Psicologia - Psicologia analitica

 Ciò che guardi, ma non vedi è il remoto,

ciò che ascolti, ma non odi è l’impercettibile,
ciò che tocchi, ma non senti è il sottile…
Sono la forma che non ha forma,
l’immagine dell’immateriale.


Lao Tzu

 


A volte irrilevanti e a volte sconcertanti, le coincidenze significative scaturiscono dal mistero: per definizione non hanno causa, per convenzione sono frutto del caso. Ma definirle un caso non giova a spiegarle.
Attività mentali e accadimenti reali talvolta procedono in parallelo, ma è inspiegabile che uno stato soggettivo, come il ricordo di una persona, coincida con un fatto oggettivo, come il sopraggiungere di quella persona. Stati psichici e fatti fisici talvolta coincidono, ma l’uno non è causa dell’altro: non è perché qualcuno sogna un numero, che quel numero viene estratto al lotto.
A volte eventi paralleli accadono contemporaneamente, ma non si risolvono nella contemporaneità: a caratterizzarli è una sotterranea affinità di significati. Le coincidenze significative sono denominate sincronicità e non simultaneità, perché la comunanza di senso è più significativa della contiguità di tempo.
I fenomeni di sincronicità costituiscono la frontiera forse più avanzata della ricerca psicologica. Richiedono un modo innovativo di guardare alla realtà, un modo originale di concepire la complessità, l’interazione con discipline recenti come la fisica quantistica e con sistemi di pensiero antichi come le filosofie orientali.
Solo un pool di studiosi che afferiscono ad aree diverse della ricerca può delineare i contorni di un ambito tanto enigmatico e delineare le prospettive su cui si affaccia la teoria della sincronicità.

 

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€ 21,25 € 25
SCONTO DEL 15%
Le lettere raccolte nel presente volume ripercorrono la relazione epistolare, durata 15 anni, tra C.G. Jung e Padre Victor White, prete domenicano e teologo inglese. I loro scambi contribuiscono a chiarire l’evoluzione del pensiero junghiano e i collegamenti tra psicologia e religione.
Jung sperava che questo dialogo lo aiutasse a reinterpretare i simboli cristiani classici, mentre padre White cercava appoggio al suo progetto di integrazione tra la psicologia analitica e la teologia cattolica. Entrambi erano pronti a impegnarsi in una collaborazione produttiva, ma in realtà le lettere testimoniano un’escalation di incomprensioni e fraintendimenti, che culminerà in un aspro disaccordo in seguito alla pubblicazione di Risposta a Giobbe da parte di Jung.
è sulla natura del Diavolo, figurazione più scontata e diffusa dell’Ombra – scrivono nella prefazione all’edizione italiana M. Di Renzo e C. Widmann – che divergono e si oppongono le asserzioni di Jung e White dalle prime lettere del 1946 a quelle cruciali del 1955: Male assoluto «che c’era già quando ancora l’uomo non esisteva» o contingente Privazione di Bene (privatio boni), dovuta a mancanze e mancamenti di uomini troppo umani, al punto d’essere bestiali?
Con doloroso rincrescimento e con lancinante rammarico Jung e White non evitano il confronto e non declinano l’affronto. Onestà psicologica lo vuole, convinzione condivisa lo impone: entrambi si riconoscono nell’assunto psicologico che la possibilità di evitare conflitti collettivi di proporzioni immani passa attraverso la capacità degli individui di contenere il conflitto interno dei contrari; che l’attenuazione dell’Ombra collettiva passa attraverso il confronto di singoli con l’Ombra personale.
L’aver instancabilmente coltivato in sé la funzione sentimento fu il baluardo psicologico che consentì loro di farsi male senza diventare malvagi, di toccare la freddezza senza diventare estranei. A ostilità già aperte, quando padre White vive una profonda crisi spirituale, egli sa di potersi rivolgere con franchezza e fiducia a Jung. E la risposta che riceve è una delle testimonianze più alte nella letteratura dell’amicizia; è la partecipazione solida e solidale che si desidera da un amico nei passaggi bui dell’esistenza. ...
€ 42,50 € 50
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 Più sottile della tela di ragno si stende per l’Universo la rete di Indra. In ognuno dei suoi nodi brilla una perla e in ogni perla si riflettono le infinite altre perle.


Ai margini della scienza e ai limiti della conoscenza s’estende un regno incerto di esperienze indiscutibili, ma inspiegabili: coincidenze involontarie e sorprendentemente puntuali, incontri occasionali e oculatamente propizi, combinazioni casuali e tristemente infauste. Fantasie vaghe anticipano fatti precisi, soluzioni fortuite si rivelano più felici di quelle a lungo cercate, sogni assurdi precorrono eventi impensati, impressioni immotivate trovano la loro giustificazione in fatti sconosciuti.
Sincronicità è termine che compendia esperienze di questo tipo, prive di cause note o immaginabili, che presuppongono conoscenze necessarie ma impossibili, che richiedono condizioni precise ma inverosimili, che sfuggono alla spiegazione della ragione e alla comprensione della mente.
Da tempi immemori, per questi fenomeni il pensiero magico escogita spiegazioni che il pensiero scientifico non sa trovare, la parapsicologia immagina processi che la psicologia non sa sondare. Da tempi più recenti la fisica dei quanti e la psicologia del profondo affermano che si tratta di fenomeni inspiegabili, ma non per questo inconoscibili. Senza pretesa di fornire spiegazioni, avanzano descrizioni nuove, che infrangono griglie descrittive insufficienti e consentono di contemplare anche ciò che non è dimostrato, di comprendere ciò che non viene spiegato, di cogliere il senso in ciò che è privo di causa.
Sincronicità non è solo una parola nuova per indicare fenomeni antichi; è anche una teoria per pensare l’inconcepibile e per addentrarsi nell’inconoscibile.

