Letteratura - Romanzi

Selezione di testi di varia: biografie, carteggi, gialli, classici, poesia, racconti, romanzi storici, romanzi, noir, storia della Sicilia, storia e tradizioni popolari.

anche in Ebook

Da che mondo è mondo, di “conti Max” ce ne sono stati e sempre ce ne saranno. Imbroglioni, millantatori, arrampicatori sociali, arruffoni e perché no, anche eleganti ciarlatani. 
Non tutti sanno però chi effettivamente sia stato Giuseppe Abatino, detto Pepito, sedicente conte di Calatafimi, enigmatico personaggio vissuto a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Non tutti possono immaginare come dall’oggi al domani abbia fatto la sua fortuna e anche quella di una celebre soubrette afroamericana che calcò i palcoscenici di tutto il mondo, l’indimenticata Josephine Baker.

In questo libro ripercorrendo le tracce, si restituisce alla memoria la storia di un personaggio palermitano che operando dietro le quinte ha contribuito al successo e all’immortalità della bellissima principessa tam tam

 

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Lorenzo è un ragazzino che ama trascorrere le vacanze natalizie con i suoi amici a combinare malefatte. Pur di divertirsi trascura anche la nonna, che desidera solo un po’ della sua compagnia. Ma questa volta, proprio la mattina del 6 gennaio, accade un magico evento: alla bizzarra signora B. – un’anziana signora che vive nello stesso palazzo della nonna – cade qualcosa di misterioso dalle tasche del cappotto…

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

Cosa può mai accadere a una picciridda che nei primi anni Sessanta vive in un minuscolo villaggio di pescatori, Leto, lungo la costa tra Messina e Catania? Può accadere, ad esempio, che i genitori si trovino costretti a emigrare in Germania in cerca di fortuna e che decidano di portare con sé solo il più piccolo dei due figli, affidando "la grande", pur sempre picciridda, alla nonna paterna. È quello che accade a Lucia, l'irriverente protagonista di questo romanzo, che vive la sua condizione di figlia di emigrati sentendosela addosso come un marchio negativo. È consapevole, Lucia, che per lei - e per tutti coloro che non hanno fortuna, che sono "figli della gallina nera" - la necessità implica sacrificio e rinunce. Lo sa bene. Lo dicono tutti. Lo ripete la nonna, così burbera e austera. Ma col passare dei mesi, tra feste di paese e pomeriggi in riva al mare, l'esistenza di Lucia si popola di persone e di affetti: le zitelle Emilia e Nora, la professoressa Aida, la compagna di classe Rita. Ci sono anche gli uomini, misteriosi e taciturni, un mondo da cui stare alla larga (come dice sempre la nonna) o tutto da scoprire (come sente Lucia). E proprio uno di quegli uomini nasconde un terribile segreto a cui Lucia si avvicina sempre più, ignara di ciò a cui andrà incontro...

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Leone Ginzburg rifiuta di giurare fedeltà al fascismo l'8 gennaio 1934. Pronunciando apertamente il suo no imbocca la strada difficile che lo condurrà a diventare un eroe della Resistenza. Un combattente integerrimo e mite che non imbraccerà mai le armi. Mentre l'Europa è travolta dalla marcia trionfale dei fascismi, questo giovane intellettuale prende posizione contro il mondo servile che lo circonda e la follia del secolo. Fonderà la casa editrice Einaudi, organizzerà la dissidenza e creerà la sua amata famiglia a dispetto di ogni persecuzione. Questa è la sua storia, dal giorno della cacciata dall'università fino a quello della morte in carcere. Nel racconto di Scurati accanto a quella di Leone e Natalia Ginzburg scorrono anche le vite di Antonio e Peppino, Ida e Angela, i nonni dell'autore, persone comuni nate negli stessi anni e vissute sotto la dittatura e le bombe della Seconda guerra mondiale. Dai sobborghi rurali di Milano divenuti operai ai vicoli miserabili del "corpo di Napoli", le esistenze umili di operai e contadini, artisti mancati e madri coraggiose entrano in risonanza con le vite degli uomini illustri. Accostando i singoli ai grandi eventi, attraverso documenti, fotografie e lettere, ricordi famigliari e memoria collettiva, Antonio Scurati fa rivivere il nostro passato. Un racconto in cui si stagliano figure esemplari con il loro lascito inestimabile e quelle di persone comuni, fino a scoprirne la profonda comunanza: le nascite e le morti, i libri e i figli, le case abitate o evacuate, la vita privata che per tutti si attiene a una medesima trama elementare, in cui risuonano fatti memorabili e fatti trascurabili e in cui la grande storia incontra le storie di noi tutti.

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

Jack Burdette è troppo grande per la città di Holt e per i suoi abitanti. Ex giocatore di football, cacciato dal college con un’accusa di furto, poi militare in missione all’estero, quando sembra aver messo la testa a posto lascia improvvisamente la sua fidanzata per sposare un’altra donna conosciuta dodici ore prima. A ogni ritorno, Holt gli sembra sempre più stretta e scomoda... finché Jack non scompare con la cassa dell’azienda per cui lavora, lasciando la moglie e due figli. Dieci anni dopo, la città non ha perdonato né dimenticato. Eppure Jack torna un’ultima volta, con una macchina vistosa e un passato ingombrante, per far saltare di nuovo ogni convenzione e ogni certezza, senza alcun rimpianto. Ancora una volta Kent Haruf, con la sua scrittura tenera e implacabile e il suo sguardo asciutto ed empatico sulla vita e il destino, ci racconta la storia di un’umanità fragile, ostinata e tenace.

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

Un tavolino, un caffè, una scelta. Basta solo questo per essere felici.

«Una meravigliosa lettura su una caffetteria in cui tutto è possibile» Publishers Weekly

ECCO LE 5 REGOLE DA SEGUIRE:
1. Sei in una caffetteria speciale. C’è un unico tavolino e aspetta solo te.
2. Siediti e attendi che il caffè ti venga servito.
3. Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita.
4. Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi.
5. Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi.

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.
Finché il caffè è caldo è diventato un caso editoriale in Giappone, dove ha venduto oltre un milione di copie. Poi ha conquistato tutto il mondo e le classifiche europee a pochi giorni dall’uscita. Un romanzo pieno di fascino e mistero sulle occasioni perdute e sull’importanza di quelle ancora da vivere.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Due storie parallele, due storiacce di guardie e di ladri, due storie nere, anzi nerissime. È la Milano di Alessandro Robecchi, la capitale morale, l’epicentro dei Tempi nuovi, la città di Carlo Monterossi. E quelle due storie sono un romanzo di ossessione e riscatto, di giustizia solitaria e vendetta. Con il passato che sempre incombe, e si allarga ad avvolgere il presente, come i cerchi nell’acqua dopo una sassata.

