Saggi - Storia della medicina

Quest’anno ricorre il centenario della morte del grande etnoantropologo e medico Giuseppe Pitrè. La nostra casa editrice ha deciso di commemorare questo grande studioso scegliendo di ripubblicare uno dei suoi più importanti saggi, frutto di anni di ricerche in biblioteche e archivi. Si tratta di uno studio storico, molto documentato, sullo stato dell’arte sanitaria in Sicilia che abbraccia un ampio arco di tempo che va dal 1200 al 1700. La Sicilia, crogiolo di popoli, riesce anche nel campo dell’arte sanitaria a essere specchio di molteplici in-fluenze culturali e il saggio di Pitrè tratteggia dunque una storia della medicina, nel bene e nel male, universale. Basti pensare ai ritratti di medici come Ingrassia, Malpighi, Castelli, Bisso, Fedele… Lo scrupolo dell’autore non lascia mai disinformato il lettore: tutto è documentato nelle copiose note e i glossari spiegano accuratamente i termini desueti. L’edizione è condotta su quella dell’edizione nazionale di tutto il corpus delle opere di Pitrè del 1942, voluta da un comitato promo-tore presieduto da Giovanni Gentile. Questa edizione è arricchita da due scritti introduttivi rispettivamente di Giovanna Fiume, docente di storia moderna, e di Salvatore Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo.

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La cura implica il conoscere. Il conoscere non può ridursi a utilizzare in modo esclusivo le ragioni di una “mente”, logica e categorizzante e non può esonerare le ragioni di un “cuore” intuitivo e non sistematico.
La stessa distinzione tra spiegazione e comprensione allude a funzioni diverse della mente e del cuore. La relazione di causalità è propria delle spiegazioni della mente, mentre l’attribuzione di un significato, emozionale e affettivo, appartiene alla comprensione del cuore.
Sia le parole di Antoine de Saint Exupéry: “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”, sia quelle di Johann Wolfgang Goethe: “Cia-scuno vede bene ciò che si porta nel cuore”, sia quelle di Blaise Pascal: “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”, come quelle di tanti altri autori, fanno riferimento a modi diversi di percepire, di fare esperienza del mondo, sia interno che esterno.
Tali modi, della mente e del cuore, spesso non s’integrano, ma allora sono piutto-sto le ragioni della mente ad aver bisogno di quelle del cuore che non viceversa, per evitare che la conoscenza e le relazioni siano parziali e/o false.
L’atto di conoscenza implica un intelletto dotato di entrambe queste funzioni. Per questo l’intelligenza non può qualificarsi solo come “razionale”, ma necessita anche dell’attribuzione di “emotiva” e tutto ciò è tanto più evidente quanto più ci facciamo guidare dall’etimologia.
Il termine intelligenza viene fatto derivare sia dal latino intus, dentro, che inter, tra, uniti al verbo legere, ossia leggere.
Pertanto l’intelligenza consiste sia nella capacità di leggere dentro, cioè cogliere gli aspetti nascosti della realtà, sia quella di leggere tra, cioè svelare interconnes-sioni tra gli aspetti della realtà, profondi o superficiali che siano.
Quindi in ogni prendersi cura, sia nella medicina come nella vita, per “intelligere” sia dentro di noi, sia nell’altro-da-noi è necessario ricercare e abbandonarsi a quella conoscenza emozionale che mentre prova a svelare l’orizzonte dell’altro, guida verso la propria direzione interiore.
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Nel corso degli ultimi 150 anni la Cina è stata ripetutamente umiliata dalle potenze imperiali occidentali e dal suo vicino minore, il Giappone. Per un periodo era sembrato che il “Regno di mezzo” fosse sul punto di diventare una pedi-na nelle mani degli interessi stranieri. In seguito, in circostanze senza analoghi precedenti storici, questa grande cultura iniziò a rinascere vigorosamente dalle ceneri di questa caduta solo apparentemente senza speranza, fino al punto che oggi lo Stato, i suoi leader, la sua economia in espansione e la sua potenza militare sono globalmente riconosciuti e spesso temuti.
Caduta e rinascita della Cina - Guarire dai traumi della Storia traccia lo sviluppo del paese dal diciannovesimo secolo fino ai giorni nostri e fornisce una spiegazione di quella mentalità collettiva che, davanti al confronto con la superiorità della scienza e della tecnologia occidentali, ha messo la Cina in condizione di impegnarsi in una spietata autodiagnosi che le ha consentito la sua impressionante ascesa e la sua radicale trasformazione. Il paese ha identificato gli aspetti della civiltà occidentale che ha dovuto adottare per rimuovere gli ostacoli alla sua rinascita, intraprendendo un cammino di razionalità e di rinnovamento. Profondamente ferita, la Cina ha prescritto a se stessa una terapia che ha seguito lo stesso principio usato in medicina cinese: la causa è, innanzitutto e principalmente, contenuta in se stessi. La prevenzione e il trattamento devono sempre iniziare dalle proprie carenze e dai propri errori.
In questa energica polemica, Paul U. Unschuld presenta una conoscenza e un’analisi completamente innovative del passato della Cina e offre una visione affascinante del suo possibile futuro....
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l libro dà un contributo eloquente e tempestivo alle discussioni sulle politiche sanitarie, mentre illumina la natura delle dinamiche cognitive in medicina, e stimola il dibattito contemporaneo sull’essenza e l’interpretazione della realtà nei tentativi che la medicina pone in essere per gestire l’organismo umano.