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€ 17 € 20
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Gaia abita i luoghi del femminile;
è empatia, nutrimento,
partecipazione intensa, generatività


Il filo conduttore dei saggi inclusi nel volume è la convinzione che la differenza sessuale – abitare cioè un corpo declinato in senso maschile o femminile – informa di sé ogni aspetto dell’esistenza e anche il modo di usare la propria mente.
Qual è il percorso psicologico che conduce alla costituzione di un’identità femminile? In che modo la dimensione femminile si incarna in un corpo di donna?
L’identità femminile viene intesa dalle autrici dei saggi non come un dato di fatto, ma come una progressiva realizzazione e definizione di sé aperta al cambiamento, all’espressione della continuità del proprio esistere, al possedere un nucleo vitale dentro di sé, al sentirsi vivi nell’attraversare le fasi nodali dello sviluppo, i momenti critici di passaggio e di mutamento di statuto esistenziale che connotano la vita di ognuno: infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia.
Una lettura dell’identità femminile che ritrae, contestualmente, la donna nel «corpo» teorico della psicologia di matrice junghiana. 

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€ 18,70 € 22
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 Il desiderio investe l’intera nostra esistenza. Con lo scorrere degli anni possono cambiare i contenuti, ma non l’impulso a desiderare. Il desiderio poggia sulla memoria del passato, ma è soprattutto tensione verso il futuro. Esso palesa un volto variegato, ambiguo e talvolta addirittura tragico. Espone all’esperienza della presenza e dell’assenza, della vicinanza e della distanza, della fusionalità e della separatezza. Può essere espressione di arricchimento o di espropriazione, di dominio o di sottomissione, di dono o di ricerca di qualcosa che manca, di autonomia o di dipendenza, di intimità o di isolamento, di riconoscimento o di alienazione, di narcisismo o di reciprocità, di amore o di odio, di vita o di morte. L’essenza dell’essere umano la si coglie solo percorrendo gli itinerari inconsci del desiderio. Essi rivelano le ragioni profonde del nostro vivere e del vivere degli altri; tracciano il profilo del «chi sono io» e, allo stesso tempo, del «chi è l’altro». Nell’essere desideranti e desiderati vi è racchiusa sia la nostra grandezza sia il nostro limite. Il desiderio può essere bloccato, ma non azzerato. Se rimosso, aggira la barriera della censura e attua la sua epifania per vie traverse, mascherate: i sogni e i sintomi. Se smarrito, può essere ritrovato nell’incontro tra lo psicoanalista e il paziente. Ma nella nostra società postmoderna, segnata dal nuovo disagio della civiltà, qual è il volto del desiderio?...
€ 15,30 € 18
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Lezioni di Omeopatia Classica nasce dall’incontro tra un medico e un gruppo di allievi e dall’esigenza di rendere chiara e trasmissibile un’esperienza clinica trentennale a chi si avvicina per la prima volta all’Omeopatia Classica.
Questo libro desidera suscitare nelle nuove generazioni l’interesse verso la Medicina Omeopatica Unicista e ravvivarlo in chi pratica già da tempo questa disciplina, marginalizzata nella nostra epoca dal prevalere di concezioni eterodosse che rischiano di indebolirne lo spirito originario.
La stessa Medicina Accademica ha un estremo bisogno di riscoprire l’antica visione Spirito-Psico-Somatica dell’Uomo, di cui il Pensiero Omeopatico è tutt’oggi portatore, e di revisionare in senso dialettico il proprio rapporto col binomio malattia-salute.
Anche la Psicologia Analitica può avvalersi del contributo riflessivo proveniente dalla Scienza Omeopatica, ampliando i propri orizzonti conoscitivi sul tema della ferita congenita e dell’Archetipo Chiave che governa l’inconscio personale. Il Rimedio Omeopatico dell’Inconscio, grazie alla sua azione di biorisonanza sul nucleo di sofferenza più profondo, può infatti svolgere un ruolo terapeutico fondamentale nella cura delle ferite biopsichiche.
L’integrazione tra i saperi dell’Omeopatia e quelli della Psicoanalisi consente inoltre una notevole evoluzione della metodologia clinica omeopatica stessa: la ricerca diagnostica del Simillimum e il riconoscimento della sua profonda azione curativa è infatti possibile solo se si applicano parametri non esclusivamente medici.
Questo testo, frutto di una ricca ed emozionante esperienza didattica e clinica, è quindi rivolto ad un largo e composito pubblico che comprende i pazienti impegnati in un percorso omeopatico, lo studente di una Scuola di Omeopatia e il terapeuta già esperto in ambito sia medico che psicologico.
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€ 33,92 € 39,9
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C’è per noi qualcosa di più necessario dell’essere felici: è immaginarsi che la felicità esista.
M. Yourcenar