«La macchina puzza di fumo vecchio e cane bagnato, ogni tanto Carella pensa che quello sia l’odore della polizia». Si è messo a caccia. Da solo, senza dirlo a nessuno. Ferie arretrate, un po’ di soldi da parte, una vecchia faccenda da sistemare. Una di quelle per cui Carella - lo sbirro, il segugio che contesta gli ordini e fa sempre di testa sua - può perderci il sonno. Si è appostato con la macchina di fronte al carcere di Bollate, a osservare il suo uomo mentre esce dalla galera dopo cinque anni di reclusione. Carella chiude gli occhi, si sente calmo, freddo e calmo. «Ti prendo», si dice. «Sono la Franca, Ghezzi, si ricorda?». Il sovrintendente Ghezzi se la ricorda bene. Era l’inizio della sua carriera, sono passati trent’anni, un’indagine che l’aveva portato al suo primo arresto. Per il giovane Ghezzi quella donna era stata bellissima. Le fossette scavate nelle guance, il mistero e l’erotismo di una che faceva le marchette, simpatica e innamorata del suo uomo. Erano una bella coppia. E ora l’uomo è scomparso, e la donna è tornata, davanti casa addirittura, e vuole l’aiuto di Ghezzi. Come fa a tirarsi indietro? Persino la Rosa, la moglie, l’ha capito subito. «Tu fai il difficile, ma domani mattina sei già lì che fai domande, ti conosco»

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%

«Inserire epoche storiche tanto diverse in una sola composizione», ha scritto Milan Kundera, è «una delle nuove possibilità, un tempo inconcepibili, che si sono aperte all’arte del romanzo del XX secolo non ap­pena ha saputo superare i limiti della fasci­nazione per le psicologie individuali e dedicarsi alla problematica esistenziale nel­l’accezione più ampia, generale, sovraindi­viduale della parola»; per poi proseguire: «...faccio riferimento ai Sonnambuli, dove Hermann Broch, per mostrarci l’esistenza europea travolta dal torrente della “degra­dazione dei valori”, si sofferma su tre distin­te epoche storiche: i tre gradini che l’Euro­pa scendeva verso il crollo finale della sua cultura e della sua ragion d’essere». Un torrente che parte, in questo primo pan­nello della trilogia romanzesca di Broch, dal tardo Ottocento, con lo smarrito Joa­chim von Pasenow, giovane Junker prussia­no, incerto se trasgredire i doveri di fami­glia e vivere alla giornata con la piccola Ru­zena, entraîneuse incontrata allo Jaeger­kasino, a Berlino, oppure seguire la via dell’«onore» e della tradizione, e chiedere in sposa l’avvenente Elisabeth, figlia di un proprietario terriero.
Ma è soprattutto nella forma letteraria, ag­giunge ancora Kundera, che Broch ha osa­to l’innovazione più audace, facendo en­trare nel romanzo il pensiero: una riflessio­ne che si rivela «tenacemente autonoma rispetto a ogni sistema di idee precostitui­te; non giudica; non proclama verità; si interroga, si stupisce, sonda; assume le forme più diverse: metaforica, ironica, ipotetica, iperbolica, aforistica, divertente, provoca­toria, estrosa; e soprattutto: non abbando­na mai il cerchio magico della vita dei per­sonaggi; è la vita dei personaggi ad alimen­tarla».

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€ 19 20
SCONTO DEL 5%

Avere una madre come Flora Wellman, stare accanto a una donna che parlava di spiritismo ed era attaccata alla terra, deve pur aver contato qualcosa per diventare "il migliore". Per diventare Jack London.

Romana Petri ha raccolto una delle sfide più fascinose che una scrittrice poteva intravvedere: quella di raccontare la furia di vivere di un uomo che ha fatto il pugile, il cacciatore di foche, l'agente di assicurazioni, il cercatore d'oro, che ha amato l'ombra azzurra delle foreste e la smagliante solarità dei mari, che ha guardato, ceruleo d'occhi e di pensieri, l'anima dei popoli in lotta e il cuore delle donne. E qui le donne sono il vero motore del racconto: la fragranza piccolo-borghese di Mabel, la concretezza di Bessie, il fascino intellettuale di Anna Strunsky, la determinazione di Charmian ("essere molte donne in una"), l'insostituibilità della sorella Eliza. Eppure Romana Petri non ha scritto una biografia: "Figlio del lupo" è un romanzo che srotola il filo di una storia vera, così come è vera la storia dei personaggi che abbiamo amato. E allora ecco sciorinate le vicende di un uomo sospeso fra il rovello ispirato del grande narratore e la voce dispiegata del socialista che vuol parlare, da rivoluzionario, a sette milioni di lavoratori ma non rinuncia a farsi allacciare le scarpe perché non ha tempo da perdere, sospeso fra il gioco dell'amore promesso, vissuto, tradito sempre ad alte temperature e il tormento di un fallimento incombente, malgrado il clangore del mondo e il fuoco alto della fama.

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€ 19 20
SCONTO DEL 5%

Angelica, giovane e ambiziosa cronista di un piccolo giornale romano, si trova per le strade periferiche della capitale quando assiste alla morte di un uomo. Spinta da Alberto, autorevole cinquantenne editorialista e suo amante, la donna comincia a indagare sul tragico evento ma finisce per imbattersi in un'altra intricata vicenda: la scomparsa dell'attrice Stella Panama. Improvvisi colpi di scena ribalteranno il corso degli eventi e il destino di tutti i personaggi di un romanzo che, fino alle ultime pagine, è regolato dalle leggi della suspense e da un sottile ma efficace sarcasmo.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Il sottosuolo è invaso da nemici feroci e bestiali mentre in superficie il Primo Ministro, ossessionato dai suoi pericolosi esperimenti chimici, governa senza pietà né senno.

Venice, suo malgrado, deve infrangere ancora una volta la legge e attraversare un pericoloso varco per raggiungere l’altra metà del mondo. A nessun uomo comune è mai stato permesso di oltrepassare i confini del proprio Settore, ma gli eventi che la attendono sono ben differenti dal futuro che ha immaginato.  Il cammino e le scelte che prenderà sono destinati a stravolgere in ogni caso il destino di Granterre e dei suoi abitanti. Ma la coraggiosa “ragazza segnata” dal carattere ombroso non è sola.

L’altra metà del mondo è il secondo episodio di tre della saga fantasy Morfo blu.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Sono passati più di ventidue anni da quando Quincy Miller, un giovane di colore, è stato arrestato dalla polizia della cittadina di Seabrook, in Florida, con l'accusa di aver ucciso l'avvocato Keith Russo, di cui era stato cliente. Quincy viene frettolosamente processato sulla base di testimonianze e prove poco attendibili e di un movente poco credibile. Ciononostante viene condannato all'er­gastolo. Per tutto il tempo l'uomo si professa innocente senza venire mai ascoltato da nessuno, fino al giorno in cui, disperato, scrive una lettera alla Guardian Ministries, i "padri guardiani", una fondazione no profit che si occupa di dimostrare l'innocenza dei suoi assistiti salvandoli dalla pena di morte. Cullen Post è a capo di questa piccola e agguerrita organizzazione, ha all'attivo otto casi risolti e una storia personale sui generis: quando era un giovane avvocato alle prime armi e pieno di ideali, era rimasto fortemente deluso dal sistema giudiziario e dopo una profonda crisi aveva deciso di diventare pastore episcopale, per dedicarsi poi anima e corpo a combattere le condanne ingiuste e assistere gratuitamente solo clienti dimenticati dal sistema. Accettando di dimostrare l'innocenza di Quincy Miller, strappandolo all'ergastolo, Cullen deve partire alla ricerca dei vecchi testimoni e smontare le false prove che erano state prodotte, mettendo a rischio la sua vita. Perché il suo cliente è stato incastrato da criminali senza scrupoli che non vogliono certo che lui esca vivo dalla prigione. Hanno già ucciso un avvocato ventidue anni prima e possono benissimo eliminarne un altro senza pensarci due volte. Corruzione, abuso di potere ed errore giudiziario sono gli elementi portanti di questo nuovo legal thriller scritto da John Grisham con impeccabile maestria e con un ritmo incalzante.

