti – rimuove qualsiasi traccia di moralismo dal tema centrale dei suoi noir: la natura criminale del capitalismo contemporaneo.

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Il volume con cui iniziano le Cronache di New Digital Frontiers – L'Identità di Clio fa questo: osserva, registra, racconta e non fa mai mistero di esser espressione di un punto di vista. Privilegiato, interessato, ostinato, ma proprio per questo prezioso come insieme di testimonianze sempre confrontabili con altri punti di vista, leggende più o meno metropolitane o ricostruzioni con pretese di validità storica.
È un libro fatto di tempo, in certo modo paradossale perché scritto a conclusione di un’esperienza (i primi mandati di Orlando a Sindaco di Palermo) che non aveva certezza di rinnovarsi ma che pure era nata guardando oltre se stessa, al futuro di quella terra sempre tutta da inventare che è la Sicilia. Il tempo dell’elefante, il titolo di questa raccolta di racconti (la prima in Italiano) di Leoluca Orlando, allude a molte cose. Dalla passione per la terra in cui ci si radica, al gusto di percorrere strade lontane e inconsuete. Dall’ostinazione con cui ci si schiera convinti delle proprie ragioni, alla pazienza come ingrediente indispensabile per condividere ruoli e contesti sociali. In equilibrio tra forza e delicatezza, ardimento e timore, l’elefante (bianco, nero, grigio) è immagine della memoria, degli istanti che passano aspettando di essere raccontati. E forse per questo ci appare, tra gli animali, il più vicino al senso del tempo. Tanto da diventare, nei racconti di Orlando (da anni destinatario del dono e collezionista di elefanti), il simbolo di tutte le storie grandi e piccole, affascinanti e misteriose, che si annunciano in ogni vita umana.

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La storia moderna del vino e dell’enologia siciliana percorre strade affascinanti che intrecciano i destini della Casa di Francia degli Orléans, di Horatio Nelson e della sua flotta, dei mercanti-imprenditori britannici e di quella piccola parte dell’aristocrazia siciliana che potremmo definire illuminata. Da questo punto di vista, il libro di Rosario Lentini è un romanzo storico straordinario.
Non è solo il resoconto di un’incredibile capacità di visione e di una rivoluzione tecnologica che accomuna tutti i protagonisti dai Woodhouse, agli Ingham, ai Whitaker, agli Orléans, agli Alliata; è la storia di un intero territorio e di una, fortissima ma quanto disperata, ambizione di fare della Sicilia un centro, se non il centro, di un’economia agroalimentare di livello mondiale. Perché questa è la tensione che si legge tra le righe e nelle lettere dei protagonisti. La voglia di essere nel mondo; di essere il mondo di riferimento. Un’agricoltura figlia dell’Illuminismo e avida di scienza, che ambisce a divenire industria, l’unica possibile, e a cimentarsi sui mercati internazionali, senza confini alle proprie ambizioni, senza complessi.
Francia, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Corti europee: questo è lo scenario di riferimento di questi pionieri dell’agroindustria siciliana. Colti, ognuno di loro capace di vedere ben oltre i propri confini di imprenditore del vino. Capaci di costruire opifici e palazzi e ville di grandissimo valore architettonico e, allo stesso tempo, di immaginare sistemi produttivi e prodotti con l’ambizione di rivaleggiare, vincendo, con i più blasonati prodotti francesi, portoghesi e inglesi. In grado di vincere la fillossera, di importare i vitigni francesi, il mitico Sauternes tra tutti; di studiare i processi e i sistemi di vinificazione. Le battaglie di sempre e di oggi dell’agricoltura siciliana. Storie che pongono domande ancora oggi importanti, come per esempio sono quelle legate all’imprenditoria di stampo familiare. Storie che ci fanno capire come di passi avanti a volte rivoluzionari sia fatta quella che oggi chiamiamo la tradizione viticola ed enologica siciliana. Storie che, ancora oggi, insegnano a tutti, all’impresa, alla politica, alla ricerca, la necessità di avere un progetto, una visione del futuro, una strategia. Si fondono insieme il pensiero illuminista, la grandeur ottocentesca e la Belle Époque siciliana, con il suo rapido declino che segue gli ultimi trionfi, come le luci di un fuoco di artificio. Emergono personaggi che non è esagerato definire “giganteschi” nella loro capacità di credere, a dispetto di un sistema sociale, burocratico, politico che allora, come oggi, fa fatica a immaginare un futuro. Si avvertono gli echi della sciasciana “colpa del fare”. Non c’è finalmente, nulla di gattopardesco. Non è una Sicilia di lamentosi gattopardi, disillusi quanto cinici. È del tutto diversa. È una Sicilia responsabile, operosa, fantasiosa, creativa, quella che emerge. Non ha poi neanche tanta importanza, alla fine, se l’impresa specifica abbia avuto o meno successo. Rimane tantissimo di quel periodo, rimane un patrimonio di reputazione che si è costruito nel tempo e che oggi è un patrimonio di tutti e del quale tutti i protagonisti dovrebbero sentire la responsabilità.

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Chi è veramente Renzo Arbore? Un innovatore? Un anticipatore di tempi e mode? O un provocatore?
Il percorso artistico dell’uomo che, attraverso la musica, la radio e la televisione, ha rallegrato la vita di più di cinque generazioni di italiani, è narrato nelle sue tappe principali ‒ la radio di Speciale per voi e Alto Gradimento, la TV da L’altra domenica, Quelli della notte e Indietro tutta, a Doc, la musica con l’Orchestra italiana e con gli Swing Maniacs ‒ e corredato da schede tecniche, canzoni e storie del “dietro le quinte”, restituite dalle interviste inedite a personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno seguito da vicino la carriera di Arbore: critici musicali, come Mario Luzzatto Fegiz e Ernesto De Pascale, colleghi e amici, come gli scomparsi Gianni Boncompagni e Luciano De Crescenzo, ma anche potenziali eredi e “antagonisti”, come Linus e Fiorello e l’anti-Arbore per eccellenza, Pippo Baudo, per dare infine la parola allo stesso Arbore.
Una varietà di materiali e documenti ricostruisce la vicenda umana e artistica del responsabile di una rivoluzione copernicana, ma “gentile”, del mondo dello spettacolo italiano, che ha aperto la strada all’arte dell’improvvisazione in radio e in televisione servendosi della chiave della musica e degli strumenti del comico e dell’autoironia.

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anche in Ebook

Da che mondo è mondo, di “conti Max” ce ne sono stati e sempre ce ne saranno. Imbroglioni, millantatori, arrampicatori sociali, arruffoni e perché no, anche eleganti ciarlatani. 
Non tutti sanno però chi effettivamente sia stato Giuseppe Abatino, detto Pepito, sedicente conte di Calatafimi, enigmatico personaggio vissuto a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Non tutti possono immaginare come dall’oggi al domani abbia fatto la sua fortuna e anche quella di una celebre soubrette afroamericana che calcò i palcoscenici di tutto il mondo, l’indimenticata Josephine Baker.

In questo libro ripercorrendo le tracce, si restituisce alla memoria la storia di un personaggio palermitano che operando dietro le quinte ha contribuito al successo e all’immortalità della bellissima principessa tam tam

 

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Palermo ai tempi del coronavirus. 
Mentre l’epidemia dilaga, in città un serial killer uccide e mutila le sue vittime lasciando come firma i versi di una poesia e musica leggera italiana in sottofondo.
Il pm Francesco Di Stefano non ha tempo da perdere, deve trovare l’assassino prima che colpisca ancora e prima che inizi la quarantena che conterrà il contagio ma che renderà tutto ancora più difficile.
Tra un pranzo al volo al mercato del Capo e un bagno fuori stagione a Mondello, accompagnato dal suo inseparabile golden retriever Romeo, Di Stefano condurrà le sue indagini non rinunciando a succulenti tappe che formano un vero e proprio percorso gastronomico siciliano. 
Riuscirà il nostro pm a capire chi è lo psicopatico omicida che lo ha sfidato? Ma il destino gli ha riservato anche una piacevole sorpresa. 

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€ 11,40 12
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Mi chiedo cosa ne è di te, ormai. Di te che un tempo mi hai indicato una via sconosciuta, ma da subito foriera della meta del possibile; di te che un tempo, con quell’intento ancora in divenire, mi hai guidato là dove il possibile può iniziare veramente, sancendo l’avventura straordinaria di un padre e un figlio. Non era frode, quel proposito conduceva veramente al traguardo, a quel luogo imprecisato in cui un giorno sarei approdato per non trovarti e dal quale avrei indicato a qualcun altro una nuova via, pronto a sparire a mia volta. Quella via era la storia di un orizzonte e unitamente di un viaggio, era un percorso, un itinerario verso il possibile, cui molti padri e figli hanno solo intrapreso, altri appena perlustrato, altri ancora già smarrito per fretta  per indugio. Una storia cominciata in un tempo lontano e in un luogo dove non sapevamo di andare e tuttavia conduceva: una storia futura, sempre già passata, sempre presente. Una storia senza tempo, qual è la storia di te mio padre e di me tuo figlio.

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Questo libro viene pubblicato in occasione del centenario della nascita di Renzo Barbera (19 aprile 1920) e del cinquantenario della presidenza del Palermo (4 maggio 1970)


Un avvincente racconto che parte dalle origini della famiglia Barbera, della nascita dell’azienda del latte, sullo sfondo di una Palermo che cambia.

C’è poi la vita di Barbera, raccontata in prima persona dallo stesso Renzo.

Quindi la storia delle dieci stagioni alla presidenza del Palermo: di ogni campionato ci sono le testimonianze dei protagonisti da Vanello a Chimenti, da Majo a Silipo.

Di ogni campionato anche curiosità, documenti d’epoca, storie, cifre, momenti particolari che vanno oltre la vicenda sportiva. Ci sono poi i racconti di personaggi che hanno attraversato la vita di Barbera come Ignazio Arcoleo e Silvio Palazzotto.


Un capitolo è dedicato alla Juventina, la squadra di cui Barbera negli anni Cinquanta è stato presidente con le testimonianze dei protagonisti di quel periodo.
C’è anche la storia della Polisportiva Palermo, che durante la presidenza Barbera, aveva dato vita alle squadre rosanero di atletica leggera, basket e pallavolo, anche questa raccontata da chi ha partecipato a quell’esperienza.

 

Quando è morto Renzo Barbera suo figlio Ferruccio ha chiesto a Giuseppe Bagnati e a Vincenzo Prestigiacomo di scrivere un libro sul padre. Bagnati, compagno di classe alle elementari di Ferruccio, aveva seguito da vicino per il Giornale di Sicilia i dieci anni della presidenza Barbera, non soltanto nei momenti più importanti (promozione in A del 1972 e le due finali di coppa Italia del 1974 e del 1979), ma anche intervistandolo più volte e raccontando altri episodi di quei dieci anni. A Prestigiacomo, suo amico di vecchia data, Barbera aveva affidato le sue memorie, raccontandogli, nel corso degli anni, la sua storia.

Due i momenti particolarmente toccanti di questi incontri: il primo è legato all’8 settembre 1986, il tragico giorno della radiazione del Palermo dai quadri federali del mondo del calcio. Quel pomeriggio Barbera ha cominciato a raccontare la sua vita. 

L’altro momento importante è quello del 15 maggio 2002. Con Prestigiacomo quel pomeriggio c’è Silvio Palazzotto, per dieci anni suo fedele segretario in viale del Fante. Renzo e Silvio sono seduti in un divano dandosi la mano per quasi tutto il lungo tempo dell’incontro. Renzo ha il volto scavato, divorato dalla malattia che l’ha colpito. Morirà quattro giorni dopo.

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€ 17,10 18
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Il volume si pone l’ambizione di ricostruire gli aspetti principali della biografia di Pio La Torre, aspirando a confrontarsi con tutti gli ambiti della sua azione politica, non riducibile soltanto alla pur fondamentale attività di contrasto e denuncia della criminalità organizzata: la formazione nel PCI postbellico; l’attività di quadro politico e sindacale nella Palermo degli anni Cinquanta; l’esperienza alla guida del PCI in Sicilia e l’impegno meridionalista; la partecipazione alla Direzione nazionale; infine, il rapporto col movimento femminista e con quello pacifista.
Attraverso un ampio ricorso a documenti d’archivio fino ad ora non utilizzati, i saggi contenuti nel volume offrono perciò una interpretazione della figura di La Torre che ne focalizza il ruolo nella storia siciliana e in quella della Repubblica.

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€ 15,20 16
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Venti di Palermo racconta il sogno di venti testimoni – scrittori, artisti, poeti, imprenditori, politici, intellettuali – che resistono all’insensatezza del nostro tempo, ribadendo e impreziosendo ancor di più, con la loro opera, l’incanto per la nostra città.
Venti palermitani che raccontano creativamente, culturalmente, politicamente il proprio rapporto con la città, al fine di restituirle e preservarne la memorabile dignità legittima che noi tutti auspichiamo.
Un libro di colloqui, di confronto, di considerazioni sulla contemporaneità: Venti di Palermo è il canto unanime alla difesa della bellezza e della libertà del pensiero, prerogativa imprescindibile dell’essere umano.

Venti di Palermo sono:

Roberto Alajmo
Letizia Battaglia
Mimmo Cuticchio
Emma Dante
Francesco De Grandi
Francesco Ferla
Salvatore Ferlita
Ignazio Garsia
Francesco Giambrone
Franco La Rosa
Valeria Patrizia Li Vigni
Luigi Lo Cascio
Piero Longo
Dario Mirri
Leoluca Orlando
Elisa Parrinello
Gianfranco Perriera
Aurelio Pes
Tommaso Romano
Cosimo Scordato

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€ 15,20 16
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Lorenzo è un ragazzino che ama trascorrere le vacanze natalizie con i suoi amici a combinare malefatte. Pur di divertirsi trascura anche la nonna, che desidera solo un po’ della sua compagnia. Ma questa volta, proprio la mattina del 6 gennaio, accade un magico evento: alla bizzarra signora B. – un’anziana signora che vive nello stesso palazzo della nonna – cade qualcosa di misterioso dalle tasche del cappotto…

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Gloria e Amir sono compagni di classe, ma non hanno mai scambiato una parola. Quasi per caso, però, si ritrovano a fare coppia per svolgere un compito molto speciale assegnato dalla loro insegnante, quello di scrivere un diario di viaggio della città in cui vivono: Catania. Nessuno dei due immagina la fantastica avventura che li attende tra enigmi da risolvere, libri magici, insoliti mezzi di trasporto e nuove illustri amicizie.

Una guida, un romanzo e un libro gioco alla scoperta della città.

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Leone Ginzburg rifiuta di giurare fedeltà al fascismo l'8 gennaio 1934. Pronunciando apertamente il suo no imbocca la strada difficile che lo condurrà a diventare un eroe della Resistenza. Un combattente integerrimo e mite che non imbraccerà mai le armi. Mentre l'Europa è travolta dalla marcia trionfale dei fascismi, questo giovane intellettuale prende posizione contro il mondo servile che lo circonda e la follia del secolo. Fonderà la casa editrice Einaudi, organizzerà la dissidenza e creerà la sua amata famiglia a dispetto di ogni persecuzione. Questa è la sua storia, dal giorno della cacciata dall'università fino a quello della morte in carcere. Nel racconto di Scurati accanto a quella di Leone e Natalia Ginzburg scorrono anche le vite di Antonio e Peppino, Ida e Angela, i nonni dell'autore, persone comuni nate negli stessi anni e vissute sotto la dittatura e le bombe della Seconda guerra mondiale. Dai sobborghi rurali di Milano divenuti operai ai vicoli miserabili del "corpo di Napoli", le esistenze umili di operai e contadini, artisti mancati e madri coraggiose entrano in risonanza con le vite degli uomini illustri. Accostando i singoli ai grandi eventi, attraverso documenti, fotografie e lettere, ricordi famigliari e memoria collettiva, Antonio Scurati fa rivivere il nostro passato. Un racconto in cui si stagliano figure esemplari con il loro lascito inestimabile e quelle di persone comuni, fino a scoprirne la profonda comunanza: le nascite e le morti, i libri e i figli, le case abitate o evacuate, la vita privata che per tutti si attiene a una medesima trama elementare, in cui risuonano fatti memorabili e fatti trascurabili e in cui la grande storia incontra le storie di noi tutti.