L’essere felici non dipende tanto da fattori esterni o da particolari tecniche, ma dal nostro cuore. Sono le buone radici della nostra infanzia che ci rendono capaci della felicità.
C’è una felicità sana, propria degli ottimisti che, possedendo una buona fiducia di base, si sentono amati e sono pronti a dare amore. E c’è una felicità malata, propria dei cercatori del piacere scambiato per felicità, dei dipendenti da psicofarmaci o da droghe, degli euforici, degli iperattivi, degli iperadattati che, per evitare la critica ed essere accettati e amati, si sentono inconsciamente obbligati a esibire la maschera della contentezza.
Ci sono coloro che, pur desiderandolo, si sentono in colpa o hanno paura di essere felici. Ci sono i pessimisti che si sentono tagliati fuori dal mondo della felicità, ma essa può loro dischiudersi, se saranno aperti a un serio e impegnativo itinerario psicoterapeutico.
Aspirare a essere felici è una potente molla dell’esistenza. Rivela che non abbiamo perso la fiducia in noi stessi e nei nostri simili e che la speranza non è spenta nei territori della nostra psiche. Ciò aiuta a crescere, anche quando l’anagrafe ci colloca nella terza o nella quarta età. ...
€ 13,60 € 16
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La materia è spirito che si muove abbastanza lentamente da essere visto.

Il volume interpreta la psiche umana quale parte di un ordine naturale più ampio in cui gli archetipi, fino a poco tempo fa considerati modelli solo psichici, sottendono anche le leggi naturali. Il saggio mette a confronto diversi campi della ricerca umana: psicologia, biologia, fisica, principi dell’auto-organizzazione suggerendo che le apparenti distinzioni umane siano contenute all’interno di una dimensione più ampia di significato. Quest’affascinante ottica porta alla riscoperta di ciò che i mistici, gli alchimisti e i poeti hanno saputo per secoli: dell’esistenza di un unus mundus.
La capacità di entrare in rapporto con l’archetipico ha un alto valore trasformativo e permette di schierarsi con il proprio destino, il che rappresenta quanto ci sia di più creativo nella vita di un uomo. Il non farlo provoca infelicità, personali e collettive. Il volume mostra come operare tali ricongiungimenti e come, prendendo coscienza dei modelli e dei campi, ci si possa impegnare in modo più significativo nella realtà archetipica e spirituale soggiacente. L’aumento della capacità di costruire un ordine interiore mette l’uomo in condizione di aumentare esponenzialmente anche la capacità collettiva di cambiare. ...
€ 14,45 € 17
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Che cos’è l’autismo? È davvero un mondo altro definibile solo attraverso l’estraneità? E che cosa non è l’autismo?
Il libro risponde ad alcuni di questi interrogativi conducendo il lettore in un lungo percorso fatto di osservazioni, verifiche, riflessioni e proposte terapeutiche scaturite tutte da un incontro attento e partecipe con il bambino con autismo, piuttosto che con l’autismo del bambino.
L’approccio globale che viene proposto dagli autori come risposta alla complessità del problema, colloca i punti nodali dello sviluppo in un ambito dove non può esistere una conoscenza che non sia connotata emotivamente e dove non esiste un affetto che possa esprimersi senza una forma organizzata. Il concetto di integrazione, inteso come incontro tra diverse prospettive teoriche, come punto di convergenza di diverse aree dello sviluppo e come scambio tra tutti i partecipanti al processo terapeutico costituisce, in effetti, il leit motiv di tutto il libro.
Il Progetto Tartaruga, presentato nel corso della trattazione, consiste in un percorso terapeutico condotto insieme ai bambini e alle loro famiglie. È un processo di conoscenza reciproca, in continua evoluzione, verso la ricerca di significati profondi che possano far luce su una patologia con ancora molte zone d’ombra. La ricerca di un senso dei comportamenti, come per esempio le stereotipie, che apparentemente sembrerebbero non aver alcun significato, rende, infatti, il processo terapeutico del bambino con autismo un continuo work in progress in cui il terapeuta assolve alla fondamentale funzione di contenimento e di mediazione con l’esterno. I risultati positivi della terapia, attentamente valutati in una situazione di re-test, dipendono dalla professionalità degli operatori, dalla collaborazione con la scuola e la famiglia, dalla precocità dell’intervento terapeutico e dall’intensità delle proposte all’interno di un unico quadro di riferimento.
Il Progetto Tartaruga rappresenta, inoltre, un programma di ricerca piuttosto articolato condotto con più di 50 bambini con autismo che offre l’opportunità di riflettere, in un modo nuovo, sull’eterogeneità delle abilità, delle espressioni e delle competenze relative a diversi contesti, oltre che ai singoli bambini.
Questo volume delinea, dunque, un possibile percorso di incontro con i significati nascosti dell’autismo, attraverso un viaggio condiviso con i bambini.  ...
€ 34 € 40
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Per la leggenda le carte dei tarocchi provengono dal lontano Oriente o affiorano dai misteri dell’antico Egitto; per la storia sono una filiazione dell’umanesimo italiano e i trionfi dei tarocchi sono un trionfo della cultura rinascimentale. Le loro immagini escono dalle botteghe di miniaturisti medioevali, dagli atelier di artisti come Andrea Mantegna, Albrecht Dürer, Salvador Dalì, Renato Guttuso, dalle matite di fumettisti come Milo Manara o Hugo Pratt.
Nel corso di sei secoli pittori, poeti, letterati, filosofi, occultisti e, in ogni caso, Uomini, hanno selezionato una gamma definita di figure che compongono un panorama immaginativo paragonabile ai grandi sistemi simbolici della mitologia, della numerologia, dell’astrologia, della qabbalah… Affacciarsi sul mondo degli arcani significa, dunque, affacciarsi sul mondo dell’immenso e dell’universale, dell’archetipico. Nel corso del tempo, difatti, uomini d’arte e di pensiero hanno maturato una concezione comune: gli arcani sono archetipi e le loro immagini simbolizzano elementi strutturanti della realtà e strutture portanti della vita psichica.
Oggi è la psicologia analitica a esplorare il simbolismo di queste figure, per indagare i nodi archetipici che plasmano la singolarità dell’individuo. Sulla «rota magica» dei tarocchi le singole immagini rappresentano le singole componenti della totalità psichica e il loro susseguirsi ritrae il succedersi di vicende evolutive della psiche. Nei loro simboli si configurano i nodi organizzativi della personalità e gli snodi evolutivi dell’esistenza.
Questo volume costituisce l’analisi psicologica più completa e sistematica degli arcani maggiori; penetra le loro simbologie per penetrare un po’ di più l’arcano della vita: l’ignoto e il mistero del diventare individui sempre più consapevoli di sé. Nei motivi simbolici dei tarocchi rintraccia le trame del processo di individuazione e mostra che gli arcani maggiori sono gli arcani della vita.