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€ 20,90 22
SCONTO DEL 5%

Tanti anni prima Lorenza era una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt'altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia cosí, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.

Proposto da Sabino Cassese per il Premio Strega 2020: «Una donna, una persona ambigua e sfuggente, un vecchio amore, ricompare nella vita di un avvocato, attento ma insicuro (i due ritratti sono delineati con grande maestria) e gli chiede di difendere suo figlio, imputato di omicidio. Da qui si dipanano due storie, costruite in un montaggio alternato, alla Griffith, verso il passato di quell'amore e il futuro della sentenza attesa. Una sapiente costruzione, in cui si riflettono le inquietudini del nostro tempo, e il cui protagonista è proprio il tempo (donde il titolo), che si incarica di trovare una soluzione alle due storie. Dal processo emergerà una nuova verità, ma non un nuovo colpevole, che sarà alla fine individuato in altro modo. Sotto queste vicende si nasconde un vero e proprio "conte philosophique". Dietro l'apparenza del “giallo" si celano insegnamenti profondi: la pluralità dei punti di vista; i diversi modi in cui si presenta la realtà; l'invito a dubitare della verità stessa. Due citazioni, una del capolavoro di Kurosawa e una di Canetti, in pagine diverse, rafforzano queste conclusioni. Carofiglio si conferma come una delle voci più importanti della narrativa italiana.»

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€ 17,10 18
SCONTO DEL 5%

Il nuovo libro di Fabio Volo è il racconto di una crisi di coppia e del viaggio, fisico e interiore, per affrontarla. Un romanzo sincero, diretto, che sa fotografare le pieghe e le piccole contraddizioni dei nostri rapporti. Una storia in cui ritrovarsi, emozionarsi e capire se esiste, a un certo punto, un modo nuovo di stare insieme.

"Svegliarsi una mattina e non sapere più se ami ancora la donna che hai vicino, la donna con cui hai costruito una famiglia, una vita. Non sai come sia potuto accadere. Non è stato un evento, una situazione, un tradimento ad allontanarvi. È successo senza esplosione, in silenzio, lentamente, con piccoli, impercettibili passi. Un giorno, guardando l'uno verso l'altra, vi siete trovati ai lati opposti della stanza. Ed è stato difficile perfino crederci."

Quello di Marco e Anna sembrava un amore in grado di mantenere le promesse. Adesso Marco non riesce a ricordare qual è stata la prima sera in cui non hanno acceso la musica, in cui non hanno aperto il vino. La prima in cui per stanchezza non l'ha accarezzata. Quando la complicità si è trasformata in competizione. Forse l'amore, come le fiamme, ha bisogno di ossigeno e sotto una campana si spegne. Forse, semplicemente, è tutto molto complicato.

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€ 18,05 19
SCONTO DEL 5%

Tutto è indecidibile, sogno e realtà, vero e falso, maschera e volto, farsa e tragedia, allucinazione e organizzata teatralità di mosse e contromosse beffarde, in questo thriller che impone al lettore, tallonato dal dubbio e portato per mano dentro la luce fosca e i gomiti angustiosi dell’orrore, una lettura lenta del ritmo accanito dell’azione. Tutti si acconciano a recitare, nel romanzo: che si apre drammaticamente con i licenziamenti degli impiegati e degli operai di una fabbrica di scafi gestita da un padroncino vizioso e senza ritegno, detto Giogiò; e con il suicidio, nello squallore di un capannone, di un padre di famiglia disperato. Da qui partono e si inanellano le trame macchinose e la madornalità di una vicenda che comprende, per «stazioni», lo smantellamento del commissariato di Vigàta, la solitudine scontrosa e iraconda del sopraffatto Montalbano, lo sgomento di Augello e di Fazio (e persino dello sgangherato Catarella), l’inspiegabile complotto del Federal Bureau of Investigation, l’apparizione nebbiosa di «’na granni navi a vela», Alcyon, una goletta, un vascello fantasma, che non si sa cosa nasconda nel suo ventre di cetaceo (una bisca? Un postribolo animato da escort procaci? Un segreto più inquietante?) e che evoca tutta una letteratura e una cinematografia di bucanieri dietro ai quali incalza la mente gelida di un corsaro, ovvero di un più aggiornato capufficio dell’inferno e gestore del delitto e del disgusto. «L’Alcyon [...] aviva la bella bitudini di ristari dintra a un porto il minimo ’ndispensabili e po’ scompariri».
Il romanzo ha, nella suggestione di un sogno, una sinistra eclisse di luna che incombe (detto alla Bernanos) su «grandi cimiteri». La tortuosità della narrazione è febbrile. Prende il lettore alla gola. Lo disorienta con le angolazioni laterali; e, soprattutto, con il tragicomico dei mascheramenti e degli equivoci tra furibondi mimi truccati da un mago della manipolazione facciale. Sorprendente è il duo Montalbano-Fazio. Il commissario e l’ispettore capo recitano come due «comici» esperti. «Contami quello che capitò», dice a un certo punto Montalbano a Fazio. E in quel «contami» si sente risuonare un antico ed epico «cantami»: «Cantami, o Diva, del pelide Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei [...]».
Il cuoco dell’Alcyon è «una Iliade di guai».

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Andrea è un uomo inquadrato, preciso, ordinato. Una moglie, due figli, un lavoro, una vita che sembra perfetta ma che sarà del tutto sconvolta da un incontro inaspettato. Lui è Kuno, disordinato, amante dei libri, sognatore, eccentrico. Basta uno sguardo in una notte di pioggia a cambiare le loro vite. Nel breve tempo che sarà loro concesso condivideranno un amore travolgente e sconvolgente. La passione crescerà con la medesima intensità della ricerca interiore e spirituale, fino a quando la malattia e la morte di Kuno non rappresenteranno l’apoteosi del cambiamento di Andrea, regalandogli un dolore catartico che farà di lui una persona nuova. Il romanzo contiene al suo interno il Monologo dei colori.

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€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%

Granterre è un territorio sopravvissuto ad alcune guerre e circondato da un muro invalicabile e ben protetto che lo isola dal resto del pianeta. Il suo cuore pulsante è rappresentato dal Palazzo dove il Primo Ministro, preda dei suoi fantasmi, vive insieme a pallide e inconsistenti figure: i notabili.

La vita del popolo è apparentemente molto ordinata e armonica ma in realtà ogni azione è monitorata dal Governo; l’iniziativa personale è scoraggiata e persino i sentimenti vengono adeguatamente “indirizzati”.

Venice è una ragazza sedicenne, disarmonica nel corpo e nella mente, che non riesce ad integrarsi con il contesto in cui vive. La sua esistenza cambia all’improvviso quando una serie di eventi, all’apparenza dipendenti dal caso, la conducono nei sotterranei di Granterre, un mondo parallelo in cui può far emergere le sue potenzialità.

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€ 15,20 16
SCONTO DEL 5%

Prese da un angolo una vanga arrugginita e iniziò a scavare. Dopo un poco, la vanga urtò contro qualcosa. Era una specie di sarcofago, dentro c’erano il libro e il diario di nonna Adele.

Lelluccia si accucciò in un angolo polveroso e cominciò a leggere.


