a cura di Magda Di Renzo - Silvia Mazzoni

SOSTENERE LA RELAZIONE GENITORI-FIGLIO NELL’AUTISMO

L’osservazione tramite il Lausanne Trilogue Play clinico
SOSTENERE LA RELAZIONE GENITORI-FIGLIO NELL’AUTISMO di a cura di Magda Di Renzo

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ISBN: 9788874870660
Edizione 2011, 128 PAGINE

Editore: Edizioni Magi



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La presenza di comportamenti autistici cristallizza la comunicazione e la relazione in interazioni rigide e ripetitive che impediscono la ricchezza di scambi emotivi negli incontri sociali.
La mancanza di empatia, che costituisce uno dei principali deficit del bambino autistico, rende difficile – e a volte quasi impossibile – l’attivazione nel genitore della dimensione di accudimento e contenimento, indispensabili al processo di crescita. Per imparare a rispondere ai bisogni del bambino, con tutti i limiti determinati dalla sua patologia, il genitore deve essere sostenuto in un approccio psico-pedagogico che lo aiuti a comprendere i comportamenti del bambino e a mettere in atto strategie adeguate.
Il Lausanne Trilogue Play clinico permette l’esplorazione degli schemi comunicativi all’interno della famiglia al fine di evidenziare le alleanze presenti e conoscerne il potenziale di sviluppo.
«Ciò che colpisce», sottolineano gli autori, «è la maggiore capacità che i genitori presentano quando entrano da soli in interazione con il bambino. Questo dato introduce interessanti riflessioni sul fatto che la difficoltà del bambino crea serie interferenze soprattutto nella relazione tra i vari membri della famiglia impedendo quella collaborazione che sarebbe, invece, indispensabile per far fronte ai problemi presenti».
Nella ricerca effettuata, l’osservazione delle interazioni familiari ha permesso di circoscrivere una modalità comunicativa all’interno di famiglie con la presenza di un bambino autistico, di sostenere i genitori nel compito educativo e di stimolare riflessioni importanti all’interno del processo terapeutico.  
I SIGNIFICATI DELL’AUTISMO di a cura di Magda Di Renzo

a cura di Magda Di Renzo

Che cos’è l’autismo? È davvero un mondo altro definibile solo attraverso l’estraneità? E che cosa non è l’autismo?
Il libro risponde ad alcuni di questi interrogativi conducendo il lettore in un lungo percorso fatto di osservazioni, verifiche, riflessioni e proposte terapeutiche scaturite tutte da un incontro attento e partecipe con il bambino con autismo, piuttosto che con l’autismo del bambino.
L’approccio globale che viene proposto dagli autori come risposta alla complessità del problema, colloca i punti nodali dello sviluppo in un ambito dove non può esistere una conoscenza che non sia connotata emotivamente e dove non esiste un affetto che possa esprimersi senza una forma organizzata. Il concetto di integrazione, inteso come incontro tra diverse prospettive teoriche, come punto di convergenza di diverse aree dello sviluppo e come scambio tra tutti i partecipanti al processo terapeutico costituisce, in effetti, il leit motiv di tutto il libro.
Il Progetto Tartaruga, presentato nel corso della trattazione, consiste in un percorso terapeutico condotto insieme ai bambini e alle loro famiglie. È un processo di conoscenza reciproca, in continua evoluzione, verso la ricerca di significati profondi che possano far luce su una patologia con ancora molte zone d’ombra. La ricerca di un senso dei comportamenti, come per esempio le stereotipie, che apparentemente sembrerebbero non aver alcun significato, rende, infatti, il processo terapeutico del bambino con autismo un continuo work in progress in cui il terapeuta assolve alla fondamentale funzione di contenimento e di mediazione con l’esterno. I risultati positivi della terapia, attentamente valutati in una situazione di re-test, dipendono dalla professionalità degli operatori, dalla collaborazione con la scuola e la famiglia, dalla precocità dell’intervento terapeutico e dall’intensità delle proposte all’interno di un unico quadro di riferimento.
Il Progetto Tartaruga rappresenta, inoltre, un programma di ricerca piuttosto articolato condotto con più di 50 bambini con autismo che offre l’opportunità di riflettere, in un modo nuovo, sull’eterogeneità delle abilità, delle espressioni e delle competenze relative a diversi contesti, oltre che ai singoli bambini.
Questo volume delinea, dunque, un possibile percorso di incontro con i significati nascosti dell’autismo, attraverso un viaggio condiviso con i bambini.  


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