Una narrazione figurativa si sviluppa in parallelo a quella del testo e illustra la simbologia degli arcani attraverso uno straordinario assortimento iconografico costituito da 450 immagini a colori tratte da oltre 130 mazzi di tarocchi. ...
€ 55,25 € 65
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Ritiratevi in voi, ma prima preparatevi a ricevervi.
Sarebbe una pazzia affidarvi a voi stessi,
se non vi sapete governare.
C’è un modo di fallire nella solitudine
come nella compagnia.
M.E. de Montaigne


L’atteggiamento nei confronti della solitudine, oggi, è piuttosto contraddittorio. La si cerca, ma allo stesso tempo la si teme. Si sogna il ritiro in luoghi di meditazione nella speranza di ritrovare se stessi, ma una volta immersi nel silenzio ci si sente afferrati da un inquietante smarrimento, per cui si ritorna in tutta fretta alle detestate relazioni di sempre.
Mentre ci si preoccupa di favorire ed eventualmente curare le relazioni interpersonali ai fini di un maggiore benessere, non si registra uguale attenzione all’importanza del raggiungimento della capacità di stare soli con se stessi.
In realtà, soltanto chi è in grado di sperimentare la solitudine senza angoscia non corre il rischio di annullarsi nell’altro o di rivolgersi all’altro in modo fagocitante, strumentalizzante, ricattatorio o vittimistico. Il riconoscimento e l’accettazione di sé, che una positiva esperienza di solitudine comporta, sta alla base della disponibilità a riconoscere e accettare gli altri. Il successo di una buona relazione con gli altri poggia dunque sulla capacità di essere soli.
La presente lettura ci aiuta a scoprire l’importanza della solitudine senza perdere di vista il valore della relazione con gli altri. ...
€ 12,75 € 15
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Blu-pensiero..., rosso-movimento...
il mondo raccontato dai filtri del colore

«Una delle pietre miliari nell’ambito degli studi sul colore, per la ricchezza delle fonti e per l’ampiezza di vedute. L’obiettivo dell’autrice è quello di portare il lettore a concepire i colori come forze diffondenti reali che mettono in contatto con determinati campi di energia. I colori stimolano associazioni, producono effetti psichici, evocano esperienze primordiali, esprimono situazioni e stati d’animo attraverso una dimensione simbolica, parlano dell’inconscio, esplicitano le caratteristiche di una cultura e rimandano all’universo archetipico. Sono questi i vari tasselli che configurano il percorso sul colore che, passando costantemente da aspetti storici a dimensioni psichiche, riesce a tenere conto sia della dimensione collettiva che individuale».