Una storia d’amore tra Adele, farmacista e maga, e Alonzo, uomo dal passato misterioso. La storia s’intreccia con le ingiunzioni delle ombre dei sette fratelli di Adele assassinati che pretendono di determinare i destini, in una famiglia del Sud, nel caldo e nella disperazione dell’isolamento, alla ricerca del libro dei libri in biblioteche dove i libri hanno un’anima e sussurrano.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%
anche in Ebook

La vita di Donna Franca Florio rivive, in forma diaristica, nell’appassionante ricostruzione di Salvatore Requirez. Una sequenza infinita di fatti ed eventi (storicamente accertati) che la videro protagonista vengono restituiti alla coeva atmosfera intrisa dei bagliori della Belle Époque ma anche dei disagi di due consecutive Guerre Mondiali. Con l’ausilio di documenti inediti, di testimonianze dirette raccolte nel tempo e di specifici approfondimenti, accanto alle feste e alle cerimonie che fecero della Palermo Liberty una capitale capace di attrarre, per anni, il soggiorno di principi e teste coronate di tutta Europa, trovano spazio le complicate dinamiche finanziarie che condussero all’inesorabile declino dell’impero economico dei Florio scrupolosamente annotate in ogni frangente. Alle impegnative frequentazioni con gli artisti più in vista del periodo, agli insistiti corteggiamenti, allo stile di vita lussuoso e frenetico che rompeva i ritmi di un’aristocrazia sonnolenta e alle spensierate gioie assaporate a Londra, Parigi, Berlino o nelle principali stazioni turistiche europee, si affiancano le note sofferte di un rapporto amoroso complesso e dei più tremendi dolori sopportabili per una madre. Ne viene fuori un ritratto dalle mille sfaccettature che, lontano da ogni tentazione agiografica, offre, per la prima volta, la revisione obiettiva e completa di una vita entrata nel mito. Una vera fotografia senza ritocco.

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€ 16,15 17
SCONTO DEL 5%

Dopo romanzi, thriller, inchieste sulla violenza coniugale e in generale sulle donne, dopo saggi biografici su grandi personaggi della cultura internazionale e del cinema, Pascal Schembri approda con quest’opera all’autofiction, mantenendo ad altezza d’uomo il bersaglio del tema sociale e ben calibrata la tensione tra i generi.
Il libro nasce come un’altra inchiesta, un’indagine sulla femminizzazione del maschio coniugato e i rapporti di potere all’interno della coppia e della famiglia, per poi svelarsi un lavoro motivato da un intimismo che ne traccia con sincerità le intenzioni aggiungendo il valore della genuinità alle riflessioni di un uomo perfettamente calato nei problemi del suo tempo.

Famiglie divise in cui i genitori paterni non possono frequentare i nipotini, mogli che dominano apertamente o in modo subdolo, consapevolmente o d’istinto il maschio con cui condividono la vita, gattemorte e tiranne, poveri frustrati e maschi asserviti si avvicendano nel panorama di queste pagine in cui l’infelicità relazionale si erge a protagonista di un’epoca socialmente confusa.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%
anche in Ebook

La frenetica ricerca, da più parti e attraverso i secoli, degli averi nascosti di un mercante siracusano accusato di eresia fa da trama ad una vicenda in cui si stratificano fatti storici e di fantasia.

Conflitti di pensiero, aberrazioni religiose, crisi mistiche, deliri di potere si alternano in un incalzante sequela di avvenimenti tutti fermamente aderenti (con precisione di data) alla storia della Sicilia spagnola. Il contradditorio ruolo del Tribunale dell’Inquisizione, la teatralità delle pene ingiuste, i contrasti per l’esercizio del potere, la Palermo nuova che nasce all’insegna del barocco, fanno da scenario a vicende personali che ne escono schiacciate.

Storie d’amore incrociate navigano verso un incerto destino. Credenze popolari e linee di pensiero umanistico si oppongono al nascente razionalismo scientifico mentre nell’ombra operano alchimisti e indovini alle formule dei quali, molti, di ogni strato sociale, demandano il rapporto con il sovrannaturale.

Una serrata lotta contro enigmi, esposti in sequenza dai messaggi segreti, coinvolge intelligenze distanti trecento anni. Verranno risolti in chiave colta consultando l’opera postuma dell’abate Tritemio e comparando revisioni storiche con ricerche d’archivio.

Colpi di scena improvvisi, eventi tragici o misteriosi lasciano spazio, infine, al tema di fondo che vuol far luce sul bisogno di una corretta formazione culturale, morale e umana degli operatori religiosi, non sempre adeguata ai tempi ed ai climi sociali e soffocata, oggi come allora, da fuorvianti motivazioni ed esposta all’insidia delle umane debolezze.

Il collante narrativo è ridotto al minimo, in una storia che con formula diaristica procede per scene e dialoghi, lasciando spesso al lettore il gusto dei collegamenti necessari allo sviluppo della vicenda.

Salvatore Requirez, nato a Palermo nel 1957, medico, ha diretto diverse aziende sanitarie del servizio pubblico. Nel 1991 è vincitore del secondo premio di Storiografia Municipale bandito dalla Provincia Regionale di Palermo con l’opera inedita Una città tra le ville. Ha fino ad oggi pubblicato: Le Ville di Palermo (1996), presentazione di Dacia Maraini; Targa Florio (1997) con la presentazione di Luca Cordero di Montezemolo che nel 1998 riceve la targa d’onore al Premio Bancarella Sport; I campioni della Targa Florio (2003); il romanzo Il Leone di Palermo (2005) e Storia dei Florio (2007); il romanzo Di nessun colore è stato pubblicato nel 2008. Nel 2013 pubblica La regina delle Madonie. 

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€ 18,05 19
SCONTO DEL 5%

Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell'Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l'Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall'amico, che torna negli Stati Uniti. Postfazione di Fernanda Pivano.

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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

Il furto di un’alzatina in argento a casa di un onorevole, l’arresto di un camorrista latitante, la scomparsa di un informatico e un triplice omicidio di stampo mafioso. Come possono essere collegati episodi così distanti tra loro, anche territorialmente? Per dipanare l’intricata matassa occorrerà l’ingegno e l’ironia del commissario Mario Castrogiovanni che, tra la Campania e la Sicilia, scoprirà che niente è come sembra. Per farlo avrà bisogno dell’aiuto di tanti amici e colleghi, che spesso costringerà a essere suoi “complici”, di abbuffate luculliane e di decine di caffè. Un romanzo che passo dopo passo ricostruisce una vicenda criminale che a cascata coinvolge personaggi illustri, mercenari e mafiosi, ognuno a ricoprire un ruolo preciso in una storia che – purtroppo – può sembrare fin troppo familiare. Ma alla fine, la verità porterà alla giustizia?

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€ 14,25 15
SCONTO DEL 5%
anche in Ebook
 Soffia un Bandoneon tra il canto dei porteni...
e le danze e il mate...
e il tempo al passo di milonga triste 
che scorre verso bocche languide...
Melanconie!

Ivan La Mantia, come si evince dal suo Diario, ha vissuto, come un mareado, i crepuscoli e le notti di Buenos Aires con la sottile intensità derivata dal carattere provvisorio della sua permanenza. I suoi Tangueros e Milonguitas, personaggi apparentemente lontani dal suo mondo e dal suo tempo, forse non sono altro che il risveglio di un antico “morbo in due-quarti” contratto chissà quando e chissà perché. E, visto che un paio di zapàtos sono sempre nel bagagliaio perché non si può mai sapere, la Giuni la canterebbe così: Che i tuoi sogni o El Mirinda siano infiniti come le tue milonghe.
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€ 9,50 10
SCONTO DEL 5%
Com’è stata la notte nell’oblio? La notte dell’anima, di una vita mal spesa, di un tunnel di cui non si vedrà la fine?