In questo saggio si trova la prima storia comparata di due millenni di medicina occidentale e cinese dalle loro origini nei secoli a.C. fino agli attuali progressi nelle scienze come la biologia molecolare e agli adattamenti occidentali della medicina tradizionale cinese.

Nella sua interpretazione rivoluzionaria delle forze fondamentali che sottendono ai cambiamenti nella teoria medica, Paul U. Unschuld racconta la storia della medicina in Europa e Cina correlata alla politica, all’economia e ad altri fattori contestuali. Basandosi sulla sua propria estesa ricerca delle fonti primarie cinesi, Unschuld argomenta contro eventuali pretese di "verità" dei modelli, sia occidentali che orientali, della fisiologia e della patologia.

 

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Il volume racchiude il lavoro epistemologico e semantico compiuto sul tema delle Medicine Tradizionali e Medicine Non Convenzionali e dell’inestimabile contributo che esse possono apportare in vista di un mutamento del paradigma medico.

Il modello della patogenesi su cui quest’ultimo è incentrato ha difatti fallito mostrando la necessità di un approccio di tipo salutogenico, incentrato quindi sulle cause che conducono alla salute.

L’analisi epistemologica è stata rivolta ai principali modelli della ricerca medica (EBM, modello circolare, modello Evidence House) evidenziando i limiti insiti nel modello gerarchico che, invece, quello circolare proposto dal prof. Harald Walach riesce a superare.

L’indagine semantica si è rivelata necessaria per la comprensione delle Medicine Non Convenzionali e dei termini utilizzati di sovente fraintendendone il significato. Concetti quali malattia, salute, placebo non sono utilizzabili senza una previa analisi approfondita.