Dalla Presentazione di Magda Di Renzo  ...
€ 25,50 € 30
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La dimensione dell’ascolto è una condizione essenziale per lo sviluppo di una buona relazionalità. Purtroppo gli attuali ritmi di vita stanno rendendo aleatori sia l’ascoltare se stessi che l’ascoltare l’altro e l’essere dall’altro ascoltati. Eppure, ognuno di noi porta dentro di sé lo struggente bisogno di vivere tutte e tre queste esperienze. Se viene meno anche solo una di esse, corriamo il rischio di diventare stranieri a noi stessi e all’altro.
Naturalmente l’ascolto, perché sia fonte di benessere, deve essere un buon ascolto. Solo così sono possibili l’incontro, il dialogo e la comprensione interpersonale e sociale.
L’ascoltare è un’arte difficile. È certamente più difficile del parlare. E lo è soprattutto oggi. La nostra infatti è una società in cui tutti parlano ma pochi ascoltano. E quei pochi che sono disposti a farlo sembrano privilegiare l’ascolto virtuale, nuovo muretto e nuova piazza in cui trovano spazio i vari social network.
Il buon ascolto è per sua natura circolare, per cui chi ascolta è anche ascoltato e chi è ascoltato, ascolta. Ciò favorisce la capacità di ascoltare se stessi senza cadere nel narcisismo e di ascoltare l’altro senza cadere nel conformismo. Evolutivamente, in principio è l’ascolto. La parola viene dopo. Non c’è nessun Io parlo se non è preceduto da un Io ascolto.
Se, dunque, avremo imparato ad ascoltare, sapremo anche parlare. ...
€ 12,75 € 15
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Questo volume rappresenta il primo esauriente tentativo di integrare alcuni aspetti della psicologia analitica con le nozioni provenienti dalle neuroscienze e dalla psicologia in generale.
L’obiettivo principale è rappresentato dall’aggiornamento del concetto di archetipo sulla base dei risultati derivati da indagini sperimentali e da studi basati sull’osservazione. Inoltrandosi negli ambiti delle scienze cognitive, della psicologia evolutiva e della teoria dell’attaccamento, l’autrice interpreta in una prospettiva nuova la teoria e la pratica junghiane. Ne deriva una dettagliata e ben documentata proposta di revisione e reinterpretazione della natura dell’archetipo, del suo funzionamento psichico e del suo contributo al processo di cambiamento nel corso della terapia analitica.
«La mente e i significati non esistono a priori», afferma Jean Knox, «ma derivano da processi evolutivi e dall’esperienza delle relazioni interpersonali. Gli archetipi che emergono nel corso delle prime fasi dello sviluppo psichico costituiscono il fondamento per l’evoluzione dei significati essenziali secondo i quali gradualmente costruiamo i modelli mentali del mondo circostante, organizzando le esperienze quotidiane in schemi che potranno poi guidare le nostre future aspettative di vita in tutti gli aspetti, incluse quelle relazionali».
Lo studio sull’emergenza del significato simbolico nella mente umana, sia nel corso dello sviluppo che durante il processo analitico offre, infine, una cornice per l’integrazione della psicologia junghiana nella prospettiva evolutiva.  ...
€ 20,40 € 24
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Continuerò ad azzardare, a cambiare, ad aprire la mente e gli occhi, rifiutando di lasciarmi incasellare e stereotipare. Ciò che conta è liberare il proprio io: lasciare che trovi le sue dimensioni, che non abbia vincoli.
Virginia Woolf