Un uomo un giorno si sveglia e non si riconosce: la moglie, la casa, il suo lavoro, tutto è come dentro un caleidoscopio, dentro un contenitore che gli appare del tutto estraneo. L’unica via è la fuga.
In un lungo peregrinare si intrecciano storie, un cane irlandese diventa il più intimo amico e una donna mulatta lo battezza, donandogli un nome nuovo, forse una speranza.

Ma è forse un nome a definire una persona? A dirci chi siamo?

Una storia che arricchisce chi la legge, piena di suggestioni, di testo nel testo, di una voce elegante che parla, sussurra, riflette.

L’autore riprende un’eco pirandelliana, la sviluppa e la porta avanti con raffinatezza e un’innata dolcezza, sembra quasi mettersi (o metterci?) una mano sulla coscienza, sul riassunto di una vita… vissuta?
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€ 13,30 14
SCONTO DEL 5%

È una storia come tante, quella narrata ne Il vurricatore: Lillino Palazzolo è giovane siciliano, entrato a far parte di Cosa nostra senza un vero perché. Da picciotto, diventa col tempo il seppellitore ufficiale della famiglia mafiosa cui si è affiliato. Una parabola ascendente che si incrina nel periodo turbolento della latitanza e che termina bruscamente nella laboriosa rete tesa dagli uomini della Catturandi. Le vicende e la vita di Lillino Palazzolo sono liberamente ispirate a quelle reali di un mafioso legato alla famiglia di Carini, oggi collaboratore di giustizia. I nomi, i fatti e le circostanze narrate ne Il vurricatore sono in parte frutto della fantasia dell’autore, che tuttavia ci ricorda, pagina dopo pagina, che la realtà è fin troppo spesso “più dura e cruenta di quella descritta sulla carta”.

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L’adolescenza di Leila in Afghanistan, i dissesti della sua patria martoriata e i rovesci che ne hanno determinato l’esilio fanno da piedistallo a una solida vicenda dai risvolti dolorosi ancorché piccanti, che la vede protagonista di un’esperienza di schiavitù coniugale insolita in virtù delle sue peculiarità etnico culturali.

Il burqa integrale, strumento di rispetto verso la femmina imposto da una discutibile interpretazione del Corano nella terra di origine, diventa in Italia arma di asservimento che poggia la propria insidia sulla capacità di suscitare fantasie esotiche. Il mantello e cappuccio intesi a proteggere la donna dalla vista concupiscente degli sconosciuti si fa oggetto di richiamo per una mercificazione altrimenti tristemente comune.

La storia di prostituzione alla periferia di Milano si tinge così di una morbosità stravagante che non basta a stemperare lo squallore e il degrado in cui è immersa la vicenda, né tantomeno ad attenuare la sofferenza narrata dalla protagonista. Leila ne esce come una vittima cosciente della propria sfortuna, una donna di statura morale superiore a quella che lei stessa credeva di possedere.

Pascal Schembri ne trascrive con voce appassionata la discesa agli inferi e la successiva emancipazione, spaziando nello stile dal racconto in prima persona al reportage, fino all’intervista pura e semplice, fornendo un esempio di maturità narrativa degna della sua esperienza impegnata nel sociale.
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€ 9,50 10
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Carlo è un musicista e un musicoterapista. In realtà non sa bene se è più l’uno o l’altro. È sposato con Lisa, ma dopo un aborto i due tristemente si lasciano. Il dolore è troppo grande, Carlo si ammala e rimane per mesi in una clinica in una località isolata per curare i suoi polmoni.
Si fa degli amici, soprattutto uno che chiama Schik (Schikaneder), mentre lui si fa chiamare Moz, come il suo musicista preferito, Mozart. Nella noia dell’ospedale emergono discussioni di largo respiro sulla vita e sulla morte e sulla dubbia paternità di alcune opere attribuite a Mozart. Carlo sta scrivendo una commedia sul suo eroe. Commedia che collima spesso con la sua vita. Dopo i mesi di isolamento Carlo matura e si rende conto di chi è, trova dentro sé una musica che ha sempre posseduto e che pensava di aver irrimediabilmente perso.
Concepito come un valzer, in tre tempi diversi che si incrociano, questo romanzo svela la tragedia e la commedia del quotidiano, si interseca con il Requiem mozartiano lasciandoci la percezione che, comunque vada la nostra vita, nessuno può toglierci la musica che abbiamo suonato insieme agli altri e che da sempre ci portiamo dentro.
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“Forse è l’Acquasanta ad avere qualcosa di speciale per via dell’acqua miracolosa che si dice sgorgasse da questo posto”.

Acquasanta è un antico sobborgo marinaro di Palermo. Lungo la strada che lo costeggia un camion travolge una bambina che in fin di vita viene trasportata in ospedale e ricoverata in rianimazione dove l’infermiera che l’accoglie rimane rapita da quel piccolo corpo in coma che “gli occhi li tiene aperti” e odora di buono e finirà col far ruotare la propria vita intorno ai luoghi e alle persone che alla bambina sono legati.
La storia non sembra avere una collocazione temporale, in continuo rimando tra sentimenti perduti di un mondo antico, rappresentato simbolicamente dallo scenario dell’Acquasanta e la drammaticità del reale che accade quotidianamente in una stanza d’ospedale.
L’elemento che affascina e allo stesso tempo inquieta è l’atmosfera rarefatta della storia, sospesa come la bambina nel letto d’ospedale, come una natura morta. Eppure intorno i personaggi si muovono, percorrendo millimetri ogni ora, forse qualche centimetro al giorno nel loro stare al mondo.

Un racconto in cui, sebbene l’assenza di speranza sembri condurre inevitabilmente alla paralisi irreversibile, la forza propulsiva dell’amore stravolge anche gli esiti più prevedibili....
€ 8,55 9
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Come in un racconto fiabesco la Vucciria che Giacomo Cimino ci consegna non può che essere quella del … c’era una volta. Una volta, quando? Inevitabilmente nel tempo della memoria di un testimone che ne ha seguito le vicende incarnate nel suo vissuto personale e in quello della sua famiglia, nella culla protettiva del quartiere, madre di mille e una storia, tutte degne di una narrazione. 

Una memoria che affonda le radici negli anni Cinquanta, gli anni in cui Giacomo fa i primi passi sotto lo sguardo vigile dei suoi, titolari di un noto panificio del quartiere, conquistando spazi sempre più ampi negli ambiti prossimi alla bottega e che solo col tempo diventeranno la Vucciria, un seducente caleidoscopio di volti, voci, colori, odori. Ma gli anni Cinquanta sono anche gli anni in cui Palermo con i suoi quartieri storici e i suoi mercati avverte i primi, anche se ancora deboli segnali di una mutazione che ne avrebbe modificato nei due decenni successivi in maniera radicale gli assetti urbanistici e socioantropologici. 