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«Nell'estate del 1995 trovai, tra vecchie carte di casa, un decreto ministeriale per la concessione di una linea telefonica privata. Il documento presupponeva una così fitta rete di più o meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativi da farmi venir subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia» (Andrea Camilleri). Ritorna in una nuova edizione accresciuta il romanzo faldone di Andrea Camilleri pubblicato per la prima volta nel 1998.

Nell'estate del 1995 trovai, tra vecchie carte di casa, un decreto ministeriale (che riproduco nel romanzo) per la concessione di una linea telefonica privata. Il documento presupponeva una così fitta rete di più o meno deliranti adempimenti burocratico-amministrativi da farmi venir subito voglia di scriverci sopra una storia di fantasia (l'ho terminata nel marzo del 1997). La concessione risale al 1892, cioè a una quindicina d'anni dopo i fatti che ho contato nel Birraio di Preston e perciò qualcuno potrebbe domandarmi perché mi ostino a pistiare e a ripistiare sempre nello stesso mortaio, tirando in ballo, quasi in fotocopia, i soliti prefetti, i soliti questori, ecc. Prevedendo l'osservazione, ho messo le mani avanti. La citazione ad apertura di libro è tratta da I vecchi e i giovani di Pirandello e mi pare dica tutto. Nei limiti del possibile, essendo questa storia esattamente datata, ho fedelmente citato ministri, alti funzionari dello stato e rivoluzionari col loro vero nome (e anche gli avvenimenti di cui furono protagonisti sono autentici). Tutti gli altri nomi e gli altri fatti sono invece inventati di sana pianta. Andrea Camilleri

Tradotto in: Brasile Editora Bertrand, Francia Librairie Arthème Fayard, Germania Verlag Klaus Wagenbach, Grecia Oceanida Publication, Spagna castigliano Ediciones Destino, Spagna catalano Edicions 62, Portogallo Editorial Presença, Svezia Fischer & Co. Bokforlaget, Israele Hakibbutz Hameuchad, Russia Inostranka Publishers, Corea Saemulgyul Publishing House.

Con uno scritto di Raffaele La Capria

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Jack Burdette è troppo grande per la città di Holt e per i suoi abitanti. Ex giocatore di football, cacciato dal college con un’accusa di furto, poi militare in missione all’estero, quando sembra aver messo la testa a posto lascia improvvisamente la sua fidanzata per sposare un’altra donna conosciuta dodici ore prima. A ogni ritorno, Holt gli sembra sempre più stretta e scomoda... finché Jack non scompare con la cassa dell’azienda per cui lavora, lasciando la moglie e due figli. Dieci anni dopo, la città non ha perdonato né dimenticato. Eppure Jack torna un’ultima volta, con una macchina vistosa e un passato ingombrante, per far saltare di nuovo ogni convenzione e ogni certezza, senza alcun rimpianto. Ancora una volta Kent Haruf, con la sua scrittura tenera e implacabile e il suo sguardo asciutto ed empatico sulla vita e il destino, ci racconta la storia di un’umanità fragile, ostinata e tenace.

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Due storie parallele, due storiacce di guardie e di ladri, due storie nere, anzi nerissime. È la Milano di Alessandro Robecchi, la capitale morale, l’epicentro dei Tempi nuovi, la città di Carlo Monterossi. E quelle due storie sono un romanzo di ossessione e riscatto, di giustizia solitaria e vendetta. Con il passato che sempre incombe, e si allarga ad avvolgere il presente, come i cerchi nell’acqua dopo una sassata.

«La macchina puzza di fumo vecchio e cane bagnato, ogni tanto Carella pensa che quello sia l’odore della polizia». Si è messo a caccia. Da solo, senza dirlo a nessuno. Ferie arretrate, un po’ di soldi da parte, una vecchia faccenda da sistemare. Una di quelle per cui Carella - lo sbirro, il segugio che contesta gli ordini e fa sempre di testa sua - può perderci il sonno. Si è appostato con la macchina di fronte al carcere di Bollate, a osservare il suo uomo mentre esce dalla galera dopo cinque anni di reclusione. Carella chiude gli occhi, si sente calmo, freddo e calmo. «Ti prendo», si dice. «Sono la Franca, Ghezzi, si ricorda?». Il sovrintendente Ghezzi se la ricorda bene. Era l’inizio della sua carriera, sono passati trent’anni, un’indagine che l’aveva portato al suo primo arresto. Per il giovane Ghezzi quella donna era stata bellissima. Le fossette scavate nelle guance, il mistero e l’erotismo di una che faceva le marchette, simpatica e innamorata del suo uomo. Erano una bella coppia. E ora l’uomo è scomparso, e la donna è tornata, davanti casa addirittura, e vuole l’aiuto di Ghezzi. Come fa a tirarsi indietro? Persino la Rosa, la moglie, l’ha capito subito. «Tu fai il difficile, ma domani mattina sei già lì che fai domande, ti conosco»

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Prima del Racconto dell’ancella di Margaret Atwood, prima di Philip K. Dick, c’era La notte della svastica. Pubblicato nel 1937 racconta una storia che era ancora tutta da scrivere proiettandoci in un mondo in cui i nazisti hanno vinto e creato un impero, la donna è ridotta ad una macchina finalizzata a procreare soldati, memoria e identità personali demoni da distruggere.

Il Nazismo ha trionfato. Settecento anni dopo il pianeta si trova diviso in due soli potenti domini: l’impero tedesco e l’impero giapponese. E nella parte tedesca si trova aggiogato a un’assurda religione, imposta dall’abolizione della memoria e nata dall’oblio di ogni scienza e tecnologia, arte, letteratura e filosofia. Il nuovo Credo ha deificato Hitler, trasformato in un dio mitologico, «non nato da grembo di donna, ma esploso dalla testa del padre suo, Dio del Tuono». Un mondo brutalizzato e brutale, ritornato a una specie di feudalesimo mistico, di cui le prime vittime, che non si possono del tutto eliminare, sono le donne. Eppure qualcuno, nella lunga notte dei secoli, è riuscito a custodire un barlume della memoria (un libro, una fotografia), estremo antidoto, ultimo riparo contro l’annichilimento dell’umano.
La notte della svastica fu scritto, incredibilmente, nel 1937, cioè prima della Seconda guerra mondiale e prima dell’alleanza bellica tra il Giappone e la Germania. Immagina e prevede l’una e l’altra. E comprende del Nazismo un carattere che verrà rilevato decenni dopo: il legame strutturale tra il totalitarismo e il misticismo irrazionale. Ma è forse il tema del rapporto tra biologia e potere, tra violenza e sessualità, quello che emerge in modo più inquietante dalle pagine di questa scrittrice: la riduzione della donna ad una macchina finalizzata a procreare soldati, il disprezzo misogino, la distruzione di memoria e identità personali anticipano e piantano le radici della futura fantascienza femminista (alla Atwood, per esempio). Dietro le sue spalle ci sono Wells, Huxley e le altre ucronie e distopie. E prima del 1984 di George Orwell (che uscirà nel 1948) inscena gli effetti di una società in cui la Storia è stata abolita.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

«Lo scritto è una testimonianza resa, è da credersi sotto dettatura, da Pompeo Colajanni, da tempo un anziano ed elegante signore, effusivo e molto gioviale (per tutti i comunisti lo “zio Pompeo”), dirigente ormai secondario, per quanto molto onorato e persino venerato, del PCI: un reduce illustre e quasi solitario della Resistenza armata in una terra, la Sicilia, il cui apporto alla Resistenza armata e allo stesso antifascismo era molto sottovalutato, considerato soltanto “esterno”, casuale e marginale nel contesto nazionale […].
«Assume adesso il carattere di inedito, sottratto, oltre che all’oblio, ad una probabile lettura di parte, ovvero, se si preferisce, quello di una novità editoriale, perché nuovo è davvero anche lo spirito che anima oggi l’interpretazione della Resistenza, e soprattutto della guerra di Liberazione, e che guida sia gli storici che i nuovi “partigiani” dell’ANPI» [dalla prefazione di Giuseppe Carlo Marino].

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

Nell'universo dei testi, che immaginiamo coeterno di quello degli atomi, ci sono «originali» che non sono mai esistiti. O, per meglio dire, testi alla cui origine non v'è mai stato un «originale», e che hanno non di meno vissuto, prosperato e anche nociuto (i Protocolli dei savi di Sion). Ovvero testi composti di pagine autentiche, ma, nella loro agglomerazione come libri, del tutto fittizi (la cosiddetta Volontà di potenza). Anche questi, non sempre innocenti. I testi vivono separatamente dagli autori che li misero in moto. (E secondo il cavalier Marino se ne stanno, integri, in una delle sfere celesti). Accade perciò che talvolta gli autori stessi si comportino verso di loro al modo dei copisti: persino intervengono a inquinare le proprie parole. L'unico «onnipotente» autore è dunque il copista, colui che scrive il testo. L'unico che abbia con esso un rapporto di piena e fisica identificazione, nonché un ruolo fatale nel suo destino. I cambiamenti da lui apportati, quelli voluti e quelli non voluti, entrano nel corpo dello scritto e vi restano. E come fanno lo scritto possono fare anche la storia. Luciano Canfora

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€ 7,60 8
SCONTO DEL 5%

Storie di donne ribelli, di coraggio e di resistenza. Sullo sfondo di una Sicilia che dalla Spagna passa ai Savoia, poi agli Asburgo e quindi ai Borbone di Spagna, Maria Attanasio attraverso il racconto storico si riappropria del passato e lo interpreta con sensibilità e forza. Ci rende consapevoli di figure ai margini della storia, rendendole protagoniste grazie anche alla sua scrittura poetica efficace e assolutamente unica.

«Si nasce per caso in un luogo, che può diventare scelta, destino. E destino di scrittura è stata per me Caltagirone, l’immaginaria Calacte della maggior parte di questi racconti. Storie soprattutto di donne – ribelli non rassegnate – di cui spesso resta solo un gesto, un dettaglio, impigliato in vecchi libri o nelle scritture di cronisti locali: frammenti dell’immemore genealogia delle madri, che arrivano a me, si insediano in me, fino a quando non restituisco loro parola e identità. Ricostruendo, tra immaginario storico e tracce documentali, il pensare e l’operare di Catarina, Francisca, Annarcangela, Ignazia, ma anche delle protagoniste degli altri racconti, la mia vita si è fusa con la loro in una sorta di transfert, di autobiografia traslata nel tempo dell’esclusione dal linguaggio che ha caratterizzato l’identità di genere; dove però è possibile ritrovare sorprendenti storie di coraggio e di resistenza alla discriminazione e all’ingiustizia» (Maria Attanasio, dalla Nota introduttiva).
Raccogliere in un unico volume questi racconti, variamente editi tra il 1994 e il 2014, corrisponde alla necessità di dare più completa conoscenza ai lettori di una scrittrice appartata ma la cui opera è accompagnata oggi da una crescente attenzione, da una continua curiosità. Il volume mette assieme: la lunga novella, quasi un breve romanzo, Correva l’anno 1698, che dissotterra la vicenda di Francisca, uomo-femmina, «masculu fora e fimmina intra»; la bellissima Lo splendore del niente – storia di potenza flaubertiana di Ignazia Perremuto, di superba e nobile famiglia, che a lussi, amori e doveri propri del suo stato preferisce contemplare il nulla, prefigurando le ribellioni alla sottomissione femminile –, oltre a più rapide escursioni attraverso destini di donne del Settecento. Recuperati, tutti, dalle antiche cronache e riportati in vita da una scrittura che suscita immagini a ogni rigo.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Palermo, le sue vie, i suoi quartieri e i segreti di Ballarò, palcoscenico dalle varie scenografie, popolare e multietnico, di giorno enorme mercato dove si trova ogni merce e persona, legale e illegale, di notte anima di una vita notturna eccitante e confusa. E ad infiltrarsi nelle sue viscere Angela Mazzola, «sbirra» allegra e credibile, sulle tracce dell’assassino di un rampollo di una famiglia molto ricca dell’aristocrazia.

A Ballarò, il vasto quartiere popolare del centro storico di Palermo, una notte, nel pieno della movida, un proiettile colpisce alla testa un giovane uomo che cade di schianto. È Ernesto Altavilla, di una famiglia molto ricca dell’aristocrazia. Il modo di vita e le caratteristiche del personaggio non sembrano adatti a spiegare l’omicidio: un proiettile vagante, uno scambio di persona o il vero obiettivo raggiunto?
Ballarò è un palcoscenico dalle varie scenografie. Ha i molti volti della comunità multietnica che ci vive integrata, quasi ricordando l’antica capitale siciliana che mescolava popoli. Di giorno è l’enorme mercato dove si trova ogni merce e persona, legale e illegale. Di notte cambia un’altra volta e diventa l’anima di una vita notturna eccitante e confusa.
Il capo della Omicidi gira ad Angela Mazzola, agente semplice, l’incarico di infiltrarsi nei segreti di Ballarò. La scusa è la competenza vinaiola della ragazza, ma la poliziotta sa benissimo che la ragione è un’altra. Angela, bella e piena di vita, attrae gli uomini come una calamita. Però, e anche i capi cominciano a scoprirlo, ha l’istinto, la curiosità, la capacità di ricordare particolari dimenticati che poi potrà unire ad altri elementi per profilare un indizio, una pista da battere. È insomma una «sbirra» nata. Inoltre, la sua origine da una famiglia povera le dà quel desiderio di affermarsi con il lavoro.
Lei nota sui muri del quartiere uno strano simbolo che l’ha già incuriosita in qualche altro posto, in un’altra città. Un’ascia nera. Cos’è l’Ascia nera: una setta, una banda criminale, una rete di club? Angela aggancia un giovane nigeriano, il primo anello della lunga catena che la porterà dentro le viscere del quartiere. Dove si trovano sfruttamento, disperazione, alleanze tra vecchia e nuova criminalità, ma anche voglia di una vita degna, Ma è qui che bisogna cercare la verità?
Gian Mauro Costa dà ai suoi personaggi una speciale vividezza sociale, con cui rappresentare, contro banali cliché, tutto un popolo. Nel movimento del racconto c’è una affettuosa familiarità con i luoghi che si trasmette al lettore. E così la città diventa la vera, indispensabile protagonista dell’intreccio poliziesco.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

«Inserire epoche storiche tanto diverse in una sola composizione», ha scritto Milan Kundera, è «una delle nuove possibilità, un tempo inconcepibili, che si sono aperte all’arte del romanzo del XX secolo non ap­pena ha saputo superare i limiti della fasci­nazione per le psicologie individuali e dedicarsi alla problematica esistenziale nel­l’accezione più ampia, generale, sovraindi­viduale della parola»; per poi proseguire: «...faccio riferimento ai Sonnambuli, dove Hermann Broch, per mostrarci l’esistenza europea travolta dal torrente della “degra­dazione dei valori”, si sofferma su tre distin­te epoche storiche: i tre gradini che l’Euro­pa scendeva verso il crollo finale della sua cultura e della sua ragion d’essere». Un torrente che parte, in questo primo pan­nello della trilogia romanzesca di Broch, dal tardo Ottocento, con lo smarrito Joa­chim von Pasenow, giovane Junker prussia­no, incerto se trasgredire i doveri di fami­glia e vivere alla giornata con la piccola Ru­zena, entraîneuse incontrata allo Jaeger­kasino, a Berlino, oppure seguire la via dell’«onore» e della tradizione, e chiedere in sposa l’avvenente Elisabeth, figlia di un proprietario terriero.
Ma è soprattutto nella forma letteraria, ag­giunge ancora Kundera, che Broch ha osa­to l’innovazione più audace, facendo en­trare nel romanzo il pensiero: una riflessio­ne che si rivela «tenacemente autonoma rispetto a ogni sistema di idee precostitui­te; non giudica; non proclama verità; si interroga, si stupisce, sonda; assume le forme più diverse: metaforica, ironica, ipotetica, iperbolica, aforistica, divertente, provoca­toria, estrosa; e soprattutto: non abbando­na mai il cerchio magico della vita dei per­sonaggi; è la vita dei personaggi ad alimen­tarla».