Interrogarsi sul senso dell’essere donna in una terra culturalmente mediterranea e all’interno di un panorama scientifico di più ampio respiro, qual è quello junghiano, è il fil rouge che unisce gli scritti di questo libro.
Sogno e Risveglio, nel connubio filosofico di Maria Zambrano, si fanno cammino dentro la storia, innanzitutto dentro le storie personali, traducendosi nel fitto dialogo fra gli opposti: l’inconscio e la coscienza, il reale e il simbolico, la paziente e l’analista, l’analista e il supervisore, anche lei donna.
La raccolta degli scritti, che trova nel pensiero della psicologia psicodinamica il suo cardine di riferimento, narra di percorsi clinici di donne raccontati da donne, proponendo al lettore un panorama di esperienze al femminile in cui teoria e prassi, pensiero (scientifico) e sentimento, natura e cultura si intrecciano in una tensione dinamica e poliedrica, che apre costantemente alla duplice dimensione dell’individuale e del collettivo.
La relazione madre-figlia, l’adozione, l’incapacità-impossibilità di essere madre, il soma come linguaggio della psiche, l’emancipazione sono i temi che prendono vita attraverso il mito, così antico e sempre così attuale e moderno, nelle sue molteplici sfaccettature. ...
€ 15,30 € 18
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È un volume sull’equilibrio emotivo dell’individuo e sui processi che lo creano e lo sostengono, sugli eventi che lo minano e, qualche volta, lo distruggono e sulle modalità di cura – sia psicoterapeutiche che autoterapeutiche – che cercano di ripristinarlo. L’alessitimia, la difficoltà a riconoscere e a descrivere i propri sentimenti, rappresenta il punto focale dell’intera trattazione. L’autore, nel tentativo di dare una risposta al perché questa patologia rappresenti la più comune causa singola del cattivo risultato – o addirittura del fallimento – di una psicoanalisi, ci offre un’analisi particolareggiata degli affetti, delle emozioni e del trauma psichico. Tra tanti apporti assolutamente innovativi qui presentati, spicca il punto di vista genetico sugli affetti e l’esame dei particolari eventi maturativi dell’adolescenza. Nella rivisitazione di molti concetti inerenti il trauma psichico, l’autore propone la ridefinizione del termine stesso del trauma e la distinzione tra il trauma infantile e il trauma di tipo adulto.
Nello studio dell’alessitimia, il capitolo di John Krystal – dedicato agli aspetti diagnostici – riassume i mezzi attualmente disponibili per accertarne la presenza, la gravità e l’estensione e propone nuovi strumenti valutativi. Per comprendere l’enormità e la profondità di questi problemi e individuare strumenti concettuali aggiornati, l’autore sottolinea la necessità di integrare le nuove scoperte provenienti dalla psicologia cognitiva, dallo studio delle dinamiche percettive e nuove affascinanti conoscenze sullo sviluppo psicologico infantile e sul ruolo dell’attaccamento nella genesi psicologica. Ne deriva un testo profondamente umano, un esame degli avvenimenti traumatici e degli approcci di cura particolarmente ad ampio raggio, con deduzioni ricche di effetti per gli studi futuri come, per esempio, la scoperta che l’inibizione della cura di sé è la chiave di volta dell’intera struttura dell’alessitimia. ...
€ 37,40 € 44
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La rappresentazione grafica costituisce uno strumento per oggettivare il livello di maturazione raggiunto dal bambino in ambito psicomotorio, cognitivo ed emotivo e, nello stesso tempo, si pone come strumento prezioso di espressione sia in ambito educativo che terapeutico.
Il comprendere e il saper valutare la produzione grafica di un bambino autistico è un indispensabile supporto per capire i diversi aspetti della sua evoluzione e la sua personalità.
La valutazione grafica in produzione spontanea di un campione di 100 bambini autistici ha permesso di delineare come il disegno libero e il disegno della figura umana mostrino la specificità di un linguaggio diverso da quello verbale che consente manifestazioni peculiari sia sul versante cognitivo – esplorato anche attraverso le prove di Santucci – sia su quello affettivo, permettendo una descrizione del bambino con autismo.
La correlazione con altri strumenti diagnostici (come con l’ADOS-G e la Leiter-R) ha consentito un arricchimento della valutazione e della prognosi e una migliore progettualità terapeutica.
Nel volume vengono riportati gli esiti del test grafico-proiettivo – reattivo di Wartegg –, somministrato a 40 bambini, che ha consentito di mettere in luce aspetti della loro personalità. La possibilità di somministrare il test di Wartegg si è resa possibile solo dopo un percorso terapeutico. ...
€ 15,30 € 18
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Per troppo tempo la figura di C.G. Jung è rimasta bersaglio di opinioni e interpretazioni che hanno avuto poco a che vedere con la realtà dei fatti.
Occultista, ciarlatano, profeta, misogino, scienziato, ateo, razzista, apostata freudiano, psichiatra e antipsichiatra, gnostico, mistico, guaritore…
A che cosa si deve una tale proliferazione degli «Jung»?
È possibile che si tratti sempre della stessa persona?
Dopo decenni di creazione di miti intorno alla sua figura,
la domanda – chi era C.G. Jung? – si fa davvero pressante.
Jung ha creato una scienza che è nel contempo una chiave di lettura della psiche umana, la più ad ampio raggio che si sia mai vista in Occidente. Una delle figure più controverse del panorama intellettuale occidentale è, in realtà, uno dei suoi personaggi più importanti.
Il lavoro di Sonu Shamdasani rappresenta, paradossalmente, il primo e sicuramente più esaustivo lavoro sulla formazione della teoria psicologica di Jung, sulla sua importanza nella creazione della moderna psicologia, sull’influenza che il suo pensiero ha avuto nello sviluppo delle scienze umane e nella storia sociale e intellettuale del xx secolo.
Il volume apre nuove prospettive su tutta la psicologia odierna e il ricco e finora inedito archivio utilizzato dall’autore costituisce una base per ogni futura valutazione dell’opera junghiana.
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€ 29,75 € 35
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«La gatta» è una fiaba romena di intrigante complessità e di enorme fascino. È la storia di una principessa che, all’età di 17 anni, viene trasformata in gatta e che non potrà tornare donna finché un figlio dell’imperatore non le tagli la testa... Finalmente uno dei figli dell’imperatore, in giro per il mondo in cerca del finissimo lino, la incontra, se ne innamora e rompe l’incantesimo.
Perché e in che modo tutto ciò accade è il vero tema di questo saggio.
M.-L. von Franz, con l’erudizione, l’eloquenza e la spontaneità che l’hanno sempre contraddistinta, ancora una volta ci delizia con l’analisi dell’universo archetipico che si cela dietro la trama della fiaba, e ci ricorda quanta immensa saggezza sulla psicologia individuale e collettiva vi è compresa.
I simboli nascosti nei singoli elementi del racconto – nella figura dell’imperatore, in quella della gatta, nelle mele d’oro, nei prodotti naturali così come nei fenomeni naturali, ecc... – man mano brillantemente ricercati, svelati e collegati tra loro, formano i grandi temi della redenzione e dell’unione degli opposti, sia dal punto di vista della psicologia individuale che collettiva.
Quella de La gatta è una vorticosa danza degli archetipi intorno al principio femminile. Il racconto mostra come l’attivazione di questo principio, sia in determinate fasi dello sviluppo individuale che in certe fasi della vita collettiva, si renda necessaria per compensare l’atteggiamento patriarcale dominante. E quando la trasformazione si compie, il vecchio ordine deve lasciare il posto al nuovo. Come a dire, mai mettere il vino nuovo nell’otre vecchio. ...
€ 11,90 € 14
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Soltanto il caso può apparirci come un messaggio.
Ciò che avviene per necessità, ciò che è atteso,
che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto.
Soltanto il caso ci parla
Milan Kundera

Che cosa sarebbe la psicologia se Jung non avesse incontrato Freud?
Che cosa sarebbe la filosofia se Sartre non avesse incontrato Simone de Beauvoir?
Che cosa sarebbe la nostra vita se non avessimo incontrato quell’autore, quell’uomo o quella donna?
È lecito chiedersi se la vita simbolica, oltre che nei sogni, si manifesti anche nella realtà sotto forma di coincidenze significative?