A chi con Giacomo condivide l’impietosa anagrafe incisa nei Cinquanta e che come lui ha sperimentato l’avventura di seguire genitori, nonni o parenti prossimi nei meandri della spesa alla Vucciria o in altri viciniori mercati, quel mondo non poteva che sembrare l’unico possibile, sottratto alla temporalità come in una magia ogni giorno rinnovata sulle balate sempre bagnate, specchio per una moltitudine in movimento di uomini, donne e bambini. Uno spazio che oggi ci piace ripensare come una comunità articolata in ambiti di vicinato che Giacomo ricostruisce con devota attenzione e topografica attitudine, a calata maccarrunara, i cutiddieri, via pannieri, le tre chiese di Sant’Antrìa, San Domenico e infine a chiazza, Piazza Caracciolo e la sua celebre e infida scalinata verso la Via Roma, l’altra città che il progetto ottocentesco aveva sostituito a una parte dell’antico quartiere talmente degradato da preferirne più che la bonifica la distruzione.

La vicenda della ditta Cimino, raccontata con misura e gusto nelle sue alterne vicende e nel drammatico quanto emblematico epilogo, fa da baricentro di una ricostruzione che non si fa schermo di intellettualismi per mettere in ombra la sua schietta natura di narrazione soggettiva nata da un vissuto riproposto senza enfasi e retorica. Nel mosaico di personaggi incastonati in questi ristretti e perciò spesso conflittuali spazi di relazione, alcuni con le loro voci e il loro dialetto si stagliano a tutto tondo e poco importa se per tratti positivi o negativi, quasi a residiare come geni loci uno spazio che anche per merito di Giacomo è destinato a diventare mitico, marca territoriale forte di una identità che continuamente viene rinnovata dall’inesorabile fluire delle generazioni e cui oggi contribuiscono, come nel passato, artisti, fotografi , registi e scrittori più o meno noti.
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€ 11,40 12
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Oltre 200 voci per descrivere con franchezza e con brio vari aspetti del mondo scolastico: un solidale passaggio di informazioni, da Sala Professori, tra un’insegnante di lunga e variegata esperienza professionale e i giovani colleghi, in particolare i volenterosi che intraprendono l’insegnamento nella Scuola Media. Il docente agli esordi può trovare in queste pagine suggerimenti per il proprio lavoro; il prof in piena attività testimonianze attendibili e spunti di riflessione; chi ha lasciato, o si appresta a lasciare la scuola, un’occasione per ricordare momenti trascorsi. Il libro è consentito anche ai genitori che desiderano sapere qualcosa di più sulla scuola, e non è vietato agli studenti che vorrebbero capire un po’ meglio i loro insegnanti.

All’età di dieci anni, l’aveva dichiarato in un tema di prima media, non aveva ancora idea del lavoro che un giorno avrebbe svolto, affermava però di sapere con certezza cosa non avrebbe mai fatto: l’insegnante. L’autrice racconta di essere entrata nella scuola «senza entusiasmo, per momentaneo ripiego, nella vaga e indeterminata attesa di fare altro. Avvenne poi come per quel giovane della parabola, il quale, al padre che gli diceva di andare a lavorare nella vigna, aveva risposto di no, che non ci sarebbe andato, ma poi ci andò e lavorò alacremente, fino al tramonto».
Oggi, dopo quarant’anni di servizio, di cui la maggior parte nella scuola media, scrive: «La mia carriera di docente, che cronologicamente si avvia alla conclusione, in un certo senso non finirà mai, perché un insegnante resta un insegnante per sempre, proprio come avviene per i preti e per i carabinieri». ...
€ 13,30 14
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Il Segmento Aureo è uno stupendo romanzo sulla Storia. La storia dell’uomo, la sua predestinazione, il suo essere parte di un generale e necessario progetto sono uno scenario per parlare di passioni profonde come l’impegno morale, la vendetta, la fede, il tradimento, l’arte e l’amore.

La proporzione divina e la regola di equilibrio dell’universo impongono che esista il male, il dolore e la morte come corrispettivi delle cose sublimi ed eterne che all’uomo sono concesse.

Un invisibile tessitore annoda le trame e gli orditi dei destini umani. Artico Blinder è un predestinato dalla sorte che ha inciso sul suo corpo segni indelebili: la deportazione, il numero della divina proporzione e sublimi ali tatuate. Nell’ultimo giorno della sua vita egli narra l’incredibile racconto della propria reincarnazione da profugo ebreo moribondo ad abile e ricchissimo scopritore dell’oro del Terzo Reich.

Ribattezzato con il nome di un ghiacciaio cieco, disperso e semiaffondato nelle acque di un’esistenza tempestosa in cui annegamento e speranza di emersione si susseguono senza soluzione di continuità e senza un’apparente ragione, Artico Blinder attraversa indenne il sentiero al limitare della morte senza mai cadervi dentro.

Ciò che tiene uniti i tasselli di quel destino (e del destino di milioni di uomini) è l’amore per Eloise Brown.

Il centro narrativo de “Il Segmento Aureo” è proprio l’amore che, a giusta ragione, diventa lo strumento per salvare il mondo.

L’arte sostiene quel sentimento, lo nutre e se ne fa compagna.

Il protagonista rivive con il lettore l’incontro con Henry Matisse e il poeta Louis Aragon nella Francia del 1945 raccontando un particolare inedito della vita del grande artista.

Il romanzo storico si sviluppa da vere fonti degli O.S.S. (uffici dei servizi informativi strategici americani) solo di recente non più segrete. Sconosciuta alla quasi totalità dei lettori, la ricostruzione ha una valenza davvero esplosiva nel giudizio sulla storia contemporanea.
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€ 11,40 12
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anche in Ebook
Dal 1881 alla vigilia della prima guerra mondiale, il romanzo narra le vicende di una famiglia, quella dell’ingegner Edmondo Zuelli che sposa Maria Lanzalone e ha due figli: Giannino (1884) e, dopo quasi nove anni, Silvio (1892) che viene seguito dal narratore, appunto, fino alla maggiore età che, nel suo caso, coincide con la vigilia della prima guerra mondiale.

Al racconto del formarsi e del crescere di questa famiglia, nucleo centrale della storia, il narratore intreccia le vicende degli altri numerosi personaggi. In primo luogo dei genitori degli sposi, l’architetto Liborio e la moglie Susanna Zuelli, che vivono a Palermo con i sette figli, e il proprietario terriero don Leoluca Lanzalone con la moglie Maddalena e i loro figli che vivono in un paese, mai nominato, ma che per le allusioni storiche e geografiche il lettore identifica agevolmente con Corleone.

Tra città e campagna, tra continuità e opposizione (non sempre, infatti, i due mondi si scontrano), il romanzo racconta le vicende di numerosi personaggi, dei figli degli uni e degli altri consuoceri in primo luogo, che spesso s’intrecciano ma a volte si accampano senza seguito. Si tratta, in prevalenza (a parte don Liborio, poco rappresentato, e don Leoluca, più visibile sulla scena) di vicende legate a giovani e alla loro crescita, alle loro speranze, ai loro giusti timori, aspettative, ideali, delusioni, dolori e fidanzamenti, rotture, matrimoni, nascite, battesimi e, molte volte, forse troppo spesso, a premature e inquietanti morti. Una sorta di magma familiare, al cui interno si confondono quelli che per il narratore sono gli elementi primordiali di ogni società: la giovinezza del mondo.

