Patologie - Autismo

La rappresentazione grafica costituisce uno strumento per oggettivare il livello di maturazione raggiunto dal bambino in ambito psicomotorio, cognitivo ed emotivo e, nello stesso tempo, si pone come strumento prezioso di espressione sia in ambito educativo che terapeutico.
Il comprendere e il saper valutare la produzione grafica di un bambino autistico è un indispensabile supporto per capire i diversi aspetti della sua evoluzione e la sua personalità.
La valutazione grafica in produzione spontanea di un campione di 100 bambini autistici ha permesso di delineare come il disegno libero e il disegno della figura umana mostrino la specificità di un linguaggio diverso da quello verbale che consente manifestazioni peculiari sia sul versante cognitivo – esplorato anche attraverso le prove di Santucci – sia su quello affettivo, permettendo una descrizione del bambino con autismo.
La correlazione con altri strumenti diagnostici (come con l’ADOS-G e la Leiter-R) ha consentito un arricchimento della valutazione e della prognosi e una migliore progettualità terapeutica.
Nel volume vengono riportati gli esiti del test grafico-proiettivo – reattivo di Wartegg –, somministrato a 40 bambini, che ha consentito di mettere in luce aspetti della loro personalità. La possibilità di somministrare il test di Wartegg si è resa possibile solo dopo un percorso terapeutico. ...
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Che cos’è l’autismo? È davvero un mondo altro definibile solo attraverso l’estraneità? E che cosa non è l’autismo?
Il libro risponde ad alcuni di questi interrogativi conducendo il lettore in un lungo percorso fatto di osservazioni, verifiche, riflessioni e proposte terapeutiche scaturite tutte da un incontro attento e partecipe con il bambino con autismo, piuttosto che con l’autismo del bambino.
L’approccio globale che viene proposto dagli autori come risposta alla complessità del problema, colloca i punti nodali dello sviluppo in un ambito dove non può esistere una conoscenza che non sia connotata emotivamente e dove non esiste un affetto che possa esprimersi senza una forma organizzata. Il concetto di integrazione, inteso come incontro tra diverse prospettive teoriche, come punto di convergenza di diverse aree dello sviluppo e come scambio tra tutti i partecipanti al processo terapeutico costituisce, in effetti, il leit motiv di tutto il libro.
Il Progetto Tartaruga, presentato nel corso della trattazione, consiste in un percorso terapeutico condotto insieme ai bambini e alle loro famiglie. È un processo di conoscenza reciproca, in continua evoluzione, verso la ricerca di significati profondi che possano far luce su una patologia con ancora molte zone d’ombra. La ricerca di un senso dei comportamenti, come per esempio le stereotipie, che apparentemente sembrerebbero non aver alcun significato, rende, infatti, il processo terapeutico del bambino con autismo un continuo work in progress in cui il terapeuta assolve alla fondamentale funzione di contenimento e di mediazione con l’esterno. I risultati positivi della terapia, attentamente valutati in una situazione di re-test, dipendono dalla professionalità degli operatori, dalla collaborazione con la scuola e la famiglia, dalla precocità dell’intervento terapeutico e dall’intensità delle proposte all’interno di un unico quadro di riferimento.
Il Progetto Tartaruga rappresenta, inoltre, un programma di ricerca piuttosto articolato condotto con più di 50 bambini con autismo che offre l’opportunità di riflettere, in un modo nuovo, sull’eterogeneità delle abilità, delle espressioni e delle competenze relative a diversi contesti, oltre che ai singoli bambini.
Questo volume delinea, dunque, un possibile percorso di incontro con i significati nascosti dell’autismo, attraverso un viaggio condiviso con i bambini.  ...
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La presenza di comportamenti autistici cristallizza la comunicazione e la relazione in interazioni rigide e ripetitive che impediscono la ricchezza di scambi emotivi negli incontri sociali.
La mancanza di empatia, che costituisce uno dei principali deficit del bambino autistico, rende difficile – e a volte quasi impossibile – l’attivazione nel genitore della dimensione di accudimento e contenimento, indispensabili al processo di crescita. Per imparare a rispondere ai bisogni del bambino, con tutti i limiti determinati dalla sua patologia, il genitore deve essere sostenuto in un approccio psico-pedagogico che lo aiuti a comprendere i comportamenti del bambino e a mettere in atto strategie adeguate.
Il Lausanne Trilogue Play clinico permette l’esplorazione degli schemi comunicativi all’interno della famiglia al fine di evidenziare le alleanze presenti e conoscerne il potenziale di sviluppo.
«Ciò che colpisce», sottolineano gli autori, «è la maggiore capacità che i genitori presentano quando entrano da soli in interazione con il bambino. Questo dato introduce interessanti riflessioni sul fatto che la difficoltà del bambino crea serie interferenze soprattutto nella relazione tra i vari membri della famiglia impedendo quella collaborazione che sarebbe, invece, indispensabile per far fronte ai problemi presenti».
Nella ricerca effettuata, l’osservazione delle interazioni familiari ha permesso di circoscrivere una modalità comunicativa all’interno di famiglie con la presenza di un bambino autistico, di sostenere i genitori nel compito educativo e di stimolare riflessioni importanti all’interno del processo terapeutico.  ...
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In quest’opera di avanguardia, il Dr. Tinus Smits, omeopata olandese, rivela, passo dopo passo, il metodo che ha utilizzato su più di 300 bambini autistici. In molti casi i genitori hanno dichiarato che i loro bambini erano guariti al 100%, mentre in altri casi il processo è ancora in atto con miglioramenti significativi. La sua terapia si basa principalmente sull’Isoterapia, una forma di Omeopatia che è in grado di diagnosticare e di curare le cause dell’autismo.
Il Dr. Smits ha fatto importanti scoperte che spiegano perché l’autismo sia in continua crescita ed è per questo che tale lettura risulterà di grande utilità per i genitori dei bambini autistici e per tutti coloro che si occupano dell’assistenza di questi bambini.

La madre di Stephan scrive al Dr. Smits: “Nei nove mesi di trattamento nostro figlio, da un bambino che non parlava, si è trasformato in uno capace di frequentare una scuola normale, di parlare con frasi compiute e di relazionarsi con tutti. La sua Terapia CEASE è grandiosa. La nostra vita adesso è totalmente cambiata. Grazie per quello che fa”.

La madre di Dirkje afferma: “Dopo tre mesi e mezzo di trattamento, nostra figlia è diventata un’altra. Si è svegliata, è in grado di esprimersi verbalmente e dice cosa sente invece di urlare; è più flessibile, più aperta e più indipendente; la differenza è enorme”.

I genitori di Vasco scrivono: “Nostro figlio sta migliorando ogni giorno di più, parla di più e cerca di conversare con noi; a scuola il suo profitto è ottimo e apprende rapidamente. Vasco ha fatto un progresso enorme. È quasi un ‘normale’ ragazzino di cinque anni”.

Siem J., ex bambino autistico, dice: “È come se avessi una seconda vita. Ora è completamente diversa da prima”. ...
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