Due avvenimenti non collegati da nessuna causa, ma che tuttavia, accadendo simultaneamente, creano un senso per la persona che ne è soggetta... la sincronicità è senza dubbio uno dei fenomeni psichici più affascinanti.
Questo libro, della sincronicità indaga innanzitutto la sfera relazionale. Parla degli incontri, sincronistici appunto, che fanno sì che persone, autori e opere si presentino nella nostra vita in momenti determinanti, acquisendo così un valore simbolico di trasformazione.
Vengono esaminati i processi psichici che si manifestano sotto forma di motivi tematici o di inclinazioni che ci attirano e ci conducono impercettibilmente verso una persona, un lavoro oppure un paese.
L’autore spiega in che modo possiamo approfondire il senso di un avvenimento sincronistico e, per creare ipotesi interpretative, fa ricorso anche a metafore tratte dalle scienze della complessità e dalla teoria del caos.  ...
€ 17 € 20
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Dite: «È faticoso frequentare i bambini».
Avete ragione.
Poi aggiungete: «Perché bisogna mettersi a loro livello, abbassarsi, curvarsi, farsi piccoli».
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca. È piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti, alzarsi sulla punta dei piedi per non ferirli.
Janusz Korczak


Le ferite dell’infanzia, talvolta conosciute ed evidenti, altre volte nascoste o incomprese, fanno parte della vita di molti bambini. Lutti, separazioni, partenze, malattie, rapporti difficili, conflittuali o ossessivamente protettivi causano contusioni, lividi, ammaccature e ferite di tanti tipi. Spesso sono gli adulti, a casa o a scuola, a fare del male ai bambini, non comprendendo le loro angosce. Spesso è il bambino stesso a soffrire di «mal di genitori». Spesso è il corpo che difetta, la malattia che ha effetti negativi sulla quotidianità.
Attraverso i casi di Antoine, «bloccato da un padre-giudice», Caroline e Marion, «maltrattate da una cattiva maestra», Etienne che, dopo la separazione dei genitori, «vive in un mondo a parte»..., Nicole Fabre mostra i modi in cui queste ferite possono essere riconosciute e quindi curate.
Con grande sensibilità l’autrice illustra l’importante ruolo della psicoterapia che, durante il processo di guarigione, riesce a trasformare le ferite in cicatrici preziose, costitutive di personalità, aiutando il bambino a crescere in modo equilibrato. ...
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La valutazione delle capacità cognitive rappresenta un tassello fondamentale del mosaico diagnostico, che raccoglie e integra il senso della diagnosi stessa. Valutare le funzioni cognitive e le loro manifestazioni all’interno della pervasiva area dell’autismo, conduce il clinico a calibrare la valutazione sulla base delle implicazioni e delle limitazioni comunicative espresse dall’area patologica.
La Leiter-R è una scala di valutazione cognitiva non verbale che, a differenza dei tradizionali test intellettivi, pone l’accento anche sull’intelligenza fluida quale misura dell’intelligenza innata di un individuo, non influenzata da aspetti o apprendimenti culturali e socio-educativi.
«Uno degli aspetti fondamentali da tener presente, nel momento valutativo», sottolineano gli autori, «è l’osservazione attenta dei comportamenti del bambino che possono dare molte indicazioni sulla intenzionalità o casualità della risposta. A volte uno sguardo fugace e un comportamento bizzarro possono farci comprendere, meglio di quanto si possa fare solo attraverso il punteggio, le reali potenzialità del bambino».
La valutazione cognitiva di un campione di 130 bambini autistici ha permesso un’equilibrata sintesi tra aspetti quantitativi e qualitativi, che si risolve tanto nell’attendibilità della diagnosi quanto nella possibilità di aprire nuovi orizzonti di riflessione nello scenario più ampio della valutazione dell’autismo. La correlazione con altri indici diagnostici ha permesso un arricchimento della valutazione e della prognosi che consentono di indirizzare meglio il progetto terapeutico. ...
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Anima, più che una sostanza, è una prospettiva,
più che una cosa in sé, è una visuale sulle cose.
J. Hillman

Riflessioni sui principi della cura e sulle potenzialità della psicologia archetipica hanno qui come scenario la stanza dell’analisi, il luogo in cui avviene l’incontro terapeutico e dove ogni elemento presente diviene un luogo del fare anima.
«Cosa accade nella mente dell’analista quando l’incontro con l’altro, dopo tanti anni di esperienza clinica, diventa uno degli ingredienti fondamentali del fare terapeutico?», si interroga Magda Di Renzo nella presentazione del volume.
«Quale luogo abitano, in quella stessa stanza, le teorie che hanno fondato la sua dimensione terapeutica e che hanno dato vita alle suefantasie sul paziente e sulla cura?
Qual è allora l’atteggiamento che l’analista può assumere per fare in modo che il bagaglio di conoscenze accumulate non diventi solo una griglia per codificare adeguatamente il comportamento dell’altro ma si presentifichi ogni volta come una nuova fonte cui attingere per trovare le immagini che connotino il processo terapeutico in atto?
Se conveniamo con Jung sulla considerazione che non si può esercitare influenza se non si è suscettibili all’influenza dell’altro, non possiamo pensare che sia solo la rigorosità del setting a garantire la proficuità del nostro operato né possiamo argomentare che una maggiore conoscenza,ipso facto, consenta più facilmente all’altro di affidarsi al percorso che gli proponiamo. Perché un processo sia vivo è necessario, piuttosto, che l’analista si lasci continuamente influenzare dai racconti e dalle immagini che l’altro porta, entrando in quel processo alchemico che trasformerà, alla fine del percorso, la materia di entrambi i partecipanti». ...
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Il sintomo è una drammatica perdita di senso, mentre il simbolo scandisce ogni percorso che abbia l’ardire di immaginare un’esistenza dotata di senso.
C. Widmann