Guido Vergani definì Il mondo giovine «l’opera di un "chiarista" nella sottile lucentezza dei paesaggi e nell’approfondita tenerezza con la quale l’autore ha guardato ad un mondo assai meno amaro di quello di Pirandello e meno ironico di quello di Brancati, in una continua vibrazione stilistica che dà alla sua pagina effetti di rara trasparenza.»
Pizzuto ebbe la consapevolezza che il romanzo di Spinelli fosse un capolavoro.

Un romanzo a così alta tenuta narrativa, che non presenta cedimenti e che riesca a coinvolgere, ad avvincere il lettore, per centinaia di pagine, espressione di un ricco universo artistico e umano, non può finire nelle misteriose e bislacche secche della sommersione letteraria.

La presente ristampa, a poco meno di cinquanta anni e nella stesura che ebbe le ultime cure dell’autore, rende giustizia a uno scrittore riservato e di ampia apertura alare, recuperando un capolavoro alla letteratura nazionale ed europea.
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€ 22,80 24
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C’è un’aria di famiglia che circola tra le pagine di Vito Mercadante, un’immagine della Sicilia sulla quale si strutturano i ventitré (più uno) racconti che risale ad una ben codificata tradizione letteraria che sostanzialmente ha delimitato l’Isola come spazio ’diverso’. 

Il ’più uno’ è, in realtà, il primo racconto, "San Pancrazio", Ragalpetra di turno, luogo minimo e, come sempre, metafora utile a conoscere e interpretare la realtà più profonda e vera dell’Isola. San Pancrazio è il menabò che contiene la rappresentazione generale, sintesi di un’attenta e disincantata visione del reale. L’uno spiega gli altri e non perché i ventitré racconti sono semplicemente un’espansione o esplicitazione del primo che li contiene condensati, ma nel senso più preciso che, attraverso un’analisi per grandi linee della storia siciliana e soprattutto del ruolo dei siciliani al suo interno, il primo racconto costituisce la necessaria premessa per interpretare lo sguardo amarissimo che si posa su uomini e cose di Sicilia, senza alcun velo e con la poca pietà che merita chi è causa delle proprie disgrazie. 

Determinante è l’inversione dell’ottica storica, letterariamente di successo e diventata quasi luogo comune, che anche nei suoi esiti artisticamente migliori ha rappresentato il siciliano come un popolo costretto a subire il succedersi delle varie dominazioni straniere, come soggetto passivo in un cristallizzarsi di reazioni destinate alla noia o, peggio, all’indifferenza, che hanno fissato in un carattere definito la sua perpetua esclusione dalla storia rispetto alla quale è diventato alla fine abulico e concretamente estraneo. 

Mercadante, al contrario, rivendica ai siciliani un ruolo fortemente attivo e protagonistico nel costruire la propria storia la cui costante è il tentativo, di volta in volta riuscito in varie forme, da parte della classe dirigente di separare il potere centrale da quello locale così da governare meglio e più direttamente fingendo di subire i duri colpi di una dominazione. 

"Dalla natura - infatti - dei rapporti di uno Stato posto al di là della Sicilia e i potenti di ogni paese e fra questi e la gente derivano i costumi di essa". E posti questi rapporti, i costumi non potevano che essere "la violenza da una parte e il servilismo dall’altra e il mescolarsi di tutte e due le cose, la mancanza di civismo, lo scetticismo sui valori umani, sul progresso e sulla storia, l’individualismo portato all’esasperazione: costumi che sono così fermi da sembrare di carattere universale anche a quei siciliani che sono considerati intellettuali di tipo europeo e che sono invece estremamente provinciali". 

I riferimenti risultano chiari, anche se Mercadante non fa nomi. Ma è proprio questa provvisorietà e storicità di questi caratteri a renderne, se non immediatamente possibile, almeno ammissibile il cambiamento. Cosa che spiega il titolo. 

La visione "amarissima", avrebbe scritto Pirandello, di questa Sicilia parte dalla constatazione che "l’Italia a San Pancrazio, come in ogni centro della Sicilia, è un nome vano come l’Europa, la Terra e il mondo". Da questa nuova formulazione dell’immagine della Sicilia e della sua ’diversità’ ha origine lo sguardo che nei racconti l’attraversa e che ripropone però gli strumenti adatti al cambiamento che già altri scrittori, come ad esempio Sciascia, hanno indicato ("Un’ondata di razionalismo non farebbe male al popolo siciliano") o letterati meridionali come il De Sanctis suggerivano per la nuova Italia: "L’abitudine alla verità, allo studio della realtà". 

Del carattere visibile e ’visivo’ di questo cambiamento si occupa d’altronde un racconto (Il ciclope) che ’del vedere con un occhio solo’ fa una caratteristica dei siciliani da cui discendono "realismo da una parte, sofisma dall’altra". Sta di fatto, comunque, che "amarissimi" sono i ventitré racconti che seguono e che rappresentano il vuoto di ideali e il sostanziale materialismo di base che ordina le aspirazioni, i sogni, i comportamenti dei siciliani. Anche qui essi sono dei ’vinti’ ma non da leggi esterne e superiori ad essi, da una necessità che li sovrasta e che li fa soccombere, ma dall’ordinamento stesso che si sono dati e dal quale finiscono con l’essere alla fine stritolati. 

Questo meccanismo inesorabile non si svela direttamente, ma appare, semplicemente, grottescamente, così come si manifesta nelle piccole assurde quotidianità del professore Giacomo Lauro (L’uomo è forte in Sicilia). Altrove affiorano tipi che nell’angolazione prospettica di cui si diceva si manifestano soprattutto come reliquie di un passato da dimenticare, come apparenze di una realtà contraddittoria da trasformare: la vedova dell’inflessibile colonnello che si consola pur continuando a voler sindacare sul comportamento degli altri (La vedova triste), il professore che durante una conferenza vede scomparire via via il proprio uditorio e riceve successivamente le congratulazioni da parte di quelli stessi che non vi hanno preso parte, la gratitudine di don Sebastiano (Il cappone) che ostinatamente e umoristicamente giunge fin oltre la morte, o lo spettegolamento e l’ipocrisia dei piccoli ambienti (Le Vestali) la vita vissuta a grandi morsi, quale puro edonismo percettivo (Il peccato di gola), l’impossibilità un po’ verghiana di cambiare il proprio destino anche soltanto attraverso i figli (La vera storia di Peppe Fontana), che si concretizza nelle mene per intrappolare nel matrimonio il figlio di uno che è riuscito in qualche misura ad emergere (La trappola) sono tutte, insieme con le altre, figure e situazioni che si imprimono nella memoria non tanto per la scrittura razionale e sempre equilibrata ma per il disincanto realistico e insieme per la profondità con la quale Mercadante riesce a rappresentare l’"amarissima" realtà siciliana. ...
€ 11,40 12
SCONTO DEL 5%
anche in Ebook
In queste pagine prende corpo l’epopea piena di fascino e di memorie della più antica corsa su strada del mondo. Attraverso l’umanissima e singolare vicenda del suo personaggio principale ‘A cursa fa rivivere, infatti, il moderno mito della gloriosa e indimenticabile Targa Florio. E il racconto si fa subito epico non solo per le esaltanti e memorabili imprese dei suoi numerosi e valorosi protagonisti, ma per la singolare e anch’essa leggendaria figura del suo primo fondatore, Vincenzo Florio, e per la sua capacità di interpretare le aspirazioni di un intero popolo che nella corsa in automobile tra le sue pianure e le sue montagne riconosce qualcosa che appartiene al suo spirito indomito, avventuroso e pieno di coraggio. ‘A cursa entra così nell’immaginario collettivo siciliano come momento dell’identità e della partecipazione e l’esserci come attore o come semplice spettatore acquista per tutto un popolo un particolare significato. I protagonisti diventano i suoi eroi, espressione di un comune sentire e di un identico spirito collettivo.