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€ 10,20 € 12
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Nel panorama dei libri dedicati alle discipline omeopatiche questo testo ha una caratteristica unica. Si tratta infatti del primo libro che esamina in modo completo tutti gli aspetti teorici alla base dell’omeopatia e li propone in un’opera unica e costantemente aggiornata. Il testo tratta la dottrina dell’omeopatia (leggi fondamentali, teoria delle costituzioni e delle diatesi), descrive le tecniche di preparazione e le forme farmaceutiche dei rimedi omeopatici, propone una revisione critica della ricerca scientifica realizzata in campo omeopatico, affronta i problemi legislativi e medico-legali e avanza nuove ipotesi interpretative. L’opera, giunta adesso alla quarta edizione, deve gran parte del suo meritato successo a questa innovativa e particolare concezione che ha permesso di colmare uno spazio lasciato libero dalle pur numerose pubblicazioni sull’argomento. Il libro risponde in modo semplice, moderno e scientifico alle numerose domande di chi si avvicina per la prima volta all’omeopatia e di chi, pur conoscendola da tempo, vuole approfondire gli aspetti teorici di base. ...
€ 33,15 € 39
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La pediatria di oggi si è globalizzata e socializzata, integrando l’assistenza medica con una forte necessità di supporto sociale.
I due autori, pediatri di chiara fama in Italia e a livello internazionale, hanno scritto e coordinato questa serie di monografie di argomento pediatrico, coinvolgendo nel progetto diversi colleghi.
L’obbiettivo è dare un contributo alla formazione di “nuovi pediatri” attenti a tutti gli aspetti medici dei pazienti ma anche agli stimoli ambientali che bambini e adolescenti ricevono in maniera sempre più diffusa rispetto al passato.
Il testo, suddiviso in 6 sezioni, contiene 28 monografie che spaziano da quelle più centrate su aspetti comunicativi e di rapporto con la società ad alcune altre in cui gli aspetti medico-clinici sono descritti maggiormente ma sempre in relazioni con le interconnessioni con la vita sociale del bambino. Le sezioni:
In puero homo: il bambino, l’adolescente e il pediatra
Il pediatra e il territorio
Il pediatra e l’ospedale
Le frontiere della pediatria
La comunicazione
Il nuovo pediatra ...
€ 33,92 € 39,9
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L’Omeopatia ha sempre avuto una storia controversa per le resistenze da parte della Medicina accademica ufficiale e per le sue scarse capacità di sviluppo scientifico. Questo libro testimonia l’inizio di tali controversie, raccontando eventi e dibattiti avvenuti nei primi decenni dell’Ottocento durante le epidemie di colera...
€ 10,97 € 12,9
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L’Organon dell’Arte del Guarire di Hahnemann, letto nella sua interezza, è già di per se stesso una medicina per i pazienti, ma lo è ancor di più per i Medici, che dei pazienti si vogliono prendere cura. Dopo averlo letto e riletto più volte, ci rendiamo veramente conto che pensare alla Medicina Omeopatica come ad una semplice terapeutica è una distorsione che non permette di cogliere profondamente il valore di attenzione per la salute individuale e pubblica che essa ha e potrebbe ulteriormente favorire.

Questa aggiornata trasposizione in italiano dell’opera di Hahnemann rende pienamente tutta la preziosità della forma letterale dell’originale tedesco, senza però perdere la scorrevolezza della lettura nella nostra lingua. Le note che accompagnano tutto il libro permettono di comprendere la pratica quotidiana dell’Omeopatia con la stessa profondità delle lezioni con cui si studia per diventare omeopati, ma con la stessa semplicità con cui si discute con un amico.


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€ 21,25 € 25
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Più leggiamo le opere di Hahnemann, il fondatore della Medicina Omeopatica, più ci stupiamo dell’immenso dono che la sua esistenza è stata per l’Umanità.

Sono passati duecento anni da quando egli pose le basi della Medicina Omeopatica, eppure pare quasi impossibile che un uomo del suo tempo sia riuscito a scoprire ciò che egli non solo scoprì, ma anche sperimentò, dimostrò e meravigliosamente codificò. Il tutto con una chiarezza e una lucidità che non possono non stupire.

In questo suo saggio, Hahnemann riflette sul perché un uomo guarisce e deduce che: "Se qualcuno guarisce, significa che può esistere un’Arte del Guarire".

E ancora: "Come può il Creatore di questi miserabili sofferenti non aver provveduto dei rimedi anche per loro, come se per loro non esistesse la Sua Bontà Infinita?".

Ma perché, si chiede ancora Hahnemann, neppure dopo 3500 anni "l’Arte Medica non è sufficientemente progredita?". A quest’ultima domanda egli riesce a trovare una sola risposta: "Quello che i medici hanno finora fatto non è nemmeno la centesima parte di ciò che avrebbero potuto e dovuto fare".