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€ 19 20
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Quando Georges Simenon, che di noir se ne intendeva, lesse questo romanzo cupo, implacabile e lacerante, disse semplicemente: «Non so che età abbia l'autore. Se è alla sua prima prova, credo che farà strada».

Esiste il delitto perfetto? Gastmann, «demonio in forma umana», ne è convinto, e per dimostrarlo al commissario Bärlach – e vincere la temeraria scommessa fatta in una bettola sul Bosforo – getta uno sconosciuto dal ponte di Galata. Ormai i due sono incatenati l'uno all'altro. Per oltre quarant'anni il commissario seguirà imperterrito le orme di Gastmann, nel vano tentativo di fornire le prove dei delitti via via più audaci, efferati e sacrileghi che costui ha commesso per capriccio. Finché un giorno l'assassinio dell'ispettore Schmied della polizia di Berna – la città dove Bärlach è nato, e che lui chiama il suo «aureo sepolcro» – lo metterà nuovamente di fronte al suo nemico, e al sinistro viluppo di trame politiche e finanziarie di cui questi tira le fila. A Bärlach non resta molto da vivere: giusto il tempo di regolare i conti una volta per tutte. Ormai ha emesso il suo verdetto – ed è una condanna a morte.

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%

L’avventura di Colombo liberata dal mito che aveva circondato la scoperta dell’America. Non un ritratto biografico, bensì un vero romanzo che sottrae la vicenda di Colombo agli storici e la restituisce agli uomini, facendone al contempo un inesauribile e divertente motivo di finzione letteraria.

Cristoforo Colombo confessa la sua storia; spiega perché s’è lanciato nell’impresa; racconta le sue avventure e la vita, trascorsa per lo più senza accecanti bagliori di grandezza, con l’eccezione forse dell’amore grande per la regina Isabella (alla quale, però, solo con uno stratagemma riuscì a strappare il consenso e i soldi per il viaggio oltre l’Oceano).
Alejo Carpentier ha sempre rivendicato nei suoi romanzi storici il diritto dei latinoamericani ad avere una storia propria, una precisa identità, che non fosse semplice riflesso di quella europea. Come narratore di vicende quasi sempre a cavallo dell’Oceano, è stato forse il primo a ribaltare il cliché di una «America povera di storia quanto ricca di colori locali tutti in superficie» (come scriveva Angelo Morino nella Nota riproposta in questa nuova edizione di un classico).
Nell’Arpa e l’ombra Colombo dice la verità su se stesso, fin dall’ispirazione per la «scoperta» che gli venne proprio dall’apprendere che l’America era stata già «scoperta»: «oscuro marinaio, allevato tra i formaggi e i vini d’una taverna », in un suo viaggio al Nord venne a conoscere il «gran libro di Adamo di Brema» dov’era svelato come gli antichi vichinghi avessero spinto le navi verso Ovest fino a una Terra del vino, una Terra delle selve. Da quel momento, il tarlo dell’idea che navigando con il Sole si incontra una terra ferma, lo mette in moto e gli accende l’ambizione. A soddisfare la quale dedica le innumerevoli peripezie in giro per l’Europa dell’intera esistenza. E così come il suo non è un salto audace verso l’ignoto, un ignoto che già prevedeva, allo stesso modo non è il desiderio di evangelizzare che lo motiva, bensì obiettivi più terra terra.
Per quanto «verosimile» e non vera questa Vita di Cristoforo Colombo, l’autore non inventa; la costruisce sulla base delle carte e dei diari. La scelta è quella del «primo personaggio in transito fra Europa e America» (Morino), allo scopo di riumanizzarne il mito, di toglierlo dalla sfera dei fini superiori di una storia tutta europea. Ed anche l’espediente narrativo da cui tutto comincia è storicamente fondato: il papa Pio IX che vorrebbe beatificare colui che aprì alla fede cristiana il mondo nuovo. E allora Cristoforo inizia a confessarsi, perché non è all’altezza dell’aureola.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Una nuova indagine per Rocco Schiavone costretto ad indagare da un letto di un ospedale per un caso di malasanità. E intanto il vicequestore ha quasi cinquant’anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia. Sullo sfondo prendono più rilievo le vicende private della squadra. E immancabilmente un’ombra, di quell’oscurità che mai lo lascia, osserva da un angolo della strada lì fuori.

Rocco Schiavone, vicequestore ad Aosta, è ricoverato in ospedale. Un proiettile lo ha colpito in un conflitto a fuoco, ha perso un rene ma non per questo è meno ansioso di muoversi, meno inquieto. Negli stessi giorni, durante un intervento chirurgico analogo a quello da lui subito, un altro paziente ha perso la vita: Roberto Sirchia, un ricco imprenditore che si è fatto da sé. Un errore imperdonabile, uno scandalo clamoroso. La vedova e il figlio di Sirchia, lei una scialba arricchita, lui, molto ambizioso, ma del tutto privo della energia del padre, puntano il dito contro la malasanità. Ma, una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato, agli occhi di Rocco che si annoia e non può reprimere il suo istinto di sbirro, è una disattenzione troppo grossolana. Sente inoltre una profonda gratitudine verso chi sarebbe il responsabile numero uno dell’errore, cioè il primario dottor Negri; gli sembra una brava persona, un uomo malinconico e disincantato come lui. Nello stile brusco e dissacrante che è parte della sua identità, il vicequestore comincia a guidare l’indagine dai corridoi dell’ospedale che clandestinamente riempie di fumo di vario tipo.
Se si tratta di delitto, deve esserci un movente, e va ricercato fuori dall’ospedale, nelle pieghe della vita della vittima.
Dentro i riti ospedalieri, gli odori, il cibo immangiabile, i vicini molesti, Schiavone si sente come un leone in gabbia. Ma è un leone ferito: risulta faticoso raccogliere gli indizi, difficile dirigere a distanza i suoi uomini, non può che affidarsi all’intuito, alle impressioni sulle persone, ai dati sul funzionamento della macchina sanitaria. E l’autore concede molto spazio alla psicologia e alle atmosfere. Rocco Schiavone ha quasi cinquant’anni, certe durezze si attenuano, forse un amore si affaccia. Sullo sfondo prendono più rilievo le vicende private della squadra.E immancabilmente un’ombra, di quell’oscurità che mai lo lascia, osserva da un angolo della strada lì fuori.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

Il sottosuolo è invaso da nemici feroci e bestiali mentre in superficie il Primo Ministro, ossessionato dai suoi pericolosi esperimenti chimici, governa senza pietà né senno.

Venice, suo malgrado, deve infrangere ancora una volta la legge e attraversare un pericoloso varco per raggiungere l’altra metà del mondo. A nessun uomo comune è mai stato permesso di oltrepassare i confini del proprio Settore, ma gli eventi che la attendono sono ben differenti dal futuro che ha immaginato.  Il cammino e le scelte che prenderà sono destinati a stravolgere in ogni caso il destino di Granterre e dei suoi abitanti. Ma la coraggiosa “ragazza segnata” dal carattere ombroso non è sola.

L’altra metà del mondo è il secondo episodio di tre della saga fantasy Morfo blu.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Sono passati più di ventidue anni da quando Quincy Miller, un giovane di colore, è stato arrestato dalla polizia della cittadina di Seabrook, in Florida, con l'accusa di aver ucciso l'avvocato Keith Russo, di cui era stato cliente. Quincy viene frettolosamente processato sulla base di testimonianze e prove poco attendibili e di un movente poco credibile. Ciononostante viene condannato all'er­gastolo. Per tutto il tempo l'uomo si professa innocente senza venire mai ascoltato da nessuno, fino al giorno in cui, disperato, scrive una lettera alla Guardian Ministries, i "padri guardiani", una fondazione no profit che si occupa di dimostrare l'innocenza dei suoi assistiti salvandoli dalla pena di morte. Cullen Post è a capo di questa piccola e agguerrita organizzazione, ha all'attivo otto casi risolti e una storia personale sui generis: quando era un giovane avvocato alle prime armi e pieno di ideali, era rimasto fortemente deluso dal sistema giudiziario e dopo una profonda crisi aveva deciso di diventare pastore episcopale, per dedicarsi poi anima e corpo a combattere le condanne ingiuste e assistere gratuitamente solo clienti dimenticati dal sistema. Accettando di dimostrare l'innocenza di Quincy Miller, strappandolo all'ergastolo, Cullen deve partire alla ricerca dei vecchi testimoni e smontare le false prove che erano state prodotte, mettendo a rischio la sua vita. Perché il suo cliente è stato incastrato da criminali senza scrupoli che non vogliono certo che lui esca vivo dalla prigione. Hanno già ucciso un avvocato ventidue anni prima e possono benissimo eliminarne un altro senza pensarci due volte. Corruzione, abuso di potere ed errore giudiziario sono gli elementi portanti di questo nuovo legal thriller scritto da John Grisham con impeccabile maestria e con un ritmo incalzante.

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€ 20,90 22
SCONTO DEL 5%

Davide Faraone dà voce ai suoi silenzi più intimi e lo fa con l’amore profondo di un padre. Con gli occhi di Sara è lo straordinario racconto del rapporto con sua figlia Sara, una ragazza di sedici anni autistica. L’autismo scoperto quando Sara aveva poco più di due anni e raccontato nelle fasi più importanti della sua vita. Il libro è l’occasione per l’autore di mettersi a nudo e di guardare il mondo con occhi scevri da ogni pregiudizio. Le esperienze di padre e di uomo politico si intersecano con altre difficili storie di vita vissuta e con volti incontrati durante il suo cammino. Una narrazione intima e un’occasione unica per guardare con consapevolezza un futuro tutto da costruire.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Dopo sei anni tornano finalmente le avventure e le investigazioni della famiglia Mangiaracina, e in tanto tempo le cose cambiano anche per Terio e Fana. Dalla colorita realtà di Borgo Vecchio la famiglia si trasferisce all’Acquasanta, regalandoci un nuovo scorcio di Palermo. Acquasanta è infatti il nuovo titolo di questo romanzo della serie, nel quale un misterioso crimine che toccherà da vicino l’anima di Terio si intreccerà con le riprese di un film al quale Fana collabora con passione, innamorandosi profondamente di quest’arte… e non solo. Sullo sfondo una Palermo dipinta in chiaroscuro con tutte le sue contraddizioni, culla di misteri e di culti pagani legati a una arcaica dea madre. Una figura potente, quest’ultima, che emerge dai resti antichi della città lasciando il proprio segno sul luogo del delitto: una mano insanguinata, che ricorda un’altra storia cara alla memoria della Sicilia, quella della Baronessa di Carini.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

La famiglia Ahrens è protagonista di una stagione magnifica nella storia di Palermo: la “Palermo felicissima” del primo Novecento. Albert, il patriarca arrivato nel 1875 dalla Germania, diventa un entusiasta imprenditore di successo e sposa Johanna Benjamin, che sarà la madre dei suoi otto figli. Fra campagna e città fa costruire una superba villa sulla cui facciata spicca la scritta lik dör (“La luce è là”), e sono anni di prosperità, di successo, di unità.
Seguono in sequenza eventi che intaccano la serenità della famiglia: il terremoto di Messina, la Prima guerra mondiale, la morte dei due figli maschi, e infine le leggi razziali che restituiscono gli Ahrens alla loro identità ebraica.
Lo sfacelo economico conduce a un declino che non impedisce a Marta, Vera, Berta e Margherita di portare innanzi la “luce” dei valori che hanno sempre ispirato la famiglia: coraggio, dignità, rigore, speranza. La fusione fra storie individuali e Storia movimenta il quadro di una saga che lascia al centro almeno tre figure femminili memorabili: Johanna, intrepida e saggia costruttrice di fortune accanto al marito; Marta, afflitta da una severa sordità che non le impedisce di “sentire” dove va il mondo e di governare gli affari; Vera, ispirata dalla determinazione che era stata del padre.
Una saga famigliare maestosa. Una Palermo “tedesca”. Una città operosa e prospera che il tempo ha quasi cancellato. Un coro femminile che non si dimentica.
Agata Bazzi è una discendente della famiglia Ahrens: questa storia è ispirata dal ritrovamento di un diario e dai racconti ascoltati.

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€ 18,05 19
SCONTO DEL 5%

Tutti gli anni, dal sette dicembre al sette gennaio, Palermo è in preda al demone del gioco: aristocratici, borghesi e modesti cittadini, giovani, vecchi e bambini sono vittime della medesima febbre. Sul tavolo verde si impegnano esigui risparmi o ricchi patrimoni nell'irrinunciabile rito collettivo delle feste invernali. Marò Pajno sta attraversando un periodo difficile, e il freddo che sente dentro non è legato solo alla pioggia che affligge senza sosta la città: da pochi mesi la sua storia con Sasà è finita – mentre la madre si ostina a chiederle implacabile a ogni visita perché non mette su famiglia – e, assodato che "la fimmina insoddisfatta mangia", lei si è pian piano lasciata andare e ora si trova a fare i conti anche con qualche chilo di troppo. Come se non bastasse, il questore Bellomo, che le appare come un "damerino" interamente votato agli scatti di carriera, continua a stuzzicarla con rimbrotti e inviti a prendersi cura di sé, suscitandole un misto di fastidio e curiosità. All'alba dell'Immacolata viene trovato il cadavere di Saveria, giovane pasticciera figlia del boss Fofò Russo. Il questore ordina alla dottoressa Pajno di indagare su un delitto che in apparenza non ha alcun legame con il nucleo antifemminicidio che lei dirige. Marò è costretta a ubbidire, ma presto si accorgerà che troppe cose non tornano: è strana una rapina prima dell'apertura, quando la cassa è vuota, ma soprattutto chi mai a Palermo oserebbe prendere di mira la pasticceria Perla, di proprietà di un potente boss? Poco a poco la vicequestora troverà la grinta e la passione necessarie all'indagine, cercherà indizi nella famiglia della vittima e, inoltrandosi a fondo nelle maglie di un sistema tanto articolato quanto assurdo, arriverà a sfidare apertamente Fofò Russo, scoprendo che la battaglia di una donna non può che essere condotta a nome di tutte.

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt'altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia cosí, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.

Proposto da Sabino Cassese per il Premio Strega 2020: «Una donna, una persona ambigua e sfuggente, un vecchio amore, ricompare nella vita di un avvocato, attento ma insicuro (i due ritratti sono delineati con grande maestria) e gli chiede di difendere suo figlio, imputato di omicidio. Da qui si dipanano due storie, costruite in un montaggio alternato, alla Griffith, verso il passato di quell'amore e il futuro della sentenza attesa. Una sapiente costruzione, in cui si riflettono le inquietudini del nostro tempo, e il cui protagonista è proprio il tempo (donde il titolo), che si incarica di trovare una soluzione alle due storie. Dal processo emergerà una nuova verità, ma non un nuovo colpevole, che sarà alla fine individuato in altro modo. Sotto queste vicende si nasconde un vero e proprio "conte philosophique". Dietro l'apparenza del “giallo" si celano insegnamenti profondi: la pluralità dei punti di vista; i diversi modi in cui si presenta la realtà; l'invito a dubitare della verità stessa. Due citazioni, una del capolavoro di Kurosawa e una di Canetti, in pagine diverse, rafforzano queste conclusioni. Carofiglio si conferma come una delle voci più importanti della narrativa italiana.»

