P.M. Ricciardi

Biocibernetica dell’Informazione

approccio scientifico alle tecniche di biorisonanza
Biocibernetica dell’Informazione di P.M. Ricciardi

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ISBN: 88-85076-30-0
Edizione , 204 PAGINE

Editore: Guna Editore



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La varietà dei fenomeni fisici, dalle galassie agli atomi, può essere rappresentata da equazioni ed ipotesi-teorie unilaterali; tuttavia esistono molti fenomeni in cui la complessità è tale da renderne difficile, al momento, la verifica sperimentale. Così molti processi biologici rimangono sconosciuti o interpretati in modo parziale, se non erroneo, perché vengono analizzati secondo principi concettuali non appropriati. Ad esempio, la meccanica di Newton non si applica nel caso dei corpi che viaggiano alla velocità della luce oppure a livello atomico, così la relatività di Einstein E=mc2 deve essere modificata in presenza di campi gravitazionali intensi; ed i quanti introdotti da Plank, spiegabili solo all’interno di un paradigma specifico, hanno condotto al concetto di strutture dissipative di Prigogyne ed ai sistemi coerenti ed incoerenti di Ageno. La sfida della complessità consiste nel riuscire ad analizzare non solo i singoli componenti di un organismo, ma soprattutto la circolazione informazionale, ossia nel descrivere il suo ecosistema, in rapporto con il micro e macro ambiente. La stessa filosofia moderna, più che allo studio delle cose, si rivolge allo studio dei rapporti tra le cose ovvero cerca un approccio olistico. Questo lavoro è un tentativo di comprensione dei meccanismi biofisici secondo il punto di vista dell’Uomo integrato, inserito in un mondo sempre più in sintonia col paradigma della complessità o, possibilmente, in assenza di paradigma.
Biocibernetica dello Stress di P.M. Ricciardi

P.M. Ricciardi

La Biocibernetica dello Stress affronta da un punto di vista fisiologico lo stress come fenomeno positivo per la conservazione della specie, ovvero negativo come distress quando gli stressori esterni o interni superino quantitativamente certi limiti.

Vengono analizzati i vari stressori esogeni oltre all’ansia come stressore endogeno e viene evidenziata la relativa importanza del tipo di stressore e soprattutto il ruolo dell’intensità, frequenza e durata di uno stimolo al quale l’organismo risponderà sempre con la stessa reazione di Selye, che una volta attivata, dovrà terminare con la produzione di cataboliti tossici per l’organismo stesso.


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