Una straordinaria somiglianza di fenomeni accomuna le esperienze umane più distanti: i momenti forti dell’esistenza e quelli torpidi della sofferenza, le espressioni alte della psiche e le sue manifestazioni tragiche. Simbolo e sintomo contrassegnano i vertici eccelsi e quelli infimi della vicenda psichica e distendono uno spazio vasto fra normalità e follia. Ma simbolo e sintomo sono estremamente somiglianti e intrecciano normalità e follia con trame di affinità e prossimità.
Questo volume nasce da alcune considerazioni su questi contenuti psichici, sorprendentemente simili quanto irrimediabilmente distanti e promuove la riflessione sul loro destino.
Gli autori dei saggi qui raccolti, gettando lo sguardo nel profondo della psiche, si interrogano su un enigma forte: come accade che un contenuto inconscio può imboccare la via progressiva ed evolutiva del simbolo oppure quella regressiva e involutiva del sintomo?
La relazione tra inconscio e coscienza sembra profilarsi come criterio ineludibile per una teoria della dimensione simbolica e per distinguere al suo interno tra simbolo e sintomo. Analoghi per contenuti e simili nella forma, simbolo e sintomo sono canali di relazione fra inconscio e conscio, ma nelle forme di questa relazione si colloca la loro diversità e si gioca il loro diverso destino. ...
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Dio ha dato all’uomo il gatto perché avesse il piacere di accarezzare la tigre.
V. Hugo

Il gatto è una belva in miniatura. Due milioni di anni di vita selvatica, un passato da predatore solitario, un esasperato individualismo costituiscono il suo substrato più caratterizzante. Impersona aspetti sconcertanti della vita istintuale, che spaziano dalla sensualità più elegante alla crudeltà più indifferente e che gli conferiscono una raffinata sensorialità oltre a un proverbiale attaccamento alla vita. La convivenza con il gatto consente un confronto quotidiano e intrigante tra la sofisticata civilizzazione umana e la più pura istintualità animale; mostra all’uomo quale sia l’irrazionalità, ma anche la sapienza dell’istinto; gli ricorda in ogni istante cosa significhi davvero vivere in contatto con la natura esterna e rimanere fedeli alla propria natura interna.
In pochi millenni di convivenza, il gatto è entrato non solo nella realtà, ma anche nell’immaginario dell’uomo dove si trasfigura in animale dalle molteplici valenze simboliche. Di volta in volta, egli è immagine di freddo opportunismo o di commovente tenerezza, di ostinata insubordinazione o di sensuale voluttuosità, di ritiro in sornione sonnolenze o di acuta, insonne vigilanza.
Animale utilitaristicamente inutile, il gatto è insostituibile non per le sue prestazioni fisiche, ma per specifiche qualità psichiche, che fanno di lui il più diffuso animale d’affezione. ...
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Il sopravvissuto al trauma chiede, a chi si prende cura di lui, di ricomporre i frammenti, di ricostruire una storia, di dare un senso ai suoi sintomi di oggi alla luce degli eventi di ieri.
Guarire dal trauma è frutto di ricerca e lavoro clinico con vittime della violenza sessuale e domestica, con veterani di guerra e vittime del terrorismo politico. È un libro sulla possibilità di ristabilire i legami e, quindi, un libro sulla guarigione: tra il mondo pubblico e quello privato, tra l’individuo e la comunità, tra gli uomini e le donne. È un libro su ciò che hanno in comune le sopravvissute a stupri e i veterani di guerra, le donne maltrattate e violentate e i prigionieri politici, i sopravvissuti ai campi di concentramento... L’autrice, nella prima parte del volume, delinea le modalità dell’adattamento umano agli eventi traumatici e fornisce una nuova terminologia diagnostica al disturbo psichico dei sopravvissuti ad abusi ripetuti e prolungati.
Le fasi fondamentali della guarigione includono la costituzione di un saldo senso di sicurezza, la ricostruzione della storia del trauma e la ricostituzione dei legami con la comunità.
La seconda parte è dedicata al processo di guarigione offrendo una nuova cornice concettuale alla psicoterapia dei traumatizzati. L’intero corpus teorico è intervallato, fruendone proficuamente, dalle testimonianze dei sopravvissuti, cuore e linfa di questo libro.

Judith Lewis Herman, professore associato di psichiatria alla Facoltà di Medicina dell’Università di Harvard, dirige il programma rivolto alle vittime di violenza presso l’ospedale di Cambridge.
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Prefazione all’edizione italiana di Marco Alessandrini.
Ogni cultura sceglie malattie in cui la sofferenza fisica o psichica appare particolarmente terribile, in modo da farne le rappresentazioni simboliche delle paure fondamentali dell’essere umano: paura di morire e paura di perdere la ragione. Il nome stesso di queste malattie finisce per diventare il tramite metaforico utilizzato per significare l’innominabile, la morte e la follia.
Il XX secolo è, dal punto di vista della storia culturale della follia, il secolo della schizofrenia. Il libro di Garrabé la descrive parlando non solo di segni e di sintomi, ma di figure e biografie di psichiatri e di pazienti, attraversate da correnti filosofiche e scientifiche, da tensioni individuali, intrafamiliari, collettive. Tutto ciò non costituisce, così come potrebbe sembrare, un elegante esercizio di storia delle idee, bensì un modo di fare psicopatologia, cogliendo nella schizofrenia la sua natura ampia e mutevole, la natura del processo interattivo tra psichiatri e pazienti e, attraverso tale interazione, la natura del processo interattivo tra fattori più vasti: familiare, culturale, politico e sociale.

Jean Garrabè, psichiatra, segretario generale della Société de l’evolution psychiatrique. Autore dei volumi Concept du psychose e Dictionnaire taxinomique de psychiatrie. Vive in Francia.
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