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€ 17,10 18
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Il maresciallo Calà da tre anni vive in una specie di inferno: alcol, indumenti sporchi per tutta la casa, mozzicone di sigaro sempre in bocca, gli fanno compagnia mentre tenta di convivere con i suoi demoni. È ubriaco quando il brigadiere Giuffrè lo chiama. C’è stato un omicidio e Calà deve riprendersi in fretta: il cadavere è stato abbandonato in una grotta ed è senza testa. Presto si scopre che la vittima è l’onorevole D’Amato e il maresciallo comincia a indagare sulla sua vita privata e sulle sue faccende politiche. La narrazione si dipana intrecciando le storie di personaggi diversi: l’avvenente Gabriella, amante gelida che nasconde un’adolescenza sofferta; Fofò, storico, meteorologo, poeta e pittore; e il misterioso Giulio Ugolino. Su quest’ultimo il maresciallo Calà concentra le sua attenzione quando scopre che il ragazzo sta mentendo sulla sua identità. Di chi si tratta? E in che modo è collegato all’omicidio dell’onorevole? Lui continua a dirsi innocente ma come fa a sapere tutte quelle cose? L’epilogo è del tutto inaspettato: il finto Giulio sconvolgerà il commissario e il lettore quando svelerà la sua vera identità.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

Reginald Dwight, questo il suo vero nome, era un bambino timido con l'improbabile sogno di diventare una stella del pop. All'età di ventitré anni si esibì nel suo primo concerto in America, di fronte a un pubblico sbalordito dal suo abbigliamento: salopette giallo canarino, maglietta coperta di stelle e scarponi con le ali. Era nato Elton John, e il mondo della musica non sarebbe stato più lo stesso. Me è un racconto pieno di eccessi e colpi di scena: dal rifiuto delle prime canzoni scritte con l'amico Bernie Taupin alle follie da superstar in cima alle classifiche; dall'amicizia con John Lennon, Freddie Mercury e George Michael ai balli con la regina; dai tentati suicidi alla tossicodipendenza che, all'insaputa di tutti, lo avrebbe tormentato per oltre un decennio. Con il suo tono schietto e appassionato, Elton John ci parla del suo percorso di disintossicazione e della creazione della AIDS Foundation, delle vacanze con Versace e del funerale della principessa Diana. Racconta come ha conosciuto il vero amore grazie a David Furnish e descrive l'esatto momento in cui ha compreso di voler diventare padre, stravolgendo ancora una volta la propria vita. Allegro e toccante, divertente e sincero, Me è un viaggio intimo nella vita di una leggenda vivente.

Quella di Elton John è una vita straordinaria, costellata di incredibili alti e bassi. Finalmente ha deciso di condividerla con noi, senza reticenze, nei suoi momenti più spassosi ma anche in quelli più difficili, a partire dall'infanzia nel sobborgo londinese di Pinner e dal complicato rapporto con i genitori.

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€ 22,80 24
SCONTO DEL 5%
Un inganno, nato in una baracca fatiscente della periferia di Lagos, in Nigeria, che diverrà un viaggio lungo e terribile verso una falsa speranza, costellato di violenze e soprusi ai
limiti della dignità umana. Un percorso fatto da molte ragazze che, come la giovane Ibuku, si illudono di avviarsi a un lavoro in un altro paese, un cammino che subito si rivelerà la discesa in un vortice che conduce all’inferno. Un racconto crudo e feroce che mostra, a chi non è consapevole, la realtà vissuta da queste giovani fanciulle, illuse, umiliate, schiavizzate.
 
Perché mai come in questo caso, la verità deve far male, anzi malissimo.
“Caddi, urlando aiuto al cielo. L’eco risputò indietro il mio angosciato appello...”
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€ 7,60 8
SCONTO DEL 5%

È il 1946 quando Amerigo lascia il suo rione di Napoli e sale su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserà l'intera penisola e trascorrerà alcuni mesi in una famiglia del Nord; un'iniziativa del Partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l'ultimo conflitto. Con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, Amerigo ci mostra un'Italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. E ci affida la storia commovente di una separazione. Quel dolore originario cui non ci si può sottrarre, perché non c'è altro modo per crescere.

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

Chi non ha affrontato nella vita difficoltà ed eventi traumatici? Quanti non si sono arresi e sono stati invece capaci di superarli rimettendosi in gioco? Quanti hanno reagito per poi rialzarsi più forti di prima. Quanti, come l’Araba Fenice, sono riusciti a rinascere dalle proprie ceneri?

Sembra che il destino si sia proprio accanito contro Alina. Una madre poco amorevole, i difficili rapporti familiari, la morte degli affetti più cari e gli amori naufragati ne hanno minato la stabilità mentale ed emotiva. Nonostante la buona volontà, giunta quasi al termine della sua parabola discendente, comprende che l’unico modo per riuscire a non naufragare è quello di lanciare un ultimo appello d’aiuto.

Gli incontri con Ludy le permetteranno di trovare la forza per andare avanti e farle sviluppare le risorse per superare i momenti di difficoltà che le sembrano non finire mai? Riuscirà a trasformare gli eventi negativi in opportunità per migliorare la sua vita?. 

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

Giorni di festa sono quelli dei ricami floreali, del servizio buono, del salotto della nonna; dei vapori di una cucina avvolta in una nube di aromi, odori, sapori dove il dio Vulcano fonde i suoi metalli; sono i giorni delle luminarie, della passeggiata sul corso al crepuscolo, dei vestiti della domenica. 
Giorni di festa sono i ricordi di un passato che ritorna trasfigurato dal tempo, i ricordi che cercano pietosamente ospitalità nel presente, che bussano alla nostra porta ora laceri, feriti, sanguinanti, ora nitidi, vigorosi, possenti. 
 E sono proprio i ricordi del passato che Emanuele Lanzetta vuole evocare nella sua terza raccolta “Giorni di festa”, i ricordi di un amore consumato e concluso o ancora inappagato; di notti che risuonano di lacrime e di risa, che odorano di desiderio e di pudore; di una donna che è porto di quiete ma anche ramo senza foglie, una donna che atterra e suscita, che affanna e che consola;  i ricordi di luoghi dell’anima  che quell’anima l’hanno intrappolata; i ricordi di amici che si fanno nostalgia, di fanciulli che si fanno rimpianto.

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%

Una nuova indagine per il commissario Castrogiovanni, stavolta coinvolto in un affare di “global mafia”. Il momento non è dei migliori per il nostro protagonista, sopravvissuto miracolosamente a una raffica di pallottole. Difficile individuare i mandanti dell’attentato: da quando il siciliano è a capo al commissariato di Grotte, vicino Napoli, sono tanti i bastoni che ha messo tra le ruote della malavita e dei poteri forti locali. Come se non bastasse, una volta dimesso dall’ospedale, scopre di essere stato trasferito in una nuova sede al confine con la Svizzera. I suoi fedeli uomini, però, non intendono restare con le mani in mano: pur “orfani” del loro superiore, sono più che mai decisi a scovare i responsabili dell’agguato. Una storia complessa che sembra coinvolgere un integerrimo avvocato che amministra i beni confiscati alla mafia e un onesto magistrato affogato dai debiti di gioco nella gestione di una grossa azienda petrolifera posta sotto sequestro, che da un lato nasconde ancora infiltrazioni mafiose, dall’altro è stata quasi acquisita da un’azienda di Stato.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

Tutto è indecidibile, sogno e realtà, vero e falso, maschera e volto, farsa e tragedia, allucinazione e organizzata teatralità di mosse e contromosse beffarde, in questo thriller che impone al lettore, tallonato dal dubbio e portato per mano dentro la luce fosca e i gomiti angustiosi dell’orrore, una lettura lenta del ritmo accanito dell’azione. Tutti si acconciano a recitare, nel romanzo: che si apre drammaticamente con i licenziamenti degli impiegati e degli operai di una fabbrica di scafi gestita da un padroncino vizioso e senza ritegno, detto Giogiò; e con il suicidio, nello squallore di un capannone, di un padre di famiglia disperato. Da qui partono e si inanellano le trame macchinose e la madornalità di una vicenda che comprende, per «stazioni», lo smantellamento del commissariato di Vigàta, la solitudine scontrosa e iraconda del sopraffatto Montalbano, lo sgomento di Augello e di Fazio (e persino dello sgangherato Catarella), l’inspiegabile complotto del Federal Bureau of Investigation, l’apparizione nebbiosa di «’na granni navi a vela», Alcyon, una goletta, un vascello fantasma, che non si sa cosa nasconda nel suo ventre di cetaceo (una bisca? Un postribolo animato da escort procaci? Un segreto più inquietante?) e che evoca tutta una letteratura e una cinematografia di bucanieri dietro ai quali incalza la mente gelida di un corsaro, ovvero di un più aggiornato capufficio dell’inferno e gestore del delitto e del disgusto. «L’Alcyon [...] aviva la bella bitudini di ristari dintra a un porto il minimo ’ndispensabili e po’ scompariri».
Il romanzo ha, nella suggestione di un sogno, una sinistra eclisse di luna che incombe (detto alla Bernanos) su «grandi cimiteri». La tortuosità della narrazione è febbrile. Prende il lettore alla gola. Lo disorienta con le angolazioni laterali; e, soprattutto, con il tragicomico dei mascheramenti e degli equivoci tra furibondi mimi truccati da un mago della manipolazione facciale. Sorprendente è il duo Montalbano-Fazio. Il commissario e l’ispettore capo recitano come due «comici» esperti. «Contami quello che capitò», dice a un certo punto Montalbano a Fazio. E in quel «contami» si sente risuonare un antico ed epico «cantami»: «Cantami, o Diva, del pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei [...]».
Il cuoco dell’Alcyon è «una Iliade di guai».

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

«Mi chiamo Flor, ho undici anni, e sono qui perché penso che mio padre ammazzerà mia madre».
Gelsomina Settembre detta Mina, assistente sociale di un consultorio sottofinanziato nei Quartieri Spagnoli di Napoli, è costretta a occuparsi di casi senza giustizia.
La affiancano alcuni tipi caratteristici con cui forma un improvvisato, e un po’ buffo, gruppo di intervento in ambienti dominati da regole diverse dall’ordine ufficiale. Domenico Gammardella «chiamami Mimmo», bello come Robert Redford, con un fascino del tutto involontario e una buona volontà spesso frustrata; «Rudy» Trapanese, il portiere dello stabile che si sente irresistibile e quando parla sembra rivolgersi con lo sguardo solo alle belle forme di Mina; e, più di lato, il magistrato De Carolis, antipatico presuntuoso ma quello che alla fine prova a conciliare le leggi con la giustizia.
Vengono trascinati in due corse contro il tempo più o meno parallele. Ma di una sola di esse sono consapevoli. Mentre Mina, a cui non mancano i problemi personali, si dedica a una rischiosa avventura per salvare due vite, un vendicatore, che segue uno schema incomprensibile, stringe intorno a lei una spirale di sangue. La causa è qualcosa di sepolto nel passato remoto.
Il magistrato De Carolis deve capire tutto prima che arrivi l’ultima delle dodici rose rosse che, un giorno dopo l’altro, uno sconosciuto invia.
Mina Settembre e gli altri sono figure che Maurizio de Giovanni ha già messo alla prova in un paio di racconti. In Dodici rose a Settembre compaiono per la prima volta in un romanzo. Sono maschere farsesche sullo sfondo chiassoso di una città amara e stanca di tragedie. Un mondo di fatica del vivere che de Giovanni riesce a far immaginare, oltre all’intreccio delle storie, già solo con il linguaggio parlato dai vari personaggi di ogni strato sociale: ironico, idiomatico, paradossale, immaginoso.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Martin Bora – il detective-agente segreto della Wehrmacht – è qui alle prime armi. Tenente appena nominato è destinato in Spagna, nel 1937, nel pieno della guerra civile.
Con la serie dedicata al tormentato e contraddittorio eroe, Ben Pastor ha conquistato gli affezionati del giallo storico. Descrive con minuziosa aderenza la realtà del tempo, però ad essa aggiunge un elemento di invenzione, un «mutante» inatteso. E questo dà ai romanzi il loro marchio originale. Nella Canzone del cavaliere il mutante è Federico García Lorca, l’amico di Buñuel e di Salvador Dalí, che fu l’anima poetica del Novecento spagnolo. Lorca non è stato ucciso dai falangisti a Granada nel 1936, come dice la storia e come fino a un certo momento tutti credono nel romanzo. Si trova l’anno dopo clandestino in Aragona ed è qui che, nonostante la scorta che doveva proteggerlo, un proiettile alla nuca spegne per sempre la sua voce. Un mistero dentro un mistero. Entrambe le parti combattenti, fascisti e repubblicani, tengono nascosta la notizia, in attesa di poter strumentalizzare l’assassinio. Intanto cercano di capire chi è stato e perché: c’è qualcosa negli ultimi versi del poeta, nell’ultimo suo canto? Dell’inchiesta è incaricato il giovane Bora. Dall’altra parte, indaga Philip «Felipe» Walton, americano, maggiore delle Brigate Internazionali. In una folla di personaggi ambigui e di eventi di sangue, dentro l’aridità torrida o fredda degli altipiani della Spagna profonda, tra i due si apre una corsa a risolvere il mistero, che diventa sempre meno una lotta tra nemici e sempre più una disinteressata ricerca della verità.
I romanzi di questa scrittrice, che costruisce la saga di un personaggio ispirato al modello reale nell’attentatore di Hitler, colonnello von Stauffenberg, sono nutriti di una vena tragica che lancia in modo originale un ponte tra il giallo storico e il giallo etico. Il ponte è il personaggio di Martin Bora, tedesco e scozzese di nobili natali, intellettuale raffinato, di profondo sentire umano, amante sfortunato di una donna splendida più conformista di lui, fedele al giuramento e istintivamente antinazista.
Così Martin Bora rappresenta il dramma del singolo posto di fronte alla Storia.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

“La favola imbandita” è un libro scritto per tutti i bambini che fanno capricci all'ora dei pasti. Nelle storie pubblicate nel libro, il cibo non è l'elemento principale, ma ne fa parte integrante. Lo scopo è di incuriosire il bambino e invogliarlo a mangiare l'alimento citato nella favola. Alla fine di ogni storia, viene riportata la ricetta di riferimento sotto forma di filastrocca. I versi ottonari in rima sono facili da rimandare a memoria e costituiscono una divertente variante alle ricette culinarie tout court, oltre ad educare l'orecchio dei piccoli al ritmo e alla musicalità. Il libro è corredato anche da originali disegni in colori pastello, che stimolano la fantasia dei bambini e li aiutano a immergersi nelle storie.

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

Libro per ragazzi da 8 a 15 anni.

È un viaggio in un mondo magico, in cui il bambino trova l'opportunità di fare preziosi incontri, di scoprire luoghi fantastici, di risvegliare i sensi, di conoscere "mondi" nuovi, di "giocare il suo gioco".
È per l'educatore un racconto " ambientato", cioè uno strumento adeguato per stimolare nel fanciullo la scoperta di sé, degli altri, del pianeta.
La proposta educativa coincide con un percorso che, attraverso l'ambiente fantastico, permette agli adulti di raggiungere facilmente il mondo dei bambini, suggerendo modelli da seguire e consentendo loro di "imparare facendo" attraverso il gioco.
 

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

Come nelle precedenti raccolte, in questa Ncuntràiu lu mari, arricchita dalle suggestive immagini di Rossella Granata, lo sguardo di Maria Nivea Zagarella penetra negli angoli più intimi della vita quotidiana di ieri e di oggi, ma rielabora anche gli eventi più traumatici del nostro tempo: le guerre, gli esodi e le apocalittiche migrazioni. Uno sguardo reso lucente da una robusta passione civile, intellettuale, morale, che in taluni casi induce l’Autrice a fi ssare la data nella quale i versi sono scaturiti dal profondo di una coscienza turbata da fatti sconvolgenti.
Una disseminazione di pulsioni lirico-emozionali che, per quanto pos-sano emergere dai più lontani luoghi della Terra, stanno interamente dentro una “sicilianità” che ancora una volta non è perimetro chiuso, ma spazio culturale aperto nel quale le dimensioni spaziale e tempo-rale si riempiono delle digressioni più seducenti, attuate non soltanto – come abbiamo osservato – con occhio dolente, ma anche vivido di accattivante gaiezza:

Scinnìu l’acqua d’o celu…
Chi duci piuliata,
risatedda scurdata!

versi scritti nel gennaio dello scorso anno, metafora della pioggia sulla terra riarsa, che prelude all’altra grande connotazione della poesia di Maria Nivea Zagarella: il sentimento dei luoghi, che è il sentimento della storia di quei luoghi, un sentimento che attraversa il tempo e le generazioni, e che può essere il sentimento dello spazio pieno, tattile, sonoro, o dello spazio vuoto, che è poi tutto interno a noi.

