Julius Spier

scheda biografica non disponibile

Julius Spier è nato il 25 aprile 1887 a Francoforte. Ebreo emigrò da Berlino ad Amsterdam, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Abile psicotera­peuta, personalità carismatica, si sottopose ad un training analitico a Zurigo con Jung che lo spinse a fare della psicochirologia una vera professione. Morì ad Amsterdam il 15 settembre 1942 a soli 55 anni. È stato direttore di banca. Ha fondato una casa editrice e studiato canto, scoprendo pian piano di avere una vera vocazione verso la chirologia. Volendo fare una vera ana­lisi con Jung, si trasferì a Zurigo. Nel 1939 per motivi razziali va ad Amster­dam dove aveva una sorella, lasciando i suoi figli in Germania con la madre non ebrea, da cui aveva divorziato qualche anno prima. Era dotato di una personalità "magica", come fu definita da molti. Attirava facilmente discepoli e soprattutto discepole. Aveva un vero talento nel deci­frare i segreti della forma delle mani e delle sue signature interne dette Li­nee, mostrando pure una particolare capacità d’introspezione psicologica. Ad Amsterdam dove visse fino alla morte, c’era un gruppo che si riuniva attorno a lui, dove spesso si esibiva in vere performance di cantante e dove parlava e discuteva delle mani. Fondamentalmente lavorava come terapeu­ta in sedute individuali. Morì alla vigilia del giorno in cui la gestapo era venuta a cercarlo per condurlo a Westerbork, un campo di smistamento prima della tappa finale, cioè Auschwitz.
 

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Julius Spier è nato il 25 aprile 1887 a Francoforte. Ebreo emigrò da Berlino ad Amsterdam, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Abile psicotera­peuta, personalità carismatica, si sottopose ad un training analitico a Zurigo con Jung che lo spinse a fare della psicochirologia una vera professione. Morì ad Amsterdam il 15 settembre 1942 a soli 55 anni. È stato direttore di banca. Ha fondato una casa editrice e studiato canto, scoprendo pian piano di avere una vera vocazione verso la chirologia. Volendo fare una vera ana­lisi con Jung, si trasferì a Zurigo. Nel 1939 per motivi razziali va ad Amster­dam dove aveva una sorella, lasciando i suoi figli in Germania con la madre non ebrea, da cui aveva divorziato qualche anno prima. Era dotato di una personalità "magica", come fu definita da molti. Attirava facilmente discepoli e soprattutto discepole. Aveva un vero talento nel deci­frare i segreti della forma delle mani e delle sue signature interne dette Li­nee, mostrando pure una particolare capacità d’introspezione psicologica. Ad Amsterdam dove visse fino alla morte, c’era un gruppo che si riuniva attorno a lui, dove spesso si esibiva in vere performance di cantante e dove parlava e discuteva delle mani. Fondamentalmente lavorava come terapeu­ta in sedute individuali. Morì alla vigilia del giorno in cui la gestapo era venuta a cercarlo per condurlo a Westerbork, un campo di smistamento prima della tappa finale, cioè Auschwitz.

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