Ciro Spataro

Ciro Spataro è nato a Marineo nel 1950 dove tuttora vive ed opera, è stato docente di Lettere presso la Scuola Media.
Negli anni ‘70, insieme ai giovani del Circolo Culturale Cattolico di Marineo, ha fondato il Premio di Poesia Città di Marineo, giunto alla XLIII edizione, di cui tuttora è membro della Giuria. È stato tra i vincitori, nel 1974, del Premio di Poesia “Città di Sciacca”, per la sezione in dialetto, con la lirica “Passamu la vita”. È coautore di diverse pubblicazioni, tra le quali I moti dei fasci dei lavoratori ed il massacro di Marineo con Antonino Di Sclafani e San Ciro, da Alessandria d’Egitto a Marineo con Nuccio Benanti. Ha pubblicato una ricerca storica dal titolo Garibaldi a Marineo - con il diario di Antonino Salerno, editore Istituto Siciliano Studi Politici ed Economici. Ha una lunga esperienza come amministratore comunale essendo stato eletto per diverse volte Sindaco di Marineo. Durante la sua sindacatura fra le varie attività culturali intraprese, ha promosso in Sicilia nel 1984 il primo gemellaggio europeo con la cittadina francese di Sainte Sigolene.

Carmelo Clemente, classe 1904, fu un partigiano nato a Marineo che dedicò la propria vita alla Resistenza contro il nazifascismo.
Fu emarginato, espulso, imprigionato e infine accusato di essere una spia dell’Ovra (la famigerata polizia politica organizzata da Mussolini per reprimere l’antifascismo).
Il suo “caso” propone un importante stimolo di riflessione su un diverso e poco frequentato versante storico: quello del conflitto ideologico combattuto all’interno della Resistenza e, in particolare, all’interno della Sinistra resistenziale.
Sì, perché anche all’interno delle organizzazioni partigiane ci furono scissioni, scontri e ostilità che la storia ufficiale spesso non racconta, ma che cambiarono il corso di molte vite. Quella del Clemente fu una di queste, un uomo che rinunciò agli affetti familiari, che si spostò nel nord Italia, in Francia e in Argentina, cambiando identità, vivendo di stenti, ma sempre in prima linea nel Comitato di Liberazione Nazionale. Nonostante tutto e tutti, subendo l’ingiustizia più grave che mai uomo del suo valore potesse pensare di ricevere.
L’autore racconta l’odissea del partigiano Clemente con una rigorosa documentazione recuperata rovistando negli Archivi di Stato e di Fondazioni culturali, nonché setacciando una copiosa bibliografia per rappresentare il dramma ideologico vissuto da una parte di quegli uomini e quelle donne che decisero d’intraprendere il lungo viaggio verso la libertà.

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