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%

Una mistica, fluida, concreta, semplice, sapienziale e vera quoti-dianità, permea la poetica di Ermanno Mirabello. I temi che tratta sono universali e sono fatti di attimi, lampi, guizzi di un male del vivere, conscio della sua esperienza di uomo e di poeta, che elar-gisce come dono d’amore, verso questa arte ed ai suoi estimatori, quasi come una confessione. La poesia è confessione e oserei dire preghiera. La medesima preghiera e confessione che poi è la verve ri-trovata e mai smarrita di Ermanno Mirabello “poeta”.

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

“E ne vale la pena?”. “Ma almeno ti pagano?”. “Sì, ma il tuo vero lavoro qual è?”. Queste domande – e tante altre – hanno affollato e affollano la lunga e difficile strada professionale del giornalista. È così da sempre, e lo è ancor di più dopo la rivoluzione digitale. È così per tutti, e lo è ancor di più se si è donne. Diciassette giornaliste in diciassette racconti narrano momenti di vita e di carriera vissuta: gli inizi, gli ostacoli, i compromessi, le rinunce, ma anche le vittorie, la passione, gli amori, quel certo “non so che” che le obbliga ancora oggi, a distanza di anni, a non staccare l’orecchio dal telefono e le mani dalla tastiera. Perché il giornalismo, quello vero, era ed è una brutta malattia, una dipendenza difficile da curare, perché nel bene e nel male, facendo il verso al grande Humphrey Bogart, possiamo ancora affermare: “È la stampa, bellezze! E voi non potete farci niente! Niente!”.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Pietro Fenoglio, un vecchio carabiniere che ha visto di tutto, e Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato, diventano amici nella piú inattesa delle situazioni. I loro incontri si dipanano fra confidenze personali e il racconto di una formidabile esperienza investigativa, che a poco a poco si trasforma in riflessione sul metodo della conoscenza, sui concetti sfuggenti di verità e menzogna, sull'idea stessa del potere. La versione di Fenoglio è un manuale sull'arte dell'indagine nascosto in un romanzo avvincente, popolato da personaggi di straordinaria autenticità: voci da una penombra in cui si mescolano buoni e cattivi, miserabili e giusti.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Andrea è un uomo inquadrato, preciso, ordinato. Una moglie, due figli, un lavoro, una vita che sembra perfetta ma che sarà del tutto sconvolta da un incontro inaspettato. Lui è Kuno, disordinato, amante dei libri, sognatore, eccentrico. Basta uno sguardo in una notte di pioggia a cambiare le loro vite. Nel breve tempo che sarà loro concesso condivideranno un amore travolgente e sconvolgente. La passione crescerà con la medesima intensità della ricerca interiore e spirituale, fino a quando la malattia e la morte di Kuno non rappresenteranno l’apoteosi del cambiamento di Andrea, regalandogli un dolore catartico che farà di lui una persona nuova. Il romanzo contiene al suo interno il Monologo dei colori.

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

Continua la poderosa impresa di pubblicare l’opera omnia di Giovanni Meli. Il progetto è stato approntato dal compianto professor Salvo Zarcone e prevede la pubblicazione, in edizione critica, di tutte le opere del grande poeta, compresi testi scientifici finora inediti.
Ogni volume, curato da noti studiosi, comprende Introduzione, Commento, Note al testo e Apparato, Note biografiche, Bibliografia.

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€ 28,50 30
SCONTO DEL 5%

Granterre è un territorio sopravvissuto ad alcune guerre e circondato da un muro invalicabile e ben protetto che lo isola dal resto del pianeta. Il suo cuore pulsante è rappresentato dal Palazzo dove il Primo Ministro, preda dei suoi fantasmi, vive insieme a pallide e inconsistenti figure: i notabili.

La vita del popolo è apparentemente molto ordinata e armonica ma in realtà ogni azione è monitorata dal Governo; l’iniziativa personale è scoraggiata e persino i sentimenti vengono adeguatamente “indirizzati”.

Venice è una ragazza sedicenne, disarmonica nel corpo e nella mente, che non riesce ad integrarsi con il contesto in cui vive. La sua esistenza cambia all’improvviso quando una serie di eventi, all’apparenza dipendenti dal caso, la conducono nei sotterranei di Granterre, un mondo parallelo in cui può far emergere le sue potenzialità.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

«Non ci abbiamo capito niente, Deruta. Forza, al lavoro».
Due coltellate hanno spento la vita di Romano Favre, un pensionato del casinò di Saint-Vincent, dove lavorava da «ispettore di gioco». Il cadavere è stato ritrovato nella sua abitazione dai pochi vicini di casa dell’elegante palazzina, e serra in mano una fiche, però di un altro casinò. Rocco Schiavone capisce subito che si tratta «di un morto che parla» e cerca di decifrare il suo messaggio. Si inoltra nel mondo della ludopatia, interroga disperati strozzati dai debiti, affaristi e lucratori del vizio, amici e colleghi di quel vedovo mite e ordinato. Individua un traffico che potrebbe spiegare tutto; mentre l’ombra del sospetto sfiora la sua casa e i suoi affetti. Ed è ricostruendo con la sua professionalità la tecnica dell’omicidio, la scena del delitto, che alla fine può incastrare l’autore. Ma il morto è riuscito a farsi capire? Forse non basta scavare nel passato: «Favre ha perso la vita per un fatto che deve ancora accadere».
Il successo dei libri di Antonio Manzini deve probabilmente molto al loro andare oltre la semplice connessione narrativa tra una cosa (il delitto) un chi (il colpevole) e un perché (il movente). Con le inchieste del suo ruvido vicequestore, Manzini stringe il sentire del lettore a una vicenda umana complessa e completa. Così i suoi noir sono in senso pieno Romanzi, racconto delle peripezie di un personaggio che vale la pena di conoscere, sentieri esistenziali. Sono, messi uno dietro l’altro, la storia di una vita: Rocco Schiavone, un coriaceo malinconico che evolve e cambia nel tempo, mentre lavora, ricorda, prova pietà e rabbia, sistema conti privati e un paio di affari. Sicché, in Fate il vostro gioco, il vicequestore riconosce apertamente un semifallimento: ha smascherato il criminale ma troppe cose non tornano. Resta un buco nella sua consapevolezza che gli rimorde come una colpa, e deve colmarlo. Lo farà, si ripromette, la prossima volta e, per il lettore, nella prossima avventura.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

«E ho pensato che avevo sbagliato vita, che così non andava bene, e che intanto mi ero perso delle cose, e moltissime altre, forse più importanti... cose... persone... a cui ho pensato sempre...».
Umberto Serrani è un elegante, anziano, ricco signore cullato dai suoi rimpianti. Riservato, distaccato, finalmente padrone del suo tempo dopo una vita passata a «mettere al sicuro» le fortune altrui, specie se sospette e ingombranti, un lavoro che gli ha permesso di tessere legami invisibili che arrivano dappertutto.
Quando apprende della morte di Giulia – un amore di venticinque anni prima, intenso, totale, un rimpianto mai sopito – decide di capire, agire, pagare vecchi debiti. Vuole sapere di quella morte assurda che sembra uno scippo finito male, chi è stato, perché. E vuole sapere tutto di quella donna per tanti anni amata nel silenzio e nella lontananza, della sua vita solitaria e ordinata, delle sue speranze e delle sue difficoltà, della figlia Sonia, promettente soprano.
Assolda per questo una coppia di strani investigatori, Carlo Monterossi e Oscar Falcone: il primo è un mago della televisione, che però odia; il secondo sa nuotare in tutti gli ambienti e ha uno speciale sesto senso per le cause giuste. Intanto, sull’omicidio lavorano anche Ghezzi e Carella, sovrintendenti di polizia, «due cani da polpaccio», che vogliono chiudere il caso, fare giustizia, capire.
I quattro, indipendentemente gli uni dagli altri, dragheranno le acque fetide che hanno inghiottito Giulia, con il sottofondo delle arie d’opera in cui la giovane Sonia si esercita per realizzare il suo sogno.
Ogni libro di Alessandro Robecchi contiene personaggi, intrecci e tanta materia narrativa da poterne ricavare più romanzi; dialoghi tesi, un parlato da duri e un esemplare umorismo di costume sui nostri tempi. E le sue storie traggono sempre spunto da un’amara osservazione sociale e umana. In Follia maggiore c’è l’agonia silenziosa del ceto medio che attrae appetiti criminali, e un malinconico «discorso dei rimpianti» sulle cose perdute che non torneranno. Mai.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

Un cold case per i Vecchietti del BarLume. Un vecchio omicidio mai risolto, avvenuto nel fatidico 1968, si riapre per una questione di eredità.
Muore nel suo letto Alberto Corradi, proprietario della Farmesis, azienda farmaceutica del litorale toscano. Alla lettura del testamento, il notaio ha convocato anche la vicequestore Alice Martelli, perché nelle ultime volontà del defunto è contenuta una notizia di reato. Erede universale è nominato il figlio Matteo Corradi, ma nell’atto il testatore confessa di essere stato lui l’autore dell’assassinio del fondatore della fabbrica, suo padre putativo. Il 17 maggio del 1968 Camillo Luraschi, capostipite della Farmesis, era stato raggiunto da una fucilata al volto. Le indagini non avevano trovato risultati, forse perché il clima politico consigliava di non scavare troppo.
L’imbroglio nella linea di successione obbliga alla riapertura dell’inchiesta. Matteo Corradi non potrebbe, infatti, ereditare ciò che il padre ha ottenuto mediante un delitto. Alice Martelli, la fidanzata (eterna) di Massimo, in questo caso non può fare a meno dell’archivio vivente di pettegolezzi costituito dai quattro vecchietti, che erano stati coinvolti tutti in modi diversi nel Movimento.
Le indagini si svolgono, come al solito, tra la questura e il BarLume di Pineta dove Aldo, nonno Ampelio, Pilade Del Tacca del Comune, il Rimediotti (detti anche i quattro «della banda della Magliadilana») dissipano gli anni della loro pensione, vanamente contenuti dal gestore Massimo, costretto a esorcizzare con la logica le ipotesi dei senescenti occupanti della sala biliardo del bar. Da dove passano storielle toscanacce di ogni genere. L’inchiesta si imbatte in svolte e nuovi delitti obliquamente diretti a occultare. E scomoda, in stolidi playback, i ricordi del Sessantotto nella zona. Finché – tra dialoghi alla Ionesco o da signor Veneranda, battute micidiali in polemica tra i vecchietti e tra loro e il mondo, perle di saggezza buttate lì nel lessico più scostumato e inattuale – si fa strada l’unica maschera triste di tutto il palcoscenico, Signora la Verità.
Marco Malvaldi, con la serie del BarLume, ha rinnovato un genere, il giallo comico di costume. E, in A bocce ferme, la parte del giallo puro si prende una sua rivincita senza sacrificio per la risata. Una formula felice di leggerezza intelligente e intricato delitto, un sottile pennello che dipinge l’acquerello di un’Italia esclusa dalla ribalta mediatica, e che del Paese vero, anche quello più attuale, fa capire molte cose.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Il commissario Montalbano crede di muoversi dentro una storia. Si accorge di essere finito in una storia diversa. E si ritrova alla fine in un altro romanzo, ingegnosamente apparentato con le storie dentro le quali si è trovato prima a peregrinare. È un gioco di specchi che si rifrange sulla trama di un giallo, improbabile in apparenza e invece esatto: poco incline ad accomodarsi nella gabbia del genere, dati i diversi e collaborativi gradi di responsabilità, di chi muore e di chi uccide, in una situazione imponderabile e squisitamente ironica. Tutto accade in una Vigàta, che non è risparmiata dai drammi familiari della disoccupazione; e dalle violenze domestiche. La passione civile avvampa di sdegno il commissario, che ricorre a una «farfantaria» per togliere dai guai una giovane coppia di disoccupati colpevoli solo di voler metter su una famiglia. Per quanto impegnato in più fronti, Montalbano tiene tutto sotto controllo. Le indagini lo portano a occuparsi dell’attività esaltante di una compagnia di teatro amatoriale che, fra i componenti del direttorio, annovera Carmelo Catalanotti: figura complessa, e segreta, di artista e di usuraio insieme; e in quanto regista, sperimentatore di un metodo di recitazione traumatico, fondato non sulla mimèsi delle azioni sceniche, ma sull’identificazione delle passioni più oscure degli attori con il similvero della recita. Catalanotti ha una sua cultura teatrale aggiornata sulle avanguardie del Novecento. È convinto del primato del testo. E della necessità di lavorare sull’attore, indotto a confrontarsi con le sue verità più profonde ed estreme. Il romanzo intreccia racconto e passione teatrale. Nel corso delle indagini, Montalbano ha la rivelazione di un amore improvviso, che gli scatena una dolcezza irrequieta di vita: un recupero di giovinezza negli anni tardi. Livia è lontana, assente. Sulla bella malinconia del commissario si chiude questo possente romanzo dedicato alla passione per il teatro (che è quella stessa dell’autore) e alla passione amorosa. Un romanzo, tecnicamente suggestivo, che una relazione dirompente racconta in modo da farle raggiungere il più alto grado di combustione nei versi di una personale antologia di poeti; e, all’interno della sua storia, traspone i racconti dei personaggi in colonne visive messe in moviola perché il commissario possa farle scorrere e rallentare a suo piacimento.        Salvatore Silvano Nigro

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Venti racconti si dispiegano l’un dietro l’altro: in un crescendo di estri imprevedibili, e di complicazioni drammatiche, secondo un disegno di inesausto diletto che in ogni singola trama si disvela con la levità e la sottigliezza di un giocar di scene «stramme» dentro l’unità di luogo dell’arena vigatese, non senza tuttavia una qualche malinconica trasferta del primo attore. Tutto è elusivo a Vigàta, e stravagante. Vi predomina una logica che sembra sgangherata. Una coppia di vecchi attori prova la scena estrema della propria morte, a turno sul letto e sulla sedia della veglia. Una congiura di scippatori tenderebbe «alla desertificazione delle chiese», sparando a salve, di buon mattino, su vecchiette insonni o su bigotte che corrono alla prima messa. Del complotto comunista è convinto l’ottuso cronista di «Televigàta». E Montalbano, per spiegare al questore Bonetti-Alderighi la non «valenza tragica» degli attentati, fa ricorso alla semiologia di Roland Barthes fatto passare per «criminologo francese». L’ignoranza fantastica del questore è riluttante. Non si lascia persuadere da quel «Marthes», come lui lo chiama. L’innocenza fragorosamente rustica e la logica scompaginata di Catarella danno prove strabilianti. Il centralinista vuole essere coinvolto nelle indagini. A Vigàta è stata uccisa una prostituta vecchia. Catarella ha visto un telefilm su un tale che, per vendicarsi della madre malafemmina, è diventato un serial killer di prostitute. E si convince d’avere risolto il caso. Entra nell’ufficio di Montalbano. Chiude a chiave la porta dietro di sé. Ha un’«ariata» di segreto cospiratore. Spara: l’omicida è «un clienti della bottana che è figliu di bottana». Eppure un caso lo risolve davvero. È lui a scoprire il «porco maiale» che si è approfittato di una povera giovane mentalmente instabile. Montalbano è un esperto di quei geroglifici che sono i particolari minuti, da tutti trascurati, una mosca, per esempio, presa in pugno da un imputato durante il processo. Lui è il solo che sa decifrarli. Gli piacciono «assà» i Racconti di Pietroburgo di Gogol’, con la loro immaginativa. E visionariamente gogoliana è la telefonata che Montalbano fa al suo autore, per proibirgli di destinargli storie truculente. Il commissario arriva a farsi scrittore di frodo. Entra in due racconti di Camilleri e, dentro le tracce avviate, si scrive da solo, in forma di lettere, le relazioni di due sue indagini: fra l’altro condotte a distanza, basandosi solo sulla scienza della deduzione e dell’analisi. Montalbano merita alla fine, dopo una serie di virtuosi trucchi, di festeggiare il capodanno alla mensa pingue della cameriera Adelina: abbandonandosi alla ghiottoneria languorosa e sensuale di un eccelso mangiatore di arancini. La raccolta Gli arancini di Montalbano è stata pubblicata la prima volta dalla Mondadori, nel 1999.   Salvatore Silvano Nigro

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

“I Florio. Regnanti senza corona” è la storia appassionante e drammatica di quattro generazioni della famiglia che ha modificato il corso della storia della Sicilia.
L’autore ripropone una nuova e più accurata versione della storia dei Florio. Anni di ricerche negli archivi privati e nel mondo del collezionismo hanno portato alla luce una grande mole di fotografie e documenti inediti che smentiscono molte leggende legate alla famiglia originaria di Bagnara Calabra. Pagine che hanno consentito di creare un nuovo percorso sulla storia siciliana dei Florio a partire dal 1786, da quando a Napoli si incontrano il bagnaroto Paolo Florio e il palermitano Giovanni Custos.