Questo libretto fa riflettere il Lettore, ma è proprio questo l’obiettivo finale
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€ 5,53 € 6,5
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Nel suo desiderio di cercare un punto di incontro tra l’approcio allopatico e quello omeopatico, l’Autore ha intuito che ci sono due necessità fondamentali per il futuro della Scienza Medica in generale e di quella omeopatica in particolare:
- L’unità di linguaggio scientifico tra l’Omeopatia e la Medicina Accademica
- L’unità di linguaggio scientifico tra gli omeopati. 

Dopo un’analisi approfondita di quello che la Medicina Omeopatica dice a riguardo delle malattie croniche, l’Autore intuisce anche che non è vero che i due approcci terapeutici sono tanto diversi tra loro, anzi, ognuno avrebbe bisogno dell’altro per completarsi e migliorarsi a vantaggio dell’unica Medicina, una Medicina che diventerebbe veramente a dimensione d’uomo.
Infatti, l’Omeopatia ha bisogno di acquisire quello che Samuele Hahnemann, il fondatore dell’Omeopatia, insegnava già due secoli fa e cioè che:
- L’uomo è un essere integrato e unitario, perchè i suoi vari aspetti (fisico, neurologico, psicologico, emozionale, affettivo, sociale e spirituale) costituiscono un’unità inscendibile.
- Le malattie non sono fatti a se stanti, non sono mai localizzate e i loro sintomi hanno sempre una ragione d’essere, per cui il malato va studiato in tutta la sua unità personale con un’attenta raccolta della sua storia biopatografica.
- Ogni terapia o stimolo agisce sulla totalità della persona e ogni medicamento deve essere sperimentato sull’uomo sano.
- La terapia deve essere basata sul’uso del medicamento più simile all’intera e deve essere scelto come quello capace di ristabilire l’equilibrio e l’armonia tra tutte le parti che formano l’individuo, evitando quindi ogni terapia sintomatica o comunque riservandola solo a condizioni che non sono aggredibili in altro modo.
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“Verso le cinque del mattino Hahnemann riapre gli occhi e mormora due volte: “Fiducia e pace ... Fiducia e pace”, poi lo sguardo si vela di ombre e il grande scienziato muore.
Fuori, le campane annunciano l’alba. Parigi si sveglia e riprende la sua vita movimentata e febbrile. Il consueto rumore sale dalle vie poco prima deserte e nulla rivela all’umanità indifferente, avviata verso il lavoro di ogni giorno, che un grand’uomo è morto: un uomo che aveva tanto studiato e lavorato per lei …
La salma di Samuel Hahnemann rimane esposta per dieci giorni. Il volto dello scienziato si è mantenuto sereno anche nella morte e Melania, inginocchiata accanto al letto, lo contempla pensando che, se in un atto di suprema umiltà Samuel ha chiesto di lasciare il suo nome nell’ombra, questo nome invece rimarrà legato per sempre alla Dottrina Omeopatica e le future generazioni gli renderanno un giorno gli onori dovuti …”.
Scrive il Dr. Fortier-Bernoville: “Mai sarei potuto giungere a penetrare lo spirito di Hahnemann senza l’aiuto di Roger Larnaudie e di questa sua opera”.
Ho letto questo libro in pochissimo tempo e mi dispiaceva ogni volta che dovevo interrompere la lettura per dedicarmi ai miei doveri quotidiani. Non conoscevo questi risvolti della vita del nostro Maestro e sono rimasto senza parole. Hahnemann, come altri che sono riusciti ad emergere dalla povertà della loro condizione socio-familiare, ha puntato tutto sulle sue volontà, determinatezza, spirito di sacrificio, capacità di rinuncia… unitamente a molte altre facoltà di cui era dotato: intelligenza, scienza, memoria, altruismo, correttezza, compassione, bontà, ecc.
In genere una persona, partendo da queste premesse, giunge all’orgoglio e all’autoaffermazione di sé, vizi che ostacolano la crescita della persona, ma Hahnemann ha combattuto contro queste tentazioni distruttive e, come spiega l’Autore, grazie ad un intervento straordinario di Dio, ha trovato il coraggio per svuotarsi di sé. È egli stesso che ce lo dice “Ho semplicemente messo in luce una parte infinitesimale dell’oro che Dio ha sparso fra noi con Verità. Io non potevo veder nulla, perché l’orgoglio mi accecava, ma Dio mi ha preso per mano e mi ha condotto dove giace il filone, ordinandomi di vangare il terreno. Non ho dunque fatto altro che obbedirGli”.
Ecco la sua vera grandezza di scienziato e di uomo.
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€ 16,15 € 19
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"... quando veniva in Italia a fare lezione alla LUIMO, ... Il Dr. Paschero leggeva le sue lezioni che aveva molto meditato attraverso la sua straordinaria esperienza … ma come le leggeva! E insistentemente ripeteva: "Avete capito?". Voleva trasmettere l’esperienza trasformata in Amore per penetrare nel Medico che doveva nascere.