In questo lungo e affascinante romanzo la Targa viene raccontata dallo sguardo innamorato e stupito del poco più che decenne protagonista nella sua difficile e dolorosa crescita attraverso un’adolescenza segnata dai lutti e dalle disgrazie familiari nel corso della quale punto di riferimento costante e sicuro sarà la guida amorevole e appassionata dello zio paterno. Il giovane protagonista crescerà sotto la sua ombra protettiva e insieme con gli insegnamenti finirà con l’adottarne anche i sogni, tra i quali quello della Targa Florio sarà certamente il più decisivo in rapporto con la sua formazione e il suo destino. Così, Franco Giuseppe Villabate non solo prenderà il nome dello zio, ma ne assumerà su di sé anche i sogni e da quel momento vivrà soltanto per partecipare e vincere ‘a cursa, vero e unico scopo di tutta la sua formazione e di tutta la sua vita futura che finirà col condizionare e determinare ogni sua scelta anche più intima e personale.

Merito del romanzo è quello non tanto di risuscitare in belle e appassionanti pagine narrative le vicende reali della Targa Florio, quanto di aver saputo rappresentarle all’interno di una dimensione epica avvincente nella quale il dato storico, anche nelle sue articolazioni più tecniche e aneddotiche, riesce sempre a fondersi con l’esperienza del protagonista e con le sue personali aspirazioni in un’appassionante vicenda individuale. Ne viene fuori un romanzo di formazione che è anche la narrazione delle vicende della cursa che riesce veramente a catturare il lettore e il suo immaginario dalla prima all’ultima pagina facendogli respirare un’aura che, se certamente oramai appartiene a un passato memorabile, fa parte ancora dell’immaginario di tutti.

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€ 18,05 19
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E’ un racconto psicologico che si snoda attraverso un grappolo di lettere che il protagonista, dalla clinica psichiatrica dov’è ricoverato per un tentativo di suicidio, spedisce alla moglie Mila.

Temi quale la morte, la solitudine, l’amicizia, il vuoto esistenziale trovano una loro spiegazione alogica e pregrante di sentimento.

Il nucleo del racconto è nell’assunto secondo il quale il tempo non esiste come serie di avvenimenti, ma come un insieme che incombe sull’animo di noi comuni mortali. La non-esistenza del tempo connota la nostra vita di tutto ciò che è accaduto. Il tempo è l’unica cosa veramente eterna. Esso è una sfera all’interno della quale vivono gli avvenimenti del nostro passato.

Dunque, l’inferno non sono gli altri, come dice Sartre; l’inferno è la nostra esistenza intima, perché il passato è l’unica cosa veramente inconoscibile.

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€ 7,60 8
SCONTO DEL 5%
dalla prefazione di Aldo Gerbino:
E’ una “pesantezza lanosa” quella che avvolge il teatro esistenziale di Emilio Paolo Taormina: formazione alla vita e rarefazione, apprendistato per un eistere contro la neghittosa impudenza della realtà.

Palermo vibra, quale corda tesa mai pronta a lacerarsi, nello scorcio di un tempo che, al di là della cronologia (dagli anni Cinquanta ai Sessanta), denuncia il suo umore distruttivo e invitante, sinuoso e colmo di ulcerazioni.

Il bancone di vendita d’un negozio di dischi si trasforma così in banco di prova alla vita, scenario su cui affiorano personaggi confrontati di continuo con l’illusione, con le amarezze dell’Autore, mescolate alla sua réverie poetica, pronte a sfaldarsi con le più tenaci aspirazioni. Anche il paesaggio urbano fa da cornice alla lingua dell’anima e all’azione autobiografica; la luna diventa corpo bianco e squamoso “come il ventre di un merluzzo”, o cosparsa di filamenti, o color del rame; essa è midolla di tenui lucori, di frammentate aspirazioni, di odiosi incontri e soffici, quanto fuggevoli, amori. Il negozio (negozio dell’anima e del corpo) diventa allora, in questa prosa tenue e suasiva, osservatorio privilegiato; esso contende alla strada (Palermo, forse, è l’unica città italiana ad ospitare una via “Terrasanta”), un tempo avvolta dal profumo degli aranceti e cosparsa dalla voluttà della zagara, il guazzabuglio dell’esistenza, l’orgogliosa ricerca per la comprensione del “giusto peso dell’anima”.

Quel sentimento di dolore e di pena sottile è raccolto nelle trame di un paesaggio sonoro, ricco delle tracce struggenti di sassofono (forse quello di Charlie Parker?) e densi liquori sul volto afono del tempo.

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€ 5,70 6
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Come una sorta di micro-epopea etnica (sangue siculo-alba­nese) si offre questo «anacronistico», ma gustoso "reprint" del romanzo siciliano di Nicola Di Marco Cuccia, dal titolo L’ombra, pubblicato dal supplemento Domenica del «Gior­nale di Sicilia» dal maggio 1945 al gennaio 1946, in 30 pun­tate, firmate con lo pseudonimo Rocco Santamaria. E appaiono manifeste le ascendenze con i padri del romanzo popolare e veristico: da Vincenzo Linares al Verga, meno a quelle proprie del ’feuilleton’ caro all’inventiva di William Galt, per il quale manca l’esasperazione dell’intreccio stori­co, la passione per le architetture urbane e la toponomastica. Qui, invece, troviamo un’affollata ritrattistica (il truce Ros-somaligno, la dolce Santa d’Ignoti dalla carnagione d’avorio, l’irruente Turi di Padron Gaspare Lena, la volitiva Ntonietta di padron Carmine Papa, don Rocco Manolesta, zu’ Giurlanno Massaru Ciccu, Mastro Angelo Testalonga, i beccamorti Massaro Ntoni Coppola, Mastro Costantino lo Scimunitu, il papas Simone Castriota, la gna’ Carminuzza Linguacciuta, Massaro Ntoni Capra, donna Rosa, Nofrio Nzinzula con lo spirito del gigante Ferraù, e tanti altri); essa accompagna nel suo essere un’interessante lettura sociopsicologica e antropo­logica, innervata da un cromatismo linguistico e paremiologico che non può non ricondurci al Pitré demopsicologo, alle pieghe di una tradizione orale d’ampia efficacia e icasti­ca pregnanza. L’ombra della morta ammazzata, portatrice di sventure (un’ombra da scacciare a colpi di croci), sacrificata dalla cecità dei costumi e delle miopi usanze, vaga per il paese di Contessa Entellina, si sposta per le campagne di Chiusa; in questi luoghi, amori, umori, enfasi sentimentali, iracondie e bigotte osservanze destrutturano un minuscolo cosmo votato all’oscurantismo, avvertendo, comunque, nel picaresco incedere degli eventi, dove ruota l’amore tra Turi e Santa, il declino d’una civiltà. Nicola Di Marco Cuccia (che rileggiamo a quaranta anni dalla scomparsa) tratta tutto que­sto materiale con vivacità espressionistica, leggendo, quasi attraverso una fisiognomica darwiniana, tracce di vicende e volti, esilaranti accadimenti umani e ambientali.

Aldo Gerbino
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