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

Un pianoforte a coda tra i più grandi al mondo abbandonato sulla spiaggia dell’East River, di fronte al ponte di Brooklyn.

Comincia così una storia lunga un secolo alla scoperta delle emozioni umane in cui il protagonista – il leggendario Imperial 290 – diviene voce narrante e racconta della musica e della vita di chi lo ha suonato… e non solo.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Il sostituto procuratore Fabio De Falco è tornato a Palermo e questa volta avrà a che fare con una lunga serie di omicidi, compiuti con modalità simili, ma di cui sfugge il movente. Risalire al serial killer non sarà facile e una falsa pista rischierà di mandare a monte l’intera indagine. Ma il pm dovrà fare i conti ancora una volta con la parte più scura della sua anima, con il suo voler agire fuori dalla legge per perseguire i propri interessi. Riuscire a scoprire la verità, tenendo alla larga gli altri dal suo groviglio di bugie e menzogne, sarà più difficile del previsto. In questa nuova indagine “lo spregevole” De Falco si muoverà tra rabbia e senso di colpa, convinto di poter aggirare la legge e di poterla fare franca ancora una volta.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Chi era Giuseppe Schiera? Sostanzialmente uno sbandato, un vagabondo, uno stravagante che visse nella Palermo della prima metà del secolo, un uomo quasi incolto, un illetterato figlio del popolo, che di fame visse e con essa convisse, “senza arte né parte” si potrebbe dire, ma egli invece un’arte professò, ed era quella di improvvisare rime. Soltanto in pochissimi tuttavia hanno potuto raccontare, nei tratti essenziali, la sua vita.
Ben presto la sua figura magra e allampanata divenne popolare a Palermo, soprattutto quando le sue filastrocche satireggiavano contro la fame e la miseria che lo attanagliavano, contro il regime fascista e i suoi boriosi gerarchi, contro la guerra.
In questo libro, attingendo alle fonti scritte disponibili, alle fonti orali e della memoria, viene presentata un’ampia scelta di testi di Giuseppe Schiera non solo per farli conoscere e riconoscere, non anche per dare un contributo alla restituzione di questo cantore popolare e irriverente alla memoria storica di Palermo.

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€ 5,70 6
SCONTO DEL 5%

Prese da un angolo una vanga arrugginita e iniziò a scavare. Dopo un poco, la vanga urtò contro qualcosa. Era una specie di sarcofago, dentro c’erano il libro e il diario di nonna Adele.

Lelluccia si accucciò in un angolo polveroso e cominciò a leggere.


Una storia d’amore tra Adele, farmacista e maga, e Alonzo, uomo dal passato misterioso. La storia s’intreccia con le ingiunzioni delle ombre dei sette fratelli di Adele assassinati che pretendono di determinare i destini, in una famiglia del Sud, nel caldo e nella disperazione dell’isolamento, alla ricerca del libro dei libri in biblioteche dove i libri hanno un’anima e sussurrano.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Per uno strano disegno del destino, le vite di due giovani, totalmente diversi tra loro, subiranno una svolta con la partecipazione all’impresa dei Mille. Vivere tra le file dei volontari, giorno dopo giorno, contribuirà a cambiarli. Emanuele, genovese, benestante e di buona famiglia, è costretto ad abbandonare precipitosamente la sua città per sfuggire all’infamante e falsa accusa di una truffa perpetrata ai danni della banca nella quale lavora. Fefè, ladruncolo di Marsala, ignorante e sfortunato, discendente da una “nobile schiatta di artisti del furto”, a causa di un equivoco, si troverà con indosso una camicia rossa al seguito di quel Canibbardo del quale non aveva mai sentito parlare ma di cui, ben presto, subirà il carismatico fascino. Conclusasi l’avventura dei Mille, la vita di Emanuele subirà una svolta decisiva grazie a quel piccolo siciliano, nero come un tizzone di carbone e furbo come una volpe che, in un crescendo di emozionanti colpi di scena, riuscirà a far riabilitare l’amico, anche se per far ciò dovrà mettere in gioco la propria vita. Le vicende vissute in prima persona dai due giovani, analizzate dall’occhio dei protagonisti in un rapporto epistolare con le rispettive famiglie, contribuiranno a “raccontare” la storia dell’impresa di Garibaldi da un’angolazione diversa rispetto a quella della storia ufficiale.

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€ 14,25 15
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Una Sicilia saggia e antica, e insieme una terra ambigua, divisa tra impeti eroici e piccolezze umane: questo è lo scenario dei racconti di Vento di scirocco. Come questo vento, che avvolge implacabilmente nelle sue spire, così anche gli eventi si stringono attorno ai protagonisti delle storie di Salvatore Sutera, che spesso si trovano a combattere contro il proprio destino. Con uno stile delicato, dove si alternano l’ironia e la malinconia, la satira sottile e la denuncia, l’autore ci porta in giro negli spazi e nei tempi dell’Isola, dai moti garibaldini ai giorni nostri, fino ad approdare a storie senza tempo che scandagliano glorie e miserie dell’animo umano. Perché Vento di scirocco, prima di tutto, indaga l’universalità dei sentimenti, che possono appartenere a chiunque, in ogni luogo e a ogni età: l’amore per la natura e per tutti gli esseri viventi, l’anelito di libertà, l’attaccamento ai buoni valori della tradizione e il desiderio di cambiare la propria vita.

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€ 13,30 14
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anche in Ebook

La vita di Donna Franca Florio rivive, in forma diaristica, nell’appassionante ricostruzione di Salvatore Requirez. Una sequenza infinita di fatti ed eventi (storicamente accertati) che la videro protagonista vengono restituiti alla coeva atmosfera intrisa dei bagliori della Belle Époque ma anche dei disagi di due consecutive Guerre Mondiali. Con l’ausilio di documenti inediti, di testimonianze dirette raccolte nel tempo e di specifici approfondimenti, accanto alle feste e alle cerimonie che fecero della Palermo Liberty una capitale capace di attrarre, per anni, il soggiorno di principi e teste coronate di tutta Europa, trovano spazio le complicate dinamiche finanziarie che condussero all’inesorabile declino dell’impero economico dei Florio scrupolosamente annotate in ogni frangente. Alle impegnative frequentazioni con gli artisti più in vista del periodo, agli insistiti corteggiamenti, allo stile di vita lussuoso e frenetico che rompeva i ritmi di un’aristocrazia sonnolenta e alle spensierate gioie assaporate a Londra, Parigi, Berlino o nelle principali stazioni turistiche europee, si affiancano le note sofferte di un rapporto amoroso complesso e dei più tremendi dolori sopportabili per una madre. Ne viene fuori un ritratto dalle mille sfaccettature che, lontano da ogni tentazione agiografica, offre, per la prima volta, la revisione obiettiva e completa di una vita entrata nel mito. Una vera fotografia senza ritocco.

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€ 16,15 17
SCONTO DEL 5%

Dopo romanzi, thriller, inchieste sulla violenza coniugale e in generale sulle donne, dopo saggi biografici su grandi personaggi della cultura internazionale e del cinema, Pascal Schembri approda con quest’opera all’autofiction, mantenendo ad altezza d’uomo il bersaglio del tema sociale e ben calibrata la tensione tra i generi.
Il libro nasce come un’altra inchiesta, un’indagine sulla femminizzazione del maschio coniugato e i rapporti di potere all’interno della coppia e della famiglia, per poi svelarsi un lavoro motivato da un intimismo che ne traccia con sincerità le intenzioni aggiungendo il valore della genuinità alle riflessioni di un uomo perfettamente calato nei problemi del suo tempo.

Famiglie divise in cui i genitori paterni non possono frequentare i nipotini, mogli che dominano apertamente o in modo subdolo, consapevolmente o d’istinto il maschio con cui condividono la vita, gattemorte e tiranne, poveri frustrati e maschi asserviti si avvicendano nel panorama di queste pagine in cui l’infelicità relazionale si erge a protagonista di un’epoca socialmente confusa.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

«La fucilata rimbombò nel silenzio della notte, echeggiò fra le rocce della montagna che sorgeva nera e massiccia nella purezza del cielo, dolcemente soffuso del chiarore lunare.
«Era una notte di settembre. La luna, alta e piena, illuminava tutta quanta la chiostra delle montagne che recingono la Conca d’Oro palermitana, gettava un velo argenteo...».
Se c’è qualcuno che sa creare il clima dell’avventura e immergerlo nei colorati contrasti della Palermo storica, fino ad assorbirne tutti i dolori e le feste, questi è Luigi Natoli.
Coriolano della Floresta, pubblicato nel 1914, è il seguito dei Beati Paoli: dopo lo strepitoso romanzo storico che aveva inventato la setta dei Giustizieri sulla cui verità immediatamente «il popolino» aveva proiettato la propria speranza di giustizia, ecco il romanzo popolare che alimentava la meraviglia dei lettori (e dei narratori orali che ripetevano la saga per chi non sapeva leggere). Ma se il favoloso per avere presa deve iniziare dal reale, così la raffigurazione storica sociale e psicologica, di ambienti individui e moltitudini, distingue questi romanzi da tutti gli altri prodotti della letteratura cosiddetta popolare.
La trama si articola intorno all’amore contrastato tra Cesare Brancaleone e Giovanna Oxorio, discendenti da famiglie divise da un segreto che affonda nel passato. Protegge occultamente i due giovani Coriolano della Floresta, capo della setta tenebrosa degli Incappucciati, che nei decenni si è velato dietro false identità. Ma il tema del matrimonio negato è solo il filo che lega le innumerevoli avventure da giustiziere del capo dei Beati Paoli, che movimentano il romanzo avanti e indietro nel tempo. Ed è soprattutto su queste avventure che si concentra l’autore, riunendo l’agilità narrativa e il fervore storico. Luigi Natoli, con perfetta ambientazione di luoghi e grandi eventi, fa correre i suoi personaggi attraverso cinquant’anni, dal 1722 al 1773: epoca di guerre dinastiche e miserie popolari, in cui la Sicilia è il boccone di appetiti potenti. Ma è chiaro che nelle sopraffazioni e nelle rivolte che racconta egli voglia additare anche le miserie presenti dell’isola.

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€ 24,70 26
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“I Florio. Regnanti senza corona” è la storia appassionante e drammatica di quattro generazioni della famiglia che ha modificato il corso della storia della Sicilia.
Il noto giornalista palermitano Vincenzo Prestigiacomo ripropone una nuova e più accurata versione della storia dei Florio. Anni di ricerche negli archivi privati e nel mondo del collezionismo hanno portato alla luce una grande mole di fotografie e documenti inediti che smentiscono molte leggende legate alla famiglia originaria di Bagnara Calabra. Pagine che hanno consentito di creare un nuovo percorso sulla storia siciliana dei Florio a partire dal 1786, da quando a Napoli si incontrano il bagnaroto Paolo Florio e il palermitano Giovanni Custos.
Il testo racconta della ricchezza e del dissesto, di nascite, malattie, lutti, vizi, sontuosi ricevimenti con re e regine, imperatori e imperatrici, zar e zarine tutte storie documentate e scrupolosamente verificate. C’è il mondo dell’alta finanza con i Rothschild, i Morgan, i Lipton. Insomma, tutto lo splendore e il declino della famiglia Florio, che raggiunge l’apice
della potenza con Vincenzo I e la consolida con Ignazio senior. Fino agli ultimi eredi, Ignazio junior e Vincenzo III, che fanno calare il sipario sulla drammatica storia dei Florio. Nel quadro della narrazione si descrive anche la vita e gli avvenimenti di una Palermo che non esiste più. In primo piano Donna Franca, toccata dal successo ma anche da tanto dolore.
È una delle “dame di Corte” più influenti d’Italia fino all’avvento del fascismo. Donna di forte temperamento, giustifica persino i tradimenti del marito. La scomparsa di tre figli in poco più di un anno conduce alla depressione di Donna Franca e al pessimismo schopenhaueriano di Ignazio: “Dio mi perdoni, comincio a dubitare della giustizia, di tutto”.
Il fratello minore, Vincenzo III, irrequieto sin dalla nascita, fu un pioniere della comunicazione e un vulcano di idee.
Ricco, colto, moderno. Qualità che fanno di questo gentleman un indimenticabile eroe del Novecento. Nel silenzio dell’Olivuzza, fra l’altro, il giovane Florio matura l’idea di allestire una grande competizione automobilistica tra festoni di ulivi e ginestre nelle tortuose strade delle Madonie. La chiama “Targa Florio”. Il 6 maggio 1906 le vetture scattano rombanti e fumanti. La corsa diventa subito una leggenda.
Il reportage storico della famiglia è completato e arricchito dalla figura discreta di Lucie Hanry, la seconda moglie di Vincenzo III. Donna affascinante dai modi gentili, amante dei salotti e delle buone maniere. Modella francese contesa da pittori famosi come Federico Beltràn Masses, Vincenzo la conosce nel 1912, in una libreria all’ombra della Tour Eiffel.
Lei è colta, brillante, sportiva. Tra i due è subito colpo di fulmine.
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€ 26,60 28
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Sebastiano Camarrone è solo un giovane pizzicagnolo del Capo – quartiere di Palermo famoso per il suo mercato –, quando scoppiano le prime insurrezioni del Risorgimento siciliano. Il giovane, insieme con l’amico Domenico Cucinotta, inizia a frequentare gli ambienti rivoluzionari e capisce ben presto che la vita da bottegaio non è l’unica possibile. Il bisogno di fare qualcosa per liberare la sua città dall’oppressione delle forze regie sarà la spinta decisiva che lo consacrerà alla storia come una delle tredici vittime.

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€ 14,25 15
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Lontano dalla verità, ma sulla prima pagina dei giornali. Fabio De Falco, sostituto procuratore ambizioso ed egoista, da anni attende quell’indagine che potrebbe cambiargli la carriera. Una notte scompare l’aereo a bordo del quale viaggiava il Presidente del Senato, Enrico de Vita: il pm capisce che è arrivato il suo turno. Si espone, rilascia interviste, ammira la sua foto sulle riviste, la divisione tra bene comune e interesse personale è sempre meno marcata. Poi però i fatti si complicano, ci finiscono in mezzo interessi mafiosi, figli contro padri, lotte politiche e perfino i Servizi Segreti. De Falco, a quel punto, vuole vederci chiaro: tassello dopo tassello, si muoverà su un terreno franoso e rischierà di pagarla cara. Si avvicinerà alla verità, ma riuscirà ad afferrarla?

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Nel quarto centenario (1605-2005) della prima edizione del capolavoro di Miguel de Cervantes, che ha reso immortali e proverbiali in tutto il mondo i personaggi dell’intrepido e avventuroso hidalgo e del suo fedele scudiero Sancio Panza, Nuova Ipsa Editore propone un altro capolavoro, del più grande poeta siciliano di tutti i tempi, Giovanni Meli (1740-1815), tradotto in mirabili e limpidi versi endecasillabi da Gina D’Angelo, interamente restaurato nelle sue incisioni originali, restituito nella veste definitiva voluta dall’Autore (sull’ultima edizione del 1814) e splendidamente illustrato da Sveva Santamaura. Il poema è suddiviso in tredici canti per un totale di 1074 ottave (8592 versi).
In Appendice le regole grammaticali e il glossario siciliano-italiano composti dallo stesso Meli.

Don Chisciotti e Sanciu Panza continuano le loro straordinarie avventure per un lettore moderno e attento alle riscoperte. Un’occasione per ritrovare intatta la tradizione e le sue voci più intense ed autentiche.

Meli lavorò fino all’ultimo a quest’opera, la più vasta e significativa della sua notevole produzione letteraria.