Queste ed altre sono le sue lezioni, le ripeteva … ma come le ripeteva!

Lui conosceva le difficoltà di trasformare un Medico in un Medico Omeopata!

Paschero ci ha lasciato molto, ma tre sono i punti su cui ci ha trasmesso sapere ed esperienza:
- il rapporto con il Paziente,
- l’attitudine del medico di fronte al Malato, e soprattutto
- la conoscenza della Psora profonda. ...

La realtà è che Paschero aveva studiato bene Hahnemann e l’aveva letto molto, soprattutto in relazione alle Malattie Croniche. Il conflitto primario, cioè la causa originaria di ogni malattia, è la reazione psorica profonda dell’individuo di fronte all’insulto interno ed esterno. 

Paschero, in questi tempi in cui la Medicina Omeopatica è preda delle più disparate elaborazioni, ci riporta alla sostanza dell’oggetto della cura: l’uomo con la sua storia biopatografica e la totalità dei suoi sintomi. 

Eccoci quindi alla relazione del Medico con il Paziente, quella relazione empatica in cui il Medico compartecipa alla sofferenza del Malato, perché solo così comprende cosa è necessario curare in lui.

Se, leggendo questi insegnamenti … riuscirete a vedere voi stessi … sani o malati… e a vedervi Medici, allora significa che fate parte dei Medici del Futuro, oggi … il futuro dell’altra faccia della Medicina: questa è "la rivoluzione in Medicina"".

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Questa raccolta di Aforismi e Massime di Kent è stata per me una piccola ’rivelazione’. Sapevo che il Pensiero di Kent completava in modo perfetto quello di Hahnemann donando più organicità, maggiore sviluppo e chiarezza metodologica dal punto di vista applicativo e sapevo anche che la lettura dei Classici, specie delle opere dei Fondatori dell’Omeopatia era di estrema importanza per un Omeopata, ma non credevo che il Pensiero di Kent arrivasse a tanto.

Si rinnova in me lo stupore ogni volta che lo leggo e rileggo, perché rimane tuttora innovativo. Mentre lo medito mi chiedo sempre quanti Omeopati odierni possiedono tale conoscenza dell’Uomo e della sua malattia.

Il vero senso della Omeopatia Unicista è quello di somministrare una terapia capace di andare alle ’radici’ della malattia umana e Kent ci svela a che livello è accovacciata questa ’disarmonia’, ma noi facciamo molto poco o quasi nulla in questa direzione.

In conclusione, data la condizione attuale dell’Omeopatia italiana, invito tanto calorosamente quanto umilmente ogni Collega a meditare e lungo questo testo di Kent e altre Opere dei nostri Maestri, non tanto per saper curare meglio i nostri Pazienti (questa sarà una ovvia conseguenza), quanto per guarire noi stessi attraverso la presa di coscienza della propria debolezza umana.

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Il fondatore dell’Omeopatia, Samuele Cristiano Hahnemann nacque a Meissen (Sassonia) il 10 aprile 1755 e conseguì la Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Eelangen (Germania) il 10 agosto 1779. Era un medico molto colto - conosceva ben 8 lingue - e godeva fama di chimico e minerologo espertissimo.

