Rassegna stampa

Una raccolta dei migliori articoli di giornale sulle pubblicazioni della Nuova Ipsa editore di Palermo

in questa pagina del sito della nostra casa editrice puoi trovare la lista completa di tutti gli articoli dei principali giornali e testate giornalistiche che hanno effettuato le recensioni dei nostri libri

La Sicilia del 17 agosto 2013
A tu per tu con i tonnaroti dei bei tempi
La cultura da salvare nel libro del fotografo Stefano Fogato  
 
Il tempo che fu e che non tornerà mai più. Si potrebbe apostrofare così, con più di un pizzico di nostalgia, facendo anche la rima, quando a Favignana era fiorente la pesca del tonno ed il commercio locale si basava essenzialmente sulle fatiche dei «tonnaroti». Un mestiere ormai scomparso, così come è scomparso tutto il corollario d’immagini e di quella «camera della morte» color sangue tipica della pesca del tonno. A far rivivere questa tradizione in un libro-testimonianza sul mestiere del tonnaroto svolto dai pescatori dell’isola delle Egadi è Stefano Fogato, un raffinato fotografo nativo di Levanzo, tra l’altro grande cultore di antropologia. E lo ha fatto realizzando quasi un centinaio di originali scatti, rigorosamente in bianco e nero, raccolti in una elegante pubblicazione «I tonnaroti di Favigana » (Nuova Ipsa Editore). Si tratta di una raccolta fotografica, effettuata tra il 1991-1992 che racconta il quotidiano dei tonnaroti all’interno del loro ambiente di lavoro: la Camperia o i magazzini dove sono situati tutti gli attrezzi del mestiere fino alla mattanza, il giorno della pesca del tonno. Insomma un viaggio nel tempo che fu. Un viaggio, come lo stesso fotografo, sottolinea «nel tempo

senza rimpianti, ma teso a mantenere viva la memoria di un’attività ormai scomparsa. Perché la tradizione è identità di un popolo. E senza identità non c’è cultura».

Nello sfogliare il libro, e facendosi trasportare dalle immagini ci si ritrova improvvisamente a tu per tu con la «camera della morte», una rete chiusa sul fondo di un «coppo»: le barche si dispongono in cerchio e al grido del rais inizia la mattanza. E poi immaginando le antiche «cialome» con i canti propiziatori e durante la caccia al tonno. Il mare dentro quella «camera» si tinge di rosso sangue. L’autore ci trascina in questa tradizione ormai scomparsa e lo fa come un vero e proprio fotoreporter che si trova a tu per tu con i tonnaroti dallo sguardo profondo e dalle rughe e le smorfie di fatica che lasciano intravedere quanta passione veniva riposta in questo antico e scomparso mestiere.

«Il reportage che presento in questo libro – sottolinea Stefano Fogato - intende rendere omaggio ai tonnaroti, che nel mio intimo sono sempre stati degli eroi, dei superuomini, che si mettono a tu per tu con animali enormi, un gruppo di persone che si muove in armonia, su ritmi già scritti nella tradizione del loro lavoro, che intonano canti antichi e che onorano la loro Madonna. Essere tonnaroto non è da tutti, era un mestiere sopra gli altri, un mestiere che aveva del leggendario. Ero giovane, mi sentivo fieramente loro collega, in fondo eravamo tutti pescatori nelle barche da pesca durante l’anno ma poi, verso marzo, iniziava il lavoro del tonnaroto, la deposizione delle lunghe reti, la realizzazione delle varie camere, la manutenzione di tutto questo fino al giorno della mattanza a giugno».

 

 

Antonio Fiasconaro


 
 
 
 


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