La Sicilia con i suoi intensi panorami, la vita degli umili, dei contadini, dei pastori e dei pescatori, i loro amori, i problemi e le lotte sociali del Settecento europeo, le utopie, le speranze, i sentimenti di una realtà varia e complessa, ricchissima di ansie e di fermenti in un periodo decisivo della storia tra rivoluzione francese e restaurazione.

Un’opera centrale della letteratura italiana del Settecento che nella forma del poema mette in scena avventure esilaranti, episodi indimenticabili e dialoghi intensi e ricchi di un humor divertente e graffiante, ironico e critico che precorre, come è stato scritto, il teatro di Luigi Pirandello.

Caratteristiche

Volume di grande formato (cm 24,5 x 34,5), di 450 pagine, stampato su carta avoriata Burgo di g 120, rilegato in cartocino goffrato Cedro Burgo di g 250 in quadricromia. All’interno, fuori testo, la riproduzione su tela (cm 21 x 29,7), stampata singolarmente a 7 colori, del dipinto realizzato da Sveva Santamaura.


 

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€ 46,55 49
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anche in Ebook

La frenetica ricerca, da più parti e attraverso i secoli, degli averi nascosti di un mercante siracusano accusato di eresia fa da trama ad una vicenda in cui si stratificano fatti storici e di fantasia.

Conflitti di pensiero, aberrazioni religiose, crisi mistiche, deliri di potere si alternano in un incalzante sequela di avvenimenti tutti fermamente aderenti (con precisione di data) alla storia della Sicilia spagnola. Il contradditorio ruolo del Tribunale dell’Inquisizione, la teatralità delle pene ingiuste, i contrasti per l’esercizio del potere, la Palermo nuova che nasce all’insegna del barocco, fanno da scenario a vicende personali che ne escono schiacciate.

Storie d’amore incrociate navigano verso un incerto destino. Credenze popolari e linee di pensiero umanistico si oppongono al nascente razionalismo scientifico mentre nell’ombra operano alchimisti e indovini alle formule dei quali, molti, di ogni strato sociale, demandano il rapporto con il sovrannaturale.

Una serrata lotta contro enigmi, esposti in sequenza dai messaggi segreti, coinvolge intelligenze distanti trecento anni. Verranno risolti in chiave colta consultando l’opera postuma dell’abate Tritemio e comparando revisioni storiche con ricerche d’archivio.

Colpi di scena improvvisi, eventi tragici o misteriosi lasciano spazio, infine, al tema di fondo che vuol far luce sul bisogno di una corretta formazione culturale, morale e umana degli operatori religiosi, non sempre adeguata ai tempi ed ai climi sociali e soffocata, oggi come allora, da fuorvianti motivazioni ed esposta all’insidia delle umane debolezze.

Il collante narrativo è ridotto al minimo, in una storia che con formula diaristica procede per scene e dialoghi, lasciando spesso al lettore il gusto dei collegamenti necessari allo sviluppo della vicenda.

Salvatore Requirez, nato a Palermo nel 1957, medico, ha diretto diverse aziende sanitarie del servizio pubblico. Nel 1991 è vincitore del secondo premio di Storiografia Municipale bandito dalla Provincia Regionale di Palermo con l’opera inedita Una città tra le ville. Ha fino ad oggi pubblicato: Le Ville di Palermo (1996), presentazione di Dacia Maraini; Targa Florio (1997) con la presentazione di Luca Cordero di Montezemolo che nel 1998 riceve la targa d’onore al Premio Bancarella Sport; I campioni della Targa Florio (2003); il romanzo Il Leone di Palermo (2005) e Storia dei Florio (2007); il romanzo Di nessun colore è stato pubblicato nel 2008. Nel 2013 pubblica La regina delle Madonie. 

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€ 18,05 19
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Questa volta il prolifico giornalista-scrittore Vincenzo Prestigiacomo ci fa conoscere le avventurose vicende dell’antiquario palermitano Mario De Ciccio. La vita di questo mercante si intreccia, nel primo Novecento, con la colpevole miopia della decandente aristocrazia siciliana e con l’ascesa di un’avida borghesia che sotterrerà il dominio degli ultimi Gattopardi. Infatti, l’aristocrazia chiede aiuto alle banche private, che aprono i loro forzieri ma sul lato destro della bilancia caricano interessi da capogiro, al punto da costringere i clienti a svendere le loro terre ad amministratori furbi e cinici che si ingrassano alle spalle dei padroni. De Ciccio, che conosce bene la nobiltà e i suoi vizi, parte per Parigi alla ricerca delle opere d’arte svendute per far fronte alle improduttive spese di sfarzose feste. Prestigiacomo segue le tracce di De Ciccio, dei suoi ritrovamenti di opere d’arte e dell’incredibile clientela che frequenta la sua bottega in corso Vittorio Emanuele a Palermo, da Wagner a Freud.
Una mattina del luglio 1907 il napoletano duca d’Angiò affida a De Ciccio una tela di Rembrandt da vendere. È ritratta la palermitana Giulia Gezio, o più verosimilmente Saskia Rembrandt? È un luglio rovente e per De Ciccio inizia la ricerca di un compratore della preziosa tela che si concluderà nella Russia zarista.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

 I racconti, popolati di oggetti e animali che offrono il loro peculiare punto di vista, condividendo con gli umani molte forme di ego-centrismo, sostengono incontri e scambi (apparentemente) impossibili, consentendo a personaggi incongrui una condivisione su un ideale piano temporale. Così antichi personaggi possono mescolarsi ai contemporanei, mentre sulle stesse passerelle narrative salgono eroi del passato e miti mediatici, ad offrire nuove interpretazioni di storie personali e collettive. Al centro: il punto di vista di coloro che di solito non hanno voce. Inconsapevoli del proprio destino i protagonisti delle storie possono essere gli ultimi a comprendere la rete di eventi che li unisce, l’intreccio prende forma loro malgrado e l’attenzione si rivolge più all’interiorizzazione dei fatti da parte dei personaggi che ai fatti stessi.
In questi racconti lo stesso tipo di considerazione viene dedicata all’infanzia come alla vecchiaia, al mondo animale e vegetale, perché in ogni età e in ogni forma di vita si manifesta l’anelito al legame più profondo, al raggiungimento dell’unione. Ognuno cerca la felicità, spesso senza riuscirci (la felicità sembra essere da qualche altra parte, forse è momentaneamente occupata), e il senso di solitudine dell’animo umano scaturisce dalla continua ricerca dell’infinito in un altro essere finito.

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€ 13,30 14
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Questo volume riunisce i racconti pubblicati in diverse antologie di questa casa editrice, a partire da Capodanno in giallo. Raccolti assieme, permettono di ricostruire quello che può chiamarsi l’antefatto di un personaggio che ha oggi vasta notorietà letteraria, il vicequestore Rocco Schiavone. Un poliziotto tutt’altro che buonista, piuttosto eccentrico nei panni del nemico del crimine. Di mattina, per darsi lo slancio si accende uno spinello; quando capita, non disdegna qualche affaruccio con la refurtiva di un colpo sventato; è rozzo con tutti, brutale con i cattivi, impaziente con le donne. Ciononostante chi legge le sue avventure lo vorrebbe amico.
Per punizione, i comandi lo trasferiranno in mezzo alla neve di Aosta, dove sono ambientati i romanzi che gli hanno dato tanta notorietà. Intanto, nelle storie di questo volume, lo incontriamo prima del forzato trasloco. Sa che sta per dire addio alla città amata, ma non sa quale sia il suo destino. In questa incertezza, il passato lo stringe da ogni parte scolpendo il suo pessimismo, nutrendo la sua malinconia.
Percorre Roma, luoghi familiari, vecchie conoscenze, mentre nel suo modo sfaticato intuisce soluzioni impensate agli enigmi criminali. E questi hanno sempre sfondi di oscura umanità. Tanto che i suoi difetti appaiono l’altra faccia, necessariamente antiretorica, della medaglia della viva pietà per i derelitti e del grande dolore che una volta gli ha straziato il cuore. Insomma, sembra una specie di angelo caduto.

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€ 13,30 14
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La cronaca contorta e pazza di Vigàta è uno spinaio di furfanterie, sgangheratezze, deliramenti, e intrichi d’amore: un intreccio di balordaggini pubbliche e di magnifiche stolidezze private. Nel villaggio, l’innocenza è spesso un candore temerario, un’allucinazione; e l’onestà è il capolavoro di falsari della morale e del buonsenso caritativo. Lo stesso crimine è un refuso dell’intelligenza, una morbida beffa. E la tristezza nuda di un cimitero si presta agli esercizi di un petrarchismo peloso versato nel corteggiamento di una Lauretta in abiti vedovili e alla resa dei conti tra parenti. Il camposanto diventa una gremita e agitata piazza d’armi e d’amori. Ci si mette anche il caso, che porta a rovescio ciò che si vorrebbe fosse il dritto. Le apparenze ingannano. E la realtà contempla situazioni che proliferano. Gli amori clandestini fanno sì che si formino collezioni di famiglie. La strampalatezza eccitabile è una corrente elettrica incontrollata: accende reazioni a catena, contagi come da «epidemia»; assurdità ossimoriche del tipo: «Un morto si reca all’obitorio ma cade strada facendo». Un dono di natura è capace di distorcere un’intera vita, e trasformare l’eletto in una «macchina» digerente, priva di «cuore», di «cervello», di funzioni sessuali.
L’arco cronologico è lungo. Va dal 1862 al 1950, dopo avere attraversato l’aria viziata di stupidità e dissennatezza del ventennio nero. Gli otto racconti, o «storie» vigatesi, fanno libro. Si sostengono a vicenda. E sono unificati dal comune assoggettamento al regime della voce poderosa del narratore, che risuona dentro la scrittura. Presentano tutti un umorismo a lenta combustione, che non dirompe se non fuori dalle pagine, nelle reazioni dei lettori. Camilleri surriscalda le scene con accortezza, per liberare alla fine volatili delizie perfettamente godibili, estremamente divertenti. Raccoglie (nei racconti intitolati Lo stivale di Garibaldi e La rettitudine fatta persona) l’eredità del Boccaccio, grande coreografo di processioni dietro reliquie che sacre non sono; e gran fabbro della «santità» blasfema di ser Ciappelletto. E se l’improbabile santità del personaggio di Camilleri non produrrà miracoli com’era accaduto con la «devozione» di «san Ciappelletto», un «miracolo» letterario operò di sicuro la «reliquia» di Garibaldi: «lo stivale insanguinato del Generalissimo». Alle onoranze dedicate allo stivale, alla processione, presero parte due giovani che ebbero così modo di affiatarsi e di promettersi. Si chiamavano Caterina e Stefano. Si sposarono. Dal loro matrimonio nacque Luigi Pirandello.

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€ 13,30 14
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«Lo sai cosa lasciamo di noi? Una matassa ingarbugliata di capelli bianchi da spazzare via da un appartamento vuoto».
Rocco Schiavone è il solito scorbutico, maleducato, sgualcito sbirro che abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi che raccontano le sue indagini. Ma in questo è anche, a modo suo, felice. E infatti qui siamo alcuni anni prima, quando la moglie Marina non è ancora diventata il fantasma del rimorso di Rocco: è viva, impegnata nel lavoro e con gli amici, e capace di coinvolgerlo in tutti gli aspetti dell’esistenza. Prima di cadere uccisa. E qui siamo quando tutto è cominciato.
Nel luglio del 2007 Roma è flagellata da acquazzoni tropicali e proprio nei giorni in cui Marina se ne è andata di casa perché ha scoperto i «conti sporchi» di Rocco, al vicequestore capita un caso di bravi ragazzi. Giovanni Ferri, figlio ventenne di un giornalista, ottimo studente di giurisprudenza, è trovato in una cava di marmo, pestato e poi accoltellato. Schiavone comincia a indagare nella vita ordinata e ordinaria dell’assassinato. Giorni dopo il corpo senza vita di un amico di Giovanni è scoperto, in una coincidenza raccapricciante, per strada. Matteo Livolsi, questo il suo nome, è stato finito anche lui in modo violento ma stavolta una strana circostanza consente di agganciarci una pista: non c’è sangue sul cadavere. Adesso, l’animale da fiuto che c’è dentro Rocco Schiavone può mettersi, con la spregiudicatezza e la sete di giustizia di sempre, sulle tracce «del figlio di puttana che ha accoltellato due ventenni alla base del cranio». Ma se fosse la storia di un balordo solitario, sarebbe troppo liscia. Rocco invece ha un appuntamento con il fato tragico, e non sa di averlo. E quell’appuntamento gli lascia in eredità un nemico appostato quasi dieci anni dopo, quando, finito il ricordo, si ritorna al presente e Rocco ha da chiudere definitivamente il caso.
Il ritmo dei noir di Antonio Manzini dà il senso di un meccanismo dai mille ingranaggi che non perde mai un colpo, che gira all’unisono col travaglio esistenziale di un personaggio che resta nella mente, mentre lo sguardo di chi lo muove si posa critico e triste sulla realtà sociale dei tempi che corrono.

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€ 13,30 14
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Un gradino si sollevò e l’altro scese, nel turno vuoto di una giostra triste.

Si aziona così il meccanismo che regola Scale mobili, un domino narrativo breve e rapido costruito su frammenti di storie raccontate, per scelta stilistica dell’autrice, con il tono di una cronaca annotata da una voce collettiva che è una lente asciutta e spietata nell’ironia.

I gradini mobili ricevono le scarpe di uomini e donne condannati a vivere – per gioco di tragedia o di commedia – la mancanza cronica di una speranza o di un’alternativa che possa cambiare il corso delle loro vite. Ecco allora Rosario schiavo della madre Concetta, il barbone N, Michela stanca e malata, Cinzia, una donna mai cresciuta, il politico Silvio e il suo scrivano Giacomo. La complicità del trasporto serve al maestro Arturo Contini e a Linda, la sua amante, segue infine la relazione tra Iva e Nora, il tutto nel ritmo di un ingranaggio che elude ogni fatica e che è indice di un comune e inevitabile destino.

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€ 10,45 11
SCONTO DEL 5%

Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell'Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l'Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall'amico, che torna negli Stati Uniti. Postfazione di Fernanda Pivano.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo, proprio come accade a Pietro Sala - che se ne innamora a prima vista e chiede la sua mano senza curarsi della dote - e, in maniera meno evidente, all'amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d'azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell'esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. Attraverso l'eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l'apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l'ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d'amore che copre più di vent'anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.

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€ 9,50 10
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 I racconti, popolati di oggetti e animali che offrono il loro peculiare punto di vista, condividendo con gli umani molte forme di ego-centrismo, sostengono incontri e scambi (apparentemente) impossibili, consentendo a personaggi incongrui una condivisione su un ideale piano temporale. Così antichi personaggi possono mescolarsi ai contemporanei, mentre sulle stesse passerelle narrative salgono eroi del passato e miti mediatici, ad offrire nuove interpretazioni di storie personali e collettive. Al centro: il punto di vista di coloro che di solito non hanno voce. Inconsapevoli del proprio destino i protagonisti delle storie possono essere gli ultimi a comprendere la rete di eventi che li unisce, l’intreccio prende forma loro malgrado e l’attenzione si rivolge più all’interiorizzazione dei fatti da parte dei personaggi che ai fatti stessi.
In questi racconti lo stesso tipo di considerazione viene dedicata all’infanzia come alla vecchiaia, al mondo animale e vegetale, perché in ogni età e in ogni forma di vita si manifesta l’anelito al legame più profondo, al raggiungimento dell’unione. Ognuno cerca la felicità, spesso senza riuscirci (la felicità sembra essere da qualche altra parte, forse è momentaneamente occupata), e il senso di solitudine dell’animo umano scaturisce dalla continua ricerca dell’infinito in un altro essere finito.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Il furto di un’alzatina in argento a casa di un onorevole, l’arresto di un camorrista latitante, la scomparsa di un informatico e un triplice omicidio di stampo mafioso. Come possono essere collegati episodi così distanti tra loro, anche territorialmente? Per dipanare l’intricata matassa occorrerà l’ingegno e l’ironia del commissario Mario Castrogiovanni che, tra la Campania e la Sicilia, scoprirà che niente è come sembra. Per farlo avrà bisogno dell’aiuto di tanti amici e colleghi, che spesso costringerà a essere suoi “complici”, di abbuffate luculliane e di decine di caffè. Un romanzo che passo dopo passo ricostruisce una vicenda criminale che a cascata coinvolge personaggi illustri, mercenari e mafiosi, ognuno a ricoprire un ruolo preciso in una storia che – purtroppo – può sembrare fin troppo familiare. Ma alla fine, la verità porterà alla giustizia?