Il motivo che spinse Hahnemann - uomo di profonda cultura e fede - a cercare un nuovo metodo terapeutico adatto all’uomo infermo fu la sua non rassegnazione di fronte allo stato di estremo abbandono, precarietà ed empirismo della Medicina dell’epoca, ossia, per dirlo con le sue stesse parole: «è penoso vedere come la scienza medica, la più nobile e più utile di tutte, dipenda dal caso, il che fa sempre supporre un gran numero di persone esposte a pericoli». 

E aggiunge ancora: «La Provvidenza, nella sua immensa saggezza, non ha potuto volere che l’arte più importante resti sempre in uno stato così precario. Sarebbe in effetti funesto, per il genere umano, se la sua conservazione dipendesse unicamente dal caso. No, è una consolazione credere che esistano, per ciascun malato e per ciascun caso morboso particolare, dei rimedi specifici e che vi sia un mezzo razionale per arrivare alla loro scoperta».

Questo Saggio è di estremo interesse sia dal punto di vista storico che dal punto di vista medico, in quanto è l’ultimo lavoro di ricerca di Hahnemann prima delle pubblicazioni delle sue grandi opere sull’Omeopatia.
Per la prima volta viene pubblicato in italiano e ci auguriamo che possa contribuire a dare a tutte le persone di buona volontà e di onesta coscienza l’opportunità di integrare le proprie conoscenze della Moderna Medicina che spesso trascura il Malato per correre dietro alla Malattia dimenticando che questa è soltanto l’espressione del profondo disagio in cui viene a trovarsi quel complesso di Spirito-Psiche-Corpo che è l’UOMO....
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L’era Cristiana comincia con la nascita di Cristo e venne testimoniata dall’arrivo di tre Re: i Re Magi. Questi provenivano dall’Oriente, da quell’Oriente in cui era sorta la civiltà e che aveva dato i primi canoni di tutte le scienze. Ispirati e guidati da un segno divino portarono al Re di tutti i Re dei doni e non a caso erano dei l’armaci regali: l’Oro, l’Incenso e la Mirra. Oggi siamo in grado di valutare il simbolismo terapeutico di quei regali che a loro volta rispecchiano una profonda competenza farmacologia su ciascuno di essi.

I sali d’Oro fanno ormai parte della farmacopea ufficiale moderna e il loro uso fa parte di attuali e sperimentati protocolli terapeutici in una forma particolare di reumatismo articolare che colpisce prevalentemente le giovani generazioni, su base autoimmune.

L’Incenso è una resina. Il suo uso è stato descritto da Erodoto e Celso nel I secolo d. C. ed è conosciuto per le sue ottime capacità cicatrizzanti e come antidoto, se usato come infuso, nell’avvelenamento da cicuta. I Cinesi l’usarono nella cura della lebbra e con queste e altre indicazioni è stato usato per molti secoli. Più recentemente, nel 1600 un farmacista londinese, Nicolas Culpeper lo usò nella cura dell’ulcera peptica.

La Mirra. I Greci l’usavano per le infezioni della bocca e degli occhi, nella cura delle bronchiti e come preventivo per chi si recava in zone in cui vi erano casi di peste. A chi era costretto ad andare in tali regioni o per chi doveva convivere con tali malati, veniva consigliato di masticare Mirra per purificare l’alito, impedendo l’ingresso del male nel proprio corpo e così sfuggire al contagio.

Ma non fu solo questo il suo uso: nella medicina di allora si diffuse anche come anestetico ed è riportato che a Gesù stesso, per un atto di pietà, per lenirne le sofferenze, prima di essere crocifisso, sia stata data a bere una miscela di vino e mirra.


In ultimo, come riferisce Colin Michie, numerosi laboratori farmaceutici hanno dimostrato l’attualità sia dell’incenso che della mirra; sono stati messi in evidenza dei sottoprodotti derivati del benzopirene che oltre ad avere azione antinfiammatoria, broncodilatatrice e leucotrofica, agiscono anche normalizzando i lipidi del siero.

Questi i regali dei Re Magi: medicine per il figlio di Dio che si fece uomo e dei quali poteva anche avere bisogno come i comuni mortali e che poi ebbe a sperimentare nell’ora dolorosa della Sua morte.

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