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%
La Fata Galanti (1762) è il primo poema in versi composto e recitato dal ventenne Giovanni Meli nella moderna accademia, la Galante Conversazione, che il principe di Campofranco aveva aperto nel suo palazzo di Palermo (oggi palazzo Valguarnera-Gangi) nel 1760. L’opera sviluppa finalità diverse: encomiastiche, nei confronti del padrone di casa, ma anche e sullo stesso piano dei confratelli massoni; volontà di mostrare le proprie ampie e sicure conoscenze della tradizione letteraria, filosofica e scientifica; desiderio di distinguersi intelligentemente in un’innovazione moderata, in nuove combinazioni della tradizione e soprattutto nel saperla piegare con una sorta di sorriso ironico e divertito, che a volte diviene riso aperto, nelle forme e nei modi della cultura cittadina, soprattutto popolare, dell’epoca; mostrare, per questa via, un punto di vista interno ma superiore rispetto a questa classe di appartenenza; far conoscere la propria ortodossia (religiosa e filosofica) e quindi presentarsi quale legittimo candidato per la confraternita massonica del Campofranco che con la sua Conversazione portava a Palermo ciò che aveva sperimentato nelle sue frequentazioni parigine.

Ne viene fuori un poemetto dalla vena leggera e delicata, tra Ariosto e Berni (non senza però la lettura di Giulio Cesare Cortese) che trascorre dal serio e rispettoso al tono decisamente comico e irriverente e svela nel Meli capacità evidenti di abile verseggiatore.

La nuova edizione ne restaura l’ultima volontà dell’Autore riportando il testo dell’edizione 1814 e, insieme con le varianti dei manoscritti, ne riporta quelle dei testi a stampa delle edizioni ’62, ’69, ’87.

L’analisi critica dell’opera e dei suoi rapporti intertestuali è preceduta da un’ampia ricostruzione della vita culturale di Palermo e della Sicilia della metà del Settecento e, in particolare, da una completa ricognizione sulle accademie siciliane e, in particolare, della Galante Conversazione e sugli intellettuali che ad essa aderirono.  ...
€ 28,50 30
SCONTO DEL 5%

"Un conto è guardare e un conto è vedere, e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere." Liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come "alunna di razza ebraica", viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa "invisibile" agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz. Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di una Milano appena uscita dalla guerra, in un Paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato né di ascoltarla. Dopo trent'anni di silenzio, una drammatica depressione la costringe a fare i conti con la sua storia e la sua identità ebraica a lungo rimossa. "Scegliere di raccontare è stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo. E con lei il mio essere ebrea". Enrico Mentana raccoglie le memorie di una testimone d'eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il rapporto con l'adorato papà Alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera e la gioia ritrovata grazie all'amore del marito Alfredo e ai tre figli.

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%

Non abbagli la luce matta che, sugli schermi delle pagine, proietta comiche a rapidi scatti: una schermaglia rodomontesca con due mosche fastidiose; una rissa con attori che sbaccanano e come palla si involvono e rotolano, con braccia e gambe che si agitano, tra pugni e morsi, e lampi di lama; un commissario con un occhio pesto e un orecchio morsicato, che per «scangio» viene arrestato dai carabinieri; una servente che prende a padellate e fa prigioniero un intruso, che l’ha distolta dalle occupazioni culinarie; un signore ben curato e ben vestito, che più volte va a un appuntamento: a vuoto sempre, e deluso. E c’è anche il remake di una scenetta antica e surreale (dal Libro mio di Pontormo passata a Il contesto di Sciascia) di chi, con la mente scardinata, sta chiuso in casa, e a chi bussa risponde di non esserci. In così lunatica atmosfera sembra che i dettagli creino digressioni. Ma è negli interstizi che il mistero prospera, insondabile; e lento scivola, dilatatorio, deviando gli aghi di qualsivoglia bussola e decorando di apparenze ingannevoli le sue trame da brivido. Il romanzo è un pantanoso labirinto del malamore, di un tenebroso malessere: geloso oppure ossessivo. Nel dedalo di meandri, giravolte, gomiti d’ombra, nasconde una «camera della morte»: l’ultima, la più segreta, come quella delle mattanze nelle tonnare. A Vigàta i notturni sono di leopardiana bellezza. Non assolvono però il fruscìo di invisibili ali di tenebra. Montalbano si è svegliato con una premonizione. Avverte un nebbioso senso di irrealtà, che accredita i giochi di scambio e dà colore di vero alle messinscene di una recitazione truccata. È perplesso. Capisce che gli vengono offerte strade senza mete. Procede con cauta cordialità, e per sghimbescio. Il peso degli anni alla fine conta in positivo. Sui versi di Attilio Bertolucci, dedicati alla «neve» che incanutisce, accorda un sentimento di tenerezza per la fidanzata Livia: per le sue rughe incipienti, per i primi fili bianchi.
Quando tutto è sul punto di rivelarsi, un gelo senz’aria scende sul romanzo, sul raccapriccio. E intanto il lettore ha imparato a entrare, insieme a Montalbano, in una «camera della morte», e a tenersi rasente i muri per rendersi impercettibile e non turbare, con la sua presenza, la rannicchiata solitudine del commissario intento ad ascoltare ciò che quel luogo, debitamente interrogato, ha da raccontargli. 

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

«Mettilo agli atti, Italo. In una notte di maggio, alle ore una e dieci, al vicequestore Rocco Schiavone piomba addosso una rottura di decimo grado!». Gli agenti del commissariato di Aosta, che stanno imparando a convivere con la scorza spinosa che ricopre il suo cuore ferito, scherzano con la classifica delle rotture del loro capo, in cima alla quale c’è sempre il caso su cui sta indagando. Ma Rocco è prostrato per davvero. Una donna è morta al posto suo, la fidanzata di un amico di Roma, «seccata» da qualcuno che voleva colpire lui. E quando esce dalla depressione si butta sulle tracce di quell’assassino tra Roma ed Aosta, scavando dolorosamente nel proprio passato, alla ricerca del motivo della vendetta, un viaggio nel tempo che è come una ferita che si apre su una piaga che non ha ancora smesso di sanguinare. Però le rotture sono solo cominciate: un altro cadavere archiviato all’inizio come infarto. Un altro viaggio che si inoltra stavolta nel presente dorato della città degli insospettabili.
In questo quarto romanzo, prosegue la serie dei polizieschi scabri, realistici e immersi nell’amara ironia di Rocco Schiavone.
Ma in realtà, attraverso le diverse avventure di un poliziotto politicamente scorretto, si svolge un unico racconto. Il racconto della vita di un uomo che si scontra con la impunita e pervasiva corruzione del privilegio sociale, nel disincanto assoluto dell’Italia d’oggi. Un personaggio brutale perché la tenerezza che lo anima sarebbe debolezza, incapace d’amare perché pieno di un amore totale per chi adesso è solo un fantasma, cinico perché la disonestà sembra aver vinto. Un personaggio di una verità e una profondità tali da sembrare che viva di vita propria.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%
Nella letteratura europea del Settecento l’antica tradizione della poesia pastorale conosce una ripresa vigorosa e viene reinterpretata alla luce di interessi del tutto moderni: la riflessione sull’ordine cosmico e il suo sistema di forze inaugurata dalle ricerche newtoniane, l’approccio filosofico allo studio del tempo naturale e del tempo storico (regolati entrambi da un andamento ciclico), la diffusione dei modelli di sviluppo economico fondati sulle teorie fisiocratiche.

In questa nuova prospettiva si colloca anche il progetto de La Buccolica di Giovanni Meli, poema composto di egloghe e idilli in dialetto siciliano, suddiviso in quattro sezioni intitolate alle stagioni dell’anno e pubblicato fra il 1787 e il 1814. Sia nell’ampiezza che nella varietà dei metri e dei registri quest’opera rivela la felice disponibilità dell’autore ad assimilare e rifondere originalmente alcuni recenti esempi europei (da Pope a Thomson, da Saint-Lambert a Gessner) e l’illustre tradizione ‘sicula’, ricondotta con orgoglio a Teocrito.

Così, sotto il segno di Pan, nei versi meliani si alternano segmenti lirici in cui l’amore è celebrato, lucrezianamente, come «focu dilicatu» che «scurri e va di cosa in cosa», e terzine celebrative di un mondo agricolo dai connotati utopici, pacifico e laborioso, retto dalla giustizia e dalla fratellanza. E ancora, alla rivendicazione della necessità di educare gli uomini così come si coltivano le piante (temperando «pri la via di lu cori e di la menti» la forza selvaggia dell’istinto) si accostano le lodi dell’antica sovranità di Gelone siracusano, che impiegò la sua forza non per spargere il sangue ma «a stabiliri in tronu la raggiuni», o la contemplazione ammirata delle infinite specie che popolano l’aria, le acque e la terra, fino all’«occulti vii» delle sue profondità, in cui la natura custodisce pietre e metalli preziosi confusi «tra rocchi, crita e fangu».

Il volume presenta il testo Buccolica nella redazione critica già felicemente messa a punto da Giorgio Santangelo, ma con una nuova traduzione italiana di Michele Purpura, l’introduzione e il commento di Francesca Fedi.
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€ 23,75 25
SCONTO DEL 5%
Beppe Galasso, medico e poeta, nasce a Palermo nel novembre del 1955, cresciuto sotto la guida di Cesare Sermenghi, poeta, archeologo, scultore e pittore, buon amico di Sciascia e Guttuso, che lo educa allo studio dei poeti contemporanei. Consegue la maturità al liceo classico Meli ai tempi del professore Cannata, guida di giovani promesse, fra cui Gianni Riotta e ne subisce il fascino rivoluzionario.
Dal ’74 all’81 completa gli studi di medicina specializzandosi in nutrizione e diventando esperto in omeopatia e agopuntura... Quandi si trasferisce a Bergamo e Milano, dove tutt’ora vive e lavora.
Dopo un intimo travaglio, approda, spronato da Anna, figlia di Cesare, alla sua prima silloge poetica, raccogliendo frammenti ed esperienze personali, maturate nella sua vasta esperienza di medico e studioso dell’animo umano. ...
€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%
Una intensa ed emozionata poetica della memoria che caratterizza la silloge "È luntana la sira" di Tania Fonte trova nella verità del dialetto siciliano il veicolo espressivo e comunicativo più autentico. La raccolta rivela, sotto il profilo letterario, il proprio maggior pregio nella qualità alta del dettato linguistico, riuscendo a conferire a ogni lirica un pathos di nostalgie e di speranze.  ...
€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%
anche in Ebook

Amaritudine è un termine, già utilizzato nel 1977 dall'autore Carlo Bagni, che indica Amarezza, rancore o cruccio persistente... il termine perfetto per questa raccolta di poesie della Gariglio

«Può la parola poetica trasformare un amore, uno dei tanti e infiniti, in un amore unico? Può la Poesia lenire le ferite con il canto? Ed aprire la solitudine ad una avventura ardua ed esaltante alla scoperta del sé, sorridere degli idoli da noi creati, e donarci infine la primordiale armonia con il tutto?
Si diceva un tempo che la voce umana può levarsi fino ai seggi di antichi dèi a testimonianza delle nostre passioni: partecipi, essi immortali e noi eterni viandanti, che vibriamo dello stesso fuoco eterno. Può un libro raccontare tutto questo?»
(Domenico Diafèria)

 

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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%

«Vorrei che lei mi spegnesse i sogni.» Questa la richiesta rivolta a Domenico, giovane psichiatra, da Francesco. Perché le immagini, le sensazioni, i tempi e i luoghi che prendono vita nella mente del suo paziente durante le crisi epilettiche, e che lo accompagnano da quando aveva sedici anni, in realtà, non gli appartengono.

I volti che abitano i sogni di Francesco – i suoi echi – si mescolano in un andirivieni di emozioni e note. Il frenetico vorticare di storie riporta in superficie i segreti di una famiglia e di individui che hanno perso qualcosa lungo il cammino, decidendo di riporre gli istanti più preziosi delle loro vite negli scantinati di un tempo ormai andato.

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2° Classificato alla XXXII edizione del Premio Letterario Città Cava de’ Tirreni di poesia e narrativa – 2015

Finalista al premio Raffaele Artese – Città di San Salvo 2015

Vincitore del Premio Gelsomino D’ambrosio per la migliore copertina – 2015

Vincitore del concorso Marchio Microeditoria di Qualità – 2015

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%
anche in Ebook
Pino Leto (Palermo, 1957) è stato otto volte campione italiano di boxe (dal 1985 al 1988) e campione europeo dei pesi superwelter nel 1989.
La sua infanzia è stata quella di ogni bambino degli anni ’60 cresciuto in uno dei quartieri poveri di Palermo: una famiglia umile, la strada come scuola, insegnanti severi e poco comprensivi. Il bisogno di lavorare che si palesa immediatamente. Le tentazioni del malaffare, la mafia sempre in agguato.
Pino però guarda oltre, non si accontenta di campare alla giornata facendo lavori saltuari e spesso massacranti. Scopre la sua forte attitudine per la boxe e da lì inizia la sua carriera di pugile.
Durante la sua scalata Pino non si è mai montato la testa, è rimasto il ragazzo della Vucciria e ha cercato di migliorare il suo quartiere. Il suo intento è sempre stato quello di togliere i ragazzi dalla strada, insegnando loro a seguire una passione. E con una Palermo “matrigna” non è stato facile.
Il suo contributo dà speranza, dimostra che volendo si può uscire dagli stereotipi, si può lavorare, sudare e patire per una buona causa, che il divertimento non è fare un torto a qualcuno o esercitare l’odiosa arroganza mafiosetta di certa gente convinta che “la mafia è bella, la mafia è potere”, ma c’è dell’altro.
Negli anni ’90, purtroppo, una brutta vicenda lo vede protagonista delle pagine di cronaca dei quotidiani e lo segna profondamente.
La sua storia va dalla strada al ring e porta con sé i ricordi, gli entusiasmi e soprattutto il riscatto di un uomo.
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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%
anche in Ebook
In questo originale romanzo sono riportate le prime esperienze erotico-affettive e le curiosità linguistiche di un bimbo che, sul finire dell’ultima guerra, è stato costretto a un avventuroso viaggio a piedi in Romagna e in Toscana. Sullo sfondo di luoghi danteschi, attraverso indimenticabili incontri, il piccolo protagonista – stimolato dalla misteriosa natura di donne e fanciulle – conoscerà le varietà aromatiche dei loro corpi, apprenderà nuove espressioni in italiano, in dialetto, in inglese. Indagherà su avvenimenti, anche segreti, di illustri personaggi. Avrà notizie sconcertanti sulle vicende del popolo ebraico. Apprezzerà il vero aspetto fisico di Dante, il suo carattere, le più belle parole che scrisse e scoprirà le figure femminili che il Poeta conobbe e il modo in cui le amò.
Una narrazione lieta e drammatica, piacevolmente insolita, avvincente, ricca di parole antiche e nuove....
€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%
Vincitore del 40° premio internazionale di poesia città di Marineo.
"Giunto alla sua quarantesima edizione il Premio Internazionale di poesia "Città di Marineo" ha voluto ulteriormente approfondire e verificare l’efficacia della sua formula per dare maggiore pregnanza alla lingua siciliana, quale fulcro insostituibile della nostra identità. Nella fattispecie abbiamo voluto creare per l’inedito in dialetto, una sezione che ponesse in evidenza non la singola lirica, bensì un’opera compiuta di trenta poesie, con diritto alla pubblicazione da parte di una nota casa editrice, quale nel nostro caso la Nuova Ipsa di Palermo, che potesse diffondere meglio il messaggio di un poeta o di una poetessa di valore. In questo modo siamo riusciti ad ottenere una nutrita partecipazione di molti autori dialettali che certamente hanno voglia di affermarsi nel panorama culturale nazionale..."  ...
€ 9,50 10